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giovedì 29 marzo 2018
L'IMBECILLOCRAZIA
Un tempo la sinistra italiana, il giorno dopo, faceva puntigliosa analisi della sconfitta elettorale. Sviscerava i motivi pregnanti dell'ennesimo tracollo. Erano magnifici, eroici, straordinariamente epici, aiutati da una certa abitudine.
In fumose stanze, tra boccate di sigarette (rigorosamente nazionali senza filtro), un tipo brizzolato, con barba incolta da galeotto e dolcevita marrone sotto una giacca di velluto verde oliva, metteva un punto, con voce stentorea e rassegnata: "Compagni, la situazione è critica ma chiara. Dobbiamo lucidamente conchiudere che bisogna ricostruire il legame col popolo". "La piazza, dobbiamo ritrovare la piazza, puttana eva!", faceva eco un altro filosofo. "Ormai gli operai del nord votano Lega", sottolineava ancora.
In tempi più recenti, l'analisi si è fatta più netta. Quasi sempre, un settantenne con l'eskimo batteva i pugni sul tavolo: "Ma è chiaro, compagni! Contro le televisioni di Abbelluscone perderemo sempre!". Al grido "Ci vorrebbe una legge sul conflitto d'interessi" dichiarava chiusa la seduta, perché per cena c'erano le lasagne.
Ora, nella ormai celebrata terza repubblica, la sinistra perdente trova nuove risposte, in linea col progresso: "Compagni, vabbè amici, ma è chiaro, abbiamo sbagliato la strategia comunicativa sui social. Dobbiamo usare meglio l'instagràm, porca troia!!!". Applausi. La corrente Emiliano, col suo traboccante 10% alla primarie, si dichiara ostaggio della minoranza renziana (70%). Allora, cos'altro vuoi dire. Uno scappato notte tempo dalla barcarola renziana, non ha dubbi: "Colpa di quello lì. Basta con l'uomo solo al comando". Basta anche riunioni, congressi, obsolete primarie. Ci vuole un capo politico alla Di Maio, che nomina e può rimuovere presidenti, vice, capigruppo, sturacessi. Che ha diritto di espulsione (forse anche di vita o di morte) dei parlamentari chiamati a devolvere il loro stipendio a una srl, che i Dem potrebbero chiamare Democrasaleggia. Che può autoproclamarsi Premier, Imperatore o Papa. Che, in base allo statuto può anche essere rimosso, previo consenso del capo politico stesso (cioè da lui).
Poi, di colpo, arriva il lampo d'ispirazione. È ascrivibile al pur ottimo Ministro della Giustizia uscente, Orlando. In sintesi, il Pd ha perso perché ha peccato di sberleffo verso l'avversario. Errore fatale perculare Di Maio, pensare che uno stewart, universitario fuoricorso possa essere inadeguato alla guida del paese. Gli fanno eco altri personaggi appena scappati dal canile renziano: ora fanno lo stesso errore col neo Presidente della Camera Fico, novello carmelitano scalzo che si fa fotografare col saio in autobus (dopo che da onorevole prendeva il taxi), stoltamente irriso sol perché il suo cv comprende una tesi sui neomelodici e master/corso per disoccupati.
Non si fa. Secondo questa, per carità affascinante, teoria, entrambi rappresentano la fisica idea (di sinistra autentica) che chiunque possa farcela, realizzare il sogno dal basso. Lolli va modernizzato. "Che pure l'operaio vuole il figlio dottore" si trasforma all'occasione in "che pure un operaio vuole un figlio ignorante alla guida del paese". Che meraviglia.
E allora, la mirabilmente cogliona teoria supera a piè pari il trascurabile legame tra il diritto dato a tutti nel concorrere alla cosa pubblica, con la necessità di avere uno straccio di preparazione.
Niente, amici della grande sinistra, basta rimanere trincerati in un elitario snobismo fine a se stesso. Si deve seguire il vento del gentismo ignorante, considerarlo esempio. Plaudire estasiati alla mandria di pecore entrata in Parlamento che, per loro stessa ammissione, "faranno dei corsi di formazione e impareranno la costituzione".
Pensate che meraviglia farsi operare al cuore da un laureato in filosofia che nottetempo studierà su un tutorial youtube cos'è la aorta. O, ancor più emozionante, prendere un aereo pilotato da un ciabattino che ha studiato due giorni alla playstation come si pilotano gli aerei di carta.
È fantastico, il mondo dell'imbecillocrazia.
Pensate che bello se domani mi nominassero Presidente della Federazione giuoco calcio, dall'alto del mio Curriculum: laurea serale con tesi sulla parabola di Panenka e Redattore Capo di un diario sul tennis, il mio. Il paradiso. Tra un incapace come me e il lazzarone attuale, una competente via di mezzo sarebbe un triste demodè da seconda repubblica.
La svolta dunque è inchinarsi a gente impreparata che "ce l'ha fatta". Quel buffo tizio che pensa di rifiutare una promozione perché conscio di essere ancora inadeguato, diventerà uno "sfigato". Assisterete invece al fiorire di emeriti reucci dell'imbecillilocrazia. Gente che con la boria degli ignoranti miracolati da un consenso drogato confutano le teorie sui vaccini di scienziati con trentennale esperienza, perché loro lo hanno letto nell'internèt e ci hanno tanti followers. O Paragone che vorrebbe insegnare l'Economia a Padoan e Calenda. Un Pd moderno e derenzizzato, che chiameremo P5D, dovrebbe insomma fare proprio questo concetto di modernità, riavvicinarsi alla gente.
Magari non avranno centrato i motivi veri della recente debacle, ma seguendo questo schema hanno già scritto quelli della prossima: inseguire i grillini nella loro superba imbecillocrazia. E si sa, quelli ti portano sul loro campo e ti fottono con l'esperienza.
Intanto, off topic, procede ad ampie falcate la purificazione del Parlamento italiano, dopo anni di destra reazionaria piddino-verdiniana e partiti di governo antidemocratici: presidente del senato una per cui le unioni civili vanno abolite. Vicepresident: il fiero fascista La Russa, il compiaciuto razzista Calderoli, ed er monnezza Taverna "che c'ho gridato a quelli der piddì schifosi, mafiosi, merde, dovete morire...".
