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martedì 10 settembre 2013

US OPEN 2013 – IL TRIONFO DI «RAFA SUPERMAXIEROE» NADAL. PAGELLE MASCHILI







Uno che adorava i Led Zeppelin, godeva pure con i Guns N’Roses, ma proprio non sopporta i Tokyo Hotel.


Rafael Nadal. Giunture, legamenti, tendini rotulei e letterarie epopee delle minchiate. Da quando è tornato, tranne parentesi monegasca e comparsa a Wimbledon in cui si trascinava come soldatino di balsa causa ginocchio «martoriato», ha frantumato avversari, scartavetrando palline e superfici di gioco. Anche sul cemento, a lui non congeniale non certo per velocità di rimbalzo, quanto per le cruente torsioni cui deve sottoporre le ginocchia. Che, evidentemente, staranno di lusso visto come se lo mangia. Quasi lo spacca: Montreal, Cincinnati e New York, dominio assoluto. Titolo slam numero tredici e avversari piegati alla legge di «Rafasupermaxieroe». Anche quel Djokovic che due anni fa sembrava avergli trovato le giuste contromisure. Il resto sono chiacchiere, sceneggiati che ognuno può farsi, a mezzo tra «Csi», «Miami Vice - squadra antinarcotici - », «Grey’s Anatomy» e «Nip e Tuck».
Voto 8
Novak Djokovic. Stagione normale, con «appena» tre finali di slam di cui una vinta. L’altro è fuori categoria e lui non riesce più a ripetere le prestazioni monstre di due anni fa, a rischio che gli esploda il cuore in campo. Può girare le sorti della finale, avanti di un break nel terzo set. Spreca tutto e crolla, ma avrebbe finito per cedere al quinto. E’ scienza (cit.). Un must che esalterà molti appassionati di polpettoni «splatter» e invece porta un vecchio citrullo nostalgico come me all’inquieta pace dei sensi. Ben 54 scambi per fare un punto, con la pallina (o sarà un volano?) che non vuol saperne di cadere. Roncole cinematografiche stile wrestling (tirate da fermi) e concluse in un rantolante crescendo da lotta greco-romana con corse folli, fino all’abbattimento: «spettacolo, fantastici, il punto più bello della storia» dicono. Può darsi. C’è pathos, solenne e mortale lentezza tra uno scambio e l’altro. Piacerà a tantissimi, chi lo discute. Ma non è tennis, è contaminazione del pugilato con racchette. Chi non deve scrivere ignobili cazzate per vendere giornali o rendere interessanti ore di diretta tv, lo può dire. Non ci resta che vedere su Youtube qualche filmato di Ilie Nastase o, per i meno rinco, questo (lunghi scambi anche allora, ma piacevoli). Passando per citrullo, appunto. 
Voto 7,5
Stanislas Wawrinka. Evoluzione lampante: da «Topexan» Wawrinka a Stan il butterato. Un roccioso torello sprizzante boria da ogni brufolo. Non più spartiacque tra i deboli (puntualmente vergati) e i forti (con cui abbassava il capo), ma senza paura. Fiero come il suo rovescio. Ridicolizza Berdych e Murray. Gli manca poco così (tanto proprio) per giustiziare Djokovic.
Voto 7+
Richard Gasquet. Sfodera lo Stradivari e mette l’elmetto, questa la novità. Pallido come un cencio e paralizzato dalla paura con pugnetti terrorizzati che danno fiducia all’avversario. Quando lascia partire quel rovescio, genera però fumettistiche note nell’aria. Il neo guerriero violinista batte Raonic e Ferrer. Lezioso topolino in gabbia contro Nadal.
Voto 7
Stepanek/Paes. Antipatici, sporchi, cattivi. Bolsi satrapi volleanti capaci di far piangere gli americani già pronti al Grande Slam dei Bryan’s brothers. Radek, visto il livello medio, potrebbe giocare e vincere in doppio per altri 6/7 anni. Peccato solo che il quarantenne Paes sia agli sgoccioli e a temo frequenti la stessa trattoria «la parolaccia» di Vika Azarenka e medesimo bar «Al Re Beone» di Xaxier Malisse. Ventre che pare un’anguria di ventitré kg ma come tocca lui la volée, pochi altri.
