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mercoledì 28 agosto 2013

US OPEN 2013 – GIORNATA DELL'ORGOGLIO ITALIANO A NEW YORK: DIVORZI, MATTANZE E DONNE CORAGGIO








Dal vostro inviato al Meeting di CL. Ah, è finito e questo è lo stand del «Folletto»? M’ero confuso


La notizia è di quelle forti, riportata anche da «Eva 3000». Una bomba che fa passare in secondo piano anche la fine dell’amore tra Monica Bellucci e Vincent Cassel: maretta in famiglia tra Errani e Vinci. La solida coppia di fatto, pare sia ai ferri corti. Ridda di voci, sempre più fantasiose e morbose, rimbalzano nei vari siti. Si arriva addirittura a parlare di una fugace scappatella di Roberta con una donna delle pulizie haitiana di 127kg, nella lavanderia di un albergo di Cincinnati. Voce poi smentita. Testimoni oculari (Stevie Wonder mentre twittava) danno per certo un litigio tra le due, durante l’ultimo scontro diretto negli States. Alla base, la colpa sembra tutta di Roberta: ha addirittura vinto. E non sono cose belle da fare alla piccina, che quella poi fa il broncio e tiene il punto. Si sa. «E' una cazzata», assicura la tarantina in serata. E l’amore, si sa pure questo, non è bello se non è litigarello. Torneranno quindi insieme e faranno tanti figli. Sperando giochino a tennis come Roberta. Dovremmo vederle affrontarsi nei quarti e, in quel caso, potrebbe scomodarsi anche Signorini.
Rimango due minuti e venti paralizzato nel vedere Bojana Jovanovski vergare la teutonica Petkovic. Si raggiungono nuove e inesplorate vette nel «grunting»-rantolo tennistico: «Eh-acchiappìmela» pare dire la serba mentre esplode la vangata. «Uffah», risponde in recupero la tedesca. Che roba, il circo.
Era però la grande giornata degli italiani. Una specie di ringraziamento, «Columbus Day speciale» allestito in nostro onore, cui i sadici americani avranno dato il nome di «Giornata della mattanza italica», con tanto di fuochi d’artificio, «O sole mio» dagli altoparlanti e pizza gratis sugli spalti: Fabbiano-Volandri-Lorenzi, impegnati ad uscire vivi e senza troppi lividi, dall’incrocio con Raonic-Isner-Berdych. Una spianata di pizza con la pummarola in coppa e mozzarella filante da opporre ai missili terra area di quei tre bombaroli terrificanti. Si diffonde anche la voce che gli italiani abbiano provato a scappare travestiti da «Sorelle Bandiera». Li hanno recuperati in un locale di Little Italy, mentre eseguivano una splendida versione di «Fatti più in là». Nemmeno è stata accolta la loro richiesta all’Atp di usare scudi umani per difendersi dalla contraerea.
Thomas Fabbiano regge con dignità. Due settimane fa giocava un torneo Open (!) a Melfi e, con un po' di buona sorte e smuovendo qualche conoscenza, avrei anche potuto affrontarlo io. Ieri era sul campo Numero 1 di Flushing Meadows opposto a Raonic. Il ragazzo pugliese è alto quanto Pollicino, e nel moderno tennis di corazzieri sembra avere lo stesso futuro di un riccio in autostrada. Tennis ordinato, meno lavorato e mefistofelico dell’altro fantino italico Cipolla, ma più solido. Onorevolissima la sua difesa, contro un canadese su cui Ljubicic ha appeso il cartello «lavori in corso». A tratti più paziente e con qualche serve&volley a sorpresa (arma ottima, se ben usata).
Pippo Volandri è omaggiato anche dal «Granstand». Per l’occasione, il nostro eroe indossa una strategica maglia color arancio catarifrangente. Sia mai che serva ad attutire il frontale. Mi dà la stessa sensazione di Homer Simpson mandato allo sbaraglio contro Tyson, in una storica puntata. Siamo lì. Becca un 6-0 di rito, poi si difende alla bell'e meglio, mentre il gigante yankee lo percuote come un tamburo. Strappa cinque giochi di puro ardimento, ne esce ammaccato, ma ancora vivo. E con 30mila buone ragioni per sopportare la stesa. Sempre sul «Grandstand», l’ultima esecuzione di giornata: Paolino Lorenzi, al solito eroico e con mimetica da soldato (un po' stridente, viste le circostanze). Rema e si prodiga nei suoi serve&volley senza elmetto, ma può poco: l’orbo ceco (notate la finezza) Berdych lo verga senza pietà.
Le donne dell'Italtennis rosa vendicano i modesti «maschietti» (cit. la «mujer vertical» Santanchè). Brava Flavia Pennetta, sicura contro la tappa Gibbs. Benissimo anche la «Frankenstein» in gonnella Knapp sulla nippo-americana Min. Camila Giorgi stende la slovacca Cepelova aprendosi un varco di tabellone interessante. Come un treno le due «divorziande» Vinci ed Errani. La prima si sbarazza di Babos, l’altra della Rogowska sostituta della giapponese Morita (una piccola fortuna, ogni tanto), cui rifila una bicicletta. Score dei vincenti: 12-6 per l’altra. «Achiud’» (citando Cosimino «ciola morta»).
Avanti tutti i big senza patimenti e qualche petardo: Dimitrov disarcionato da Sousa (Paulo, il mediano ipertricotico, perno della Juve di Lippi - figlia -), ha comunque un futuro assicurato: pony express-fattorino porta a porta per le fortunatissime caramelline «sugarpova». Stosur ischerzata e tremante di fronte alla teenager Duval, che dimostra 12 anni, ma ne ha ben 17 (per distrarsi, Sammy s'è iscritta ai campionati - maschili - di sollevamento peso ad Astana). A casa Janowicz, battuto dal lucky loser Maximo Gonzalez, tipo da challenger di Bucamaranga. Spiegazione tecnica: e che ne so io. Sorpresa (relativa) è anche la sconfitta di Almagro con l’armadio uzbeko Istomin. Uno che incrociai a Roma vestito di arancione fosforescente, annessa fascia e occhiali da sole a specchio e scambiai per il fratello capelluto dei Rockets. «Ce n’è di gente matta al mondo», dissi. Quello mi sorrise e se andò.