Visto che non si può abolire, proporrei l'aiuto di un asteroide.
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domenica 25 marzo 2018
LA FAVOLA DI FEDRO: L'AVVINAZZATO, IL PIRITELLO E LA MUMMIA
Con l'elezione dei presidenti delle camere, il sospirato governo M5s/Lega è sul punto di decollare, magari portandosi dentro un appoggino camuffato della mummia. Anche con un'agilità insospettabile. Preparatevi, rimpiangerete non solo Gentiloni, ma anche Monti, Berlusconi, Forlani e Nerone.
È una meravigliosa fiaba. Avvincente e a lieto fine.
Su una motovedetta, navigano due bambini con deficit mentale. Salutano gioiosi gli elettori che li vogliono al governo. Uno, macrocefalo, distribuisce redditi ai cenciosi coi soldi del monopoli. L'altro, rutta dopo aver ingollato un negroni a stomaco vuoto e, imbracciando una schioppetta ad acqua, spara ai migranti a mare. "Pum, pum, pum!". Garruli, veleggiano verso Tripoli. "Ecco la Europa, dobbiamo invaderla. Arrendeveti, siete circondati, affamatori sorosiani del popolo italiano!". E, assieme, sparano "pum, pum, pum!", tra le urla eccitate degli italiani emozionati da cotanto ardore patriottico. Poi ecco spuntare dal mare una mummia. "È ancora vivo, ma non è negro, facciamolo salire!", fa l'avvinazzato padano. È un ottuagenario imprenditore brianzolo con pochi capelli, in fin di vita. Ormai fuori di melone, ha rischiato di annegare inseguendo due pesci palla scambiati per spogliarelliste moldave.
I due subumani però, tra occhiate lenguide ed emoticon cuorate, debbono fare il governo del paese. In alto mare, discutono delle poltrone, i presidenti di Camera e Senato, trovano qualche convergenza parallela. Non è cosa facile. Uno anela ancora il Parlamento della Padania con sede a Brugherio. L'altro non sa nemmeno cosa siano, ste camere. Pensa a due stanze nella villa di Peppe Grillo. Non riuscendo a mettersi d'accordo sui nomi, l'avvinazzato ha un lampo: "Facciami partecipare anche la mummia. È un povero vecchio, ma è saggio assai.". "Vabbuò - fa il piritello macrocefalo - abbasta che restituischi lo vitalizio, noi siamo contro la casta".
Via allora a una girandola di nomi. Il piritello non transige: alla camera vuole uno dei migliori profili 5stelle. Uno che è addirittura laureato con tesi sui neomelodici italiani e, avendo financo frequentato un corso di formazione per disoccupati spacciato per Master, deve metterlo a frutto trovando un lavoro serio. Tale Fico. Il vecchio si sveglia di colpo: "qualcuno ha detto fica??? Va beeeeeeene, facciamola salire!". Fatto, anche il nordico annuisce. Resta la Camera. "Tocca a noi questa, ragazzino!". Giggino, schivo, acconsente.
"Che bello, stiamo facendo pure noi lo inciucio per prenderci le poltrone? Sto emozionato. Ha nasciuta la terza repubblica della trasparenzia honesta!".
Il primo abboccamento è Romani. È un saggio argentato berlusconiano, nemmeno troppo talebano e fascio. Giggino storce il labbro e con eleoquio ciceroniano: "None! nel 1969 copiasse il tema d'italiano! Noi vorrebbimo persone onesti! È lagggente che ce lo chiedesse, chiedessette...insomma hai capito!". Il padano rutta e propone la Bernini, facendo l'occhietto all'ottuagenario erotomane, come si fa a un tavolo di poker. Quella si defila e si arriva allo stallo.
"Quando si scopa qui?" Si lamenta impaziente Tutankhamon, iniziando a levarsi le bende. L'empasse è superato solo trovando un nome senza macchia: la Casellati. Giggino non sa chi sia, ma per darsi un tono e, scongiurare il pericolo di perdere le poltrone, annuisce. "E vadi per lei. Mi parerebbe un alto profiterol stutuizionale!".
La mummia intanto, si è levata tutte le bende e, abbracciando il fedele alleato padano, squilla incredibilmente lucido: "Evviva! Ghedini non mi bastava, ecco al Senato la bravissima Casellati. Ha un curriculum eccezionale! Sottosegretaria al tempo del lodo Alfano, in prima linea nella marcia in mio favore dopo il processo fango Ruby. Ed è uscita anche a testa alta da quella polemicuccia dei forcaioli grillimo sull'assunzione di sua figlia a portaborse! Siamo il quarto partito, ai minimi storici, ma abbiamo la seconda carica dello stato dei nostri! E per giunta una più berlusconiana di me! Evviva la figa! Ora possiamo scopare?".
Qui il macrocefalo ha un mancamento. "Ma questo è lo psiconano pregiudicato. Il mafioso piduista pdimenoelle che dovevamo cacciare per sempre. E mo gli diamo pure la presidente del senato corrotta, che ci faceva le leggi ad personam al nano? Che figura di merda ci facessimo ora coi cittadini elettori nostri?".
Il padano, ormai sbronzo marcio di negroni e grappa, stappa una magnum di sciampagna: "E sorridi, coglionazzo, è la politica questa!". "Bevi, coglionazzo, bevi!", gli fa eco il satiriaco. "Ma come, santità, dopo questo inciucio mi da ancora del lei?". "Non ci pensare agli elettori, quelli sono umorali. Vanno e vengono. Poi, magari al nord qualcuno va col padano, qualcuno torna a noi! E adesso, bungabunga!!!".
