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mercoledì 12 giugno 2013

SARA ERRANI, E LE ALTE QUOTE




“Spiace vedere come continui a non voler ammettere il valore di Sara Errani. Ormai non è più un exploit casuale, ma realtà mondiale. Forse lo fai per faziosità, partito preso e non ammettere d’esserti sbagliato. Solo gli stupidi però non cambiano mai idea…(etc)”.


Da un pacifico scambio di mail, qualche giorno fa, spunto per una riflessione ad ampio respiro (catarroso). Solo gli stupidi non cambiano idea, certo. Gli stupidi e imbecilli la cambiano per convenienza o per aver letto due numeri in croce, senza capirli. Gli stupidi, imbecilli e nazionalisti poi (come gli estremisti religiosi), accecati, riescono a vedere quello che chi osserva tennis senza bandiere nazionalistiche, ma per il semplice piacere di farlo, non può vedere.
Tralasciando il discorso estetico (mi ripugnano i suoi colpi, le urla e l'atteggiamento, che posso farci?) e giudicando solo la competitività, trovavo e trovo Errani un’operosa formichina arrotatrice, lodevolissima e da ammirare. Un vero miracolo. Una specie di fiaba moderna. E' stata capace di arrivare nelle top ten grazie a regolarità di tennis da iberica pallettara anni ’80 e costanza di risultati. Lo pensavo lo scorso anno, e anche ora che il computer la indica come numero 5. Per fare un esempio motoristico, lei è una lambretta capace di andare al massimo a 80 km/h, costretta a confrontasi con bolidi che invece possono arrivare a 300km/h. Lei, la lambretta, continua nella sua andatura e niente può contro le prime tre che macinano chilometri a velocità tripla (Serena, Masha, Azarenka) e in modo affidabile. E con la sua andatura regolare riesce a precedere le altre, velocissime, se quelle fondono il motore o cadono. 
Pensare questo è essere faziosi?
A tratti credo d’esserlo davvero. O pazzo e cieco, nel mare di estatica glorificazione di questo piccolo miracolo operoso, visto come magnifico mix tra Chris Evert e Martina Navratilova. Tennista completa, dicono. Varia e anche dotata di buona mano, ottimo gioco di volo e via discorrendo, fino alla levitazione. A mia discolpa, ad un eventuale giudice (o Travaglio) che m’accusi d’esser “rancoroso” (cit.) verso tutto ciò che è Italia, opporrei il quasi submentale tifo per un cetaceo di 63 anni e oltre un quintale (Panatta Adriano), che mi ha rapito giocando un doppio di vecchie glorie a Parigi, qualche giorno fa. Quindi, la bellezza la vedo anche se tricolore. Non temo basti e allora, mancando anche un Cirino Pomicino che, cristianamente, inviti a smussare gli estremismi e trovare una via di mezzo, non rimane che una soluzione: affidarsi ai bookmakers. Perché quelli ragionano senza farsi “accecare” dal troppo amore patriottico, o “annebbiamenti” derivanti da odio nazionale. Badano ai propri interessi, costretti all’obiettività, in quanto non vogliono mica perdere soldi. Allora vi mostro le quote antepost sulla vittoria di Wimbledon e Flushing Meadows, del più famoso sito di scommesse mondiali. Cliccateci sopra per ingrandire, e farvi una cultura.





Saranno faziosi anche loro?