Voto 7+
Mischa Youzhny. C’è spazio anche per il rovescio neoclassico dello squilibrato moscovita, nella folle NY in cui lui e Gasquet diventano combattenti nella steppa, e Hewitt e Ferrer si trasformano in esaurite tenniste femmina.
Voto 6,5
Andy Murray. Svuotato come discolo scolaretto dopo il grande exploit (al compito di matematica), il sadico maestro Wawrinka lo nerba spedendolo dietro alla lavagna. Sui ceci.
Voto 4,5
David Ferrer. La zappa di Ferrer cede al violino di Gasquet. C'è ancora vita, mi dico, nel tennis
Voto 5
Tommy Robredo. Più che «hombre de mierda» come gentilmente lo appellò un nostro valente alfiere taggiasco, esemplare «hombre vertical». Dopo il grave infortunio: Quarti a Parigi e NY e ritorno nella top 20.
Voto 7
Thomas Berdych. Nemmeno cappellino e pantaloncini pixellizzati fanno il miracolo. Solite submentali pallate e strage d’ignari gabbiani provenienti dal fiume Hudson.
Voto 3,5
Roger Federer. Le meravigliose esibizioni di primi turni quasi cancellavano dai miei ricordi le funeste ombre estive. E invece contro Robredo raggiunge il punto più basso della carriera. Quello dell’evidente declino. Il problema alla schiena lo costringe ad affrettare scambi, perde sicurezza e va in confusione. Urge ponderata scelta: trascinarsi ancora due o tre anni come fenomeno da baraccone, tra un’esibizione triliardaria di sponsor, incontri al vertice con il Dalai Lama, il Papa, Pelè, Rocco Siffredi o altri personaggi che ce l’hanno lungo (il palmeres), con tanto di scambi di doni e sorrisi a favor di telecamera, oppure ridurre gli impegni per preservare il fisico e cercare un acuto da vecchio tenore al declino. Tanto, per le sollazzanti esibizioni (contro nani del circo, scimpanzé, azzardo anche contro il 65enne McEnroe che urla «you cannot be serious») ci sarà tempo.
Voto 4
Philipp Kohlshreiber. L’unico a mettere seriamente alla frusta Nadal. E dopo il primo set devono quasi ricoverarlo perché gli uscì il sangue dal naso (cit.).
Voto 6,5
Lleyton Hewitt. Il ritorno del vecchio guerriero, che abbatte Del Potro. Estro suicida che manco un Gasquet Chardonnay d’annata buona (2008), nella sconfitta con Youzhny.
Voto 6,5
James Blake. Tante, per «chiappa tumida», le partite perse come la struggente ultima con Karlovic (7-6 al quinto).
Voto 7+ (alla bella carriera)
Juan Martin Del Potro. Un sassatore che non può sassare, è un sassatore morto (sentita al ristorante cinese).
Voto 5
Xavier Malisse. Quando il tennis diviene filosofia. Un più giovane, noiosissimo ma professionalmente impeccabile, Seppi fa fuori l’imbolsito belga al tramonto, più pigro di un messicano in siesta estiva dopo essersi scolato 12 birre.
Voto 7,5
Italtennis. Seppi perde l’ennesima sfida (ormai da saga di «Guerre Stellari») con Istomin e sfiora un record orrendo, da striscia-bis: essere il primo italiano a fare gli ottavi di finale in tutti gli slam. Peccato che i vari Panatta e Barazzutti in Australia mai ci andassero. Dennis ci salva da quest’altro scempio mistificatorio, in cui si usano numeri alla cazzo. Lorenzi giustiziato da Berdych, Volandri fa cinque giochi con Isner, Fognini cinque con Ram. Meglio Volandri di Fognini, quindi. Sul veloce. I numeri sono numeri, eh. Poi rifletto: il nostro funambolo ligure «parte battuto solo da Rafa e Nole» sì, ma su terra. Stupido io a non capirlo.
Voto (Seppi 6, altri 0. Fate la media)