Questa la cronaca fedele. Poi, si sa, i giornali han visto altre cose. Al Fatto, dopo trent'anni di antiberlusconismo, cinque di antirenzusconismo e antinciucio compulsivo, rischiano un suicidio collettivo come la setta di Manson a Bekersfield, uccisi dai propri gas intestinali. Travaglio è sedato. Sotto effetto di sostanze antiemorroidali, partorisce una lettura geniale: "Salvini e Di Maio hanno fatto il funerale a Berlusconi". Poi, in silenzio, l'hanno visto singhiozzare: "ho la faccia come il culo...". Un funerale coi fiocchi direi, quando come quarto partito (al 14%) ottieni come seconda carica dello stato una super pretoriana di Arcore. Pronti, prendono la palla al balzo gli altri: non l'hanno ucciso, ma è comunque uno schiaffo Berlusconi. Anzi, a Renzusconi (che quello bisogna mettercelo comunque). Questa cosa dello schiaffo ha una sua logica. Essendo Silvio affetto da bulimia sessuale è aperto a tutte le esperienze, compreso il sadomaso, quindi gli piacerà un mondo.
Ne esce bene anche Salvini che non rompe col padrone, infinocchia il ridicolo grullo in amore e, rinunciando alle presidenze delle camere, adesso pretenderà qualcosa nella scelta del premier. Altra partita, povero piritello.
Chi rischia di essersi bruciato è il M5s, che in dieci giorni ha sconfessato tutto quanto in cinque anni gli aveva fatto acquisire consensi. L'elettorato grillino è materiale organico eterogeneo, si sa. Basta analizzarli, avendo pelo sullo stomaco.
Una parte li vota perché sono contro il sistema, sbandieravano ai quattro venti verginità politica "mai alleanze con i partiti che hanno distrutto il paese, mai inciuci per spartirsi il potere, mai con la Lega dei diamanti, mai con Salvini e Berlusconi. Non era solo indecente lo psiconano, ma criminale anche chi si alleava con i fuoriusciti del partito dello psiconano, vedasi Verdini e Alfano. Non si transigeva. Ora eleggono, compatti, la sua badante legale a Presidente del senato.
Altri li hanno scelti perché onesti. Non occorre elencare la graniuola di avvisi di garanzia ricevuti. Nuovo di zecca c'è un neoeletto furbetto dello stipendio non restituito, che dichiara: il mio impegno a dimettermi? Carta da culo.
Altri, semplicemente, li han votati per il reddito di cittadinanza. Fatta la fila al Caf, hanno capito che è una cosa difficile. Forse tra 132, 133 anni...se ci arrivate vivi, ed evitate di vaccinarvi, è più probabile arrivarci.
C'è poi un'altra fetta dell'elettorato grillino, la mia preferita: i coglioni di sinistra, talmente cretini da non capire che sono di destra. Molti degli appartenenti a questa specie (cui dedicare capitolo a parte) negano di aver votato M5s. Altri fanno spallucce e, con non curanza: "massì, ho voluto dare un segnale". Certo, forte e chiaro: sono un coglione intero. Sono così di sinistra che il Pd faceva leggi di destra. Hanno Travaglio come Baluardo. L'antiberlusconismo come patologia mortale, adattata all'antirenzismo. Hanno avuto fugaci flirt con Di Pietro e Ingroia. Dopo i 5stelle potrebbero strizzare l'occhio ai forconi. Quando Bersani implorò pateticamente i 5stelle di appoggiare il suo governo, costoro si eccitarono per l'umiliante niet. Una vera sinistra fascista, finalmente. L'ex giudice antimafia Grasso e Boldrini (una specie di Che Guevara convinta che Guevara fosse donna e uccisa dal femminicidio), non andavano votati perché nomi non abbastanza di sinistra. Ora si ritrovano Fico e l'ultrà berlusconiana Casellati, che vorrebbe eliminare le unioni civili, e con quella smarrente sensazione di essere coglioni.
C'è infine lo zoccolo duro di destra. Per metodi, proposte, organizzazione interna, è chiaro come il M5s abbia calamitato i cuori di fasci sparsi. Ora però, a buffo braccetto di Salvini, rischiano di essere fagocitati. Perché alla fine preferiranno un fascio coerente ad uno incoerente.
Quindi, nel giro di qualche anno, spariranno, soffocati dai miasmi delle loro scorregge demagogiche, conchiudo la disamina.
Passata la sbornia, rifletto come in questa mostruosità d'eventuale governo, uno straccio di democrazia la rappresenterebbe solo Berlusconi. Pensa come siamo ridotti. E anche il discorso sull'elettorato eterogeneo 5s che sarà deluso, a mente lucida, fa acqua per un banale motivo: c'è un filo che lega tutti quanti i loro elettori in modo trasversale: l'idiozia assoluta".
martedì 6 marzo 2018
ELEZIONI. "POTEVA ANDARE ANCHE PEGGIO...". "NO"
La vignetta di Altan riassume tutto. Di queste elezioni non avevo capito un cazzo quando, improvvisa come l'annunzio dell'arcangelo Gabriele, mi appare la verità sotto forma di dialogo al bar. Un minus habens sbraita brandendo un giornale: "È finita per loro, finitaaaaa". Poi, sbocconcellando una iris alla ricotta, confessa come ora, grazie al reddito di cittadinanza, potrà comperarsi una casa. Magari in lire. Lui che è (era ormai) disoccupato. Si allontana, spippola frenetico sull'iphone X. Forse consulta il blog di Peppe, legge le notizie flash del Fatto, magari prenota una berlina fiammante a rate, fermamente convinto che dal prossimo mese prenderà 1680 euro senza fare nulla. Altro che gli 80 euro di Renzi, che per prenderli doveva addirittura trovarsi un lavoro.
Il barista, tra il serio ed il faceto, si interroga se non sia meglio licenziarsi da quel posto, perché col reddito di cittadinanza prenderebbe 300 euro in più. Un vecchio con la coppola fa spallucce. Ne ha viste tante lui. "Bah, vedremo. L'importante è che il Matteo giusto abolirà la legge Fornero, torneremo alla lira e ci libererà da quelli lì - indicando un questuante nero fuori dal locale - che fanno a pezzi le nostre donne".