Mai (e dico mai, nemmeno con Ferrer) si è vista una cosa simile. La numero 5 al mondo quotata a 151,00. In entrambi gli ultimi slam del 2013. Imbarazzante, ma descrive alla perfezione quel paradosso più volte descritto da me nei mesi scorsi. Altro che partito preso, antitalianità e le minchiate. I numeri, questi sì, mica le classifiche (inutili per chi non le sa interpretare), forniscono il quadro concreto di quello che è Sara Errani. Numero 5, ma per una vittoria finale a New York o Londra, con almeno 30/40 altre tenniste più quotate di lei. Quotata meno di tale Irina Camelia Begu o della modesta cinese Shuai Peng, della maschia kazaka Shvedova, di Petkovic che da mesi perde anche dalla sua ombra. O quotata allo stesso modo della stramba cosa quadrumane ceca Hradrecka. Di Schiavone o Pennetta "Fatebenefratelli" reduce da mesi di seminfermità, infortuni, operazioni e viaggi della speranza a Lourdes. Per dire. Dietro persino a Zvonareva, dispersa da un anno in qualche bar moscovita ad ubriacarsi di vodka.
Nettamente dietro non solo a Serena e a tutte le top ten, venti e trenta, ma anche di gente appena nelle 100. Perché? Non devo certo ripetervela la storia della lambretta e di bolidi che vanno (o potrebbero andare) a 300km/h. Rischierei di sembrare fazioso. Io.



38 commenti:

  1. Buongiorno e speriamo anche una buona giornata. Ho sempre pensato che la Saretta sia una copia di Arantxa Sanchez che qualcosa in quel periodo vinse nonostante Steffi Graf. È forse se nostra italiana avesse giocato in quel periodo pure qualcosa avrebbe racimolato con un tennis a velocità ridotta rispetto a quello odierno. Ha un servizio ridicolo e forse una pausa tecnica per migliorarlo anche se penso siano proprio i suoi limiti fisici e a impedirglielo.
    Ricreiamo i lo spirito guardando il Divino Roger sperando si svegli dal suo torpore e si decida a vincere qualcosa in questo 2013.
    Ciao Picasso e a presto

    Amedeo

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    1. Ciao a te Amedeo. Alla lontanissima sì, paragone che ci sta. Altro tennis, altra roba. quella era tennista vera, che si giocava le vittorie di slam (nell'ara di Navratilova, Graf, Sabatini, Seles etc...). Insomma, non una che prima di uno slam quotavano 151,00.
      Il servizio è l'arma che la penalizza di più, perché viene aggredita (in rilassatezza) da Serena e co. Ma non so se il gioco, con una pausa (senza nemmeno garanzie di grandi miglioramenti) varrebbe la candela.

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  2. ciao Picasso, condivido al 100%. Io Sara Errani la porterei ad esempio nei corsi di autostima: se lei è diventata numero 5 allora possiamo tutti diventare qualcuno! Non è una critica a Sara, anzi. La ammiro per quello che riesce a fare con doti fisiche e di talento inferiori di parecchie piste alle altre. Vorrei un secondo andare fuori tema, per un consiglio, come lo vedi un Federer dato a 5,50 vincente a Wimbledon? Sarebbe da puntarci qualcosina o pensi sia una scommessa persa in partenza con lo svizzero attuale (non dico come investire soldi su ferrer in finale contro nadal a parigi, ma quasi). Ciao e continua a scrivere!

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    1. Nei corsi di autostima, Errani? Scherzi, credo. L'autostima portando ad esempio una che è salita molto in alto, ma che irrimediabilmente finisce sotto un treno appena incontra quelle tre forti? Dai, rischieresti di farli suicidare. :)
      Più che quello, la porterei ad esempio di come col lavoro e l'abnegazione, senza avere grandi mezzi fisici e tecnici, ma lavorando sodo, si riesce ad arrivare in alto. Ma oltre a quello, ci vuole un miracolo.
      Non so, penso che dipenda anche dal tabellone. Se come quello di Parigi, 5,50 (avevo letto 6,50) un tentativo v/p (vincente o finalista) si potrebbe fare.
      Ciao, a presto.

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  3. "iberica pallettara anni 80" potrebbe sembrare un po' offensivo ma rende proprio l'idea.Che saretta sia la quarta della famiglia sanchez?saluti marco.

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    1. Risposto sopra. paragone che ci sta. credo che proprio l'anno scorso hanno fatto quel paragone a Parigi. Quella però, su terra, spesso metteva in riga Graf, Navratilova, Seles...favorita anche da velocità ridotte. Ciao Marco.