32 commenti:

  1. Il tennis ipertrofico10 settembre 2013 20:35

    vince tutto, ma io le finali non le ho viste, meglio dormire.
    Alla fine abbiamo due vincitori dell´Us Open che sono i discendenti di hulk.
    La differenza tecnica di serena la condivido ma non al 100%, anche nadal sa giocare di fino, se vuole.
    Solo che non gli conviene.
    Se picchia e ripicchia l´altro non puó fare niente altro che sparare vincenti, e prima o poi cominciare a sbagliare.
    Oppure gli manca il fiato per arrivare sulla palla.

    A quando uno sfondo del blog con stan topexan?-)
    Magari anche questo nomignolo passerá alle cronache come lo zappatore.
    O forse no, é troppo politically incorrect per la stampa ufficiale.
    Ma é divertentissimo.
    Ciao Picasso
    lucas

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    1. Ma nn so, lo chiamo sa sempre così, o clerasil. Boh, mica mi ricordo. Lo sfondo bucherebbe lo schermo. :)
      Tecnica, non tecnica. Per me Serena ne ha da vendere al mercato di Porta Portese. Riesce a trovare angoli e soluzioni che altre possono solo sognarsi. Chiaro che poi non ha la mano morbida di Henin e la varietà di rotazioni di Schiavone.
      Basta fare un semplice esempio chiarificatore: leva la corsa a Nadal e Serena. Nadal quanti slam avrebbe? E Serena, invece? Lui perderebbe il 70% del suo gioco. Lei quasi nulla. Perché, tranne gli ultimi tempi (da quando è a Parigi all'accademia Mouratoglou) ha sempre giocato in condizioni approssimative, senza volersi allenarsi troppo (accontentandosi) e fare della corsa la sua arma principale. E ora ha 32 anni. Si fosse allenata con questa intensità a 23, altro che 17 slam.
      Ciao Lucas

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  2. È chiaro che ognuno preferisce un gioco piuttosto che un altro , ma nella partita di ieri e in quelle passate fra i due dominatori c'è un che di ipnotica ammirazione nella totale capacità di giocare controllando e rispondendo a bordate con altrettanta violenza e precisione. Ammiro questi due lottatori e la perizia con cui si affrontano. Sono una spanna sopra tutti e sicuramente ormai fuori dalla portata dello svizzero e di Murray se non esce dal torpore post Wimbledon. Se il futuro del tennis è questo non lo so , forse nascerà un altro Federer o Nastase ma non potrà fare a meno oggi e domani di avere quella potenza e prestanza fisica che ormai da parecchi anni necessita per lottare per la vittoria nei tornei più duri.
    Ciao e buona serata
    Amedeo

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    1. Mai negato che siano i due più forti. Per ora. E figurati se ho mai negato che un simile spettacolo possa piacere. Anzi, credo che il 95% degli appassionati e occasionali, vada in delirio per certe battaglie. Faccio parte dell'altro 5%, ma è un problema mio. Mi diverte più il contorno, rispetto alle finali. E ho trovato a partita di ieri meno interessante di altre.
      I due hanno un gioco simile, a specchio (con Nole più ficcante), e per vincere devono abbattersi per sfinimento, con match maratona anche quando sono a senso unico.
      Non so se dopo Nadal e Djokovic ci sarà gente capace di raggiungere gli stessi picchi di fisicità. Ma si va verso in quel verso. E assieme a tali robot, i pali della luce Pivot stile Isner. Non è che non nasceranno più i Nastase. Nascono ancora, ma come dici tu, senza resistenza e gioco difensivo, saranno destinati a soccombere a gente meno talentuosa ma più allenata.
      Idem gli scanzonati baciati dal talento ma senza voglia di allenarsi troppo: negli anni 70-80 vincevano slam. Negli anni 90 erano top 10, nel 2000 appena top 100. In futuro no staranno nemmeno tra i 300. Quindi? si va sempre più verso un tennis fisico, medico e fatto di grande preparazione, meno premiante per i bracci naturali. A me non piace troppo ma, ripeto, sono gusti.
      Ciao a te Amedeo, buona serata