Ecco, questo è il suffragio universale. Costoro hanno diritto al voto. Determinano il bene e il male di un paese. E sono a milioni (cit.). Improvviso, entra un venditore di accendini cingalese con una copia di Lercio Fatto Quotidiano in mano, strillando un titolo del loro mentore, punta di diamante dell'organo non ufficiale del 5stelle: "Travaglio: reddito di cittadinanza e abolizione della legge Fornero inattuabili. Costano troppo. Sottotitolo: ci avevate creduto massa di babbei?".
Il submentale di prima cerca di disdire l'acquisto della casa e dell'auto. Poi, quasi piangente: "Però poteva dircelo anche prima, Marchino, eh?". L'hanno visto buttarsi da un cavalcavia.
Ma, parabola a parte, dopo lo scorso pippone pre elettorale urge una mia rapida (promesso, ci provo), disamina a caldo del voto. Sarà l'ultima, promesso. Stravince come prevedibile il M5S, sopattutto al sud, la Lega fa il pieno al nord e prevale sull'alleato Forza Italia ormai alla canna del gas. Crollo verticale del Pd, peggio delle peggiori previsioni. Ma ci sono anche buone notizie. Nato per far perdere il Pd, a Liberi e Inutili non riesce nemmeno quello perché il Pd perde a prescindere da loro. La conferma di quello che sono: un rutto. Fuori dal parlamento lo sveglissimo Ciwati, Boldrini 4%, Grasso (quasi 6% a Palermo), Bersani col 4%. Re dei trombatissimi è D'Alema con eroico 5% nel suo feudo pugliese. Di buono c'è anche lo zero qualcosa di Casabau. I fasci hanno preferito il voto utile a Salvini e grulli.
Al sud quindi spopolano i 5stelle. 28 seggi su 28 in Sicilia. Come il Berlusconi boom. Allora ci furono urla e strepiti su presunte collusioni mafiose del mostro di Arcore. Oggi no, il perché è semplice: la mafia non esiste più. O meglio, si è arresa all'onestà. Vincente la carta reddito di cittadinanza in zone drammaticamente colpite dalla disoccupazione. Un tempo questi si rivolgevano alle mafie per avere un lavoro. Ora fanno tutto legalmente, votando un partito che gli promette uno stipendio senza fare nulla. Perdono sonoramente solo nel Lazio, dove l'elettore ha già testato il dannoso nulla Raggi. Al nord la fa da padrona la Lega grazie alla promessa di deportare oltre 100 mila immigrati. Berlusconi perde smalto, poco appeal le promesse di vaccini gratis ai cani e la pensione alle casalinghe. Il Pd non ha saputo tenere il passo con promesse altrettanto allettanti: la vita eterna, il reddito anche da morti o De Filippi ministra dello sviluppo. Non hanno avuto coraggio. Renzi si dimette. Lo farà dopo la nomina del nuovo governo, per impedire appoggi strani a stercaglie governative grilliste. Nemmeno questo va bene. Doveva riparare a Zanzibar, essere appeso in qualche piazzale loreto grillina, lascia intendere un tronfio Dibba, che col cipiglio da ducetto si esibisce in una performance (che per poco non gli valse l'accesso ad Amici anni fa, ohimè) a metà tra De Niro in Taxi Driver e Costantino Vitagliano in Troppo Belli.
Gli italiani, popolo meraviglioso, spaventati da Gentiloni e Renzi, hanno dunque consegnato il paese nelle mani di uno stewart fuori corso e di un fiero razzista.
Mattarella, se non fuggirà in qualche convento birmano notte tempo, ha l'arduo compito di nominare un premier tra Giggino e Salvini. Altre soluzioni, come governicchi tecnici e larghe coalizioni, porterebbero i grulli al 60% e Lega al 40 (perché gli altri, i normali, intanto sarebbero morti). Inevitabile, anche se metterà in ginocchio un paese che provava a rialzarsi, farli governare mettendone alla luce del sole, con la prova dei fatti, l'inettitudine. E quanto fossero bestialmente farlocche le loro promesse elettorali. È una malattia necessaria.
Giggino intanto fa passi da gigante. Letto un paio di pagine di Diritto Costituzionale per scuole medie, dichiara che "il presidente del Consiglio lo nomina il Presidente della Repubblica". Uau. Dopo cinque anni ha capito come funziona. Ma con chi la otterrebbe la maggioranza? Perché, oltre alla nomina del PdR, ci vuole pure una maggioranza. Già. Anche questo, ha appreso dal bignami notte tempo. Occorrono accordi con gli altri partiti. Quelli che fino a due ore prima definivano, sdegnati, "inciuci", accordi sottobanco ai danni degli elettori. Diamine, ora si chiamano accordi politici programmatici. Grasso e D'alema già porgono il culo grinzoso, ma i loro eletti non bastano nemmeno per uno scopone scientifico. Salvini sarebbe l'ideale, per convergenze di programma, ma il Premier di destra-centro (senza numeri nemmeno per cavarsi le pulci) lo vuole fare lui e dichiara fedeltà all'alleato minore Berlusconi. Unica che escludo è l'alleanza col Pd. Voglio dire, mai vedrei il M5s governare a braccetto con quelli che per anni hanno definito mafiosi-porci-corrotti-ladri-zombie-maiali-delinquenti-piduisti-stupratori di vecchine-merdacce-bestie-criminali-morti-nemici del popolo-assassini...etc (non posso ricordarmeli tutti). Penso sia solo colpa di una dose di pistacchi tagliati male quando leggo ammiccamenti del neo statista fuoricorso al Pd, pronto a promettere accordi sui presidenti della Camere. È tutto meraviglioso. Come fa a non appassionarvi la politica? È quasi più divertente dello scopare una capra.
