SINNER RINUNCIA A MONTREAL E ALL'IRRIPETIBILE RECORD. PARTE LA POLEMICA PIÙ SCEMA DELL’ESTATE
Potevamo farci mancare l’ennesima, pretestuosa, a tratti ridicolmente rancorosa, polemica estiva su Jannik Sinner? Certo che no. Ciò che, una volta di più, mi salta all’occhio in queste ore, è un tristo paradosso. Il problema del tennis nel nostro paese, in passato, era quello di non avere giocatori competitivi, malgrado giornalisti di settore straordinariamente bravi e preparati, di ampio respiro internazionale. Gente da Hall of Fame come Gianni Clerici e Rino Tommasi, si ritrovava a descrivere, alla meglio, le gesta dei volenterosi Caratti, Canè, Pozzi. Ora che la fortuna ha fatto piovere dal cielo sulle nostre lande disperate un tennista-fenomeno assoluto, di quelli che nascono qui ogni centocinquant’anni, le sue imprese sono nelle mani sudaticce di giornalisti dal livello molto basso, a tratti scadente, con mentalità provinciale. Tranne due o tre eccezioni, ovvio, è gente della stessa risma di chi le derelitte storie calciofile. Quelli che, proprio in queste ore, stanno...