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  3. Concordo in pieno con te Picasso
    nessuno dice che sia facile fare quello che Rafa e Nole fanno, ci mancherebbe! ma che male c'è nel dire che è una noia mortale?
    Per il futuro credo che i replicanti di maggior successo saranno quelli del modello Nole, troppo difficile giocare il dritto top spin di Nadal e troppo rischioso per le ginocchia la sua vecchia tattica,tanto è vero che anche il "pasabola" per eccellenza sta lentamente ma inesorabilmente accorciando gli scambi. Nadal a sto punto arriverà a 17 slam quasi certamente ma i top ten del 2030 saranno delle versioni aggiornate e atleticamente superiori al Nole del 2013, la fantasia sparirà ma vedremo scambi con colpi a 220km di media e recuperi impossibili. I talenti ci saranno ma come dici tu verranno schiacciati dal peso dei robocop con racchetta, già succede ora figuriamoci tra 10 anni.

    Su Serena poco da dire, non sarà l'eleganza fatta tennista ma sa trovare gli angoli, varia abbastanza e di certo non aspetta l'errore delle avversarie e, cosa importante, grossa lo era anche 15 anni, non credo che sia stata concepita dal Dr. Fuentes in una camera iperbarica.... per certi versi per lei vale il contrario, se si fosse allenata degnamente per almeno 5 degli ultimi 10 anni avrebbe frantumato ogni record

    A presto
    Luca

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    1. Daccordo con te, credo che il modello Nole potrà essere il futuro, con doverosi aggiornamento di software. Nadal è comunque, atipico e quasi impossibile da emulare nel suo genere, pena il ricovero all'ospedale «Ossi Rotti». Ma io terrei d'occhio anche i pivot. Forse un Isner che non ha ottenuto grandi risultati potrebbe salvarci da quella «specie».
      Ovvio che, aumentando sempre più la preparazione all'esasperazione muscolare, la fantasia viene gradualmente penalizzata. Almeno, questa è stata la parabola negli ultimi 30 anni. A meno che non ci siano cambiamenti. Ma, visto l'entusiasmo e gli spettatori che fanno queste battaglie truculente da fondo, non credo avverrà.
      Ciao a te Luca, a presto.

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  4. sempre piacevole la lettura dei tuoi commenti, sulla finale femminile mi ha impressionato la quasi totale assenza di rovesci in back (forse non ne hanno giocato neanche uno) e saranno scese a rete 3 volte a testa, palle corte, boh.. non pervenute o sbagliate.

    con il maschile siamo li anche se in effetti nadal quando e' chiamate a giocare una volee si vede che la mano ce l'ha non solo per menare, cmq dopo un po' che vedo ste partite vado su youtube anche io e mi rifaccio gli occhi con video pre anni 90, ne ho proprio bisogno!

    sul tema consiglio la lettura di questo articolo
    http://lettura.corriere.it/federer-come-esperienza-filosofica/
    di marco imarisio, non parla solo di federer

    ciao

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    1. E beh, come darti torto. Credo non ne abbiano giocato manco mezzo di rovescio in back nella finale femminile. Idem il gioco di volo. Contro Pennetta la bielorussa era scesa a rete, combinando macelli indicibili.
      I filmati sono la memoria, per non dimenticare. :)
      Si scherza, vedrò (forse) st'articolo ma già il titolo non m'invoglia. «esperienza religiosa», «esperienza sensoriale», poi «esperienza mistica», ora «filosofica». Esperienza umana di chi può perdere da Robredo, mai?
      A un certo punto che abbasta con le esperienze. Questa accecata e fervorosa letteratura attorno a lui sembra un tentativo per farmelo scadere, un po' come con Valentino Rossi. E io adoro entrambi, da sempre.
      Ciao a te.

