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lunedì 20 agosto 2012

IL CONSAPEVOLE SUICIDIO ASSISTITO DI NADAL





Lasciate perdere le stronzate, e seguite me. Unica voce attendibile allo interno di un panorama tennistico/letterario abominevole. Scusate l’auto pompino gratuito, ma ogni tanto ci vuole. Puttanazza eva.


Tanto tuonò che piovve, in questa torrida estate dei misteri. Così esordirebbe un ammaliante Salvo Sottile, ammiccando alla cinepresa con l'occhio bovino e labbro tumido da vitellone di riviera, nel descrivere uno dei casi nell’estate dei delitti. Quando la calura diviene insostenibile per meningi logore e già provate, e l’efferato omicidio esalta gli animi dello spettatore. “E la chiamano estate, questa estate”, sottofondo strappa lacrime, con un pizzico di fatalismo. Ebbene, ci avevano provato in tutti i modi a tenere celata la notizia, creando una ridda di ipotesi più o meno fantasiose, più o meno credibili, attorno a Rafael Nadal. Fitti misteri bulgari, sagome cartonate ai balconi del Kremlino, e presidenti russi morti da sei mesi che godevano di buona salute. Siamo lì, servizi segreti e Kgb a parte. Nadal rinuncia all’Olimpiade nella quale doveva essere portabandiera. Poi dice “niet” ai due Masters 1000 americani, ed infine dà forfait anche all’imminente Flushing Meadows, con due settimane d’anticipo. Dev’essere qualcosa di grave, si domanda il bagnante di Bordighera. Interrogato, il medico rivela che Nadal sta mica tanto bene coi tendini delle ginocchia. Però è vivo. Il manager, sorpreso in un night club assieme a due bagasce: ”Rafito? Macché, non ha nessun problema alle ginocchia. Non sta in forma, diciamo.”. E lui? Nel suo profilo social parla di dolorosa rinuncia, incensa una fondista iberica più strafatta di Keith Richards e si limita ad incitare i suoi compagni col solito impeto: “Vamos a ganarrrr Espana!”. E quelli, i membri delle gioiosa macchina da guerra in salsa “occhettiana”, dalle olimpiadi in poi raccolgono solo sconfitte in serie. Spariti, scomparsi, liquefatti. Zappatore Ferrer? Deliciano Lopez? Ciccio brutto Almagro? Nandone Verdasco? Mosquito Ferrero? Tutti alla macchia, in modo sinistro. Roba da Csi, che sarebbe meglio della Wada topolinia. Solo il leggiadro orsacchio merdino Marc Lopez ed il fabbro storto Granollers vincono un paio di match in doppio. 
Chiacchiere mirabolanti, visto il personaggio Nadal, da sempre avvolto nella spirale del pettegolezzo per sue stesse discutibili trovate. Qualcuno lo dava ormai frate buddista pronto a partire in Buthan. Mai accertata la voce che lo vedeva assieme al giovane ex premier italiano nella sala d’aspetto di un famoso luminare prussiano per il rinfoltimento tricotico mediante setole di cinghiale. Il megapresidente, riconosciutolo, gli avrebbe proposto un contrattone come centrattacco del Milan: tre veline e due ex meteorine scadute a settimana. Ricevuto il rifiuto, in Via Turati hanno virato verso il prestito gratuito di un viado brasiliano 49enne, ingaggiato a 510 euro al mese (in nero). I più fantasiosi giurano d’aver avvistato il tennista di Manacor a far conquiste sulle spiagge di Avetrana assieme all’Alain Delon locale, Ivano. Pronto come una faina, Salvo Sottile sguinzaglia i segugi che da oltre due anni vivono in una tenda sotto casa dei Misseri cibandosi di scarafaggi. Filomena Rorro intercetta Zio Michele in bicicletta, fischiettante come un cardellino in amore, ma quello risponde fastidiato assai: “Con te non ci parlo, perché tu sei una cretina!”. Quando anche un abbronzatissimo Bruno Vespa, di ritorno da Cortina di un pezzo, si accinge a trattare della clamorosa scomparsa del campione con una puntata speciale dal titolo “Il clamoroso caso del tennista scomparso: Forse rapito dal governo Monti o dalle Brigate Rosse, le stesse che trucidarono Aldo Moro”. Dopo Vespa avranno capito che continuare con questo goffo, patetico e ridicolo silenzio, non era il caso.
Ecco allora la ferale notizia: Nadal non può sforzare il tendine del ginocchio sinistro, che rischia di spezzarsi definitivamente. Soffre della famigerata “sindrome di Hoffa”, che sembrerebbe patologia che affligge gli anziani già schiavi della gotta, ma invece è morbo che porta al logoramento di un cuscinetto presente nel ginocchio. Una zona creata dal padreterno lungimirante, per attutire gli urti tra rotula e tendine. Quelli normali. Perché il padreterno mai avrebbe pensato che un ossesso violentasse a questo modo le ginocchia. La notiziona, insomma. Più o meno simile a quella del 2009, quando per gli stessi problemi il tennista iberico rimase fermo qualche mese. Il mistero di Pulcinella strafatto di anguria. Eppure, vuoi vedere che i giornali ora inizieranno la melensa girandola dei titoloni strappalacrime? “Il campione sfortunello”, “Lo Eroe impavidissimo che seppe vincere malgrado la malvagia malattia”, azzardo. Qualcuno arriverà alla bestemmia di tirare in ballo Marco Van Basten. Il cigno di Utrecht fu costretto a smettere col calcio a 27anni, per via delle botte che gli frantumarono la caviglia, ormai priva di cartilagine. Il nostro, i tendini se li è divelti in modo atroce da solo, esprimendo qualcosa che somigliava a tennis orridamente acrobatico ed inevitabilmente suicida. Cazzate, chiaro. Come cazzate sono anche le elegie funebri che ne celebrano ancora la dipartita sportiva, quando questo è solo uno stop precauzionale. Preoccupante, ma non la fine di tutto. Rafael Nadal è solo giunto a quel tragico varco cui molti lo attendevano, da anni. Vuoi che questo, a simili livelli di atroce vessazione fisica cui si sottopone, arrivi a trent’anni? Ci si domandava con fare retorico. Cioè, ci arriverà, vivo. Forse camminando normalmente (nessuno però si permetteva di puntarci molto), ma difficilmente lo avremmo visto trentenne ancora sui campi da tennis ai suoi livelli. Improbabile, almeno. Nadal ha cambiato il tennis, tocca dargliene atto. In bene o in male, o “malissimo perdio”. Diventato l’idolo di molti bambini che con chioma fluente, canotte iridescenti, mutandoni e triviali urla belluine, vedevi per campi urlare “vamossss” e tendevi a voler abbattere con una scure. Per non farli soffrire. Osservavi apprensivi genitori che spiegavano loro quanto il tennis fosse sport pericoloso. “Don’t try this at home”, ammonivano dopo un match di wrestling. Ed il tennis è diventato wrestling, quasi. I nosocomi si riempiono improvvisamente di bambini ricoverati con le rotule spaccate in tre punti dopo aver provato il volo d’angelo di Hulk Hogan o il maglio di dritto in recupero scivolato dell’eroe maiorchino. Meglio quando ci finivano con la spalla lussata dopo aver imitato il servizio di McEnroe, in fondo. Si stava meglio quando si stava peggio, si sa. 