Poi, d'improvviso, vedo il faccione vispo di Peter Gomez (fulgido direttore del Fatto-Lercio), che mi illumina: il M5s potrebbe chiedere l'appoggio al Pd. Anzi, è il Pd (sempre quello dei mafiosi-porci-corrotti-ladri-zombie-maiali-delinquenti-piduisti-stupratori di vecchine-merdacce-bestie-criminali-morti che cammiano-nemici del popolo-assassini...etc ) che dovrebbe offrire appoggio spontaneo al M5s che li ha battuti alle elezioni per attuare assieme un governo che cancelli tutto ciò che ha fatto il Pd in questi anni (vaccini compresi). E se Renzi (sempre lui, ancora lui, anche se non è premier da secoli, si è dimesso da segretario, gli sarà tolto il diritto di voto e parola, sarà emigrato all'estero o morto) rifiuterà, sarà un incosciente, colpevole del caos istituzionale o di un'alleanza 5stelle-Lega. E' chiaro come la colpa è stata, è e sarà comunque dell'omino di Rignano. Anche dei futuri, possibili, fallimentari, governi nazi-fasci (buffi) che uccideranno il paese e per cui dal loro "giornale" fanno il tifo da mesi come tanti Emili Fede meno onesti intellettualmente.
Boh. Che sia davvero questo buffo, solo apparentemente inoffensivo, fiorentino l'anticristo?
Il barista, tra il serio ed il faceto, si interroga se non sia meglio licenziarsi da quel posto, perché col reddito di cittadinanza prenderebbe 300 euro in più. Un vecchio con la coppola fa spallucce. Ne ha viste tante lui. "Bah, vedremo. L'importante è che il Matteo giusto abolirà la legge Fornero, torneremo alla lira e ci libererà da quelli lì - indicando un questuante nero fuori dal locale - che fanno a pezzi le nostre donne".
Ecco, questo è il suffragio universale. Costoro hanno diritto al voto. Determinano il bene e il male di un paese. E sono a milioni (cit.). Improvviso, entra un venditore di accendini cingalese con una copia di Lercio Fatto Quotidiano in mano, strillando un titolo del loro mentore, punta di diamante dell'organo non ufficiale del 5stelle: "Travaglio: reddito di cittadinanza e abolizione della legge Fornero inattuabili. Costano troppo. Sottotitolo: ci avevate creduto massa di babbei?".
Il submentale di prima cerca di disdire l'acquisto della casa e dell'auto. Poi, quasi piangente: "Però poteva dircelo anche prima, Marchino, eh?". L'hanno visto buttarsi da un cavalcavia.
Ma, parabola a parte, dopo lo scorso pippone pre elettorale urge una mia rapida (promesso, ci provo), disamina a caldo del voto. Sarà l'ultima, promesso. Stravince come prevedibile il M5S, sopattutto al sud, la Lega fa il pieno al nord e prevale sull'alleato Forza Italia ormai alla canna del gas. Crollo verticale del Pd, peggio delle peggiori previsioni. Ma ci sono anche buone notizie. Nato per far perdere il Pd, a Liberi e Inutili non riesce nemmeno quello perché il Pd perde a prescindere da loro. La conferma di quello che sono: un rutto. Fuori dal parlamento lo sveglissimo Ciwati, Boldrini 4%, Grasso (quasi 6% a Palermo), Bersani col 4%. Re dei trombatissimi è D'Alema con eroico 5% nel suo feudo pugliese. Di buono c'è anche lo zero qualcosa di Casabau. I fasci hanno preferito il voto utile a Salvini e grulli.
Al sud quindi spopolano i 5stelle. 28 seggi su 28 in Sicilia. Come il Berlusconi boom. Allora ci furono urla e strepiti su presunte collusioni mafiose del mostro di Arcore. Oggi no, il perché è semplice: la mafia non esiste più. O meglio, si è arresa all'onestà. Vincente la carta reddito di cittadinanza in zone drammaticamente colpite dalla disoccupazione. Un tempo questi si rivolgevano alle mafie per avere un lavoro. Ora fanno tutto legalmente, votando un partito che gli promette uno stipendio senza fare nulla. Perdono sonoramente solo nel Lazio, dove l'elettore ha già testato il dannoso nulla Raggi. Al nord la fa da padrona la Lega grazie alla promessa di deportare oltre 100 mila immigrati. Berlusconi perde smalto, poco appeal le promesse di vaccini gratis ai cani e la pensione alle casalinghe. Il Pd non ha saputo tenere il passo con promesse altrettanto allettanti: la vita eterna, il reddito anche da morti o De Filippi ministra dello sviluppo. Non hanno avuto coraggio. Renzi si dimette. Lo farà dopo la nomina del nuovo governo, per impedire appoggi strani a stercaglie governative grilliste. Nemmeno questo va bene. Doveva riparare a Zanzibar, essere appeso in qualche piazzale loreto grillina, lascia intendere un tronfio Dibba, che col cipiglio da ducetto si esibisce in una performance (che per poco non gli valse l'accesso ad Amici anni fa, ohimè) a metà tra De Niro in Taxi Driver e Costantino Vitagliano in Troppo Belli.
Gli italiani, popolo meraviglioso, spaventati da Gentiloni e Renzi, hanno dunque consegnato il paese nelle mani di uno stewart fuori corso e di un fiero razzista.
Mattarella, se non fuggirà in qualche convento birmano notte tempo, ha l'arduo compito di nominare un premier tra Giggino e Salvini. Altre soluzioni, come governicchi tecnici e larghe coalizioni, porterebbero i grulli al 60% e Lega al 40 (perché gli altri, i normali, intanto sarebbero morti). Inevitabile, anche se metterà in ginocchio un paese che provava a rialzarsi, farli governare mettendone alla luce del sole, con la prova dei fatti, l'inettitudine. E quanto fossero bestialmente farlocche le loro promesse elettorali. È una malattia necessaria.
