LA PRIMA GIOVINEZZA DI TOMM HAAS
Sarà merito di quel clima piovoso, grigio e lieve nella sua crucca malinconia da Ispettore Derrick che si fa una pippa in riva all’inesistente mare placido, oppure del campo raccolto in stile circolo familiare, sormontato da verdeggianti alberi simili a salici piangenti (e morenti), ma a Monaco, da anni, si assiste a tornei di frizzante godimento estetico. Senza pretese. E’, in pratica, l’omologo argilloso del torneo di Halle. A metà mattinata di domenica, dopo aver assistito alla Santa Messa, mi viene la sfolgorante novità da proporre appena sarò al vertice dell’Atp: una rivisitazione globale del calendario, e sostituzione dei quattro tornei dello slam. Rispettivamente: due su erba, uno su terra e uno su cemento, come negli anni ’80. L’erba di Newport (“Hall of Fame”, e lo sfondo di questo blog testimonia cosa sia), poi quello su terra (a Monaco, appunto), ancora erba (ad Halle o Nuova Delhi) e quindi cemento (uno a scelta, anche Pozoblanco o Recanati andrebbero bene). Ma...