
Il monarca comincia col piglio delle giornate più ferocemente abbaglianti. Pioviccica anche, ma il tetto rimane chiuso. Murray, travestito da Napoleone gran stratega, comincia mettere in atto la sua raffinatissima tela. Grosso modo, servire bene e rispondere aggressivo. Assumere il comando del gioco, ed anestetizzare lo svizzero, bloccandolo sulla diagonale rovescia, finchè questi non sbagli. E la tattica gli riesce alla perfezione. Il problema è che l'altro non sbaglia niente. Anzi, inizia uno spettacolo impressionante. Una brillantezza e determinazione, disarmante. Quando non partorisce un vincente, col rovescio si apre il campo, e chiude con una stilettata di dritto. Va a nozze con gli schemi dello scozzese. Sembra quasi invocarli lui stesso, in un picco di umiliante e sadica dimostrazione tennistica. Mohammed Alì, che ballonzola attorno all'avversario, e lo invita a picchiare più forte.
La ricercatissima strategia di Murray, ha una variante ascetica: Avere fede in qualche Dio, e sperare che qualcosa cambi. Dall'alto. O che il dispota si appisoli, in un regale sonnellino ristoratore. Ognuno sceglie la sua fine. Alì Tsonga aveva deciso di morire, provando ad attaccare all'arma bianca. Davydenko scoppiando e andando fuori giri dopo un set e mezzo di anticipi inumani. Andy rimane attaccato al match, con i denti aguzzi. Ma Federer è semplicemente ingiocabile, ed incamera il primo set, 6-3. Un satanasso insuperabile, per tutti quelli che abitano il pianeta terra. Abbagliante, impeccabile e perfetto. E come non bastasse, concentrato sulla partita, come poche altre volte.
Si salva, Andy, evitando miracolosamente l'1-4 e 2-5 pesanti, nel secondo set. Inquadrano mamma Murray. E' a metà tra un generale della Gestapo ed una ultrà ebbra di whiskey. Si comprime tutta. Stringe i pugni, urla un raggelante "c'mon" e qualche altra amenità incomprensibile, con gli occhi intrisi d'odio. Breve riflessione rassegnata: Cosa potrebbe uscire fuori dall'educazione di una simile mammina premurosa? Un hooligan, un tossico, un frate trappista, o un emulo dello strangolatore di Boston. La fortuna del ragazzo, è che ha talento per.il tennis. Federer versione monstre, porta a casa anche il secondo set. 6-3 6-4, e tutto appare complicato. Patrick McEnroe, in cabina, cita le precedenti rimonte di Murray, da 0-2. Gasquet e Melzer. "Ma questo qui è Federer..." sottolinea con un pò di imbarazzo.
Il sospirato spiraglio, coincide col regal sonnecchiamento elvetico. Roger affronta una palla break, si apre il campo col dritto, gioca una volè come se stesse scherzando con le gemelline. Lo scozzese s'avventa deciso, e lo passa. Caccia un urlo tremebondo, mostrando la dentatura da film del terrore di quarta categoria. Pure l'anziana mamma bacucca, si scompone. Sembra le debba partirle un embolo. Lo scozzese d'Inghilterra, avanti di un break, e con la prospettiva, almeno, di allungare il match al quarto. Prende coraggio, aumenta le sortite a rete. Anche il pubblico ci crede. Non per altro, vorrebbe vedere più tennis. Dura poco. Federer riprende a sciabolare in punta di piedi, danza maestoso, a suon di dritti vincenti, e ricami a rete. Colpi che partono con una facilità disarmante, che piegherebbero le ginocchia a tutti.
Il match è a tratti bellissimo. Sul 5-5, a Rogerio riesce una demivolè pizzicata, che è una delizia, simile ad un cioccolatino al rhum. Murray sull'orlo del baratro, evita che lo svizzero vada a servire per il match. Apoteosi nel suo angolo, la carampana occhialuta rischia di ruzzolare a pelle di leone, per la contentezza. Nel tiebreak del terzo, lo scozzese scappa avanti, ma ha lo sguardo avvilito ed impotente, e la faccia da pugile suonato. Federer rinviene con un cross di dritto in corsa, da fantascienza applicata al tennis. Murray canna maldestramente un set point, con un pavido dritto a metà rete. Il tiranno elvetico ne annulla un altro, andando a prendersi il punto a rete. Tiebreak pazzesco, con lo svizzero che gioca una stop volley immaginifica, sul 9-9. Murray illude i suoi invasati supporters, annullando un match point, con un miracoloso recupero di rovescio, su inutile leziosismo del monarca. Prima dell'inevitabile resa finale.
Federer può piacere, o essere detestato. Ma dimostra di essere ancora, il più forte di tutti. Non c'è possibilità di sbagliare. Lo dice il campo, e simili prestazioni. Se non si vuole credere ai numeri, che alla voce slam vinti, recitano: sedici. Murray, al termine di un torneo comunqe positivo, dovrà continuare a sfidare, o aspettare che l'elvetico si annoi. Rimane un rivale di valore, forse meno dirompente e agonista genuino di Del Potro, con cui si gioca il ruolo di attuale numero due.















