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domenica 4 maggio 2014

FOGNINI ALLA BAVARESE







«Ho letto sul giornale che Klizan è faccia di maiale (e finge). Ho letto sul cartone che Fognini è un campione (e si deconcentra. Anzi, sconcentra)», cantavamo alle medie. O da anziani, in tv.

Uno ci prova anche, con tutta la buona volontà di questo mondo. Sei pronto ad ammettere: «Ma vedi questo Fognini, sereno e maturato, che vince a mani basse un torneo che doveva vincere». Italiano al solito ispirato in terra tedesca, malgrado sferzate di vento e sottile pioggerellina da inverno cupo. Lo vestono anche con i tipici abiti bavaresi: SPETTACOLO. Arriva spedito in finale battendo gente da challenger (Struff, Brown, Bellucci) e nella tv federale non si contengono. Incontinenti, eruttano bava servile con una continuità da documentario di Superquark sulle bavose nel Rio delle Amazzoni. C'è un tizio che rasenta il surreale, con una pronuncia così suadente da far passare in secondo piano l'indubbia piacevolezza di contenuti. Penso non esista realmente, ma sia solo il frutto del litro di vino bevuto a tavola.
«E c'è ancora chi oFa chiticaLLo, non ci Fi crede...ma laFFiamoli perdere!»
(«ha-ha-ha», voci registrate in sottofondo)
«Per non parlare di quelli che Fi FtupiFcono che è a Monaco...neFFuno deve mettere becco Fui programmi di FaBBio!».
Nessun accenno alla pantomima monegasca e al 6-0 4-0 prima del ritiro con Giraldo a Barcellona, pena soggiorno in un fiordo islandese tra i cani da slitta che si mangiano tra loro. Giammai ombra alcuna deve macchiare il fulgore della patria che si batte con ardimento nel mondo, in specie nello sport della «palla a racchetta» che ci vede primi nel mondo, colonizzatori d'impervie terre e selvaggi indigeni. A noi!
Un improvvido bibbitaro che passava di lì per caso, accenna:
«Dopo le vicissitudini a Montecarlo e Barcellona, ritiratosi con Giraldo...».
Crash-stump-sguishhhh. Rumore di catene, nerbate e feroci frustate da domatori. Poi parte un documentario sulla guerra in Abissinia.
«Faccetta nera, bell'abissina...aspetta e spera che già l'ora s'avvicina...».
Il poveretto, ormai con la fronte pralinata per l'olio di ricino e con un machete sotto la gola, prova invano a recuperare.
«Ovviamente quello è stato un incontro SFORTUNATO! E poi Giraldo è arrivato in finale, no? He he he», risolino tragico, che non serve a nulla: sarà giustiziato all'alba dietro la Supertennis Arena, con cerimonia pubblica. Che serva da esempio.
Fognini vola, aggiudicandosi il primo set contro un Klizan che, bianco come Pescosolido vittima di cagotto a Maceio, chiama lo stop medico. Dopo l'interruzione inizia a carburare e randella come un pazzo, in un magnifico gioco di fionda: bombarde mancine e smorzatelle, mentre Fognini rema indolente sui teloni in attesa degli eventi. Storia nota: giocare contro un infortunato è quanto di più difficile. Fingeva? Non credo. La tecnica di fingere però spesso la usano quelli più forti per distrarre chi è più debole mentalmente. Se la mette in atto il n° 111 contro il n° 14, qualcosa non torna. Nello studiolo regna avvilimento misto a rabbia feroce. Inconsolabile.
«QueFto non Fa neanche lui come Fta giocando...Fe Ftai male non giochi coFì (ma ti ritiri, gliela regali o, al limite, muori)».
Il match sfugge all'alfiere italiano che frantuma una racchetta. Becca il penality point e la spacca meglio mostrandola bene (che bravo che è diventato). Silenzio. Qualcuno giura d'averli visti esultare.
«InchediBBile, FaBBio nel primo Fet l'ha preso a pallate (a questo)!». Già, perché il poveretto aveva il cagotto. Per chiudere, prima della resa finale 2/6 6/1 6/2, con un sublime:
«Non dico che Fta fingendo...ma l'ha fatta bene la Fsheneggiata!».
Penso di essermi sognato tutto.
Apro un sito di tennis e leggo un titolo (sì, ti-to-lo): «Klizan finge, Fognini si deconcentra», e penso che nemmeno Genny 'a carogna possa aver fatto un titolo simile. Anzi, fanno di tutto per rendere questo sport come quello pedatorio in cui Genny 'a carogna decide se si gioca o meno un incontro.

Tennis minore a parte, c'erano anche cose serie questa settimane. Finale Ginepri-Dancevic sulla terra verde di Tallahssee, sponsorizzata da «ER medici in prima linea» e Luciano Onder in tribuna pronto a prendere appunti su osteopatia, prostatite e gotta. In settimana avevo visto Francone scudisciare i suoi colpi musicali e battere il fratello di Jurgen, Gerald Melzer (ognuno ha il suo Patrick McEnroe). Il canadese regola anche Donald Young, ma nulla può in finale contro il Lazzaro attempato Robby Ginepri, uno che nel 2005, quando ancora giocava Agassi e Piero Pelù non cacciava scie chimiche, fece semifinale a Flushing Meadows.
Si spezza in finale anche il sogno di «Micetto» Miloslav jr Mecir, sconfitto ad Ostrava da Kuznetsov. Ora, io tempo fa comprai il disco di Julian Lennon e pure di Ziggy Marley, quindi non faccio testo. Ma quelle movenze e il modo di portare il rovescio...evocano ricordi di coppe e di campioni, Claudia non tremare, non ti posso far male.

