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venerdì 29 giugno 2018

LI AVETE VOLUTI? GODETEVELI





Il governo fascio grillino è decollato. Un mix aberrante di fascisti xenofobi e gente che non crede allo sbarco sulla luna e ai vaccini, con incarichi di governo. Che devono decidere della vostra vita. Ministri e sottosegratari. Quando un cretino e un furbo si incontrano, il fascismo è alle porte, diceva Sciascia. Foto illustrata nei libri di scuola coi faccioni di Salvini e Di Maio. Io la riadatterei così: quando un fascista senza scrupoli e un cretino incapace smanioso di potere si incontrano, il fascismo è al governo. E il primo fotterà il secondo, a cui la cosa nemmeno dispiace. 
Da giorni vado ripetendolo: visto che avevo ragione? Visto che non ero pazzo catastrofista? 


Oddio, non è che ci sia da andarne orgogliosi, lo avrebbe capito anche un topo. Ma di campagna. Di certo non un topo di fogna, di quelli, per internderci, che affollano salotti tv, fanno analisi spetazzanti, sdottorano strapagati sui giornali. Uno di quelli che, del tutto immuni al senso di vergogna, ora si preoccupano, allarmati, dei fascisti al governo. Allibiscono, adesso, dopo avergli tirato in ogni modo la volata, smembrando quel barlume di democrazia nel paese, demolito il Mostro di Firenze e la sua tirannide gigliata. Quelli che per anni hanno ospitato grillini sbavanti epocali fesserie populiste senza contraddittorio, anzi, sospinti in studio dall'alito mefitico di guitti mancati giudici a ballando con le stelle spacciati per esperti di politica. Gli stessi che hanno invitato h24 nelle loro trasmissioni Salvini a briglia sciolta, libero di raccontare bestialità xenofobe per alimentare paure degli elettori sull'emergenza migranti, parlare di ruspe tra gli applausi della claque in studio. Ora, di botto, svegliati dal torpore, quei giornalisti occhieggianti al Matteo bravo, scrivono nei social: "Non c'è nessuna emergenza migranti. I dati sono chiari". Troppo coraggio o onestà intellettuale ci voleva a tirare sul grugno a Salvini prima delle elezioni, quei dati. Ecco, se possibile, questa specie di topi di fogna mi fa ancora più ribrezzo degli stessi Salvini e Di Maio. Anche più di quelli che "Salvini è bravissimo, il miglior politico degli ultimi vent'anni, anche se non condivido quello che fa". Un po' come "Nadal è il più forte di tutti, anche se non mi piace il suo tennis". Stessa cosa. Peccato che un dritto arrotato sia faccenda un po' meno alta dalla democrazia e libertà di noi tutti. Ma questi, se non vi è chiaro, hanno ridotto la politica a demenziale affare tra piccoli ultrà imbecilli.
Professionisti nello scorreggiare in ascensore e poi guardarsi intorno dicendo che c'è puzza, i topi di fogna sono preoccupatissimi da un governo di ultra destra al potere. Indignati di come i fascisti al potere si comportino da fascisti. Ma dai? Quando parlava nei loro studi, tra una ruspa, un occhieggio e l'altro, credevano scherzasse. Che fosse il baluardo contro la deriva autoritaria del pidì, male del secolo.

Eccoli i fasci di combattimento. Da una  parte un pupazzo premier, col physique du role da Premier, mandato a farsi le foto con gli altri capi di stato vantandosi di essere professore universitario tra gli sberleffi degli altri. Il Min. dell'Economia che parla di flat tax e reddito di cittadinanza inattuabili per mancanza di coperture, che il taglio dei vitalizi è una scorreggia fritta, che loda addirittura i governi precedenti e ritiene indispensabile restare nell'euro. Dall'altra i due ministri della propaganda e della campagna elettorale governativa continua. Un'avvincente lotta a chi ce l'ha più  lungo, o più imbecille (l'elettore, capace credere alle loro frescacce governative, come hanno creduto a quelle elettorali).
Uno fa guerra all'europa respingendo i disperati, l'altro chiede con vigore a se stesso di creare lavoro per tutti. Consci di non poter attuare nulla delle loro promesse, col vento in poppa della stampa servile, proseguono nella folle corsa sulla pelle dei disgraziati. Che con quelli è vita facile, per i fascisti. Complicato e poco saggio prendersela con le mafie, affrontare la crisi economica: Salvini blocca le navi dei migranti, lasciate per giorni in mare. Fa la voce grossa coi profughi e parla di aumento del contante per fare un piacere agli evasori. In pochi giorni crea crisi diplomatiche con Tunisia, Spagna, Malta, la Francia, la nuova perfida Albione. Promette la schedatura dei rom (con annessi campi di concentramento innovativi ricavati in ex aziende fatte allegramente fallire dopo anni di strenue trattative di gente coi controcoglioni), perché quelli italiani bisogna tenerseli. Vuole equa distribuzione dei migranti nella Ue andando oltre al trattato di Dublino votato dalla sua Lega, ma fa il contrario: respinge i migranti seguendo la politica di Visegrad e cercando la rottura con la Ue. Qualcuno troverà il coraggio di dirglielo, o l'hanno già mandato in esilio? E la propaganda va avanti. Al vertice Ue Conte, celebrato dall'Istituto Luce come trionfatore, ottiene risultati sbalorditivi. Finalmente l'Italia è protagonista: ci concedono una equa distribuzione. Volontaria però. Un successone. Orban stappa un bottiglione di Dom Perignon e potrebbe nominare Salvini imperatore di Visegrad.
Innegabile però come il duce padano abbia risollevato l'animo patriottico al grido "dalle al negro". Quello è il vero problema del paese. E agli italiani piace. I risultati non tardano ad arrivare. È bravo, del resto (cit. Travagli sparsi): fioccano casi di extracomunitari presi a fucilate da italiani. Notizie rinvenute nelle pagine secondarie, per non confondere l'elettore per anni nutrito a pane e emergenza migranti che non c'è. Li avete voluti, terrorizzati dalla tremenda minaccia democratica di Gentiloni? Godeteveli. Il baratro avrà l'agre odore di ricino, e pagheremo anche noi per voi, o sommi stronzonacci.