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  4. Post semplicemente perfetto. La Errani è una brava regolarista, dal gioco esteticamente inguardabile, in grado di sfruttare la sua costanza di rendimento per star davanti a tenniste ben più dotate di lei (penso a Kvitova; Li Na o Kuznetsova che se sono in forma sono in grado perfettamente di suonarle alle varie Azarenka/Sharapova, ma decisamente incostanti nel rendimento), bravissima a sfruttare i "buchi" quando si creano, bravissima ad arrivare sempre almeno tra le prime 8 nelle occasioni importanti, ma assolutamente impossibilitata a competere con la trojika Serena; Sharapova;Azarenka a meno di clamorosi suicidi delle stesse. Diciamo una sorta di Ferrer in gonnella anche se, come ricordi, nemmeno il suo omologo maschile ha quotazioni così imbarazzanti.
    E comunque il suo gioco è orribile.

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    1. Sì, il paragone con Ferrer è calzante. Tra l'altro lei stessa lo indicava, prima della finale parigina, (assieme) a Rafa come l'esempio da seguire in questo sport.
      Chiaro che per il mio gusto estetico, la trovo orribile. Ma rimane l'esempio di dove il lavoro possa portare. Fnisce lì. Le prime giocano un altro sport. Come Ferrer non può nulla. Dalla sua ha l'età, provare a rimanere sempre lì, finché le altre non ci saranno più, o in attesa del torneo slam della vita in cui le più forti siano malate o in vacanza. Chi lo sa.
      Più che il post, ad essere perfetti sono i numeri dei book. Dipingono perfettamente la situazione. E, lungi dall'essere un'offesa, se i vari siti italianisti li riprendessero, darebbero la perfetta cifra delle imprese che sta compiendo. L'offesa o zimbello (e non se ne accorgono) è invece continuare a dire "varierà il gioco contro Serena", "Deve farla muovere e allungare lo scambio...". Poi arriva il 6-0 6-1 in 46 minuti e lo spettatore occasionale pensa che l'italiana sia una pippa da insultare.

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    2. Son d'accordo. Il tono entusiastico della stampa e dei blog specializzati nei confronti della Errani è a tratti ridicolo. Capisco che in un paese che in 40 anni di ranking WTA ha visto solo tre tenniste in top 10 la Errani possa sembrare una sorta di novella Steffi Graf, ma chiunque capisce un po' della faccenda sa bene come stanno realmente le cose e sì, sarebbe meglio che anche i media e i siti specializzati trattassero il tutto con maggior serietà e obiettività. Poi boh, magari le capita come alla Schiavone, magari chessò, al Rolando del prossimo anno (perché sulle altre superfici le prende anche dalla Radwanska), Serena si ritira, la Sharapova decide di far compagnia in passerella alla Kournikova, la Azarenka viene esorcizzata da Padre Amorth, la Li e la Kvitova si fanno buttar fuori da qualche sconosciuta nei primi turni e magari fa il colpaccio. Però il suo gioco resta inguardabile in ogni caso :)

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    3. Chiaro Ray, si ragiona sulla situazione attuale. Poi tra tre anni magari Serena sarà diva di Hollywood, Masha usata come richiamo per i babbuini maschi in calore nella foresta pluviale, e Vika arrestata per ubriachezza molesta al porto di Minsk. Se non saranno emerse altre ed Errani avrà forza, fortuna e costanza da rimanere a quei livelli, chi lo sa. Stiamo sotto il cielo. :)

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  5. Ciao Pic,

    oltre a quotare in pieno il post qui sopra dedicato alla nostra Landini 125, volevo spendere due parole su Haas-Gulbis di oggi: beh, in verità, ci sono poche novità... il tedesco è un diamante lucente che brilla in ogni fondamentale del gioco: continuiamo a ripeterci, come fosse un mantra esorcizzante, "che ce lo preservino a lungo". Il bel lettone invece dovrebbe pensare di aggiustare quel drittaccio che si ritrova: un peccato perchè per il resto è potenzialmente devastante. Chissà, la verve e la voglia di giocare sembra averle ritrovate.