Da tempo lo si dice, fino a  diventare stucchevoli, monotematici e ripetitivi. Una volta dissi che se Nadal a 32 anni vincerà ancora tornei, potrei considerare l’ipotesi di seguire il curling. Troppo esasperato ed innaturale il tennis dell’iberico, per non provocare traumi fisici alle ginocchia iper sollecitate da movimenti così brutali e devastanti. Per un uomo, almeno. A sentire queste lagne, molti storcevano il naso arricciato da metrosexual e radical chic all’incontrario, con mutanda bordata d’oro: “La solita invidia verso chi vi ha sconfitto il vostro Kinke (cit. l'inarrivabile/inarginabile cronista di Bet365) Federer, tsè-tsè…uhuh…ihihi...vamosss…hiuhah…” e scorreggiando se ne andavano nella propria stanza manicomiale, come pseudo dandy afflitti da atrofia neurocelebrale. La realtà invece era fin troppo evidente, per i mentalmente sani. Nadal e chi lo gestisce si stava lentamente lacerando, pur di vincere. Ed ha vinto, tanto. Diventando numero uno, il quarto tennista per successi negli slam, una gran serie (non chiedetemi il numero) di Masters 1000, record su terra battuta, il golden slam ed altre amenità con nomi ridondanti, un par di Davis nel mucchio. Insomma, s’è giocato le ginocchia a rubamazzetto, ma ha vinto tantissimo. Il gioco vale la candela. Forse sì, forse no. Sicuramente era un rischio calcolato. Divenuto evidente a tutti in quel 2009, quando dopo l’esecuzione in salsa svedese al Roland Garros, dovette stare fermo. Luminari pazzi, o sciamani drogati, gli rimisero in sesto i legamenti ed i tendini del ginocchio sinistro, praticamente usurati come i lombi di Berlusconi. Lo fecero con pratiche legalmente illegali, emotrasfusioni e ormoni della crescita dichiarati legali dalla federazione, ma che per alcuni miserabili stronzi, rimangono moralmente illeciti. Ecco dunque che si parò di doping per un atleta normalmente sempre sotto certi riflettori a causa di un tennis così estremo ed innaturale. La parola “innaturale” viene e verrà spesso citata in questo submentale articolo-riflessione. Ma non si rifà ad un concetto che pure potrebbe essere scontato, trattandosi di campioni ed eccellenze, chiaramente sopra la norma. E’ innaturale una stop volley magica di McEnroe. Innaturale, un rovescio morbidamente vellutato di Mecir che spazzola un angolo acuto/ottuso/non-si-sa-ben-cosa, o un dritto in controbalzo vincente di Federer. In Nadal, quell’innaturalità è fisica. Deriva da un’esplosione di muscolarità esasperata ed esasperante, per i tradizionalisti che si ostinano a rabbrividire di fronte alle aberrazioni della scienza. 
Da quello stop parigino in poi, Nadal ha remato ancora, vinto nuovamente, sofferto tanto. Ma solo i ciechi non potevano accorgersi dei cambiamenti. Prima l’ingrossamento spaventevole delle masse muscolari che ne mettevano a repentaglio i tendini, poi il dimagrimento per salvarli. Il tutto su un volto che rimandava alla tristezza più nera/verdognola simile ad un alieno afflitto e sgomento (vedi foto). Truce, perseguitato, agitato. Invecchiato di sedici anni in tre mesi. Dov’è la bellezza e la gioia di questo sport? Dopo l’ultimo punto, chiaro. I festeggiamenti. Ma continuava ad apparirmi nuovo schiavo dello sport medicale. Poco tennis, niente tennis, tanti esperimenti di medicina sportiva. Vengono ora alla mente le parole di mio nonno. “Se una moto che può fare al massimo 80km/h la tiri fino a 120, durerai al massimo qualche mese. Poi si sfonda (povero stronzo incosciente)!”. A meno che non la trucchi o provi a farla durare di più con qualche stratagemma. Rafael Nadal poteva, con diversa gestione tecnica e differenti ambizioni, finire come molti altri. Essere uno dei tanti grandissimi terraioli, il più grande di tutti. Vincere Roland Garros in serie, molti altri tornei argillosi, e raccogliere le "normali" briciole altrove. Sull’erba e su quelle superfici dure in cui pareva umanamente impossibile esprimere lo stesso gioco. Via, al massimo un quarto di finale o una semifinale a Melbourne o New York, non di più. Invece la consapevole schiavitù omicida di chi lo gestiva o forse il suo stesso animo guerriero di chi non riesce ad accontentarsi, venato di masochistico inconsapevolmente suicida, ha fatto il resto. Rafinho, comunque la vogliate mettere, invece di una normale continenza da numero 3 o 4 al mondo, o al limite provare ad inventarsi qualcosa di nuovo tecnicamente, colpi o fantasiose soluzioni diverse, ha finito per giocare allo stesso modo, provando l'umanamente impossibile. Una cosa storicamente mai vista, nel tennis. Inevitabilmente lacerante. 
Nel breve ha ottenuto risultati straordinari, alla lunga, lo sapeva lui, lo sapeva il suo entourage, lo ha capito anche il più miope degli spettatori, rischiava di distruggersi le ginocchia. Ma con quel modo di correre, arpionare e strisciare, sollecitando piedi, caviglie e tendini rotulei delle ginocchia in modo ossessivamente compulsivo, quanto poteva durare? E’ un uomo in fondo. Come da uomo, fastidiosamente autoreferenziale,  ha provato pateticamente a fare di quello che è un suo esclusivo problema, un problema di tutti: “Si gioca troppo sul cemento, rischiamo la nostra salute.”. Manco fossero tutti stunt-man, che il tennis fosse ormai arrivato allo stadio di sport pericoloso come il banging jumping grazie alle evoluzioni mostruose da play station. Sue, e di quel Novak Djokovic che imitandone strisciate e laceranti corse in recupero frantuma malleoli, trita tendini e divelli rotule, se non si gestirà in modo sapiente, rischia traumi notevoli. Sue e di gente come Gael Monfils, altro trapezista acrobata circense spalmato sui teloni, finito con le ginocchia sfasciate su una bancarella a "Portaportese". Da tempo lo si diceva anche di lui, che sarebbe finito nella clinica “ossi rotti”. Non perché gli si voleva male, ma perché era naturale finisse così. Già, la naturalezza, questa sconosciuta nell’epoca in cui l’innaturale, non ortodosso ed estremizzante ha finito per vincere titoli, dominare quasi. Nadal, scarnificandosi, ha battuto ed avvilito in modo costante quel Federer che, come sua terrena nemesi, ha invece ricevuto in dono da madre natura il talento tennistico più puro, a tratti imbarazzante. Qualcuno, per contrasto, e come banale e scontato che fosse, ha finito anche per ammirare e sostenere le gesta dell'ispanico guerriero che senza gran talento ma con la sola forza di un’utopia coraggiosa e suicida, ha deciso di volersi avvicinare al Re Sole. Poi però, Icaro finisce sempre per fare la stessa fine, quando il sole squaglia le ali di cera. Lo ha battuto, ha vinto, poi è finito, si rialzerà probabilmente, forse vincerà ancora, ma si dovrà arrendere, alla fine. Mentre il suo omicida occulto Federer a 31 anni ancora vince Masters 1000 a Cincinnati, ed il sicario materiale con le corride 2011, Novak Djokovic, ancora galleggia al vertice. 
E’ finito dice qualcuno, suonando la terza o quarta elegia funebre. Come le suonarono per Federer, dal 2008 in poi, sbagliando. Con lo svizzero era più arduo sbagliare, perché lì la miopia trascurò il talento naturale. Qui è più difficile. E’ di nuovo ai box, ritengo io. In attesa di rimettersi in sesto, in un modo o nell’altro, e magari vincere ancora qualcosa. Messo in piedi, sulla terra almeno potrebbe dire la sua. Rimane vittima, sicuramente, di altri ma anche sua, che si troverà ancora a doversi gestire, tra trasfusioni, stop, infiltrazioni, antidolorifici ed altre diavolerie, per continuare ad esprimere un tennis atroce a cui non ha alternative. E’ una regola ancora valida, malgrado tutto, rimane quella della natura che alla fine prevale.