Salvini vola, Ministro di tutto. Non solo i profughi lasciati affondare tra il tripudio della gente. Vuole reintrodurre il servizio militare. Si riscopre fervente novax: dieci vaccini sono troppi, anzi dannosi. Sperando in qualche epidemia di peste cui dare la colpa agli immigrati.  E se poi la scellerata, assai virile, condotta sui migranti provocherà qualche attacco islamico (dai quali siamo colpevolmente immuni -perché?!!!11!! -), cosa importa. Gonfierà il ventre molle e putrescente del suo elettorato fascista. Easy. È il più bravo (cit.), del resto. Occorre celebrarlo. Ma, uno e trino, Matteone non si ferma. Propone le armi libere (proprio per sparare agli immigrati, magari depenalizzando l'omicidio del negro). Lasciamolo lavorare. Essendo anche più di sinistra di Renzi  (cit sempre i Fattisti anonimi), grazie all'assist del suo ministro leghista Fontana, vuol cancellare la legge sulle unioni civili. L'unica famiglia è quella tra mamma e papà. E meno aborti, più bebè. Benvenuti nel basso medioevo. E, ancora complimenti per everli votati. Godeteveli per bene.
Salvini, col 17% è il padrone del paese, grazie agli utili idioti del M5s, che col 32% si trovano a fare la parte di spalla demenziale a uno che aveva preso la metà dei loro voti. Anzi, nel giro di dieci giorni la Lega li ha già superati nei sondaggi ("Di Maio è stato bravissimo nella trattativa", leggo sulla stampa libera). Ed è chiaro il perché. Basta vedere la penosa condotta dei 5stelle nel caso Aquarius. Toninelli e co. provano invano ad alzare le voce, far capire all'Italia plaudente che sono fascistoni anche loro, perdio. Con risultati da barzelletta. Ma tra un fascista vero e una grottesca imitazione, laggente preferisce il primo.

L'altro ministro della propaganda fascista, Di Maio, allora, prende la situazione in mano. Non può stare a guardare il padano spadroneggiare in ogni dove. Ma non sa come fare. Escogita qualcosa di mediaticente forte, da ministro del lavoro. Una riforma del welfare che superi lo sciagurato jobs act, uno pensa (scioccamente). No, ecco la trovata geniale: Tutelare i pony express. I riders che portano le pizze calde calde a casa. Fenomenale. Prossimamente quella sui grattacheccari romani. Ma solo di viale Trastevere. Che non può mica fare i miracoli. Intanto sta leggendo le carte sull'Ilva (durante l'ora di educazione fisica). Nemmeno questo funziona. Fa il giro delle tv, dirette fiume dal cesso del Ministero per dire che bisogna creare lavoro dando lavoro a chi non ne ha. Che, qui si supera, occorre valorizzare il merito. Favorire l'assunzione nella PA di chi ha un curriculm migliore. Basta raccomandati. Lui, ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, nonché vice Premier, che in vita sua ha lavorato come Stewart allo stadio e non è riuscito manco a laurearsi, pontifica sul merito. Ma il governo non è mica una PA (che tra l'altro vorrebbero rimodellarsi sul modello illuminato della loro piattaforma Rousseau), si rifà alla meritocrazia del blog, al limite. Siete alfin contenti di averli votati per dare un segnale? Il segnale è tornato indietro chiaro e forte: siete coglioni. Ma da competizione.