    Notte,
    Klimt

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    1. Confronto sempre interessante e combattuto. Non l'ho visto, ma su erba (rispetto a cemento e terra) la bilancia pende più per il tedesco. Perché Ernests ha un movimento di dritto che poco si adatta all'erba. Quanto all'aggiustare, beh...è da anni che ci prova. Questa è l'ultima versione, abbastanza recente. Stile grand dama che "schiude l'ombrellino facendo scrollare le gocce d'acqua" (cit. Clerici dopo l'incontro Gulbis-Nadal).
      Ciao Klimt, a presto.

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  6. Il problema sono i quattrini.
    Se il circuito consente a gente come Errani e Ferrer di guadagnare tranquillamente 2/3 milioni di dollari all'anno ammorbando il tennis contemporaneo con le loro performance, non rimane niente da fare.
    Guardatevi la classifica attuale del price money femminile.
    La centesima in graduatoria ha già guadagnato nel 2013 almeno 75.000 dollari solo di premi.
    Ha ragione Ion Tiriac.
    Nessun premio per i primi due turni di alcun torneo.
    Vediamo se gli atleti non si ingegnano di più nel migliorarsi anzichè sparare pallette.

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    1. A me Tiriac sta anche simpatico. Sarà perché traviato dal fatto che stia sulle balle a gente che a me sta sulle stra-balle, ma tant'è.
      Lui è estremista, avendo vissuto nella Romania comunista ora è per uno sport iper elitario. Dove ci siano i top miliardari, e gli altri a remare nel guano. Letto anche che voleva gli slam tipo mondiali di calcio con 32 giocatori divisi in otto gironi.
      Estremismo, appunto. Gli slam sono belli anche perché il numero 500 può giocare sul centrale, e provare a battere il numero uno. Chiaro, per il resto hai ragione. Ci sono un mare di tornei 250 o challengerini che consentono a molti (se sono costanti) di stare tra la 50 e l'80 posizione. e questo è ingiusto. dovrebbero dare più peso ai risultati ottenuti nei grandi tornei, questo sì.
      Il paradosso è che chi gravita tra la 150/200 posizione, deve spesso fare un mutuo, per girare nei tornei. O smettere. Parlavo con un parente di un tennista ventenne che ormai gioca solo open vicino a casa sua e fa qualche capata nei challenger, e mi diceva che per provare il grande salto da top 100 bisognerebbe investire qualche centinaio di migliaio di euro.
      Il tennis, rispetto ad altri sport, è ancora uno sport d'elite. Dove oltre al talento, occorre altro. Un Maradona, nel tennis, senza il becco di un quattrino, sarebbe rimasto a Villa Fiorito.

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    2. verissimo che il tennis é ancora uno sport d´elite, dove senza soldi non si va da nessuna parte.
      Altrettanto vero é che la colpa risiede nella non volontá (politica) di promozione, non nel meccanismo dei premi nei tornei.
      Peró per far si che qualcuno ci arrivi ai tornei ATP bisognerebbe - anche - cominciare dal basso, e in particolare dai campi da tennis, se no il potenziale Maradona non arriva neanche a giocare.
      Ti cito la situazione austriaca, che a mio parere é esemplare: negli anni d´oro di Muster in Austria si gasarono e videro nel tennis la possibilitá per un paese piccolo - e molto scarso nel calcio - di emergere a livello internazionale non solo nello sci.
      Oltre a sostenere economicamente giovani promettenti diedero innumerevoli sovvenzioni per costruire campi ogni dove.
      Il risultato é che ci sono quasi piú campi che giocatori, tanto che, per esempio, a Vienna in estate si gioca anche per 5-10 euro all´ora e se uno vuole andare a farsi un weekend fuori cittá trova diversi alberghetti a 70 euro con mezza pensione, due ore al giorno di maestro (in gruppo) e tre o quattro campetti adiacenti e ben tenuti, dove si puó giocare gratis fino a sfinirsi.
      Questa politica non ha portato i risultati sperati, Muster rimane una chimera - Melzer non lo paragonerei - ma nella pratica il tennis é diventato uno sport abbastanza popolare con costi contenuti. Magari non verrá fuori un grande campione ma almeno ha assicurato che buona parte dei soldi per il tennis non siano andati in tasca a dirigenti strapagati e a commentatori televisivi che provocano fastidio invece che piacere.
      Come sia la attuale situazione in Italia non lo so, non ci vivo da troppo tempo. La nascita di Supertennis peró l´ho trovata una cosa interessante, quasi di buon augurio. Chi vivrá vedrá!
      Ciao
      Lukas