36 commenti:

  1. questa è la settimana più calda dell' estate....infatti di vedono le prime conseguenze.....commento patetico.....

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    1. Questa è la settimana in cui ho aperto le gabbie al commento libero. E senza moderazione. Normale fosse festa nazionale per i minus habens al brado pascolo. Ed infatti, il primo miserabile e maleodorante sterco di vacca presentatosi sei tu.
      Lo so che aspettavi da due anni il momento, appostato come un satrapo ripugnante. Non credi ai tuoi ributtanti occhietti insulsi, vero? :)
      Complimenti per la costanza. Non hai vinto nessun premio, però.
      Non pretendere troppo da te. Il tuo commento non è "patetico". Sei tu che offendi il genere umano, i commenti che lasci sono solo una conseguenza.
      Evitaci almeno tutti quei puntini di sospensione da submentale ragazzina isterica, che fai cagare già abbastanza semplicemente esprimendo due concetti in croce.
      Senti un consiglio: Datti fuoco. Anzi no, la diossina inquina.

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  2. Piccoli Scanzi crescono.......predictable as hell, Picasso

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    1. Piccoli imbecilli che leggono articoli di "predictable has hell" e li commentano anche, crescono. E lo dicono anche. Incuranti di apparire ciò che sono: fastidiose cacche di cane commentanti, cui qualcuno continua a dare la facoltà di poter leggere e addirittura commentare cose che invece dovrebbero essergli vietate a causa di una imbarazzante minorazione mentale. Curala, o provaci almeno.
      Prevedibile come la merda sei, Antoniuccio.
      Non perdere questo tempo con me, leggendo mie cose "predictable" (uhuh, complimenti per lo angleso però. Tengo i brividi). Fatti una famiglia, perché piscio in testa a te e al tuo Scanzi, messi in fila, se non lo hai inteso ancora.
      Vai cacchetta, vai.

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    2. Gennaro Marco Devincenzis21 agosto 2012 02:03

      Picasso, secondo me basta non rispondere. Non serve farsi il fegato amaro per un'opinione (se possiamo definirla tale) non argomentata e scritta solo per provocare. Non ti curar di lor, ma guarda e passa...:)

      Marco

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    3. Ciao Marco,
      chiaro che certa gente vale meno del piscio di un sorcio rachitico e submentale.
      Ma ogni tanto occorre che qualcuno ricordi il loro triste stato. Se invece di commentare e portare in giro la loro frustrazione inferiore, si sparassero in testa, farebbero solo un piacere all'umanità.
      Ed ammetto che, a periodi, mi diverte anche, esercitare la mia verve insultante. :)
      Ciao, a presto.

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    4. Quante brutte cose dice questo inguaribile ragazzaccio esteta.....
      Che malmostoso individuo, stona quasi con la bellezza che vagheggia.

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    5. Noto insistenza, nel partorire addirittura due commenti. Che costanza e fremente voglia di comunicare il nulla più sciocco. Quanta attenzione, e bramosia. Bello constatare come la tradizionale "mondezza" (spam) col libero commento si trasformi in petulanza insensata.
      Dio onnipotente. “malmostoso” è uno dei 10 aggettivi più brutti presenti nel vocabolario. Via, non usare altisonanti termini (ripugnanti) di cui temo non sappia nemmeno il significato.
      Non sorprenderti nemmeno che io ti risponda in modo scurrile. Ti insegno la vita: Il maleodorante nulla, di solito mi ispira delicati sonetti sulla merda fumante, e inodore (incapace anche di soddisfare la sua funzione principale: puzzare).
      Un bacio. Anche se da domani ritornerai spam (mondezza).

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  3. Quando ho visto la foto dell'alieno ho riso per mezz'ora. Comunque era l'ovvia fine per il maiorchino. Ricordo la prima partita vista di lui, finale a Roma 2004 vinta contro Coria al cardiopalmo, e subito mi son detto questo (Nadal) tra qualche anno va a farsi male sul serio se continua così. E infatti siamo già a due stop seri...