Giggino non ci sta a fare la parte dell'utile idiota di Salvini a sua volta utile idiota di Putin per disgregare l'Europa. Ci si mettono pure le procure, con l'arresto del faccendiere Lanzalone (sindaco vero di Roma), nominato presidente di Acea dai 5stelle perché era bravo, che la sera prima di essere arrestato decideva poltrone governative con Casaleggio e presentato a Raggi dal Guardasigilli Bonafede. Una Bomba. Immaginate se i tre fossero stati Renzi, Marino e Orlando. Avrebbero dovuto fuggire ad Hammamet, inseguiti dai Travagli sul carrarmato. Del triangolo Casaleggio-Raggi-Bonafede col faccendiere M5s al gabbio, se ne può leggere a pagina 24 del Corriere, dopo l'oroscopo di Barbanera. O nel tg dopo la rubrica enogastronomica. È bellissimo il regime degli onesti. Schivato il colpo delle procure, Di Maio deve però inventarsi qualcosa. Prova anche lui col freno all'abuso di psicofarmaci. Vera piaga del paese. Come il traffico a Palermo. Tenta quindi con la mezz'ora di internet gratis da elargire al popolo affamato nelle mense dei poveri. Ormai con la salivazione azzerata, invoca un aiutino dell'Istat che (lo dicono apertamente, senza nemmeno nascondersi, "deve lavorare in sinergia col contratto di Governo"). Aiutare la propaganda di governo diffondendo dati utili. Capito, no? Il ventennio 2.0 è tra noi. Ecco allora la notizia allarmante priveniente dalla sinergica Istat: la povertà è tra noi. Non siamo mai stati così poveri. Cinque italiani su dieci non possono comperarsi il pane o bere l'acqua (libera). Di Maio, mentre Salvini dilaga promettendo di stoppare altri barconi di disgraziati, coglie l'assist e parte a testa bassa col cavallo di battaglia: ci vuole il reddito di cittadinanza, SUBITO. È un'invocazione implorante. Come se non governasse lui, ma fra cazzo da Velletri. E falla sta cazzo di legge. Elergisci il benedettissimo reddito di cittadinanza ai gonzi che l'apettano trepidanti, cosa aspettiamo ancora?
Li avete voluti provare? Bene, vi rivelo un segreto: non era una prova o televoto al Grande Fratello. Ora dovete tenerveli per cinque anni. Se la Russia vuole, anche venti o trenta.




sabato 26 maggio 2018

IL FANTOCCIO TAROCCO




Gli 80 giorni più ridicoli della Repubblica italiana hanno un epilogo coerente. Il governo nazigrillino del cambiamento, parto dell'anticostituzionale contratto, vede l'incarico a Premier di (tale) Giuseppe Conte. Un (aspirante) tecnico "non eletto dal popolo", membro della élite salottista e clericale romana, così guitto arrampicatore sociale da taroccare il curriculum con mirabolanti specializzazioni estere, che non paga le tasse e sostienitore del metodo stamina. L'uomo giusto. Perfetto. Un film a quattro mani di Risi e Monicelli non avrebbe saputo inventare una figura più triste, comica e patetica al tempo stesso, come guida di un paese alla deriva.
Anni a sfracellarci i coglioni con belluini ragli "basta premier non eletti dal popoloooo!!11!" e ora lo propongono loro un tipo che non ha votato nessuno. Ma, attenzione. C'è una svolta epocale, nella padana grulleide. Non è certo scoprire che il Premier non viene eletto dal popolo, ma nominato dal Presidente della Repubblica. No, questa è una faccenda obsoleta, stantia. Nella nuova Costituzione Peppa si fa un triplo salto in avanti. Si riscrive la democrazia indiretta delle stelle padane: il Premier è nominato da Salvini e Di Maio e il PdR deve prenderne atto. E, se lo hanno scelto Di Maio e Salvini, significa che ha ricevuto 11 milioni di voti, spiega Giggino. Anzi, 17 milioni, lo corregge l'arguto Toninelli.
Vi è chiaro ora, di come quelli che difesero la Costituzione dalla riforma eversiva del ducetto di Rignano lo fecero per poterne poi fare carta da culo?