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    3. Lo stesso accadde (almeno da quanto letto, e che mi dissero i miei) in Italia, dopo la vittoria di Panatta al Roland Garros nel 1976. Da allora uno sport solo d'elite venne praticato da tutti, anche da non abbienti. Campi, promozioni, racchette, prezzi popolari. Tutti giocavano a tennis. Con la differenza che in Italia c'è il calcio ed altri sport. Il tennis è rimasto per pochi e più complesso rispetto ad altri, con una specializzazione tecnica necessaria per emergere a grandi livelli: possibilità di ottenerla prossima allo zero, se non hai genitori miliardari o molto ricchi, e quando anche vi accedi, molto carente come preparazione. Quindi: professionisti ricchi e limitato tecnicamente.
      Esempio: secondo liceo, 15 anni. Giocavamo una miserabile partita tra classi di volley. In un campetto di cemento, senza vie di fuga (che in recupero davi le craniate contro il muro). C'erano due osservatori di una squadra di A1, e nemmeno lo sapevamo. Avvistarono due ragazzi, niente di straordinario, solo che già a quell'età erano 18571,90 e schiacciavano forte. Provino, se li portarono in Emilia, giovanili, poi prima squadra. Hanno avuto entrambi una buona carriera (uno ancora gioca), l'altro arrivò pure in nazionale. I genitori non misero una lira. Queste cose, per cultura ed organizzazione sportiva, avvengono nel volley, nel calcio o nel Basket. Nel tennis no.
      Nel calcio vedi gente nata nella miseria, che riesce ad emergere perché ha un piede magico. Nel tennis il braccio non basta, ci vogliono molti soldi ed è uno sport per gente agiata, abituata alle mollezze. Ed è anche questo (storicamente) un motivo per cui i nostri tennisti sono poco cattivi, hanno zero rabbia. negli altri paesi non avviene, e la differenza si vede. Ancora devo vedere un tennista italiano nato da famiglia povera.
      Due anni fa durante un incontro di davis, mostrarono un divertente siparietto tra babbo Starace e babbo Fognini. Il primo, scherzosamente, diceva all'altro più o meno, "grazie al cavolo tuo figlio è diventato forte, visto i soldi che avete speso...". Grande verità. Poi però scopri che quello che ha investito poco per il figlio non è miliardario, ma molto ricco. Questione di uno zero in meno. Cambia poco.
      Discorso troppo lungo, e che trattato così rischio di farlo diventare troppo banale e semplicistico. Se non "rancoroso". :)
      Ciao Lukas, a presto.

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    4. Riguardo al discorso "classifiche" credo sarebbe il caso di restaurare i "quality points". Voglio dire, la Errani è diventata numero 5 al mondo, vantando 0 vittorie contro delle top 5, giusto per dare altri numeri sulle "imprese" della nostra Martina Hingis. Dubito che coi quality points sarebbe successo

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    5. Verissimo anche quello. Altra componente importante quella, in passato. Dando più punti alle vittorie contro un top 10 rispetto ad una con un numero 350, riuscivi anche a stabilire con più precisione il ranking e valore effettivo di un tennista.
      Oltre a dare il peso maggiore ad uno che arriva in finale di slam battendo tre top 10, rispetto a chi (più fortunato) lo fa battendo solo un top 20.
      Insomma, anche in passato si poteva avere fortuna nei sorteggi, ma almeno veniva bilanciata, ottenendo meno punti rispetto a chi aveva dovuto battere tennisti più forti.

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    6. Davvero babbo Starace avrebbe detto a babbo Fognini "grazie al cavolo tuo figlio è diventato forte, visto i soldi che avete speso"?!?!?!??!!?
      Non sono al corrente di investimento più deludente nell'intero panoram della finanza mondiale.