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    1. Eh, caro JJ-88, sì.
      Diciamo che in quella e in altri match, sembrava davvero una cosa nuova. Nel senso che sì, lo si era già visto qualche terraiolo terrificante. Ma si vedeva che questo spagnolo aveva qualcosa di diverso, che era talmente forsennato che avrebbe potuto vincere anche altrove. Le prime volte che l'ho visto mi sono detto che avrebbe potuto davvero diventare numero uno, (purtroppo). Come un timore, poi realizzatosi.
      Al di là di tutto, penso che starà fermo qualche mese, proverranno a rimetterlo in piedi. I problemi alle ginocchia però li aveva, li ha e li avrà ancora. A meno che non scelga di ridimensionarsi (e non credo proprio lo farà).
      Ciao, a presto.

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  4. Caro Picasso,
    il tuo articolo è come al solito spassoso e rivelatore.
    Dal canto mio - non per fare il complottista, eh... - resto comunque perplesso.
    Siamo sicuri che Rafito abbia davvero problemi alle ginocchia?
    Correva come un puledro, a giugno.
    E anche sull'erba di Halle e Wimbledon, mica ha dato segni di cedimento fisico. Semplicemente è stato preso a pallate da chi sul "verde" ci sa giocare (e non si chiama Petzschner, di cui ricordo ancora con divertita rabbia il contro-exploit di Wimbledon 2010).
    Tendo a credere che stavolta le ginocchia non c'entrino più di tanto, sai?
    Non mi torna che si sia improvvisamente infortunato non giocando.
    Secondo me è una squalifica bella e buona, concordata sottoforma d'infortunio, e causata forse da un errore medico ("l'ago ha mancato il ginocchio" e le infiltrazioni sono bellamente circolate in tutto il corpo). O semplicemente da una furbata in pieno stile Contador (per raggiungere l'obiettivo stagionale, ovvero non prendere una scoppola da Djokovic a Parigi), con tanto di bistecca incriminata se occorre. Il problemaccio è che ci sono state le Olimpiadi di mezzo. Preventivamente beccato, Nadal non poteva mica rischiare la carriera al di fuori delle mura protettrici dell'ATP.
    Certo, non ho lo straccio di una prova per dire quel che dico; ma troppi sono i milioni che ruotano attorno alla baracca perché escano delle prove, quindi è inutile chiederle.
    Per il resto, sono assolutamente d'accordo con quanto dici (l'innaturalezza del suo tennis brutale e il fatto che alla lunga non possa resistere) ma, come detto, credo che la causa principale del suo attuale allontanamento dai campi sia un'altra.
    Ciao Picasso, buona fine di vacanze!

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    1. L'incommensurabile Fesso (Petzschner) in quel Wimbledon 2010 insegnò tennis a Nadal per tre set. Poi sappiamo come andarono le cose: Scaltro lo spagnolo, mentalmente disadattato il tedesco che s'ammosciò come un baccello di fagiolo.
      Ovvio che la tua teoria non possa basarsi su certezze, altrimenti non sarebbe una pura e semplici tesi. Ma ci sta. A Wimbledon in effetti Nadal non mi era parso così devastato dal doversi fermare per sei mesi. Poi, chi lo sa. Ha perso solo perché Rosol ha trovato la mostruosa prestazione della vita, per me.
      Io ho solo provato a riflettere ad alta voce in base ai dati presenti, alle dichiarazione ed ai motivi tecnici alla base dei suoi malanni. Malgrado la mia sbalorditiva onniscienza, non sono un medico ortopedico. Ma sentendone qualcuno, è già sorprendente come le sue ginocchia abbiano potuto sostenere tanti anni di traumi. Poi di tutto quello che c'è dietro, non sappiamo nulla. Spunta sempre fuori dopo anni, come i casi recenti.
      Sono anche poco convinto che questa sia la sua fine. Potrebbe benissimo farcela a ritornare, non so a quale livello. Perché un suo infortunio non è mai come quello che può patire un Murray o altri.
      Ciao, a presto.

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  5. Ciao!

    Riflessioni ben riflettute e ben riportate, e che fan riflettere =)

    Non voglio assolutamente mettermi al tuo stesso livello di onniscienza -per carità =)- ma posso dire che condivido esattamente lo stesso pensiero tuo, anche se non riuscirei mai ad esprimerlo in maniera così... spettacolare. Ricordo che ne parlavo con dei compagni di betola quando ancora il maiorchino il "grande slam della carriera" non lo aveva raggiunto, e si diceva che se mai un giorno fosse riuscito a vincere a New York (uno slam durissimo di per sé per la superficie, per il suo momento nella stagione e che in più ha la genialata del super Saturday), ne avrebbe pagato le conseguenze... e così fu, nella stagione successiva . Ho sempre creduto che giocatori come lui e come il Djoko (e altri chiaramente), per vincere i tornei importanti dovessero essere al 100% e più della forma fisica, non avendo mezzi che altri anno per poter fare punti o partite “facili”, e per questo motivo difficilmente avrebbero avuto carriere lunghe, ma più che altro picchi di rendimento altissimi… solo il futuro potrà dire se è veramente così, ma gli indizi, soprattutto nel caso di Nadal, spingono in questa direzione. Ma come dici tu, l’impressione è che lui abbia chiesto troppo al suo fisico, ed ora paga il conto. E sempre come dici tu, nemmeno io credo che sia arrivato alla fine, che vincerà ancora, e ancora sarà osannato come l’araba fenice che ritorna dalle ceneri delle sue ginocchia… e che se imparasse ad accontentarsi, vincerà ancora una caterva di tornei a Montecarlo, Roma, Madrid (rossa…) e Parigi, e fors’anche uno o due Wimbledon (vista l’erba che c’è ora…), ma non ce la potrà più fare sul cemento… SE, appunto… Ci sarebbero giustamente anche i risvolti para-psicologici e da salotti televisivi da domenica pomeriggio sull’influenza dello zio-padrone sull’andamento della sua carriera, ma questa non è materia per me… Questo è quello che penso, ragionando sulle osservazioni… ma… è c’è sempre un ma… non può non annidarsi nella mia mente, il pensiero che esprime anche Fabio… sono supposizioni, sono illazioni e come tali vanno trattate, però… nemmeno io l’ho visto così disastrato a Wimbledon, tutt’altro… Rosol ha fatto una grande partita martellando come mai più farà in vita sua (temo per lui), ma Nadal non mi sembrava particolarmente fermo o malandato… e se si pensa alle analogie della sua situazione con quella di Soderling (meno mediatica vista la caratura del personaggio, ma anche lui, dov’è finito? Dopo le stagioni a picchi altissimi il tracollo per una mononucleosi?). Sì sa che il tennis è un ambiente un tantino permissivo (trasfusioni spagnole alle ginocchia, astronavi iperbariche serbe…) e al contempo “protettivo” quindi qualche pensiero ce lo si può fare… D’altronde, finché di prove non ce ne sono, queste restano solo chiacchiere da bar (anche se in altri sport, per le chiacchiere da bar si squalifica la gente… =) ), e preferisco pensare –anche per il bene dello sport, romanticone sono io- che il “caso Nadal” sia solo il caso di un giovane che è andato oltre quello che il suo corpo poteva sopportare… e per questo trovo che la tua analogia con Icaro sia la migliore che potesse essere trovata!