La nuova carta costituzionale on line (scottex+prima pagina del Fatto+articolo di Scanzi sui piedi della Boschi+pagina Facebook di Di battista), nei giorni dell'eversivo contratto, ha vibrato di indignazione. Velate minacce fascio mafiose a Mattarella piovono dalla Dibbas Family col fez. "Occhio Mattarella, fai quello che devi fare e non avrai scocciature". Provate a pensare un solo istante se simili bestiali minacce le avesse fatte anni fa un bullo della squadra Berlusconiana. 1476 procure avrebbero aperto fascicoli. Interrogazioni parlamentari a pioggia. Berlusconi arrestato di notte durante un bunga bunga e forse giustiziato all'alba da Travaglio vestito da boia  Le parole del Dibba invece, sono viste dalla stampa come giovanili estrosità di un ragazzo di sinistra. Tutti le ascoltano in estasi. Mentana in sollucchero: "È evidente come abbiano ormai un profilo istituzionale".
Va bene, sarà anche stato eletto dal popolo, questo Conte, ma non ha alcuna esperienza politica. Come la mettiamo? Il min-culgrinzoso-pop in pectore del nazigrullismo Travaglio sbuffa, seccato. "Ha la stessa esperienza di Monti o Ciampi". Silenzio attonito. Anche nei manicomi ormai lo hanno capito: va assecondato.
Di Maio, raggiante, tuona ai microfoni: "È giunto il momento che si venghi assunti solo grazie allo curriculum e non per le amicizie che si tengono", disse il semi analfabeta steward fuoricorso che voleva governare il paese e farà il ministro del lavoro. E in effetti, non sarà politico, ma almeno tecnico lo è questo Conte, no? Uno che ha i titoli. Nemmeno mezz'ora e iniziano a fioccare prese di distanza: alla NY University non lo hanno mai visto. Alla Sorbona con quel nome hanno avuto solo un lava cessi boliviano, a Malta non risulta, a Cambridge nemmeno tra i bidelli. Si iniziano a rincorrere voci allarmanti. Forse non si chiama nemmeno Conte, ed ha cambiato nome per sfuggire al fisco. Qualcuno teme che non abbia nemmeno la terza media. Lui fa un fantozziano sorriso tragico e ammette: a Cambridge andai a trovare la mia ragazza che faceva un corso. E come fai a dirgli qualcosa? In un colloquio come vice apprendista venditore di mangimi per cani, se tarocchi il curriculum verresti cacciato a pedate, qui no: sei perfetto per fare il Premier. Sul Fatto, dopo aver preteso dimissioni e arresti coatti per ministri rei d'aver copiato due righi della tesi, sbottano: accanimento eccessivo. Non conviene sottolineare nemmeno il fatto che il neopremier non pagasse le tasse. Atto rivoluzionario verso gabelle ingiuste. O rimarcare il suo sostegno alla bontà del metodo Stamina. Da un governo d'ispirazione no vax e pronto a ridiscutere l'obbligatorietà dei vaccini, vi aspettavate altro? È tutto coerente, per una volta.  "Non sanno più cosa inventarsi" (gli altri, eh), sorride Di Maio. "Hanno paura del cambiamento", conclude, mentre dagli studi di Mentana si odono mugolii, orgasmi ed erezioni barzotte a mai finire. Con questa stampa, il suicida governo nazipadano potrà durare a lungo. Almeno fino allo schianto.
All'estero ci ridono dietro. Una triste e pericolosa barzelletta. Populisti, ignoranti, xenofobi, oscurantisti, complottisti, contrari alle scienze e incapaci, hanno preso il potere. Occupato le poltrone del comando e dato quella di Premier a un fantoccio prestanome sconosciuto e dal curriculum farlocco. Un avvocato buono a curare i possedumenti degli assistiti.
Intanto, ancora non si è insediato e si vedono già i frutti del Governo del cambiamento. Un esecutivo che proteggerà i risparmiatori, finalmente: grazie alle dichiarazioni del luminare Borghi, Mps perde miliardi. Lo spread alle stelle sfonda i 200. Borse a picco, miliardi in fumo. In pochi giorni di non governo, perso tutto quello faticosamente guadagnato in 5anni. Ma i risparmiatori ne godranno gran vantaggi, nei bar, rassicura il Dibba. Solo che i bar non ci saranno più. Meglio.
Conte dichiara di voler essere l'avvocato degli italiani, non si sa di cosa e da chi imputati in questo strambo tribunale del popolo. Per fortuna ci sarà un'opposiziobe spietata: Stampa italica in estasi. Pernacchie dall'estero. Berlusconi farà di tutto perché il patto salva aziende non venga infranto, il Pd farà opposizione durissima e senza sconti, a Renzi. E Renzi promette di voler essere parte civile in questo processo, per vigilare che mantengano le meravigliose promesse (deportazioni di massa, fuori dall'euro, flat tax di cittadinanza, no vaccini, zero provvedimenti per il sud, cultura morta, etc...).
Per il resto, stiamo già tutti meglio.