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  5. Se il futuro sarà quello che dici tu (e temo che sarà così), beh io mi sto gà leccando i baffi e le orecchie all'idea di un Federer-McEnroe nel Senior Tour, magari con racchette di legno (esagero dài).
    "L'altro 5%".
    Simone

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    1. Dubito avverrà, perché non credo Mac reggerà ancora. :)
      Penso che Federer, tra qualche anno, quando smetterà, farà molte esibizioni stellari. Tipo con Roddick, Marat, Gonzalez ed altri. Almeno così, me lo immagino.
      Ciao Simone.

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  6. Caro Picasso,
    so che preferisci dei commenti "argomentati" rispetto ai semplici - e sostanzialmente privi di contenuto - complimenti, a cui, come di consueto, rispondi con un inevitabile (ma sempre apprezzato) "grazie, sei gentile".
    Tuttavia, dopo anni (quattro per la precisione) che ti seguo - e mi rimpiange non averti "scoperto" prima - devo dire che se oggigiorno ancora m'interesso al tennis, è perché so che in questo angolo del web c'è sempre qualcuno che mi strappa un sorriso; o addirittura una fragorosa risata, come quando ho letto il commento su Berdych.
    Grazie per questo tuo servizio che rendi all'umanità (del tennis)!

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    1. Grazie, sei gentile.
      Scherzo. :) Berdych. Eh sì. Io ho sentito anche di vibranti proteste e marce organizzate dal Wwf per questa impune carneficina di volatili.
      Il tennis e lo sport fanno incazzare, a volte, al momento, ma si prova a renderlo per quello che è, ridendone.
      Grazie a te Fabio, a presto.

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  7. Belle le tue pagelle dei maschietti. Djokovic e Murray hanno dato segni evidenti di batterie scariche. Le Duracell di Nadal bisogna vedere quanto ancora resistono. D'altronde è solo umano - Hulk è fantascienza. Djokovic, dal canto suo, dovrà darsi da fare per non essere superato da Nadal. Riuscirà ad evitarlo ?
    Federer, è proprio vero, ha lasciato un'impressione mingherlina quest'anno. Tuttavia, non voglio pensare che sia così mal ridotto. Credo (o spero) piuttosto che si stia peparando per un Grand Galop nei tornei finali (Shanghai, Basilea, Bercy) per poter accedere al Masters di Londra e almeno finire l'anno in bellezza.
    Wawrinka questo fine settimana giocherà la Davis Cup contro l'Ecuador (a Neuchâtel). Stress in vista per il ragazzo. Dovrà contare praticamente solo su se stesso. (Chiudinelli, Laaksonen e Lammer compongono il resto dell'allegra brigata, ove a Chiudinelli a volte riescono anche i miracoli.) Quindi, vedi, sarebbe stato disumano dover affrontare Nadal nella finale dell'US Open. Meglio lasciare il compito al Djoker, no ?
    Lunedì, su un quotidiano di lingua tedesca è apparsa una vignetta. Un tizio dice a Stan, tutto rosso in faccia: hai un colore fantastico. Solarium ? E Stan: no, per una volta non ho dovuto stare nell'ombra di Roger.
    Stepanek/Paes, hai disegnato un bel quadretto. Davvero una strana coppia. Ma che fuochi d'artificio !

