.

.

domenica 19 gennaio 2014

AUSTRALIAN OPEN 2014 – TONFO SERENA, PENNETTA SUPER, DJOKOVIC SCHIANTA FOGNINI






Day 7 – Dal vostro inviato al summit Renzi-Berlusconi. «Ohi Silvio, non è da escludere il modello spagnolo, senza scorporamento e sbarramento al 7% e come se fosse Antani scribai con cofandina, come antifurto per esempio». Silvio, estatico: «Ah, Matteo. Sapessi le spagnole che mi feci nel lontano '62 in crociera, senza sbarramento...».


Che poi, guardi i campi dell'Australian Open di un azzurro intenso che diventa quasi cobalto quando il sole cade a picco, come una piscina senz'acqua, e non ci vuole molto a immaginare Serena Williams che ci si tuffa dalla piattaforma a cinque metri. Il tonfo dev'essere clamoroso, avvertito anche in tutto l'emisfero boreale. Rimanda a uno di quei boati orrendi nelle isole di Mururoa ai tempi degli esperimenti atomici francesi. La sostanza, stringendo: Ana Ivanovic batte Serena Williams, in rimonta. Qualcosa che se te la raccontano, senza aver visto niente, può solo scapparti da ridere. Provi, invano, a fare congetture, immaginare credibili scenari: una Serena tenuta ferma da quattro energumeni in mutande e l'acciuga serba che se la batte punto a punto a campo vuoto, da sola: un buco sul campo, e un doppio fallo, due tordi morti. Poi, via via, sempre con i quattro erculei valletti a bloccare Serena, Ana ingrana. Capisce che deve tirarla dentro (una specie d'intuizione). Riesce persino a lanciarsi la pallina al servizio, suo storico tallone d'Achille e su cui Freud avrebbe scritto tre o quattro saggi, prima d'infilzarsi con una fiocina.
La vedo tornare dietro la riga di servizio, smilza come un'acciuga marinata, con sguardo assente e vago sorriso insensato sul volto olivastro, dopo un afono «Ajde» condito da giravolta e balzelletto sollevando la gamba come un pincher nell'aiuola. Insensatezza, è la parola che viene in mente vedendola. Ogni tanto riesce a lanciarsi la pallina sopra la testa, altre se la tira all'altezza della prima fila e la vedi avvitarsi tutta storta come un crotalo fluttuante, per abbrancare la pallina. Via via migliora, trova il campo e vince.
Altre soluzioni non ne vedo. Scherzi a parte, dimostrazione di quanto la Wta non sia così scontata rispetto all'Atp e l'americana tanto cannibale, imbattibile o a livello maschile. Puttanate, prenderebbe doppio 6-3 anche da coach Beppe Menga. Anzi, vero è il contrario, se si osserva Djokovic-Fognini. Basta qualche scambio per capire quanto sia un confronto imbarazzante, a tratti impietoso e improponibile. Finisce 6/3 6/0 6/2. Niente leva al buon torneo del ligure, ma dimostra la differenza esistente tra un numero 2 al mondo e un buon top 20. Tre galassie di differenza. Mentre Serena, la numero uno e favorita indiscussa del torneo, contro una discreta top 20 può addirittura perderci.
Non colgo nemmeno un fotogramma del match, ma mi fa felice la vittoria di Flavia Pennetta sulla teutonica coi coscioni da Briegel (magari, di più) Kerber. Una specie di Italia-Germania 4-3. Conferma di quanto l'italiana sia determinata, in gran spolvero e se messa a posto fisicamente vale tranquillamente la top ten tedesca. E può anche batterla. Flavia dagli Us Open in poi è l'italiana col rendimento più alto e, classifiche a parte, la migliore. Attualmente. Forse anche come classifica tra qualche mese. Nota di merito per una ragazza martoriata da tanti infortuni, che a 31 anni ha ancora voglia di mettersi in discussione e agguantare per la prima volta i quarti in Australia. Peccato solo che ora trovi Li Na, la più dura rimasta nella parte alta di tabellone, rispetto a Bouchard e Ivanovic, appunto.
Detto di Djokovic, tra gli uomini, facile vittoria di Berdych, prevedibile successo delle arrotate agricole di Ferrer sulle parabole e manovre di bolina di Florian Mayer. Alla distanza. Mentre scrivo (dita incrociate) Stan Wawrinka sta prendendo a sberle «highlander» Robredo. Preghiamo.
Non ho controllato le scommesse postate ieri, ma se qualche saggio pazzo le ha giocate, ora sarà ben messo e speranzoso (può furbescamente «coprirsi»). E starà già pregustando vacanze in Polinesia. O una gita sul Lago di Garda.


8 commenti:

  1. kohli per mille anni19 gennaio 2014 15:15

    Buongiorno,
    Meravigliosa descrizione di Ana Ivanovic, sempre tanti complimenti per questi articoli quotidiani!
    Volevo descrivere un punto del match tra FloFlo e zappador che non deve essere dimenticato.
    Mayer avanti di un break nel primo set, serve per alllungare. Palla break in favore dello Zappador. Servizio poco incisivo del geometra teutonico, ferrer inizia lo scambio ed ha preso campo. Qui nasce la poesia: il meraviglioso artista di Bayreuth(non a caso cittá natale di Wagner) gioca una palla corta meravigliosa con Ferrer che arriva ululando e la rigioca, lob di Mayer, zappador ululando piú forte la va a prendere sulla riga di fondo e gioca un passante poderoso, Florian a metá campo nuovamente smorzata nello stesso punto della prima, ferrer schiumante rabbia ci arriva ma viene trafitto da un pallonetto meraviglioso. Il povero spagnolo é stato scherzato per bene dal nostro. In attesa di rivedere Kohli mi crogioleró con i colpi piú belli di Mayer in questo Slam.
    Cordiali saluti e scusa per il commento lunghissimo,
    Kohli per mille anni

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ammetto che dopo aver letto il commento sono andato a vedere i risultati. Sicuro di poterti crogiolare ancora con Flo Flo in questo slam? Pare abbia perso in quattro.
      Ciao Kohli (mi pisce averti dato questa notizia ferale). L'artista, poeta e musico wagneriano rimane però, eh.