    Grazie per la pazienza di aver letto tutto, e complimenti ancora per il post, che ho trovato interessantissimo!

    Alla prossima!

    Siro

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    1. Ciao Siro,
      onnisciente, tuttologo ed infallibile. Uno e trino. :)
      Sì, il "cemento" è la superficie che da sempre tormenta di più le giunture dei tennisti. Anche di chi ha un gioco più naturale. Per evidenti ragioni tecnico/medicali, non potendo strisciare come fa invece sulla terra ed anche sull'erba, Nadal finisce per risentire in maniera incredibile dell'attrito sulle ginocchia. Essendo lui un difensore esasperato fino al quasi suicidio. Altri esplosivi attaccanti dal gran servizio, finiscono per risentire di problemi alla schiena. Manco sapevo dell'esistenza di quel cuscinetto tra tendine e rotula, ma è plausibile che col suo atletismo non ortodosso, Rafinho se lo sia giocato a rubamazzo.
      A Wimbledon sì, l'impressione era che non stesse così male. Un problema può sempre esserci, anche in allenamento, ma di questa entità non me lo aspettavo.
      Di certo c'è che l'antidoping nel tennis fa davvero ridere. Lo sanno tutti. E' forse lo sport in generale dove i controlli sono una pagliacciata e tutto viene insabbiato da sempre. Nemmeno c'era bisogno delle rivelazioni "post carriera" di Agassi, etc. Il discorso è sempre quello, possibile che in tre anni, gli unici atleti risultati positivi siano stati un mediocre top 150 americano, un francese numero 450 ed un pupazzo delle giostre?
      Segnatevelo: Vista la situazione di ormai "credibilità sottozero" dell'antidoping, credo che a breve verrà fuori un caso di doping. Un pesce (o orribile pesciolina) abbastanza piccolo/a che serva come agnello sacrificale all'altare della purezza del tennis. Magari anche un dopato/a vero/a, di buon livello ma che non interessi agli sponsor. O un/a atleta ormai a fine carriera, accusato d'aver assunto un cashet per il mal di testa da fuso orario post traversata oceanica, senza vedere che conteneva lo 0,0001 di sostanza illecita. Che serva da monito e faccia intendere alla gente che tutto funzioni.
      Ciao, grazie e a presto.

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  6. Mi spiace tanto per Nadal.
    Alla fine è vero che ha chiesto troppo al suo fisico, però ne valeva la pena, non poniamoci dubbi. Undici slam vinti, tonnellate di soldi, fama, immortalità. Il sacrificio che ha fatto Rafa lo farebbe chiunque, se potesse, ma ovviamente solo Nadal può. E questo vorrà dire qualcosa.
    Spero che ritorni, e probabilmente qualche altra vittoria la porterà a casa, ma se si ritirasse domani dovrebbe ritenersi ampiamente soddisfatto.
    Probabilmente Novak, un altro che ha fatto del suo corpo un robot bionico, farà la stessa fine. Oppure si ritirerà verso i 26-27 anni (come peraltro aveva dichiarato) per prevenire il declino fisico.
    Paradossalmente, forse sarà proprio Federer l'ultimo della lista, che si ritirerà sereno magari verso i 34 anni, lasciando molto generosamente a Murray la possibilità di essere per un pò il numero uno. Anche se il futuro lo vedo sempre più in mano a Raonic (ahimé) e a Del Potro.
    Ciao, Mich

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  7. Se posso, storco un pò il naso quando vedo che ti scagli un pò inutilmente contro certi commenti. Se sono commenti volti alla semplice invettiva (come vedo qui sopra) ti consiglierei di ignorarli o cancellarli, se invece sono polemiche educate (come una mia che ti avevo fatto qualche settimana fa) basterebbe controbattere senza offendere a tua volta. Comunque fai come vuoi, i tuoi appassionati continueranno a leggerti :) ciao! Mich

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    1. A certi livelli, è difficile risparmiarsi. Per evitare malanni fisici ed i problemi che ha, avrebbe dovuto giocare in modo diverso sul veloce. Oppure limitare il numero dei tornei, rinunciando all'idea di essere numero uno. Per questo anche il suo (e di Nole) straziante grido di dolere sui troppi tornei sul cemento. Facendo di un problema loro, una questione di tutti. Anche di Federer e (forse) Murray, che non sono soggetti agli stessi elevati rischi di usura.
      Senza voler entrare in tematiche finto/fatalistic/filosofiche, ognuno sceglie il suo destino. Il rischio era calcolato. Ed ha vinto 11 slam. Rispetto al giocare cinque anni di più, vincendo meno, forse meglio scarnificarsi le ginocchia. "Cazzilora", comunque.
      Stiamo a vedere, magari gli ricostruiscono due tendini d'amianto, o chissà cos'altro.
      Quanto ai commenti delle larve fecali di cui sopra, già detto. Ogni tanto mi diverte metterli innanzi alle loro tristi realtà. Mi rendo però conto che anche per meritarsi i miei insulti (non è certo poco), occorrerebbe qualcosa di più meritevole.
      Ciao Mich, alla prossima.

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  8. Beh faccio ammenda, ho scritto un commento superficiale non argomentandolo, ma Picasso tiggiuro nemmeno se avessi scritto a Borghezio mi sarei aspettato una tale sfilza di insulti, e che insulti poi...."ti piscio in testa", "piscio di sorcio rachitico e submentale" (ps ma come è fatto un sorcio submentale Picasso?), "fatti una famiglia", "minorazione mentale", " "sparati in testa" ecc....roba cattiva Picasso, roba cattiva....
    Sai io penso che la cafonaggine vada poco a braccetto con i gesti bianchi del serve and volley anni '80, o col rovescio ad una mano di Gasquet, penso stia meglio con un toppone "agricolo" di Ferrer, con i salotti della D'Eusanio o con i forum calcistici di qualche sito ultras......
    Pensaci Picasso, se devi essere autoreferenziale devi limare i difettucci di forma non puoi cadermi cosi sul becero insulto nazionalpopolare in stile Pdl...
    Con immutata simpatia