    Ciao Picasso, ti saluto cordialmente e ringrazio pure per il divertimento durante l'US Open.
    Anna Marie

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    1. Non lo so quanto durerà questo stato di forma di Nadal, mai mettere limiti alla (umana) provvidenza. Vedremo tra Asia, Bercy e Master Cup.
      Federer, che faccia bene nella stagione indoor, è un augurio. E anche possibile. Se si rimette un minimo in sesto, non ha certo dimenticato come si gioca.
      Svizzera Ecuador...insomma, non so chi giochi nei sudamericani (temo il vecchio Andrez Gomez, icona assoluta in quel paese, classe '60), ma sono molto indietro. Penso la Svizzera non avrebbe problemi nemmeno schierando gli under 18. Un paio di anni fa vidi tale Yann Marti. Mi sembrò fuori di testa, da camicia di forza, ma talento assoluto. Sai che fine ha fatto? Morto suicida in una camera d'albergo? Munge vacche e Gstaad? :)
      Scherzo, grazie e ciao Anna Marie.

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    2. Yann Marti gioca i Challenger e perde, per esempio ultimamente a Genova, contro un Alberto Brizzi (lo conosci ?).
      Figurati, il suo padre, un ex-giocatore di Hockey su ghiaccio, è il suo coach. Di Yann Marti si può quindi dire: chi si accontenta gode. Ha 25 anni, il ragazzo e ha combinato ben poco. Diceva che i suoi idoli sono Wawrinka e Verdasco. Ne deduco che evidentemente non si deve preoccupare più di tanto per il futuro. E dubito che sarebbe capace di guadagnarsi da vivere con la mungitura delle mucche.
      Ciao Picasso, ti auguro una bella giornata
      Anna Marie

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    3. Sì, visto mora sul sito Atp. veleggia attorno al 500. Proditorio negli Itf da 10mila. Leggo 1,73 e l'avrei fatto pure più piccino. Brizzi certo, e come no. Il toro alberto Brizzi.
      Alla fine col tennis non ci si guadagna da vivere nemmeno stando nei 150, figuriamoci da numero 500 e mungendo vacche.
      Ciao, buona giornata a te

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  8. Ciao Picasso,

    Son capitato qui per caso...
    Questo è il mio commento finale sull'ultimo US Open,vergato per un quotidiano ticinese.

    www.indiscreto.info/2013/09/cinquantaquattro-colpi-di-spazzola.html

    Comunque,al netto delle minacce legali,ti posso assicurare che la situazione del tennis è ancora più grave di quello che sembra...
    E' un bel sistema:mi piacerebbe capire come si svilupperà.
    Perchè questi del Barnum - i Ricci Bitti della situazione - vorrebbero evolversi(?)in una mafia internazionale tipo la Fifa,però mancano di una componente essenziale:il ricatto sociale(e politico).
    L'idea di base è che il gioco stia assumendo una nuova carne,il robotennis.
    Qualcosa di cyberpunk,dove le palline sgonfie o il cemento "colla" vanno di pari passo con i trattamenti ormonali e il testosterone sintetico.
    In sintesi,la società dello spettacolo si è divorata la vecchia liturgia.
    Marketing e piatto corde 98,l'esegesi di uno sport all'ammazzacaffè.

    Un saluto,
    Simone Basso

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    1. Sì, storia vecchia come il cucco. Ammorbo gli zibedei da anni sull'evoluzione tennistica, passando (consapevolmente) per vecchio citrullo nostalgico.
      Già dai tempi di Ivanisevic, la Federazione ha voluto porre un freno ai troppi ace e scambi brevi (che fornivano poco spettacolo, si diceva - bontà loro -). Da lì la trasformazione. Il cemento lentissimo come la terra. Lo diceva Serena (“Vado a Baastad -su terra- perché voglio giocare un torneo sul veloce, invece che sul cemento”. Serve altro? E’ la numero uno al mondo, ci gioca lei. Mica dirà cazzate da tifosa?). Nadal sul cemento ci si trova peggio, solo perché non può strisciare come sull’argilla, sottopenendo il ginocchio a torsioni folli.
      Indoor, idem. Basta vedere qualche filmato di vent’anni fa: tappeti velocissimi. Una cosa simile l'ho vista solo in uno Svezia-Italia di Davis due/tre anni fa (e uno Usa-Spagna).
      Normale che con simili scenari cambiati i tennisti si siano adattati. Sono come gli animali, che si abituano alla natura attorno a loro. Sviluppano altro. Quindi si assiste ad omologazione anche di stili. Sopravvivono eccezioni, ma vincono e dominano le scene quelli bravi a gestire lunghi scambi e con grande difesa.
      Non basta Serena? ecco Muster, signor arrotino antesignano del nadalismo moderno (mica Sampras): “con queste palline e superfici mi trovo male perché è impossibile fare il punto, rispetto al passato”. Ripeto, Muster.
      Sono constataziono così evidenti da sembrare banali. Poi chiaro, può piacere o meno. A Federazione, circo e tv (per gli ascolti) va benissimo una battaglia simile di 4/5 ore, piuttosto che due ore e mezzo di s&v come ai tempi di Edberg/Sampras.
      Ciao Simone, un saluto a te.