mercoledì 16 maggio 2018

ITALIA TRA WEIMAR E PAPEROPOLI


Se voti con la pancia, il minimo che puoi aspettarti è un governo di merda fumante. Malgrado dotte analisi di giornalisti mignotte col borsello (o semplicemente coglioni), era sin troppo facile prevedere che il populismo fascio grillino in salsa padana avrebbe trionfato alle elezioni. Altrettanto prevedibile che provassero a governare insieme. E che, tali e tante sono le aberrazioni contenute nel loro contratto di governo e l'incapacità conclamata dei protagonisti, non è detto ce la facciano.
Meno prevedibile era la penosa, in sfregio a qualsiasi senso del ridicolo, sceneggiata propinataci dai due scemo+scemo aspiranti statisti nei quasi tre mesi post elettorali. In particolare dal Churchill di Pomigliano. Lo stewart fuoricorso telecomandato convinto di "scrivere la storia". Comiche per cui siamo messi alla berlina dal mondo intero.
Riassumo ai distratti.
Il m5s trionfa alle elezioni promettendo tutto e il contrario di tutto, con metodi fascisti, orgogliosamente antidemocratici. Vincono urlando che avrebbero distrutto i partiti, aperto il parlamento come una scatoletta di tonno, vomitano che non avrebbero mai fatto alleanze con i partiti colpevoli della distruzione dell'Italia. Mai con la Lega del razzista Salvini, lui e Le Pen sono il pericolo, diceva il giggino gnappo ai giornalisti europei. Mai col pregiudicato Berlusconi. Mai col Pd dei ladri mafiosi, di cui avrebbero smantellato ogni legge una volta al potere.
Il prode Di Maio, autonominatosi premier e con lista dei ministri consegnata a un corazziere del Colle prima delle elezioni, si accorge invece di non aver vinto. Prova a sedurre Salvini, purché faccia fuori il suo delinquente alleato e lo sostenga come Premier. Che altrimenti, con velata minaccia mafiosa, ha in canna una bella legge sul conflitto d'interessi. Sulla Casaleggio srl che intasca 300 euro da ogni deputato grillino e Casaleggio piombato a Montecitorio per dire alla plebe che indirà votazioni sulla sua piattaforma in sfregio della Costituzione? No, di Berlusconi, che non lo fa diventare Premier. Salvini non accetta, e allora con lui ha chiuso. Venti di guerra in Siria? Per tranquillizzare l'Europa, da antieuropei e anti Nato, diventano eutropeisti e sostenitori dell'alleanza atlantica. Che ci vuole, basta un click on line e cancellare nottetempo il programma votato dagli iscritti sulla piattaforma. Occhieggia al Pd, se derenzizzato. Poi ok, va bene anche Renzi, perché il Pd ha fatto bene e ha molti punti in comune con loro. Qualche balordo in seno al Pd, pur di far fuori il mostro di Firenze, era ben disposto a vendere partito e paese alla Casaleggio associati. L'intervento di Renzi e il voto contrario in direzione, bloccano l'obbrobrioso patto. E allora che fa Ercolino fuoricorso? Nel solito italiano da scuola dell'obbligo non superata, lancia anatemi da ventennio: traditori del popolo, il Pd la pagheranno, minaccia dicendo di aver incontrato pezzi di stato a conoscenza di cose gravissime assai, dice che se la volontà popolare non sarà rispettata (lui Papa Re in nome del Popolo) penseranno a misure alternative alla democrazia diretta (una marcia su Roma, colpo di stato o voto su Facebok?). Pensi che il giorno dopo vadano ad arrestarlo o rinchiuderlo in un cim, che almeno qualcuno si indigni. Zagrebelsky, costituzionalista in odor di PdR su candidatura di Travaglio, non si fa pregare: non è eversivo il M5s, ma Renzi che non vuole fare il governo con chi lo ha battuto alle elezioni promettendo di cancellare tutte le sue leggi.
Indomabile, la mattina dopo Gigino è dietro la porta di Salvini. Ok, va bene anche Berlusconi, basta che dia solo un appoggio esterno. Un colpetto e basta. Al limite una sbirciata voyeur. Va bene anche l'astensione benevola. Giura che mai ha messo veti su Berlusconi. Mai pensato a leggi sul conflitto d'interessi (che anzi, Mediaset è una risorsa del paese), rinuncia (a parole) a fare il Premier, basta che si prenda il potere.
Ecco dunque la trattativa tra Berlusconi e i casaleggesi. Lampo e proficua. Il Cavaliere tratta la resa, ma è una gran bella resa. Praticamente tiene entrambi i ragazzotti minorati per i coglioni. "Li faccio schiantare quando voglio", pare abbia confidato ai fedelissimi. Libera Salvini: ok, andate a giocare a fare il governo. E, il giorno dopo, magia: riabilitato.
Non male questo governo di sinistra e del cambiamento, fatto assieme a Salvini, col battesimo di Berlusconi e dopo essere stati rifiutati da Renzi. Bellissimo. È la rivoluzione.
Si arriva agli ultimi giorni. Dove la farsa raggiunge picchi inimmaginabili. Salvini e Di Maio attorno a un tavolo per scrivere un contratto di governo brasileiro giallo-verde. Con loro, le delegazioni. Un concentrato di ridicolo e deliri nazifascisti degni di una Weimar a Paperopoli. Tra i verdi padani l'esperienza del costituzionalista Calderoli, padre del porcellum (chiamato così in modo autocompiaciuto tale era la porcata congegnata), messosi in luce anche per la dura opposizione al ministro Kyenge, perché somigliava a un orango. Poi l'economista illuminato Borghi, a spalleggiare il padre della Flat tax Siri, dal curriculum sontuoso (perché i grillini trattano solo con gente onesta, e competente): due società in paradisi fiscali, socio indagato a Reggio Calabria, condanna per bancarotta fraudolenta. Chi meglio di lui per provarci con l'Italia?
Tra i gialli stellati, da destra a sinistra: Rocco Casalino, ex gf poi lanciato da Lele Mora e filosofo pensatore di rilievo: i poveri hanno un odore diverso dai ricchi. Poi Toninelli, col ceruleo sguardo fiero di chi ha fatto una scorreggia in ascensore. Il fautore di una creativa flat tax per i poveri e del furto vantaggioso per il derubato. A suo modo un genio che non sarebbe in grado nemmeno di trovarsi il cazzo nelle mutande. Poi il guardasigilli in pectore Bonafede, tenace no vax con lo sguardo vispo di chi passa le notti su youporn.
Che menti. Una tavola rotonda che esonda neuroni. Tutti pronti e infaticabili, per dare un governo al Paese, sotto la guida dei loro capi supremi: Salvini smanicato e Di Maio sorseggiante coca cola col cipiglio da capo di stato.
Sono giorni di lavoro intenso, estenuante, da universitari fuoricorso intenti a studiare di notte per passare un esame. Che va bene anche 18, sig. Mattarella, ci facci governare.
Giggino e Matteo si sgolano per ripetere che non stanno pensando alle poltrone ma ai contenuti. Un mantra così ossessivo e non richiesto che uno pensa al contrario: si stanno spartendo in modo osceno le 300 nomine.