Non si dica che io trascuri le donne: m'incuriosiva il confronto tra Bencic e Giorgi nelle qualificazioni a Madrid tra la giovane speranza svizzera (classe '97) e la giovane speranza italiana (classe '91), sponsorizzato dalla dal sexy shop «doppio fallo is megl' che uan». Il match non si vede, ma non sorprende che vinca facile la svizzera, più matura, tecnicamente completa e meno dilettantesca nell'interpretare i match.


6 commenti:

  1. kohli per mille anni4 maggio 2014 20:18

    Sono andato a seguire il torneo di Monaco per vedere dal vivo il mio giocatore preferito, Kohli. Purtroppo ha perso subito contro il solidissimo Istomin, che devo dire é persona molto cordiale avendoci scambiato due parole durante un martedi molto piovoso.
    Il match che più mi é piaciuto di questa settimana é stato sul campo numero due:Melzer-Zverev. La giovanissima promessa tedesca é stata mandata al macello contro il pirata austriaco, Melzer ha fatto la parte del sadico sicario che a suon di drop ha messo a dura prova la ancora acerba muscolatura del tedeschino. Piacere per gli occhi una palla corta del pirata che dopo esser rimbalzata sul campo di Zverev é tornata indietro a morire su quello dell'austriaco.
    Saluti,
    Kohli per mille anni.

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    1. Conosco poco il fratello minore di Mischa Zverev (l'avrò visto una mezz'oretta al Bonfiglio, contro Quinzi due anni fa), ma potrebbe essere uno dei rari casi in cui il minore fa meglio del fratello maggiore.
      Che una vecchia lenza come Melzer gli abbia insegnato a stare al mondo e cosa è il tennis pro, ci sta. Saluti a te.

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  2. L' impresa vera ieri l'ha compiuta Berdych dopo aver rifilato 6 0 al primo set ad Hulk Hogan argentino e' capace di perderci al terzo,uno spettacolo Picasso ti garantisco indecente il tennis(chiamiamolo cosi)visto,oggi a Madrid un titanico Seppi Nando,roba da duri da non perdere!...a proposito del Fogna ma con Madrid/Roma/Roland Garros alle porte era proprio necessario giocare un dopolavoristico torneo 250 a Monaco ?ciao un abbraccio da Ste

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    1. Berdych quello è. Seppi-Verdasco, se uno l'ha vista e può raccontarla, deve solo essere felice.
      Cosa è andato a fare a Monaco Fognini? Potrei risponderti come quel tale «NeFFuno (e sottolineo neFFuno) deve mettere becco sulle scelte...».
      Torneo minore ma almeno è nella «stagione terraiola», non come quel tour germanico post Wimbledon. Alla fine sono scelte: torneo facile da vincere, e rischio di arrivare cotti nel trittico. Avranno fatto i loro conti. Amen, «cazzi loro» dice il saggio. Ciao a te

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  3. A proposito di Fognini: show must go on! A Madrid ha sfoderato un'altra delle sue penose esibizioni. Tra l'altro, parlottando, un po' in italiano, spagnolo, inglese. ha detto a Mohammed Lahyani "you must think with your mind". (Suppongo che intendeva dirgli di pensare con la sua testa.) Lahyani ha risposto di non parlare così e Dolgopolov gli ha servito il conto, al Fabio sbruffone.
    Ieri sera ho visto perdere Stan Wawrinka vs Dominic Thiem, "butterato" anche lui, ma sorprendente giocatore. Una vittoria del tutto meritata.
    E il Roger Nazionale annuncia la nascita di Leo e Lenny. Equilibrio peRFetto ! (Scusa, sono e sarò sempre una fan sfegatata del suo tennis.)
    Ciao Picasso, un saluto cordiale (giornata quasi autunnale)
    Anna Marie

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    1. Sì, leggevo anche di un appuntamento fuori dato a Lahyany. Galante, spero. Altrimenti ad uscirne peggio sarebbe stato il nostro tracotante bulletto.
      Buttiamola sul ridere.
      Scene pietose. Fastidiose perché sembra ci goda a voler fare questo personaggio.
      Basta, troppo tempo dedicato a lui.
      Thiem è pazzesco. Federer cannoniere, bulimico ed esagerato in tutto. Tra qualche anno potremmo avere doppio maschile e femminile (e due misti) a spartirsi slam.
      Ciao, un saluto a te.

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Dissi io stesso, una volta, commentando una volè di McEnroe: "Se fossi un po' più gay, da una carezza simile mi farei sedurre". Simile affermazione non giovò certo alla mia fama di sciupafemmine, ma pare ovvio che mai avrei reagito con simile paradosso a un dirittaccio di Borg o di Lendl. Gianni Clerici.