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  9. Probabilmente sono un tuo coetaneo visto che ho 50 anni. E da bambino sono cresciuto e diventato grande passando da Borg , Mac , Connors , e via via anni 80,90 fino ad oggi. Insegnavo tennis e sono stato un modesto C3 e ho sempre emulato il gioco serve and volley perché era bello e , pensavo a chi mi guardava giocare di offrire uno spettacolo divertente. Giocavo per divertire e divertirmi. Anche se ogni tanto prendevo sonore legnate. E giocavo con Wilson pro staff in legno.
    Tutto ciò per dire che anche a me sono sempre piaciuti e piacciono i giocatori brillanti e che si sublimano in Federer. La mia personale opinione è che ammiro il gioco così muscolare perché è l' espressione massima di una capacità di intendere il tennis cheoggi solo due tennisti hanno. È l'evoluzione darwiniana della specie : homo tennisticus brutalis. Sono le superfici omologate che hanno creato questa mutazione genetica e fino a quando non interverranno fattori esterni a cambiare l'evoluzione la tendenza sarà questa.
    Ciao e a presto
    Amedeo
    che

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    1. Non è che se cito Tilden ho 93 anni, Cito Nastase, 60. Rispetto a Leander Paes sono ancora un giovinetto. Un lattante, quasi. Se da anni scrivo che ho iniziato a vedere tennis a 8-10 anni con gli ultimi anni di McEnroe e Connors, il conto è presto fatto.
      L'articolo è lunghissimo, tocca molti altri argomenti e una ventina di tennisti. Perché vi fossilizzate sempre in quelle 3/4 righe? Ho semplicemente scritto che l'abbinamento Nadal-Djokovic, essendo entrambi tennisti difensivi e muscolari, mi manda al sonno. E ho trovato più divertenti o tecnicamente stimolanti Gasquet o Wawrinka contro entrambi. E' un mio parere. Libero io di annoiarmi e poterlo dire, libero tu come altri di godere come vicci e dirlo, senza doversi giustificare (perché si è in ampia maggioranza, tra l'altro).
      Tanto meno nego l'evoluzione delle scimmie (ripetuta fino allo sfinimento, anche tra i commenti) e invoco manifestazioni di piazza o crociate contro questo tennis. O contro l'eccessiva tecnologia, l'inquinamemnto e la guerra.
      Ciao Amedeo e a presto

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  10. Senza questo tennis bruto e muscolare e la terrerba e il cemento attack, il nostro amato Re avrebbe castigato tutti per una dozzina d'anni. Ora sarebbe a quaranta slam (teniamoci bassi) in bacheca da far lustrare a qualche schiavo arrotino
    Il mondo è ingiusto.