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    7. Sì, me lo ricordo benissimo. Un dialogo raccontato da diversi siti. Chiaramente ironico, essendo i due molto amici. Si stuzzicavano sul fatto che il figlio dell'altro avesse avuto più mezzi, in sintesi. Il dato fondamentale è che comunque, anche chi "accusava" l'altro di aver avuto più mezzi economici, non è miliardario, ma appena un po' meno....

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  7. Penso che anche l'errani catapultata negli anni 80 metterebbe in difficoltà graf navratilova etc(non a wimbledon ovviamente) come del resto ferrer farebbe collezione di roland garros,ma probabilmente anche io nel 1900 avrei fatto la mia porca figura.Si ma sticazzi direbbero a roma da me as capis.marco

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    1. Appunto. Se vuoi proiettare Errani (o Ferrer) negli anni novanta, devi farlo con gli strumenti di allora. Racchette diverse, palline diverse, campi diversi. E soprattutto strumenti di allenamento estremi (leciti, per carità) che allora non esistevano. Insomma, credo che non solo non potrebbe vincere il Roland Garros, ma un game da Martina, su cemento, gomma piuma o terra, non lo vincerebbe. Ma è una mia opinione. Ciao Marco

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  8. non ti curar...14 giugno 2013 12:26

    Caro Picasso, non si puó non essere d´accordo con te.
    Da chi esalta le doti (che non ci sono) di una tennista (o di uno sportivo in generale) solo per il fatto che ha sua stessa nazionalitá, non ci si puó aspettare altro che non veda e non voglia vedere la realtá.
    Che é come la descrivi tu e come i bookmaker confermano, la vera prova del nove.
    Non voglio peró dimenticare i due motivi che rendono il tuo blog l´unico leggibile, almeno in italia: lo stile di scrivere ine-gua-glia-bile e la passione per l´estetica.
    Quest´ultima che ti (e mi) fa preferire tennisti che - con qualche eccezione - nei primi dieci non ci stanno, e probabilmente non ci staranno mai, a macchine da guerra, che sono peró brutti e noiosi da vedere e anche sguaiati perché spesso urlano come come dei wrestler.
    Quindi viva il bel tennis che si puó vedere di norma solo fino ai quarti e non lamentiamoci tanto perché cosí il weekend si va in giro invece che stare in casa in poltrona!
    Saluti estivi :-) dal Danubio e continua cosí
    Lukas

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    1. Gazie per gli (immeritati) elogi. Che mi prendo volentieri, però. :)
      Può piacere o ripugnare, ma vedo il tennis così. E così mi piace descriverlo. Lo faccio per puro divertimento in un diario. Senza guadagnarci nulla, dovermi far piacere delle cose, o essere fintamente buonista.
      Insomma, la mancanza di tifo nazionalista e guadagni, dovrebbe valere come prova del mio "non partito preso". Ma visto che non basta, ho postato i bookmakers.
      Ciao Lukas, a presto.

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    2. Ciao Picasso. Hai perfettamente ragione. Io la vedo così, la Sara: da piccola le hanno dato la racchetta in mano e lei, per la gioia dei genitori, è riuscita a centrare subito le palline. E mami e papi hanno avuto la visione del futuro genio. Lei da brava formica operaia ha continuato ad esercitarsi a centrare le palline ed è arrivata al Nr. 5 del ranking guadagnando qualche milioncino. Cosa vuoi di più dalla vita ? Evolversi nel bel tennis, in un buon servizio, perché mai ?. La Sara continuerà a correre come una forsennata sperando di mantenere il suo ranking racimolando moneta. Proprio come il suo omologo David Ferrer.
      Domani seguirò il Roger e il Tommy nella semifinale a Halle. Questo sì che è edificante. A Queens ho visto oggi Hewitt estromettere Del Potro. Edificante pure questo. Murray, bontà sua, continua a soffrire. I suoi guru dopo ogni partita lo ficcano per 10 minuti nella vasca ghiacciata per accelerare lo smaltimento dell'acido lattico. Ma il mal di schiena se lo tiene, poveraccio.
      Ciao Picasso, stammi bene.
      Un saluto cordiale da
      Anna Marie