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    1. Antoniuccio diletto, per carità di Dio: evita le vischiosità, ora. Fattene una ragione, questo spazio esiste. Non ti piace? Gira. Lo trovi stupido? Gira due volte e storci il tuo naso peloso e ributtante. E' orribilmente autoreferenziale (ma davvero? autoreferenziale un blog? ma chi ti ha dato la licenza media, Winnie the Pooh?)? Mettici una croce sopra e trova qualcosa su misura per te. Come farebbero i sani di mente. "esci, rubba, tocc'i femm'n...". Evita di stare due ore lì come una miserabile talpa per scovare vizi formali e sciorinare idiota petulanza nei commenti.
      Chiudo la questione. Poi tornatene giulivo e trottante a topolinia, fantaghirò o a Scanzi. Magari prova a leggere "postalmarket", fai tu. Basta che sia in pace col tuo inesistente pensiero dominante.
      (Per il “piscio di sorcio rachitico”, munisciti di uno specchio. Non servirmi simili battute su un piatto d’argento, altrimenti inizio a pensare tu sia un masochista che gode dei miei gloriosi insulti.).
      Ti sorprende che un esteta definisca “merda” chi scrive delle merdate senza senso come le tue? Al limite è stato inutile premiare un così insulso messaggio con degli insulti. Ma mi diverte, farlo. Con chi si mostra un formale, ineccepibile, coglione. Per me è una delle arti più pure. Eh già, da urlante "scanzina" ti limiti alla paginetta quotidiana del tuo idolo. Ti ci fai anche goduriose pipette? Spero di no, consiglio i film della Fenech (intramontabili).
      Non vorrei scuotere il tuo giovine animo immacolato, ma sappi che saprei scrivere dell’inculata tra due rinoceronti, come delle poetiche ed amorose nuvole di marzapane sulle nostre teste d’innamorati, facendoti venire come un’ululante verginella. Ripeto, mettiti l'animo in pace, e continua ad usare "malmostoso".
      Mi pari una giovane mente chiusa e traviata dai miti giovanili che vai sbandierando fieramente. Ti metto in chiaro proprio un’altra considerazione sullo Scanzi da te citato. Non mi sta sui coglioni lui, anzi. Le poche cose lette, mi garbavano anche. Trovo insostenibilmente dementi i continui richiami a lui, manco fosse la vostra bibbia da ebeti affetti da emorroidi cerebrali. Reagisco a quel modo con chi continua nei sibillini: “oh, il piccolo scanzi”, “scimmiotti scanzi?”. Mi chiedo: siete stronzi di cane, cerebrolesi o cosa? Minorati mentali, oppure è l’unica cosa che riuscite a dire (pensando) di denigrare qualcuno? Chiunque scriva di tennis (e sottolineo, come hobby) deve per forza essere accomunato a lui? A che pro? Ed allora queste ormonose groupie con le caldane, ricevono quel trattamento che hai assaporato.
      Aggiungo: Non sarebbe un insulto essere paragonato a lui, anzi. Trovo però sciocco chi continua a farlo, da anni, solo con l’intento di voler sminuire o denigrare. Senza sapere chi sono, aver letto più di tre righe di un mio pezzo, e (figuriamoci) sapere che scrivevo in questo modo da prima ancora che fossero nei coglioni dei loro genitori prima di quell’infausto giorno in cui si accoppiarono. Parlatemi di Woody Allen, Bukowski, Céline, De André o Guccini, ed ammetterò quanto loro mi abbiano influenzato in ogni cosa. Perché li leggo e ascolto da quando avevo 11 anni. Non citatemi un giornalista di cui avrò letto di straforo qualche articolo. Mi sa di teenager che non conosce nulla che non gli idoli contemporanei, che venerano I Tokio Hotel e non sanno chi erano i Led Zeppelin.
      Amen.
      Con immutata stima, come stimo un fagiolo borlotti o un fico secco da destinare al macero.

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  9. Holà Picasso. Ho letto il tuo pezzo. Hai descritto in chiare lettere la situazione del povero Rafa. Solo coloro che hanno o vogliono avere le fette di salami sugli occhi non capiscono che Rafael Nadal è ormai più che sofferente. Quei veterinari, anzi dottori (perché i veterinari provano pietà nei confronti degli animali) che gli fanno illusioni di guarigione dovrebbero vergognarsi. L'ignoranza del suo entourage (aspirapolveri ?) poi dovrebbe perlomeno far riflettere perché che il fisico di Rafael comincia a far cilecca è emerso chiaramente a Wimbledon (se non addirittura già a Roland Garros) contro quel giocatore, emerito sconosciuto (non per sminuirlo), che è Rosol. Provo tristezza per questo ragazzo. Come se il tennis fosse l'unica ragione di vita.
    Vedo che ti sei inviperito di brutto per un paio di commenti. Caro mio Picasso, rischi di farti male alle coronarie ! Ne vale la pena ?
    Ti saluto cordialmente e rimango in attesa delle tue prossime fatiche letterarie, dei tuoi prossimi pezzi, scusa.

    Anna Marie

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    1. In effetti è da tempo che io continuo a vedere molti atleti moderni come cavie umane. Strumenti nelle mani di sponsor, allenatori, manager, federazioni e di tutto il circo. Un ingranaggio del sistema circense. Nadal tecnicamente (ed anche nei comportamenti da esagitato combattente o nei trucchetti, alla faccia del premio fair play) non mi è mai piaciuto. Anzi. Però in fondo spiace che sia arrivato (se davvero è questa la situazione) a simili livelli di devastazione alle ginocchia. In fondo ci ho un cuore.
      Sulla sua guarigione non so, penso che faranno di tutto per metterlo in piedi e poi si vedrà.
      Quanto ai commenti, se traspare un mio inviperimento, e me ne spiace. Invece mi diverto, con gli imbecilli.
      Ciao Anna Marie, a presto.

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  10. Ciao
    Sul tema Nadal, sicuramente lo spagnolo è stato costretto a fare un patto col diavolo per riuscire a vincere il più possibile prima di ritirarsi e venire abbattuto come fanno (ahimè) con i cavalli zoppi. Però scrivere che Nadal è "senza un gran talento" mi sembra una sciocchezza e quanto meno una provocazione. Per il resto non capisco perchè insultare chi la pensa diversamente da te, sai che noi se tutti ti scrivono quanto sei bravo e bello :-). Alla prossima