Giggino intanto fa passi da gigante. Letto un paio di pagine di Diritto Costituzionale per scuole medie, dichiara che "il presidente del Consiglio lo nomina il Presidente della Repubblica". Uau. Dopo cinque anni ha capito come funziona. Ma con chi la otterrebbe la maggioranza? Perché, oltre alla nomina del PdR, ci vuole pure una maggioranza. Già. Anche questo, ha appreso dal bignami notte tempo. Occorrono accordi con gli altri partiti. Quelli che fino a due ore prima definivano, sdegnati, "inciuci", accordi sottobanco ai danni degli elettori. Diamine, ora si chiamano accordi politici programmatici. Grasso e D'alema già porgono il culo grinzoso, ma i loro eletti non bastano nemmeno per uno scopone scientifico. Salvini sarebbe l'ideale, per convergenze di programma, ma il Premier di destra-centro (senza numeri nemmeno per cavarsi le pulci) lo vuole fare lui e dichiara fedeltà all'alleato minore Berlusconi. Unica che escludo è l'alleanza col Pd. Voglio dire, mai vedrei il M5s governare a braccetto con quelli che per anni hanno definito mafiosi-porci-corrotti-ladri-zombie-maiali-delinquenti-piduisti-stupratori di vecchine-merdacce-bestie-criminali-morti-nemici del popolo-assassini...etc (non posso ricordarmeli tutti). Penso sia solo colpa di una dose di pistacchi tagliati male quando leggo ammiccamenti del neo statista fuoricorso al Pd, pronto a promettere accordi sui presidenti della Camere. È tutto meraviglioso. Come fa a non appassionarvi la politica? È quasi più divertente dello scopare una capra.
Poi, d'improvviso, vedo il faccione vispo di Peter Gomez (fulgido direttore del Fatto-Lercio), che mi illumina: il M5s potrebbe chiedere l'appoggio al Pd. Anzi, è il Pd (sempre quello dei mafiosi-porci-corrotti-ladri-zombie-maiali-delinquenti-piduisti-stupratori di vecchine-merdacce-bestie-criminali-morti che cammiano-nemici del popolo-assassini...etc ) che dovrebbe offrire appoggio spontaneo al M5s che li ha battuti alle elezioni per attuare assieme un governo che cancelli tutto ciò che ha fatto il Pd in questi anni (vaccini compresi). E se Renzi (sempre lui, ancora lui, anche se non è premier da secoli, si è dimesso da segretario, gli sarà tolto il diritto di voto e parola, sarà emigrato all'estero o morto) rifiuterà, sarà un incosciente, colpevole del caos istituzionale o di un'alleanza 5stelle-Lega. E' chiaro come la colpa è stata, è e sarà comunque dell'omino di Rignano. Anche dei futuri, possibili, fallimentari, governi nazi-fasci (buffi) che uccideranno il paese e per cui dal loro "giornale" fanno il tifo da mesi come tanti Emili Fede meno onesti intellettualmente.
Boh. Che sia davvero questo buffo, solo apparentemente inoffensivo, fiorentino l'anticristo?
giovedì 1 marzo 2018
ELEZIONI DEL 4 MARZO, ISTRUZIONI PER L'USO (COME LE SUPPOSTE)
Qui nel reparto furiosi non si capta supertennis, quindi mi divido tra Netflix e le tribune politiche. La più ignobilmente cialtrona campagna elettorale del dopo guerra è agli scampoli. Non ci fosse il pericolo del definitivo baratro, un nauseabondo miscuglio di fascismo e merdoso nulla, quasi spiace non sapere fin dove si sarebbero spinti. Ad oggi il picco più alto, plastica immagine di un surrealismo tragicomico, è il fanta governo pre elettorale di Di Maio. Con sorriso ebete, passo tronfio da marionetta, una settimana prima del voto sale al Colle per presentare la lista dei ministri a Mattarella. E quello non si fa trovare, scappato notte tempo in Nicaragua. Dategli pure torto. Deluso, la consegna a due corazzieri (poroponendo loro un paio di dicasteri inventati, uno per i bambini, l'altro per la meritocrazia in fila alle poste). Tra i fanta ministri sconosciuti si leggono una ricercatrice agli esteri, una criminologa agli interni, una no vax alla sanità, uno contro il pil agli alle attività produttive, un renziano pro buona scuola (ma non era una porcheria?) all'istruzione. Se non vi basta ancora, generali, marescialli, comandanti di fregata. Mancano i colonnelli e poi il regime militare buffo sarebbe completo. Arrivano due ambulanze a sirene spiegate ma lui, tenuto a bada da due infermieri, ringhia contro i poteri forti, vuole giurare sul blog di Beppe. Gli riferiscono che è arrivato tardi: Salvini dopo essersi autoproclamato premier ha già giurato sul vangelo col rosario della zia. Giggino non ci sta e qualche giorno dopo manda una mail a Mattarella, allegando la lista. Si riderebbe anche, se questi fossero due mattaccchioni evasi dal reparto furiosi di qualche manicomio navale e non due (sul serio) capi di partiti che potrebbero risultare i più votati. Secondo l'amata costituzione difesa a suon di No nel referendum dello scorso anno non basterebbe per essere nominati Premier e formare un Governo, ma non diteglielo. Mai contraddirli, è la prima regola.
Basterebbe questo, mi dico, a un essere mediamente sano di mente per scegliere di votare l'altro, qualsiasi cosa che ci salvi dal pericolo. Chessò, Magalli o Malgioglio con un casco di banane in testa che canta "uticuticutì uticuticutà".
Invece i sondaggi dicono il contrario. Difficile dare una spiegazione a simile incubo. Ci ho provato, con una divagazione sulle tematiche sportive del blog, esaminando i singoli punti del programma. Pronti? Allacciate le cinture e trattenete il conato. (Abbiate pietà per gli errori ortografici, non ho studiato all'univesità di Di Maio ma scrivo da maledettamente sobrio e su un cell. con lo schermo rotto).
Si parte coi vaccini, punto significativo: il Governo di centrosinistra stabilisce l'obbligatorietà dei vaccini, sostenuto da fior di scienziati. Il M5S vibra e strepita. Forte per loro sarebbe il pericolo che le multinazionali del farmaco facciano affari (come il No alle Olimpiadi per il rischio che "quelli arrubbeno". Ragionano così i meravigliosi ragazzi, lo sappiamo) e che i bambini con tanti vaccini si ammalino perché l'hanno letto sull'internet, in un blog del Fatto, i più preparati alle iene). Se proprio, dicono, si potrebbe renderli obbligatori in caso di epidemia in atto: peste bubbonica, scorbuto, morbillo. Il centrodestra è diviso. Berlusconi pensa al viagra obbligatorio e gratuito per gli over 70, il suo alleato Salvini è contrario ai vaccini: il problema non sussisterebbe senza sbarchi dei negri portatori di malattie. Liberi e Uguali ha una posizione netta, espressa da un vibrante Grasso: sì a obbligo dei vaccini, ma solo nell'ambito della propria volontà discrezionale. Meraviglia. Avete ben chiaro già di che razza di "partito" sia questa fiabesca creatura dalemiana di vera sinistra rottamata, con Bersani regista e Grasso giovin punta di sfondamento, nata per far vincere le destre: un rutto.