10 commenti:

  1. Quante cazzate...

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    1. Tante, troppe. I minchioni invece sono sempre sintetici: come te.

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  2. Meno male che ci sei tu, Picasso, altrimenti rimarrei ignorante perché non leggo Eva 3000. Una mancanza d'istruzione, mene rendo conto. Chissà cosa turba le anime Vinciane e Erraniane. Affaire à suivre. (E chissene.....).
    Il signor "My Name is Nobody" non deve avere molto "sense of humour". Noi, mio marito ed io, ci siamo divertiti leggendo queste "ca..ate" geniali. Eh si, diciamolo.
    Ciao Picasso, stammi bene.
    Anna Marie

    P.S. Mi è dispiaciuto per la Francesca Schiavone. Ha fatto una bella partita che meritava un risultato un po' meno severo. Il suo problema è che è una porzione troppo mingherlina per una come la Serena.

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    1. Rimaniamo in fremente attesa di novità, sul divorzio.
      L'imbecille senza nick ha ragione. Sono cazzate. Basta non leggerle, e nemmeno prendersi la briga di commentare. In clinica dovrebbero dirglielo.
      Se aspetti una che abbia lo stesso peso di Serena, buonanotte. La battono anche le Justine e altre smilze. L'attuale massimo dell'italiana contro il massimo dell'americana, vale un gioco, purtroppo. Ma meglio quel 6-0 6-1 di altri 6-3 6-4, etc...con l'americana svogliata.
      Ciao Anna Marie

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  3. Hey Picasso, grazie per aver inserito Emozioni Alcoliche nel blogroll.
    Per ora Seppi avanti un break con il belga pigro, so che sei in feroce dubbio su chi tifare...