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    1. "Senza un gran talento", non è "senza talento". Rafito ha vinto 11 slam, senza avere il talento di Sampras, McEnroe, Federer, Laver e nemmeno quello di Ivanisevic e Korda che ne hanno vinto uno in extremis. Figuriamoci (e mio scuso per la bestemmia di citare il suo nome) quello di "gattone" Mecir, che non ne ha vinto nemmeno uno.
      Nadal ha vinto tantissimo sfruttando altre armi, ma non quelle del talento naturale. Dei colpi naturali, del braccio. Ma con la corsa in primis, l'abnegazione feroce, la resistenza fisica e la mostruosa concentrazione in campo. Ma il talento tennistico, per me è altro. Rispetto a queste cose, che chiamo applicazione. Poi è chiaro che di fondo ci deve essere sempre una base di talento, non grande.
      Se scrivo che Connors ha vinto quello che ha vinto, senza avere un gran talento (aveva solo il rovescio, sublime però), ma grazie ad agonismo superiore e capacità di sfruttare i suoi mezzi come nessuno, penso che la frase non risulti stonata. Non vedo perché debba esserlo con Nadal.
      Sul concetto di talento ci sarebbe da scrivere un trattato ponderoso e noiosissimo, ma per me va in direzione diversa da Nadal. In sintesi, è talentuoso chi in modo naturale riesce a fare quello che altri si costruiscono con anni di studio o ore ed ore di fatica in palestra. E' talentuoso chi scrive un romanzo memorabile in 7 giorni. E' un normale impiegato della scrittura invece chi si avvicina a quella grandezza impiegandoci 2 anni di submentale studio e ricerca. Così nel tennis. E' una mia opinione.
      Opinioni differenti. Come vedi, alle obiezioni non sterilmente subumane, ma che si basano su cose concrete, rispondo. Senza insultare (insultare poi...fargli comprendere le miserie del proprio intelletto, più che altro).
      Alle idiozie di chi continua a citarmi questo, quello o l'orsetto sbrodolino, continuerò a rispondere a quel modo. Perché sono solo delle pugnette mal riuscite. Piaccia o non piaccia. Se mi preoccupassi di "piacere a tutti", avrei continuato una certa strada in alcuni siti in cui pure scrivevo, e che mi chiedevano d'essere bravo e più democristiano possibile per piacere a i tanti coglioncini. Malgrado portassi decine di commenti e visite, ed altri stronzetti buttiglioneschi pagati, manco uno. Invece me ne sbatto il cazzo.
      Ciao MakB, alla prossima.

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  11. Essere accostato a Scanzi è un'offesa così grave? E se ti avessero detto che sei un piccolo Cruciani avresti preso il mitra? come ti hanno già detto, a me sembra davvero inutile "sporcare" un articolo così bello rispondendo in quel modo as un poveretto. O sei così idealista da credere che solo nel tuo sito gli imbecilli non debbano esistere? Sono ovunque purtroppo...
    Sara

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    1. Sarita (Errani? Eh no, eh...temo il battagliero "héééé"),
      "ma che me voi 'mparà, la vita?".
      Gli stronzetti, se permetti, li conosco. In tanti anni ne ho letti diversi di questi piccoli lombrichi ripugnanti.
      Ho scritto (senza evidenziarlo in grassetto ad uso degli orbi, ma perché nei commenti non si può) che non è affatto un insulto essere accostato a questo o quello. Anzi, sarebbe da prendere come un complimento. Se lo si fa in modo naturale, e sottolineando un'abilità. Ma siccome queste mezze porzioni di escrescenze puberali di criceti gnomi, lo fanno solo cercando di denigrare e sminuire un tuo lavoro, o pezzo a livello di scimmiottatura volontaria (come se ci potessi guadagnare qualcosa) se permetti...mi straccia il cazzo.
      E li tratto da piccoli coglioncini invidiosi ed incapaci di pensiero dominante, quali sono.
      Ciao Sara, alla prossima.

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  12. Già finito lo show? non sono Errani anche se non sarebbe male almeno come conto in banca...alla fine però meglio lei come insulto rispetto a quelli riversati su quel "povero cristo",. Non voglio impararti nulla, figuriamoci la vita. Appunto perché giustamente consideri così poco questi frustrati da web perchè dedicargli la tua creatività geniale con commenti ad hoc? Meglio metterlo in un articolo per i tuoi lettori, o no? Quelli esisteranno sempre basta usare un antitarma sicuro...fidati di una che le tarme fastidiose le conosce bene...

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    1. Parrebbe conchiuso. Al solito durano poco: Le pesti inavvertitamente, poi le spazzi via. Nei pitali ci pisci, e poi li svuoti. Non sminuire anche tu l’arte insultante. Possiede un lirismo e genialità che gli stronzi sguazzanti nel loro letame di idiozie prestampate non possono certo capire. Le mezze parodie di merda secca che belano straziante sdegno nel vedere cotanta volgarità, di solito sono i finti chirichetti che in privato si accoppiano con le pecore. Se leggono un verso di Bukowski dove c'è scritto "merda", questi artisti della scuola binettiana vorrebbero ci fosse scritto "umani rifiuti organici". Per aumentarne il lirismo.
      Non ti basta Errani, come insulto? :) Avida. Entra nell’altro blog e scrivi: “pfui…pfui…piccoli Cruciani creschino…predicchetabbelo like lo inferno…ihihih”. Con fare assai convinto, spetazzante e snob.
      Alla fine hai ragione, avrei dovuto evitare. Poi ti dispiace anche. Pensavo fosse solo un’isterica scanzina con le caldane, invece temo sia un ragazzino afflitto per l’acne che infesta il suo demente volto da dodicenne o inalberato perché gli si tocca la giuvents. Ascolterà Bieber o (al massimo) i Tokio Hotel. Leggerà Moccia o (se è più intellettuale) Fabio Volo.
      Cose che mettono tristezza, insomma.
      Antitarme? Certo, già adottato uno potentissimo ed automatico. Adesso starà ululando le sue minchiate alla luna, vagheggiando poesia leopardiana o, spero, abbia chiamato il telefono amico.
      P.s. hai usato una virgola seguita da un punto. Matita rossa. Occhio, il submentale ci scruta. Vigile e attento (pare stia quotidianamente sul mio blog dalle due alle tre ore ed un quarto). Coi suoi occhietti vuoti e sciocchi. Brama la perfezione assoluta di siti che non gli piacciono. Nella sua stanza manicomiale.

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  13. Bell'articolo, grazie. Dico sul serio.

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    1. Ci mancherebbe anche, che tu non dicessi sul serio.

