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sabato 7 luglio 2012

WIMBLEDON 2012 – PAGELLONE DEL TORNEO FEMMINILE “AD CAZZIS CANIUM”






Day 12 – Dal vostro inviato che con le citazioni latine da bocciatura in prima ginnasio, va forte almeno quanto Formigoni. E che però, leggendo 250 commenti per la submentale riflessione di un cerebralmente stitico su livetennis o altro sito generalista e solo una decina qui, avverte addosso uno strano fatalismo suicida. E voglia di cambiare hobby: stalker dei submentali quasi-vip da Grande Fratello su twitter. Vi terrò informati, teniamoci in contatto.



Serena Williams: 8. Divertente, alla fine, osservarla mentre sbatte gli occhioni col fare della consumata attrice di soap opera. Mosse e moine da bambolona finto-bionda che fanno di lei una Marlyn nera e con circa mezzo quintale di muscoli in più. Pochi istanti prima aveva sbranato Agnieszka Radwanska. Un set e mezzo di assoluto dominio rullante, a livelli di imbarazzo reale. Ancor più incredibile perché condotto col motore tirato a ¾ di velocità, attenta solo a non sbandare o strafare. Quando l’altra inizia a difendere bene, va un po’ fuori giri e tende a disunirsi, perde il secondo e inizia contratta il terzo. Poi però, d’esperienza e classe, riprende la marcia. Impressionante. Quando ha voglia e quella imponente massa muscolare gira senza intoppi, non ce n’è ancora per nessuna. Orche, picchiatrici, sapienti regolariste, tecniche avventrici, maschi metrosexual e chi più ne ha. Con queste isteriche bambolone spocchiose ed urlanti, sembra ci giochi. Le porti al luna park prima di tirarle un colpo tra capo e collo. 
Agnieszka Radwanska: 7. Quel boato che accoglie il suo primo game vinto sullo 0-5 è quanto di peggio possa esserci. Triste, avvilente, involontariamente umiliante. Ma forse ha il dono di svegliarla dal torpore e dalla paralizzante emozione di una finale a Wimbledon. Mette il mantello di Mandrake con l’occhio da faina e le inesistenti labbra a cuoricino, riuscendo ad incartare un po’ il feroce felino nero, prima di arrendersi. Composta, sobria, a tratti leggiadra nella sua regolarità difensiva, se rapportata alle sbraitanti gigantesse che la circondano, mi convince ogni volta di più. Buona manina, e qualche discreta trama, nella noia infernale. Durante la premiazione piange come una bimba, mangiucchiando una caramella (al lampone, azzardo) innanzi all'impagliato Re stoccafisso Filippo d'Edimburgo (che secondo me deve tanfare orrendamente di naftalina). Un po’ ci aveva creduto, di poter rimontare, vincere e diventare una delle più incredibili numero uno al mondo della storia, alla sua prima semifinale di major. 
Victoria Azarenka: 4,5. Serena ridicolizza ancora questo agghiacciante incrocio tra Linda Blair e Freddy Kruger. Tambureggia orrore urlato a tutto spiano, ritmate roncole con incessante colonna sonora di cicale indemoniate. E se qualche cartone animato non pilotato dagli sponsor riscrivesse le regole sul “punto disturbato” includendo la sirena continua? Impossibile. Serena la schianta di giustezza e poi battendo Agnieszka in finale le consente di rimanere numero uno. 
Caroline Wozniacki: 2+. A racchettoni da spiaggia sarebbe bravissima, secondo me. Anche divertente e con un collo affusolato da cigno. Sicuramente meglio delle mia goffa amica Cinzia, ridicola. 
Angelique “Briegel” Kerber: 6 (di timore). Questa con le cosce spacca le noci di cocco, comunque. Ogni volta che (mio malgrado) la vedo, mi balza alla mente una raffinata riflessione sociologica: Come mai i tedeschi nel tennis femminile producono terrificanti prototipi di panzer cruenti, iperagonisti ed irriducibili, mentre tra gli uomini spuntano solo ciclamini leziosi e anagonisti (o anal-agonisti, che rende di più l’idea)? E chi lo sa. Immagine utilizzata dai siti sadomaso quella della “mistress” Kerber con lo schiavetto Petzschner, impegnati in un misto da leggenda. Questa tedescona con le gambe da terzinaccio del Borussia Monchenglandbach è stata congegnata in modo diabolico. Alla mancina roncola ora abbina una folle capacità difensiva. Altra semifinale raggiunta disinnescando le sfuriate della connazionale Lisicki. Il futuro è suo. Quindi non disperatevi se doveste morire nel breve periodo.
Petra Kvitova: 4. Vincitrice uscente, in fase di confusionaria abulia e salute approssimativa. Si arrampica fino ai quarti. Pesta sodo e a ben vedere ha più mano, tocco e capacità di variazioni rispetto ad una Azarenka o Sharapova, ma non basta contro il carnefice Serena. 