Quale razza di sgorbio pronto a farci andare in bancarotta alla velocità della luce partoriranno? Si può solo intuire. Non hanno un candidato premier. Ma il (presta) nome di questo stato di polizia ruttante conta poco. Tremonti, Sapelli, Conte. Al limite Fusaro, Povia o il suo sosia meno dotato Scanzi. Tutti nomi sapientemente bruciati dal fantozzino di Pomigliano, che quella poltrona la vuole per sé. Arrivano alle consultazioni senza il nome. Ma il programma è una bomba. Si scrive la storia. Dateci altre 24 ore. Chiedono tempo a Mattarella, che ha pazienza da vendere. Del resto i tedeschi ci hanno impiegato sei mesi. E sono tedeschi. L'aspirante premier fuoricorso fa sapere che, una volta concluso, il contratto dovrà essere approvato dagli adepti in rete. Come se con le elezioni non si fossero già fatti giudicare. Insomma, un voto anticostituzionale per un contratto anticostituzionale, da parte di una setta che in conflitto di interessi, decide le sorti del paese. Sembra fantascienza. All'estero, almeno. Qui sono solo ragazzi, scavezzacollo.
Ma cosa ci sarà in quelle striminzite pagine di contratto eversivo, di così delirante, da spingere Mattarella a farli tornare al prossimo appello?
Qualcosa che potrebbe far ridere, ma invece fa piangere e dovrebbe indurr gli elettori dei due cialtroni ad autosospendersi il diritto di voto. E di fare figli.
Cosa dice la bozza di questo contratto? Roba da gelare il sangue nei polsi. Una raccapricciante sequela di aberrazioni politico-economiche che sembrano scritte da Peppa Pig ubriaca aggregata ai fascisti su Marte. Un mix di cialtronaggine, suicidio economico e disposizioni da regime fascista. Norme da stato di polizia. L'Ungheria di Orban in confronto è una democrazia illuminata. Manca solo l'invasione della polonia e un decreto salva peti in ascensore.
- Un incostituzionale ed eversivo Comitato di Conciliazione littorio, eversivo organo parallelo al consiglio dei ministri.
- Disposizioni per uscire dall'euro
- Flat tax con doppia aliquota
- Non un sillabo per il sud
- Respingimenti e 500 mila rimpatri
- Condoni come piovesse
- Cessazione delle sanzioni alla Russia
- Vincolo di mandato. L'ultimo fu quello del duce. Non più  parlamentari della Repubblica, ma di partito. Un cadeaux, cioccolatino per i tanti, esimi, costituzionalisti e patrioti a difesa della carta costituzionale, preoccupati per la deriva antidemocratica degli ultimi governi.
- (dulcis in fundo) la cancellazione del debito italiano di 250 miliardi presso la Bce. Che 300 pareva cafone.
- A margine, gli 80euro vanno bene. Il jobs act è ottimo. Confermati anche i vaucher, quelli che in campagna elettorale consideravano strumento di schiavismo. Ablozione del Cnel, dopo il furente No al referendum renziano, diminuzione dei parlamentari (che abolire il Senato faceva troppo giglio magico).
Penso che possa bastare.
Reazioni?
C'è viva preoccupazione nel Pd. Martina sgomento. E pensare che voleva sedercisi a un tavolo (di manicomio). A Liberi e Uguali il giorno dopo le elezioni si erano detti disposti a un governo di sinistra (vera, con cui superare il renzismo di destra) ora parlano di governo di destra, la più estrema della storia.
Costituzionalisti ed economisti cadono dal pero. Flores D'Arcais, Zagrebelsky e quella rancida ricotta di sinistra per anni ultras dei fascisti buffi contro il demonio fiorentino, pericolo per la democrazia con la sua riforma costituzionale, ora vedono i loro pupilli usarla come carta da culo, la costituzione più bella del mondo. Il populismo - chiosano affranti - sfocia nella destra eversiva. Ma è colpa dell'irresponsabile Renzi che non ci si è alleato.
Giornalisti (tutti, tranne qualcuno), reduci da anni di instancabile, mai visto, massacro al Pd e a Renzi, ora scoprono, folgorati sulla via di Damasco, che M5s e Lega sono pericolosi. Che Di Maio e Salvini sono due irresponsabili cialtroni. Non cialtroni, ma consapevoli criminali quelli che hanno nutrito la loro ascesa. Ospitati senza contraddittorio. Ascotati in estasi mistica proferire le immonde porcate che ora, che han deciso di attuarle, scoprono essere pericolose. Evviva. Uno per tutti: con faccia da culo impagabile, Floris ha capito che se Salvini e Di Maio manterranno quello che dicono, l'Italia andrà in bancarotta.
Poi ci sono anche gli intellettuali. L'intellighenzia di sinistra che si è buttata a volo di gabbiano sui 5stelle. Da Santamaria a Amendola, la Mannoia, Laura Morante. Tutti delusi. Già me li vedo, quando il governo fascio leghista proverà a eliminare le conquiste civili ottenute dal governo Gentiloni (troppo di destra, bontà loro), scendere in piazza e protestare. Resistenza, compagni. Ma lo leggevano quello che proponeva Grillo? Tutti convinti che i 5stelle fossero di sinistra e che potessero spingere il Pd a sinistra. No, procede garrulo a braccetto con la Lega verso la logica destra più trucida. Evviva loro. Del resto si sa, il problema dell'intellighenzia di sinistra è che è demenzia di destra. Tale Marescotti, un attore, si dice deluso. Pensava fossero di sinistra. Certo però, potrebbe digerire anche Salvini se solo facessero una legge sul conflitto di interessi. Tornerebbero sinistra vera se giustizziassero Berlusconi. Ancora di più spedendo Renzi al confino.
Ultimi ma non ultimi gli elettori stellati. La maggioranza sono felici. Son fasci, del resto. Poi ci sono i 5stelle di sinistra (alcuni anche capaci di intendere e volere). Ne conosco uno, povero diavolo. Ha votato M5s perché stanco della politica attuale, affinché ci fosse legalità, meritocrazia, lui laureato precario. Voleva che questa forza politica governasse da sola, senza inciuci di palazzo, spartizioni di poltrone. Mai più governi terzi "non eletti" e rispetto della Costituzione. Basta Berlusconi col conflitto d'interessi. Via il destro Renzi, che voleva stravolgere la Costituzione. Ribrezzo per il razzista xenofobo Salvini.
Beh, ho pensato a lui ora. Ha come candidato premier uno stewart semi analfabeta, rischia di trovarsi al goverrno con Salvini, in un movimento setta nel quale Casaleggio in conflitto di interessi fa a brandelli la costituzione e con un Premier terzo (non eletto dal Popppolo), dopo inciuci, sotterfugi e trattative per spartirsi le poltrone che manco gli squali affamati. E che ci porterà dritti al fallimento. Roba che quello greco al confronto sembrerà un party. Che dire, auguri. Pensare prima di votare di pancia, può essere utile ad evitare di essere sommersi dalla merda.


