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L'ITALIA AI PIEDI DI JANNIK SINNER (Ma che ne sanno i marinai...)

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  Ante Sciptum : Questo post ideato dalla Deficienza Artificiale è volto a capire quanti di voi ancora resistono e lottano insieme a noi (ho notato che le visite sono decuplicate rispetto a quando scrivevo regolarmente e la cosa un po' mi ha fatto riflettere). Quindi se i miei profili Instagram e Twitter testè creati e sotto linkati avranno (almeno) 1000 followers entro l'epifania, potrei tornare a dare vita a questo libero spazio di tennis e delirio. Va beh, potrebbero essere sufficienti anche 10/12. Abbasteno. Vi evito un profilo tikketokke dove ballerei nudo coperto solo di due palle da tennis . *** È un molle pomeriggio di un fine estate infernale, con l'afa settembrina ancora asfissiante. Entro in un bar del centro per rinfrancarmi e sciacquare il gargarozzo. È un locale giovanile dalla demenziale aria alla moda. Sto pagando un ghiacciolo all'arancia, quando vedo uno schermo gigante che trasmette il tennis di Flushing Meadows. Racchette e palline invece del calci...

LA NUOVA DAVIS CUP: LA GRANDE SCHIFEZZA

La Coppa Davis cambia formula, per venire incontro a nuove esigenze di "rapido consumo". Basta confronti con 5 match al meglio dei cinque set in casa e trasferta, ma sede neutra e tre incontri al meglio dei tre set. Becker-Edberg, semifinale di Coppa Davis 1989 Una mattina, un miliardario pedatore basco, anziché dedicare le (immagino) sconfinate energie alla arci miliardaria compagna cantante dallo shekerato culo basso, si mette in testa di voler cambiare il tennis. Trasformare una delle più antiche e affascinanti competizioni a squadre in una settimanale baracconata da fast food tennistico con confronti tra sedici squadre, tre incontri due su tre, magari con lo short set, il deciding point e le pon pon all'intervallo. Tutto in nome del fast-food tennis, più fruibile da sponsor e ragazzetti coi neuroni bruciati dallo scrollìo demente e frenetico dei social. Ok, sono rimpianti da vecchio rimbambito. O "boomer", come direbbero oggi. Ci si è abituati al tie...

DAVISCUP 2014. SUICIDI, RIMONTE E VIDEOTAPES

Pur con inattese trame thrilling, l'Italia batte la Gran Bretagna di Murray e vola nella tana di «RogerStan» per la semifinale. Italia-Gran Bretagna. I britannici sbarcano nella ridente primavera napoletana aspettandosi mare, sole, pizza e mandolini stornellanti. Invece trovano un temporale da rimpiangere le piogge di novembre in Cornovaglia, tra corvi e avvoltoi, e Murray si prende una gastroenterite mangiando cozze crude nel ristorante «'a cozza pelosa da Gennaro Sciosciammocca». Lo scozzese ha però colpi e variazioni per cuocere Seppi come un ovetto alla coque anche con mezza gamba (ma voi credete pure ai Testimoni di Geova in tv: «Murray prevale solo atleticamente, sul maggior tennis del nostro» . Ambulanza, Tso). Poi assieme a un doppista di mestiere come Hutchins ha vita facile contro la coppia italiana che gioca due (brutti) singolari dal fondo (eppure «i nostri sono più doppisti» , eh. Ah, sì. Ah, beh. Eh, già. Emergenza. Altra ambulanza, a sirene spiegate)....

RADEK “DAVIS” STEPANEK

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Foto di Edwin Martinez, Lucenza Creative Commons CC-BY 2.0 Sta diventando un piacevole diversivo di fine stagione, refoletto salvifico o contentino per poveri stronzi, negli ultimi anni, la finale di Davis Cup. Come l'anno scorso è ancora trionfo delle Repubblica Ceca, col vecchio Radek Stepanek a spadroneggiare con faccia picassesca da Ceccherini e tennis spennellato. Che Iddio o qualche svogliato supplente ce lo conservi, fresco, guizzante, fisicamente orrido e tecnicamente ispirato fino a 67 anni, almeno. Finale deludente, ma chi se ne fotte alla fine. Alla «Belgrade Arena» i padroni di casa serbi aggrappati all'eroe Novak Djokovic ma privi di Troicki (squalificato per aver saltato un controllo antidoping: paura degli aghi, disse. E respinto anche in veste di spettatore, come gli untori) e Tipsarevic infortunato e reduce dal un 2013 da horror vacui, perdendo quasi quanto la leggenda vivente Becuzzi. Rep. Ceca coi soliti gemelli diversi(ssimi) Stepanek e Berdy...

DAVIS CUP, AVEVO UNA CASETTA PICCOLINA IN CANADA’…

Una o due volte l’anno, il doppio diviene ago della bilancia. In bilico tra la modernità che impone le sue rigide regole spingendo la specialità all’estinzione, e la più antica competizione a squadre tennistica che rimane ancorata a quel punto. Quasi sempre determinante, spesso avvincente. E’ accaduto anche questo fine settimana nei confronti che delineavano le semifinali di Davis Cup 2013, seguiti facendo rapidi svolazzi intercontinentali. Usa in casa, con la grande possibilità di far fuori la Serbia di Djokovic e orfana di Tipsarevic. Bastava poco alla circense nazionale stelle e strisce: che i due trampolieri fenomeni da baraccone Isner e Querrey battessero Troicki e il doppio di trapezisti-giocolieri Bryan’s facesse il suo dovere. Invece si assiste all'ennesima maratona di quinto set in cui i due fratelli Righeira si capottano (15-13) contro La Russa Zimonjic e Bozoljac, quadrumane occhialuto tennista a tempo perso e play boy a tempo pieno. Passa la Serbia, malgrado un ...

STEPANEK, E L'OSCENA BELLEZZA

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L’ultimo atto della stagione 2012, va in scena alla "02 Arena" di Praga: Finale di Coppa Davis tra la Repubblica Ceca e la Spagna orfana di Rafael Nadal (un rosario in onore delle sue giunture, in via di ricrescita per sbalorditiva morfallassi), e uno Stepanek mattatore        Foto di Edwin Martinez, Wikimedia Commkns, Licenza Creative Commons, CC-BY 2.0 Polemiche sulla superficie e spagnoli che mettono le mani avanti Immancabili le, pur garbate, proteste iniziali degli iberici, per la superficie ai limiti del ghiaccio antartico scelta dai padroni di casa.  Che impuniti, questi cechi. Talmente irrispettosi da voler addirittura vincere. Nessuno scandalo, anzi. Il parquet scelto non pare nemmeno così estremo se paragonato agli strati di legno delle tundra visti in Svezia o ai lastroni dell’Alaska usati dagli Usa, proprio contro gli iberici, un paio d’anni fa. Spagnoli, malgrado la forzata assenza del capo carismatico Rafa Nadal, globalmente superiori come mo...