      Elimina
  2. Letto un pò di interviste, come prevedibile Serena aveva pensato di non scendere neanche in campo contro la Hantuchova e il blocco al collo e schiena l'ha costretta ad assumere diversi farmarci e gli effetti si son visti.
    Mi sa che la Ivanovic avrebbe fatto peggio del Fogna in condizioni normali ma non voglio sminuire la wta ne fare il difensore di Serenona.
    Ferrer-Berych sarà il match del torneo diciamocelo :D
    Salutone!!
    Paolo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Letto anch'io dei problemi di Serena. Ma visto che ormai il 70% dei tennisti ha dichiarato di avere problemi fisici per poi giocare ore e ore come nulla fosse, preferisco non considerarli. La sindrome "ci ho la bua" Nadal ormai dilaga.
      Vista così però, pensando siano problemi seri, almeno la sconfitta avrebbe una sua logica. Più dei quattro nerboruti in mutande che la tenevano ferma.
      Rimango però convinto che una numero 15 Wta dia più fastidio a una top 3, di quanti ne abbia un Nadal o Djokovic contro un numero 15.
      Ferrer-Berdych: già invitato amici a casa, per un party notturno. Sperando sia di notte. Non sto nelle mutande dalla gioia.
      Ciao Paolo.

      Elimina
  3. Credo che il punto debole di Serena, probabilmente l'unico, sia che in questo tipo di match tende a rilassarsi troppo e a sottovalutare l'avversaria. Quando si trova davanti le Sharapova; Azarenka; Radwanska; Kvitova etc. Serena è quasi in trance, è concentrata al 200%, sembra quasi una sfinge imperturbabile. Quando però gioca con tenniste di seconda fascia (diciamo sotto la decima posizione) allora a volte si decondentra e si fa sorprendere. Se ci pensiamo negli ultimi due anni chi l'ha battuta? Oltre alle due sconfitte con Azarenka abbiamo sconfitto con: Makarova; Razzano; Liscki; Stephens (ok era infortunata) e oggi Ivanovic e sconfitte sfiorate con Kuznetsova; Zheng e Shvedova. Tutte giocatrici di seconda fascia che normalmente non dovrebbero darle problemi. Poi credo che la maggior volatilità della WTA sia data da due fattori

    1-Il 2/3 al posto del 3/5-> nel 3/5 a volte il più forte alla fine emerge alla distanza. Magari può capitare una distrazione (ricordo Seppi contro Djokovic al Rolando ad esempio), ma poi sulla distanza spesso le cose si riequilibrano

    2-Il maggior numero di break. Tra gli uomini subire un break in un set spesso è una condanna. Raramente si vedono più di due break in un set maschile. Le donne invece tendono a perdere circa 1/3 dei loro turni di servizio e questo rende le cose più incerte. Servire per il set o per il match tra gli uomini è spesso una formalità, mentre tra le donne a volte può diventare uno psico-dramma.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, credo di condividere un po' tutto. Infortuni a parte (anche stanotte lo era, sembra). La scarsa attenzione e rilassamento contro le meno quotate o in match semplici, a volte si nota quando si carica in modo teatrale (anche quando sembrerebbe ridicolo o inutile). E' solo per evitare di addormentarsi, e lo sa anche lei. Ricordo contro Errani sul 6-1 4-0 o contro la numero 70.
      Non so cosa è successo con Ivanovic, ma tenderei a credere all'infortunio, più che ai valletti che la trattenevano.
      Abbastanza condivisibile anche il fatto che, negli slam, gli uomini 3 su 5 abbiano più margini per le distrazioni, e sono meno soggetti a colpi bassi.
      Motivi ce ne sono, resta il fatto che tra un Nadal (Djokovic)-Fognini e Serena (Sharapova)-Ivanovic, se devo puntare su una possibile sorpresa, prendo sempre la seconda.

      Elimina
  4. Per quanto riguarda le considerazioni strettamente tecniche: ho letto in giro che la Ivanovic quest'anno ha ripreso un po' di peso, quindi forse ora non e' piu' smilza come un'acciuga marinata. Puo' darsi ora sia passata al livello di aringa sotto sale, ma non ho ancora verificato.
    Fede

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bisognerebbe chiedere la consulenza del comitato Onanisti Militanti per la Ana (clamorosamente rifiorito nei vari siti). Vista e mi sembra un'acciuga marinata. Meno magra rispetto all'anno scorso (che se la portava via il vento), ma sempre acciuga rimane.

      Elimina


Dissi io stesso, una volta, commentando una volè di McEnroe: "Se fossi un po' più gay, da una carezza simile mi farei sedurre". Simile affermazione non giovò certo alla mia fama di sciupafemmine, ma pare ovvio che mai avrei reagito con simile paradosso a un dirittaccio di Borg o di Lendl. Gianni Clerici.