Tamira Paszek: 6,5. La balconata austriaca dalle inestricabili discendenze multietniche ha un rovescio assai geometrico e dritto meno efficace che però mi diverte parecchio, quasi un gancio spezzato mentre spadella una piadina. E sui prati si trova a meraviglia, come una mucca all’invasato pascolo. Sarà perché sull’erba riesce prodigiosamente a controbilanciare il terrificante fardello di due tette spropositate, lavorando sull’inerzia capezzolare dopo anni di studio nella galleria del vento di Kitzbuhel. Gran battaglie vinte in rimonta, prima di arrendersi con decoro alla Azarenka nei quarti. E via. Occhio appallato, terrificante pugno sul cuore, sguardo di cattiva esaltazione al suo angolo ed “ajde” a piene tette. Istantanee da non dimanticare. Perdio. La salva solo una specie di surreale bruttezza simpatica. 
Maria Kirilenko: 6+. Bona è bona. Niente da dire. 
Sabine Lisicki: 6,5. Lo scalpo di Maria Sharapova è qualcosa per cui proporne una beatificazione a Benedetto XVI che, pettegolezzi di portineria, pare abbia assistito agli incontri dei suoi connazionali pupilli in canottiera sul divano, scofanando crauti, bevendo birra, scorreggiando e tirando bestemmioni leggendari. Su erba Lisicki si trova benissimo perché è brava a piegarsi sulle gambe. Vedi questa sua inclinazione, quasi talento naturale, anche quando esulta tutta piegata sui gamboni con la bocca aperta e i denti da roditore in bella evidenza. Che poi, se in una notte di plenilunio dovesse mai congiungersi con un Andy Murray ebbro di Nesquik e caramelle mou, dall’incresciosa copula nascerebbe un toporatto albino. Brava nel liberarci di Masha, perde da Kerber e fallisce una finale alla sua portata. 
Camila Giorgi: 6. Se le insegneranno una parvenza di approssimativa tattica rinvenibile nel manuale delle giovani marmotte, diverrà molto forte. Per ora tira e roncola da ogni lato e verso. Un tennis spartano, estremo nella sua violenza, quello di questa ragazza docile e timidissima che con gli occhi velati di tristezza e in un curioso ispano-americano-italiano confida come dopo il successo su Pennetta le sarà (forse) concesso un gelato. Serena a quell’età ti avrebbe risposto che avrebbe festeggiato mangiando un pollo vivo, ubriacandosi in un night e forse facendo un’orgia ristretta. Il suo è un tragico ossimoro che spesso coincide con vessazioni e schiavismo minorile. Sarà. Ad ogni modo questa docile picchiatrice furiosa ha mezzi tecnici e fisici da far gridare all’attentato per la tardiva esplosione. 
Maria Sharapova: 2. A casa. Annichilita da Lisicki. La sera stessa l’hanno sentita rantolare come una svitata durante un party mondano della city. 
Kim Clijsters: 6. Alla carriera che va finendo. Vince tre buoni match. Wimbledon non è stata mai la sua casa, ma vederla congedarsi raccogliendo appena due games dal panzer Kerber, mette molta tristezza. 
Vera Zvonareva: 7,5. Idolo indiscusso. Sempre di più. Ogni volta capace di sorprenderti con una sfumatura nuova venata d’irreale. Dopo mesi difficilissimi, il fisico sembra reggere. Vince due ottime battaglie. Gioca contro Clijsters quando, tutta paonazza e con gli occhioni chiari abbottati di lacrime, chiede l’intervento del medico. Ed ecco la luminare con lo stetoscopio, che controlla il battito pazzo del cuore di quest’eroina perdente. Virtuosa della sconfitta carpiata. 
Sara Errani: 3,5 (d'infinita stima)Sull'erba sembra la talpa che invece della terra prova a fare la buca sul ghiaccio.Riesce a perdere un set senza vincere un punto, la neo top ten. Una cosa che se ci provi a 6 anni contro un quindicenne molto forte, mica ci riesci. Anche per sbaglio, un punto lo fai, se l'altro sbaglia. E infatti la vittoria, specie sul veloce, non dipende da lei ma dall'avversaria (numero 5 o 100 che sia).
Francesca Schiavone: 6. Affronta l’erba senza quella spocchia da madre sacerdotessa con lo sguardo volto a lontani orizzonti e melancolici tramonti parigini che sol'ella puote conoscere. Gioca da erba, sfruttando bene quelle che sono le sue innegabili doti tecniche. Nervosa per la pioggia, si disunisce e perde la grande occasione di battere Petra Kvitova. Le urla lancinanti e strappa viscere di vitello, sono un altro conto. In questo inizio ad essere insofferente anche verso la mia eroina Maria Josè (4,5, n.d.r), figuriamoci con le altre. Anche una virtuosissima ballerina che danza in un modo soave, se si presenta ragliando come se la stessero scotennando e con le gambe pelose, trasformerebbe il mio godimento in un momento pulp. Persino Eleonora Abbagnato diverrebe cosa bruttissima, indecente. "Consideri il tennis balletto classico?", dimanderà qualcuno. In un certo senso, risponderei. Ma di questo però, tratto in un mio saggio sull’etica nell’estetica del bulbo pilifero applicato alla “morte del cigno” di una ballerina zoppa.