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    1. Pure il cielo, con una pioggia biblica sembra opporsi all'inevitabile SCEMPIO. Preso "primo set Malisse a 8,00, sotto 2-4 (confido nella solita partenza sprint di Seppi alla ripresa). Tanto per rendermi il tutto più drammatico. Nemmeno si trova uno streaming.

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  4. Ciao Picasso , meno male che c'è anche del gossip. Secondo me la Saretta soffre l'apprendista che supera la maestra e che è anche più talentuosa. Sana e semplice invidia che la tappa italiana non sopporta e che mi sembra un po' scoppiata. Quando il talento latita e devi sopperire solo col fisico( che non è neanche du role )ci si logora anzitempo.
    Credo che per il bel Dimitrov sia sempre più duro riuscire a mantenere le promesse senza un coach serio ( più serio di Connors con la sua fidanzata ).
    Janovicz da rivedere. Chi critica Raonic forse non si accorge che in top ten sono entrati tennisti molto meno dotati e il suo gioco non è così banale ; è redditizio e ha sicuramente più sale in zucca del bulgaro.
    La Schiavone una foglia sui binari di un treno proiettile.

    Ciao
    Amedeo

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    1. Quando l'altra inizia a batterti, qualcosa si guasta. Amicizia, o meno. Poi Errani, basta vederla in allenamento, non sopporta di perdere nemmeno a tresette. Credo siano dissapori fisiologici.
      Dimitrov sempre peggio. Col suo bel talento, ma senza fisico e testa, merita la sua posizione. Non sarà il primo, né l'ultimo. Forse troppe attese su di lui.
      Connors non è serio? L'ha ingaggiato quella che voleva farsi chiamare "Sugarpova" per fare marchette a Flushing. E poi la stessa l'ha licenziato. Forse perché non ha bisogno di un allenatore o qualcuno che la faccia ragionare quando gioca, ma di un pupazzo che stia a cuccia e le dica brava quando spara a vanvera.
      Raonic, se sistema qualcosa e riprende sicurezza, può fare bene. Ma sembra troppo mite come carattere. E facile allo smarrimento.
      Ciao Amedeo

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  5. Ma se la Vinci butta fuori la Errani ai quarti che succede? Finiscono appese sul lampadario come Michael Douglas e Kathleen Turner ne "La Guerra dei Roses"? Speriamo ci pensi la Pennetta prima a toglierla di mezzo allora, il mio cuore non potrebbe reggere una tale fine per le "chichis".

    A Dimitrov conviene impalmare presto la Sharapova, con tanto di lauta penale per divorzio. Mi sa che quella è una più sicura fonte di guadagno del tennis.

    Jerzy mi delude assai, speravo in lui per un eventuale "sorpresa" ai danni del favoritissimo ratto di Maiorca. Peccato, mi sa proprio che mi toccherà vedere l'orrido spettacolo di Nadal che trionfa a Flushing Meadows.

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    1. Non credo ci sarà scontro diretto ma se ci fosse, Vinci sacrificherebbe la semifinale in nome dell'amicizia. Baci, pianti e tanti figlioletti.
      A giudicare dal flop epocale delle "Sugarpova" (una ridotta a voler cambiare nome pur di recuperare un po' dell'investimento), anche lì la vedo dura per Dimitrov.
      Non essere fatalista, preparati ad un'avvincente (e sempre conturbante) semifinale tra Ferrer e Nadal. E, omettevo colpevolmente, dall'esito assai incerto.

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Dissi io stesso, una volta, commentando una volè di McEnroe: "Se fossi un po' più gay, da una carezza simile mi farei sedurre". Simile affermazione non giovò certo alla mia fama di sciupafemmine, ma pare ovvio che mai avrei reagito con simile paradosso a un dirittaccio di Borg o di Lendl. Gianni Clerici.