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  14. Caro Picasso,
    oggi 29.8 Clerici a corredo del tuo articolo sul "suicidio assistito" di Nadal, fornisce con dovizia di particolari nomi, cognomi degli specialisti che per primi (2004/2005) rilevarono le penose condizioni delle ginocchia dello spagnolo e la poca naturalezza - per usare un eufemismo - dei suoi gesti tecnico/atletici.
    Curiosamente lo stesso giorno il mitico Barbadillo si scaglia furiosamente contro la stampa che ha osato sospettare Nadal di pratiche illecite.
    La mia speranza e' che un giorno possa accadere quanto e' avvenuto con Armstrong.
    Le puttanate che da anni ci raccontano su Nadal (e tanti altri atleti spagnoli) hanno rotto i coglioni.
    Enrico

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    1. Ciao Enrico,
      non ho letto Repubblica, oggi. E a dire il vero non leggo Clerici da tempo. Bene, comunque che da giornalista vero quale è (l'unico forse ancora esistente in Italia tra quelli che si occupano di questo sport. Anche se essere definito solo giornalista ricordo quanto gli desse fastidio) abbia fatto un'inchiesta precisa e dettagliata sulla questione.
      Non se ne può francamente più di tutti questi pseudo-giornalai che trincerandosi dietro un finto garantismo snobistico, evitano di fare quello che è uno dei loro doveri: l'indagine giornalistica. Specie su un fatto così importante e pieno di zone d'ombra e mai chiarite. Perché farsi domande e vedere cosa succede su Nadal o tal Pizzaballa (nome inventato, prima che sbuchi il solito garantista del Pizzaballa), non è un crimine. Come non lo era quindici anni fa, quando qualcuno si poneva delle domande su Armstrong in merito ad alcune vicende poco chiare sul suo conto. E nemmeno è volerlo condannare, senza quella "sentenza" che ritengono necessaria per poterne iniziare a parlare.
      Io, come mi sono sforzato di far capire a qualcuno nei giorni scorsi, non sono un giornalista. Scrivo minchiate a ruota libera per puro divertimento pseudo romanzesco. Ciò non toglie che se vedo qualcosa che non mi piace, che mi fa storcere il naso, o che mi dà brutte sensazioni, non vedo perché quelle sensazioni mie, personali, non possa riportarle. Anche in assenza del giudice col martelletto. I miei pensieri non possono certo essere condizionati da una sentenza definitiva di una corte a caso.
      Insomma, il mio è solo un blog romanzato, non d'indagine. In questo pezzo, in particolare, pur senza poter portare elementi o altro, mi limito a constatare in modo pseudo-satirico due semplici cose, senza nemmeno accennare a vicende oscure:
      1 - La poca chiarezza che da tempo è attorno allo spagnolo. Compresa quest'ultima vicenda, con l'inesistente informazione che altro non ha fatto che favorire una ridda di ipotesi più o meno plausibili.
      2 - La natura assolutamente non ortodossa del suo tennis, che alla lunga gli ha procurato i problemi che ha. Pur senza troppe conoscenze o dati medici, a livello di pura sensazione "visiva". Come potrebbe fare qualunque osservatore di tennis. E quale penso di essere.
      Ciao, e a presto.

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    2. Da oggi hai acquistato un lettore :-). Googlando "troppi tornei cemento" mi sono imbattuto in questo pezzo più che condivisibile. di sicuro a mio modesto parere fai più "informazione" te che la maggioranza di "giornalettai" che perdono tempo scrivendo di tennis.
      E per ultimo, non smettere di insultare gli ipo-acuti. E' per certi versi terapeutico/divertente per chi scrive(te), catartico ed esilatante per chi legge(io).
      In attesa del prossimo pezzo.

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    3. Eh sì...ogni tanto il gogòl mi porta nuovi lettori. Che ci arrivano per vie traverse. Penso arriveresti qui anche se scrivessi: "malato di mente scrive + tennis cervelletto streptococco scotennando alce morta". :)
      Quanto all'insultare, mi ero dimenticato di questo scambio. A rileggerlo è esilarante, ammetto, come lo è stato scriverli. A volte serve trovare nemici da "combattere". Credo sia l'avamposto della pazzia. Discorso chiarito, credo. In generale non mi piace chi lancia un sassolino e scappa via, senza dire come, e perché (immagino facendo un risolino demente). In genere è invidia del pene. Chiara, ed evidente.
      Mh...quanto al "prossimo pezzo", credo di averne scritti una buona dozzina...:)
      Ciao DMon, a presto.

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  15. Sarà una mia impressione ma Nadal dimostra più di 30 anni e ne ha solo 26 ...coincidenza? Ciaoo

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    1. Oggesù, che tristezza. Hai aspettato che vincesse al Foro, per scrrivere questo commento che tenevi in canna, a un articolo vecchio come il cucco? Se '71 è la data della tua nascita sei messo male. Avessi 12 di anni, avrei potuto capire l'impeto da tifoso bimbomikia. Almeno potevi aspettare che trionfasse al Roland Garros. Peggio di Veltroni che si espone ad eventi già accaduti, facendo il sibillino saccente.
      Bene, se ci tieni, ti confermo ciò che ho scritto e che penso da sempre, e che vinca Roma, Acapulco, Parigi e in Mesopotamia, caro il mio saccente a posteriori, poco me ne sbatte i coglioni:Non ne dimostra 30, ma forse 33/34. Spelacchiato, invecchiato e tutto il resto.
      E' chiaramente una macchina usurata, col motore che è andato a pieni giri per tanti chilometri. Ogni tanto deve fermarsi e fare il tagliando. E lo rimettono a nuovo. Così sarà destinato a fare fino a fine carriera. Fino a quando il suo fisico riuscirà a reggere la fatica e lo sforzo. E dominerà, su terra. Non so se per altri 3 o 5 o 7 anni.
      Ciao, e la prossima volta, posta appena scrivo un pezzo. Dopo 10 mesi è facile. E molto triste. Per uno nato nel 1971.

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  16. L'analisi del blog non post non fa una grinza anche a posteriori. Sono troppe le circostanze strane che inducono me e qualche altra persona realista a pensare che Nadal faccio uso da anni di sostanze dopanti. Ma e' anche il sistema che incentiva ciò. Troppi tornei e racchette che riescono a rimandare in campo anche le palle colpite peggio. Purtroppo ormai nel tennis conta sempre più l'aspetto fisico su quello tecnico, se non non si spiegherebbe il 13-0 nei confronti diretti Nadal-Gasquet (sul piano estetico i risultati sarebbero invertiti). A tratti il tennis di Nadal e' inguardabile, con rotazioni esasperate, ma a lui basta arrivare sulla palla, tanto con quello che si piglia ci arriva sempre...La mia illusione e' che si arrivi un giorno a premiare il talento puro e non quello artatamente costruito in laboratorio...

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Dissi io stesso, una volta, commentando una volè di McEnroe: "Se fossi un po' più gay, da una carezza simile mi farei sedurre". Simile affermazione non giovò certo alla mia fama di sciupafemmine, ma pare ovvio che mai avrei reagito con simile paradosso a un dirittaccio di Borg o di Lendl. Gianni Clerici.