10 commenti:

  1. Super Serena, però, come da tempo ormai, i tornei WTA sono in preda alla roulette dell'est con qualche spruzzo di random qui e lì.

    Voto 10 e lode per la descrizione dell'incontro tra la Lisicki e Murray!

    A domani, sperando che il disagio non trionfi del tutto sul campo centrale!

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    1. Sì, ma stavolta Serena le ha sistemate tutte. Non può che farmi piacere. L'americana è discutibilissima per certi versi, ma meglio di tante.
      Ciao Klimt, a presto.

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  2. i 250 commenti al pezzo dello stitico servono soltanto a colmare il vuoto interiore lasciato dall'articolo, proprio come ci si riempie di cheesburger/cioccolatini -secondo preferenza- per colmare la voragine creatasi nelle viscere assistendo ad una vittoria di Nadal o Djokovic nel tempio di Wimbledon.
    Leggendo un tuo articolo ci si sente sereni ed appagati, e non vi é alcun vuoto da riempire (se non con una bella, fresca birra chiara, come in un post-orgasmo dei sensi), proprio come quando si assiste ad un Kohli che schianta un picchiatore sull'erba o una semifinale Safin-Federer agli AO2004 o Federer-Djokovic a Wimbledon 2012. Finito quello, va bene così, non c'é null'altro da aggiungere.
    Quindi, per l'amor del cielo (e del tennis), non cambiar hobby ;)

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    1. Ma certo, se guardiamo bene anche la D'Urso fa più spettatori di un film minimalista cecoslovacco. Gigi D'alessio vende più di un gruppo di peruviani che fanno musica andina e raccontanop gli errori della conquista di Colombo. Moccia vende più di uno scrittore esistenzialista moldavo morto di tisi nel 1993.
      E' la vita, in fondo...:)

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  3. Ingeneroso il 2 alla splendida Masha

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    1. Ma nella grande simpatia. E con deferenza. :)

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  4. Non ci lasciare, non abbandonare il blog! E' una boccata di ossigeno ad ogni lettura.
    Forza Roger e complimenti!
    Matteo

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    1. Ciao Matteo, molte grazie. Ma anche cime stalker di autoproclamatisi vip, sarò divertentissimo...:) Ciao, a presto.

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  5. ottimo!
    concordo su tutto, in special modo le tue valutazioni riguardo gli innumerevoli tentativi di cercare di sprecare il talento della giorgi e l'apprezzamento riguardo la kirilenko....eh si è proprio bona....
    massimiliano

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    1. Non so se siano tentativi di sprecare talento...ma una col suo braccio ed il suo fisico, non può entrare nelle prime 100 a 21anni. Se pensiamo a Wozniacki che a 19 stava....va beh, lasciamo perdere. :)
      Ciao Massimiliano, a presto.

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Dissi io stesso, una volta, commentando una volè di McEnroe: "Se fossi un po' più gay, da una carezza simile mi farei sedurre". Simile affermazione non giovò certo alla mia fama di sciupafemmine, ma pare ovvio che mai avrei reagito con simile paradosso a un dirittaccio di Borg o di Lendl. Gianni Clerici.