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    3. Ma certo, e chi le dice niente. E' arrivata al numero 5 grazie forza di volontà e capacità di soffrire non comuni. Altre più dotate non ci arriveranno mai, perché si allenano meno e peggio. Continuerà a fare bene, vincendo a Katoice, Acapulco, Monterrey, mentre negli slam tranne rinuncia delle altre non c'è niente da fare.
      Murray mal di schiena? pensavo avesse problemi all'anca. Beh, se sta male, quasi quasi prendo Tsonga a 3,00 (che se non vince nei 250, non vince più niente).
      Salut Anna marie.

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    4. Si, mal di schiena, lo ha detto lui alla BBC. Dice che dal torneo di Roma fa fatica a camminare e a salire le scale. Le terapie che sta seguendo sono massaggi, fisio, agopuntura e bagni di ghiaccio. Ha detto che ai bagni di ghiaccio non ci si abitua mai, non sono assolutamente divertenti. Ha detto anche che gli mettono una ciotola con dei dolcetti che lo aiutano a sopportare meglio i tormenti. A me sembrano cure da rinoceronte. L'ho visto l'altro giorno a Queens fare certe smorfie. E pensare che andrà a Wimbledon e vuole vincere il torneo. Pietà, ragazzi.
      Ciao Picasso, mi raccomando, niente bagni di ghiaccio se senti un pizzicotto nella schiena.
      A meno che metti anche una ciotola con tanti dolcetti a portata di mano.
      Buona domenica et à la prochaine
      Anna Marie

      P.S. Il Mozart/Gasquet era un poco mogino oggi. Lo sapevi che soffre di allergia all'erba ? E' un pettegolezzo che ho sentito ieri sera dopo l'ultima partita a Halle. Ah, quante cose si imparano seguendo questo torneo ! Quasi quante nel tuo blog. Quasi.



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    5. Letto qualcosa stamattina, poi. Insomma, soliti problemi. A Roma avevo sentito anca (e sarebbe stato un problema ben più minaccioso, viste le precedenti vittime di quell'infortunio).
      In questo tennis moderno e massacrante, dove conta il fisico più del resto, succede che questi ragazzi si frantumino le ossa. Poi magari si reinventa giocoliere e fa il globetrotter (in gara) come Monfils.
      Gasquet pietoso. Ma Youzhny impeccabile in questo torneo. Con Federer in palla, non basterà certo.
      Ciao Anna Marie.

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  9. Ciao Picasso,

    ti scrivo in stato di furiosissima estasi da contemplazione estetica della divina bellezza del gioco di Haas. Da ore urlo selvaggiamente il suo nome. Temo che il giorno del suo ritiro sarà per me il momento in cui davvero realizzerò la finitudine dell'esistenza umana. Soffrirò di attacchi di panico notturni. Solo con lui in campo è davvero possibile ammirare la bellezza assoluta del gesto.

    A presto

    p.s: grande blog!

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    1. Notevole la "finitudine dell'esistenza umana". Nemmeno dopo aver sboccato, a seguito di una sbronza di vodka potrei pensare di scriverlo. Coraggio, c'è dell'altro nella vita. Nel caso in cui non lo trovassi, ti auguro (uno, ma spero - per Haas, sia chiaro -, due o tre) anni intensi di vita ancora. Senza urlare il nome di Haas, che arrivano gli infermieri. Prova (come al solito), con Federer. Almeno ti abbonano due anni di neuro.

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    2. Grazie per il consiglio!
      A proposito: avendo visto un po' di Malisse al Queen's e apprezzandone ancora una volta il talento cristallino ( il massimo, però, l'ha raggiunto quando sembra aver chiesto all'avversario se la ragazza che lo sosteneva dagli spalti fosse la sua baby-sitter!)ho pensato di sostituire il nome del belga a quello di Haas. Che dici, stavolta che rischio?