Passiamo al lavoro. Argomento delicato assai. Il Jobs Act renziano ha portato il milione di posti di lavoro proposto da Berlusconi vent'anni fa. Il problema è che molti sono a tempo determinato. Manca l'indeterminato, il posto fisso à la Zalone. E allora Liberi e Uguali mira all'immediata abolizione del Jobs act. Meglio disoccupati che lavoratori a termine. E come non rimpiangere, col magone, il lavoro in nero colpito vigliaccamente dai vaucher? Tornare indietro, compagni! I grillini invece hanno idee chiarissime su come risolvere il problema disoccupazione: reddito di cittadinanza e (novità) pensione di cittadinanza (a 700 euro la minima!). Affrettatevi, sior siori. Non farete un cazzo, ma prenderete il vostro bravo stipendio ogni mese. Un po' seguendo il loro esempio di disoccupati di colpo ritrovatisi stipendiati senza fare una beataminchia. Il paese dei balocchi e dei grulloidi. Dove li troverebbero i soldi? Facile. Restituendo una parte del loro stipendio da parlamentari, diamine. Che già hanno fatto aprire 7mila aziende. Se qualche gaglioffo farà il furbetto annullando bonifici, il tetto delle pensioni minime garantite scenderà a 680 euro. Berlusconi non ci sta e propone il reddito di dignità. Una sorta di mancia per i poveri in canna. Per gli altri, il sempre verde "sposate mio figlio". Poi meno tasse per i miliardari senza capelli e non molto alti. Salvini è d'accordo, ma pone l'accento sul problema nodale: i negri clandestini. Se non ce lo rubassero questi congoidi cannibali e irregolari, di lavoro ce ne sarebbe a iosa.
Neanche questo vi ha convinto a votare Malgioglio?
Passiamo a vedere come la pensano sul tema Europa e Euro. Il Pd è dichiaratamente europeista e
per la moneta unica. Persino il Prof. Mortadella Prodi scende in campo per sostenere Gentiloni, assieme a Vartere Vertroni e il serenissimo Letta (non Renzi, che suona male, malgrado sia la stessa cosa). Emblematica è la
presenza nella coalizione di Emma Bonino con "Più Europa", forte dell'ostinata forza radicale nel sostenere le cause più impopolari e meno demagogiche. Il M5s sbraita: via dall'Europa, basta euro. Anzi no, forse meglio stare dentro, ma avendo maggior peso. E chi meglio di Di Maio (col Dibba e Rocco Casalino del Gf in delegazione) per ottenere più credito in Europa? Sull'euro propongono un referendum. Ma siete pro o contro? Chiedono. Non si sa - rispondono con lo sguardo intelligente da triglie lesse - proponiamo il referendum e poi decidiamo. Del resto non sono economisti, ma leggono l'Economist, dixit una fulgida economa grillina. L'unica certezza è che sono decisamente sì neuro. Berlusconi fa parte del PPE europeo (magari pensa significhi Per le Puttane dell'Est) ed è alleato di Salvini che va urlando a ogni ora in tv, invadendo anche gli studi di Amici: via dall'Europa, basta euro e ripristino della lira, anzi del padanetto. E negri a casa, che ci sta sempre bene. Fascistoni di Casabau e Comunisti di Rizzo, a braccetto, sono per l'uscita dall'Europa, dall'euro, dalla Nato e dall'Uefa.
Ora avete capito da che parte stare? Non ancora? Quasi quasi decidete per l'astensione come fanno i più puri di sinistra maoista, col pericolo fascismo alle porte? Vediamo, ci sarebbero i temi dei diritti civili. Il Governo Gentiloni ha messo a segno due bei colpi: unioni civili e legge sul fine vita. Insomma, minimo sindacale per chi vorrebbe ancora di più, ma
miracolo dopo anni di destre ripugnanti e inette "vere" sinistre dalemiane (s)palle di Abbelluscone. Il governo meno peggio degli ultimi tre anni, a mio modo di vedere, e non solo per la leggera ripresa economica. Gli stellati sono combattutti. Tra il fare una cosa giusta e una sbagliata non vogliono correre il rischio di farne una giusta ed escono dall'aula. Berlusconi rassicura: il suo governo penserà agli animali e alle donne. Testuale. Poi abolizione di unioni civili e legge sul fine vita. Anzi, se sarà possibile, cancelleranno anche divorzio, aborto e diritto di voto alle donne. Salvini preme per i vagoni dei treni a parte per i negri (quelli regolari) come nel Mississippi degli anni '50.
Se neanche questo basta, vediamo un po' come si pongono a livello di democrazia, questa strana bestia. Partiamo da quella interna, che un po' ci fa capire come si comporterebbero al governo. Il Pd sceglie segretario e candidato con
primarie cui partecipano milioni di elettori. Costa un euro e vota anche qualche cinese: scandalo, vergogna, ladri, farabutti. Vince Renzi (descritto come dittatore, despota, capo del regime antidemocratico) che surclassa il Ministro della Giustizia Orlando e il governatore della Puglia Emiliano. Nel centrodestra non si sa un cazzo, ma alla fine decide Berlusconi in base a cos'ha da fare quella sera. Al M5s vige la massima trasparenza, democrazia on line. Un vento salvifico. Decidono Grillo e Casaleggio, plagiano i grulli e poi fanno simil votazioni on line, coi like di facebook. Nelle parlamentarie vince Di Maio con 30mila voti on line, stracciando un fruttariano, due gif inanimate, un ambulante e due pastori sardi che non sono riusciti nemmeno a votarsi perché non avevano il wi-fi. Questa sì che è democrazia. Era ora.