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    1. Ecco, questa ci mancava. E tu, tra tutti i siti/blog/giornalisti che si sono arricchiti cavalcando l'onda della submentale sfida Federeristi/Nadalisti, andando pretestuosamente contro l'uno o l'altro, vieni a fare del sarcasmo (stokazzastiko) proprio in questa onlus blog che sostiene Malisse, Petszhner o (proprio al limite) Gasquet?
      Un po' devi farti visitare, eh.
      Tra Federer e i due dell'altra sera, preferisco Federer. Mai negato e sempre detto. Ma del numero di slam (30 o nessuno) può sbattermene di meno. E nemmeno cambierebbe il mio giudizio estetico.
      Tra l'altro, ebbi a dire che, gioco per gioco, tra nonne con le ruote e flipper a tre palle, sull'erba di vent'anni fa non è nemmeno detto che Federer avrebbe vinto più titoli. Ma che qualcuno avrebbero potuto giocarselo Llodra, Stepanek, Mahut, etc...ma tu, dovendo farti visitare, cosa ne puoi sapere.

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  11. Ha ha ha , bella risposta a gente così dotata di cervello di celenterato. Una becera e oziosa disputa da bar dello sport. Tutti a contendere per il proprio beniamino e ad accapigliarsi in insulse e submentali questioni su chi sia ilGoat. Penso anche io che un Federer all' apice avrebbe fatto fatica a vincere Wimbledon. Solo Borg rischiando i primi turni è riuscito a vincere 5 Wimbledon , ma solo perché era veramente un fenomeno.
    Ciao
    Amedeo

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    1. Ma che ne so. Certi discorsi su superfici, tennis noioso, etc...non li faccio certo perché vorrei che uno avesse 40 slam e l'altro nessuno.
      Tra Ferrer e Gasquet prendo Gasquet, Tra Granollers e Kohli prendo Kohli, tra Gimeno Traver e Petzschner prendo Petzschner. Quindi è normale che tra Nadal e Federer preferisca Federer. Ma, come negli altri casi lo faccio per una questione estetica, non certo per i titoli o altro. E' ridicolo fare certe battutine proprio qui.
      Ciao Amedeo

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  12. Ciao Picasso. Stamane mi è tornata in mente la tua prospettata classifica sui "macho-men" (dopo quella delle tenniste più sexy. Nel colpire la pallina) e mi sono chiesta se il salvagente paperella è stato assegnato o se sei ancora in attesa di qualcuno che indovini 7 su 10. In tal caso metterei subito in moto le mie cellule grigie. La paperella può servire anche per l'estate prossima.
    Ho seguito un paio di partite del Moselle Open. Noiose. Vedrò stassera se Tsonga riesce a portare un po' più di pepe nella faccenda.
    Ti saluto cordialmente
    Anna Marie

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    1. Ah, guarda. Me n'ero completamente dimenticato. E' nelle bozze, poi col ritiro di Mariolona, m'è passato di mente. Visto anche che nessuno aveva fatto pronostici per il concorso. Vuol dire che lo pubblico questa sera (non so se a tranci visto che è di lunghezza abominevole) o faccio prima a mandartelo via mail.
      Ciao Anna Marie, (nel challenger di Stettino, c'è del buono).

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    2. La mail era uno scherzo. Pubblico qui, ovvio.

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    3. Oh santa polenta. Sono proprio una credulona.
      Ciao Picasso
      Anna Marie

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  13. Kohli per mille anni19 settembre 2013 13:39

    Kohli uber alles

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    1. Il delirio d'onnipotenza e immortalità per il Kohli mancava, ma va bene tutto.

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  14. Kohli per mille anni19 settembre 2013 16:12

    Ero stato preso dallo sconforto per uno strano articolo sull' immortalità delle gesta di Federer e Nadal.
    Ho pensato subito di sfogarmi su questo blog, rifugio sicuro delle minoranze tennistiche

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    1. Figurati. Concedo volentieri asilo politico a rifugiati politici, profughi e ogni minoranza non-religiosa perseguitata dalle religioni.

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Dissi io stesso, una volta, commentando una volè di McEnroe: "Se fossi un po' più gay, da una carezza simile mi farei sedurre". Simile affermazione non giovò certo alla mia fama di sciupafemmine, ma pare ovvio che mai avrei reagito con simile paradosso a un dirittaccio di Borg o di Lendl. Gianni Clerici.