      Danilo

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    3. Ciao Danilo. Che dirti, in guardia. In quel caso rischieresti l'arrivo dei gendarmi a cavallo. Ripeto, certi elementi li puoi guardare, sostenere, ammirare, ma con stato d'animo coscientemente tragico e comico. E fatalista. Altrimenti si è da manicomio.

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  10. Finalmente il re si è svegliato e speriamo sia di bun auspicio per Wimbledon. Anche se la finale di oggi ad Halle non è che sia stata così brillante. Si ha giocato bene buona % di servizio ma passaggi a vuoto che con qualcuno di fronte un pó più brillante sarebbero costati cari a Roger.
    A proposito di questo articolo su cui sto postando un commento, oggi ho letto su un blog ( ubivattelapesca!!!), chiaramente auto celebrativo e sempre mai obiettivo quanto sia brava Saretta che l'anno scorso ha vinto ben quattro tornei e bla bla bla. Si faceva il parallelo col buon Ferrer che credo sia fuori luogo. Lo spagnolo a parte i primi quattro con i quali alle volte gioca quasi alla pari , deve fare fronte a una concorrenza molto più agguerrita della mosceria del circuito WTA
    Mi sa che l'autore dell'articolo deve vedere un altro circuito...mi dica su quale canale lo trasmettono

    Ciao e buona domenica Picasso
    Amedeo

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    1. Scritto quello che penso nel pezzo a parte. Per me è sempre un bel vedere. Ha battuto gente modesta, poi due grandi talentuosi, specialisti. Buoni spunti, qualche pausa e grande voglia di vincere. Però, contro i primi tre, a Wimbledon, sarà molto più difficile. Conteranno, come al solito, tante cose. Non ultima il tabellone.
      Su Errani, discorso esaurito. Io la penso così, come me i bookmakers e chi non è tifoso italiano a prescindere. Per il rsto, se la ritengono fenomeno, che posso farci?
      Ciao Amedeo, a presto.

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  11. Parole sante!!!
    ...una realtà mondiale....giuro mi sono rotolata dalla risate :), tu non sai quanto è stato dolce vederla triturare da Serena, lo avevo previsto il giorno prima come una potente premonizione per nulla ovvia con un mio amico che di tennis segue poco e nulla, il giorno dopo mi ha detto appunto che ci avevo preso e mi ha chiesto come fosse possibile tale differenza, non se la aspettava. Lo manderò a leggere l'articolo.
    Solo gli stupidi non cambiano mai idea...ma anche il contrario in certi casi!
    Jess

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    1. Non so se sia stato uno spettacolo più dolce, penoso o non adatto ai facilmente impressionabili. .
      Penso che tecnicamente, senza farsi traviare da partigianerie ed altro, è evidente la differenza che intercorre con le prime. E i bookmakers lo dicono chiaramente. E' imbarazzante, sul suo servizio Serena si può bere un whiskino e fumare un sigaro, prima di piazzare il vincente o costruirsi il punto. Chiaro, tutto e mutevole. Magari tra tre anni cambieranno le gerarchie. Ma solo se le altre se ne vanno, o perderanno la funzionalità degli arti, arriveranno a pesare 200kg, o altro. Ciao Jess, a presto

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  12. Per Danilo, il simpatico siparietto tra genitori cui facevo riferimento, è riportato qui.

    http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2010/03/05/300293-starace_senza_problemi.shtml

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  13. vabbè la Errani con quel corpicino come fa a sconfiggere le valchirie del tennis di oggi? Comunque a me piacciono questi giocatori "combattenti", certo l'estetica bisogna cercarla da altre parti..però non si può dire che non sia forte,la top ten la merita se non altro per la grande solidità

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Dissi io stesso, una volta, commentando una volè di McEnroe: "Se fossi un po' più gay, da una carezza simile mi farei sedurre". Simile affermazione non giovò certo alla mia fama di sciupafemmine, ma pare ovvio che mai avrei reagito con simile paradosso a un dirittaccio di Borg o di Lendl. Gianni Clerici.