martedì 24 aprile 2018

IL GIGGINO PREMIER







Ma quanto è tragico il balletto degli antinciuci, anticasta, anti poltrone, che pur di diventare casta e sedersi sulla poltrona, si affannano con vista annebbiata e salivazione azzerata nel patetico tentativo di inciuciare con tutti, senza riuscirci nemmeno, essendo totalmente cretini? Tanto. Impagabile, direi.
Giggino Di Maio vuole governare. Fortissimamente governare. Se solo sapesse cosa si intende per Governo. Presto sarà istituito il premio "Giggino Premier", che andrà a sostituire il "nanetto d'oro" di arboriana memoria. Eccolo sorridente innanzi al Presidente Mattarella, persona che "stima molto, di grande equilibrio". "Perché non lo avete votato due anni fa allora?", chiede un avventuriero. "Non lo conoscevamo". Ci sta, uno mica può sapere tutto. Le uniche notizie trovate erano quelle di Travaglio, per cui Mattarella era fratello di uno ammazzato dalla mafia e, come tale, mica poi tanto santo. Eh, già.
"Caro Matterello, avendo giunti primi in classifica io dovessi fare il Premier della Italia e indossare la maglia rosea, mica le chiacchiere.".
Il Presidente, con grande aplombe.
"Egregia, incommensurabile, testa di grandissima minchia, non hai vinto un beneamato cazzo. Contano le coalizioni e il centrodestra ha più voti di voi coglionazzi. Se invece di fare il cretinetti su Twitter avessi studiato la legge elettorale, la Costituzione, ora lo sapresti.".
"Quindi mo che faccio del mio 32%?".
"Ti ci pulisci il culo, coglionazzo, o fai un accordo. Quello che voi bestie ignoranti chiamate inciucio. Ah, un'ultima cosa, Pupazzi. Lo sapete quello che sta succedendo in Siria, sì? Che proponete, un referendum on line su ruzzle?".
"Vabbuo', ora provo a fare lo inciucio. Poi vediamo come fare con la guerra. Ma Assad è una brava persona che restituisce il vitalizio o è un farabutto che se lo tiene?".

Preso a calci da Mattarella, il funambolo di Pomigliano non può perdere tempo. Anche un minuto è prezioso. Finita l'era del "mai alleanze con altri partiti", inizia quello della "puttana" che la darebbe a tutti, ma proprio a tutti. Anche ai tre gatti morti di fica/poltrone di Liberi e Fessi che, non a caso, sono i primi ad accettare con bava alla bocca e moscio cazzo barzotto in mano, pronti per la copula da impotenti. Dopo il microonde di Bersani, Giggi apre poi il forno della Lega e trova Salvini tenuto a guinzaglio sadomaso da Berlusconi nudo. Va bene votare la berlusconiana più berlusconiana di Berlusconi Casellati come Presidente del Senato, ma come Premier no. Ardono dal desiderio di fare un governo con Salvini, ma con Berlusconi (di cui Salvini è sodale da un trentennio) giammai. Da delinquente si accetta un vigoroso appoggio esterno, ma al governo insieme no. Per convincere Salvini a mollare l'omino di Arcore, accetta (grazie a uno studio scientifico a quattro mani di Sibilia e Toninelli su wikipedia) la Flat tax, ma solo se progressiva e che tenga conto anche dei poveri. Come dire: sì a una legge sui matrimoni gay, ma solo se si sposeranno un uomo e una donna. Adottiamo un cane, ma solo se è un gatto. Sì allo Ius soli, ma solo se ne beneficeranno i cittadini italiani. Va bene il reddito di cittadinanza, ma solo se è dato a chi non è cittadini. Geni assoluti. Non si battono questi. E mandrie di giornalisti appostati pendono dalle loro labbra, senza un minimo sussulto, un liberatorio "ma che cazzo state a dì? L'Italia può andare nelle mani di questi totali cretini?". Travaglio non si sottrae e, tagliente, chiede all'autopriclamato premier se nella carbonara mette tutto l'uovo o solo il rosso.
Giggino però, è in gabbia. Salvini resta fedele a Berlusconi (divertito come un bimbo nel far saltare tutto) a cui, ormai incapace di intendere, riesce anche di dire l'unica cosa sensata degli ultimi trent'anni: "I cinque stelle non li prenderei nemmeno come lavacessi a Mediaset". Possiamo dargli torto? Prima d'essere miracolato con un pugno di voti on line, lo stewart di Pomigliano avrebbe visto il posto di lavacessi a Mediaset come un miracolo della Madonna. Ma il povero Di Maio è vittima anche del fuoco amico, col cavallino di riserva Dibba (fermo per un turno e impegnato a scrivere reportages da Antigua per il Fatto) che spara su Di Maio come un D'Alema (scemo però) su Veltroni.