Come dite? Neanche questo vi basta per capire da che parte stare? Sono sul punto di maledire il suffragio universale, quando mi parte il guizzo a tradimento: ok, brutti stronzi decerebrati, maledette capre ignoranti, bestie senza senno, frutto di un rapporto scellerato tra un bonobo e un ratto con la gonorrea, mettereste il paese nelle mani di Bonino o della Taverna? Di Calenda o di Toninelli? Di Cappato o di Sibilia? Di Burioni o di una iena ignorante? Niente. La maggioranza risponde i secondi, al massimo a Salvini o al suo ex candidato Trani che spara ai negri. Sono davvero al limite dello scoramento. Magari il problema è mio. Della droga che uso. Forse non serve a nulla mettere sul tavolo Gentiloni e Di Maio, Renzi o Dibba, allora provo un ultimo spunto d'artista: Pensa, amico elettore sommamente imbecille, di essere su una barca in mezzo al mare. Su un isolotto ci sono De Gregori, Staino, Michele Serra, Benigni. Sull'altro Fedez, Marione comics, Scanzi e Brignano. Verso chi ti dirigi, brutto str...carissimo amico? Qui proprio non potrete sbagliare. E invece, a sentire i sondaggi, la maggior parte nuoterebbe, con animo sognante, verso i secondi.
Viglio dire, mi disgusta ma non sorprende che Salvini abbia molto seguito. Fa terrore sul terrorismo e l'elettore terrorizzato, e mediamente fascio, non può che seguirlo. I fascistoni autentici, pseudo nazi, li ha già dalla sua. Basta poco a risvegliare il loro animo, farli uscire dalle fogne, complici giornalisti sdoganatori che ospitano le sue farneticazioni xenofobe populiste h24 in tv. Poi irrompono coi manganelli nelle loro redazioni e fanno le facce allibite. Mi sorprende di più il consenso dei 5stelle. In piena crisi esistenziale penso di usare una droga più pesante. Un mix di stramonio e ketamina mi svela il trucco. Inutile stramaledire Basaglia con atteggiamento da snob perdente che ha perso di vista il paese (di merda) reale. Il vero nodo è la questione morale. Gli italiani, specie quelli pregiudicati, estenuati dalla corruzione dei partiti tradizionali, ora vogliono pulizia. Se devo farmi un trapianto di cuore, meglio un macellaro maremmano onesto di un cardiochirurgo lazzarone che ha evaso duemila euro da spendersi in puttanoni dell'est. "Viva l'onestà", urlerà prima di farsi operare stringendo un rosarione.
Non hanno titoli accademici, competenze, eperienza, non avevano un lavoro prima che la politica li sistemasse per sempre, propugnano meritocrazia ma vogliono governare un paese con curriculum da vice bidello. Ma li votano perché sono facce nuove, dementi ma pulite. Messi alla prova si rivelano di un'incapacità imbarazzante. Pazienza, almeno sono onesti (honestà-tà-tà). Dove governano, avvisi di garanzia a grappoli in percentuale superiore anche ai partiti dei ladroni che volevano al cappio anche per aver fatto una scorreggia in ascensore, candidano gente condannata. E allora? Va be', incapaci e corrotti pure loro, ma almeno si dimezzano gli stipendi. Niente, scopri che in molti fingono di restituire stipendi e poi annullano truffaldinamente i bonifici, sbafano coi rimborsi. Peggio degli altri, con in più l'aggravante di aver acquisito consensi sbandierando una presunta onestà, una superiorità morale quasi genetica.
Basterà? Ma quando mai. I sondaggi sbagliano spesso ma danno il M5s in crescita. Mi sbilancio, come un vecchio retroscenista con la gotta: non vincerà nessuno. I fascisti buffi grillini saranno il primo partito che però non potrà contare un cazzo, malgrado liste dei ministri consegnate via mail. C'è il problemino che bisogna avere una maggioranza in parlamento. E loro non possano averla. Potranno raccattare l'appoggio dei fascistoni o di Grasso e Bersani che "col Pd no, con Berlusconi mai (tranne farci due governi negli ultimi dieci anni) ma i 5stelle, centro democratico, staremo a sentirli", ma non basterà. Come coalizione vincerà l'aborto del centrodestra, ma senza i numeri per governare. Salvini serve a Berlusconi per prendere voti, ma (pena suicidio politico) nonpotrà portarselo come sbavante cane antieuropa in europa. Lo teme più dell'impotenza. A maggior ragione se la Lega dovesse prendere più voti di Forza Italia. A Salvini non basta certo il solo appoggio dei fascistoni per andare al governo.
L'unica ipotesi plausibile resta un governo Lega/5stelle. Avrebbero i numeri per governare ma, malgrado le affinita elettive, il matrimonio resta complicato e i 5stelle morirebbero, restando schiacciati dalla Lega.
Scenario fantasioso, in caso di improbabili risultati elettorali: Gentiloni bis con appoggio di Berlusconi, garantendo ai grillini e ai loro cantori del Fatto 5 anni di ululati e paginoni "schifio Renzuscone " e colpo di stato, dimenticando (o magari non lo sanno proprio) che la Costituzione più bella del mondo dice che non governa il partito che vince le elezioni come ai 100 metri piani delle Olimpiadi, ma chi riesce a costruirsi una maggioranza parlamentare. Ah, e spetta al Presidente della Repubblica nominare il Premier. Lo riferiscono anche i corazzieri a un allibito Di Maio ancora al Colle con la lista, mentre mangia un panino col salame, pagato coi rimborsi.
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Dissi io stesso, una volta, commentando una volè di McEnroe: "Se fossi un po' più gay, da una carezza simile mi farei sedurre". Simile affermazione non giovò certo alla mia fama di sciupafemmine, ma pare ovvio che mai avrei reagito con simile paradosso a un dirittaccio di Borg o di Lendl. Gianni Clerici.