Ercolino sempre in piedi però non si scoraggia. Quella poltrona deve essere sua, costi quel che costi. Come Pippo Franco che un tempo va nella curva della Roma e l'altro in quello della Lazio, ora prova col forno Pd, chiuso a doppia mandata, come uno stalker con la bava. Lega o con Pd, è uguale. Il programma? Come pensate di allearvi con partiti agli antipodi? Come conciliare il vostro programma con un altro che rappresenta tutto quello che avete combattuto e per cui gli elettori vi hanno votato? Qualcuno glielo dirà? Un eroico giornalista che non teme le (già attivissime) purghe casaleggesi, forse? No, la Gruber vuole sapere se devvero ama tanto la sua fidanzata.
Che problema sarà mai il programma, suvvia. Le elezioni sono finite, gli inganni pure. È tempo di mangiare, con Franza o Spagna purché se magna. "Il programma del M5s si può realizzare in trent'anni...(se sarete ancora vivi...)", dichiara la capagruppa. Il reddito di cittadinanza non si fa più, ci accontentiamo di quello di inclusione pidiota. Ve lo immaginate se Berlusconi il giorno dopo le elezioni avesse detto: "Il milione di posti di lavoro? era solo campagna elettorale. Ci vorranno almeno trent'anni, e poi quel Prodi lì ha lavorato bene eh, dobbiamo governare insieme...". Fucilato in Piazza Loreto. O ancora, immaginate se l'ominide di Rignano se ne fosse uscito con "Ma che ci avevate creduto agli 80 euro? oh grulli, era solo campagna elettorale...". No, il farabutto ha addirittuta mantenuto la promessa, e non gliel'hanno mica perdonata quest'infamia.

Giggino però è abilissimo. La sua evoluzione è graduale, non meno che rapida. Dal Pd male
assoluto passa a un dialogo col Pd derenzizzato, fino a spingersi al petting sfrenato ammettendo che governi Renzi e Gentiloni "hanno fatto molto bene". Ormai steso arriva al "Ci sono molti punti in comune col Pd (non è chiaro se li trovi nel "mafiosi" o "ladri")", fino alla resa "Renzi imprescindibile nel dialogo m5s-Pd". In piena crisi isterica, sarebbe pronto a votare Sì alla riforma costituzionale di Renzi, confermare Jobs Act, buona scuola, Italicum, tutto. In lacrime. Ancora qualche giorno e chiederà a Matteo Renzi di fare il Premier, proporrà babbo Tiziano Renzi Presidente della Repubblica, la Boschi ministra dell'economia, banca Etruria sede estiva del Governo.
Di fronte a queste cialtronesche ammissioni d'aver mentito in campagna elettorale, qualcuno potrebbe fargli notare come in qualsiasi paese un bugiardo non può fare il premier? Speranza vana. Tutti genuflessi, estasiati e sbrodolanti senza ritegno, celebrano questa come una svolta da statista del Giggino. Via invece allo sparo sul Pd. Perché si sa, non si sbaglia mai a impallinare il Pd. Quando governa per anni con una maggioranza risicata sono semi golpisti inciuciatori. Se perdono le elezioni e vogliono (per sbaglio) fare una cosa buona standosene all'opposizione, sono traditori della patria.

Di fronte a questo spettacolo penoso si potrebbe pensare ad u  calo di consensi del M5s. Che qualcuno ne abbia capito contraddizioni e incapacità nel formare anche un governo. Figurarsi governare. Ma che. Aumentano. Volano nei sondaggi. Un po' perché, bene o male, purché se ne parli. Conta solo l'esposizione mediatica. Un po' per l'effetto d'Urso: più raschi il fondo del barile, più fai ascolti. Qualcuno però nel Pd resiste ancora al corteggiamento. C'è allora bisogno di un'altra giravolta. Diventare di sinistra. Non è complicato. In fondo non sono né di destra né di sinistra, ma di merda. E la merda va bene con tutto. Non sono né fascisti né antifascisti, sono per l'uscita dall'euro, ma anche per un euro forte, vogliono uscire dall'Europa ma rimanendoci dentro, uscire dalla Nato ma (dopo modifica notte tempo del programma) restando fedeli all'alleanza atlantica, vogliono il reddito di cittadinanza ma pure una Flat tax andrebbe bene, lo strangolatore di Boston Renzi è il male assoluto da cancellare, ma anche "imprescindibile" in un governo 5stelle-Pd, sono contro le Ong ma bisogna salvare i poveri migranti, e così via. Non è certo una tragedia allora mettersi un mantello di sinistra. Urge però un nome nuovo, spendibile. Magari solleticando l'animo vendicativo di Renzi nell'appoggiarlo solo per il sadico gusto di vedere Di Maio fare le figura del pollo allo spiedo. Il nome è ovvio: Papa Francesco II Fico il neomelodico, che più di sinistra non si può: cammina a piedi, mica in jet (e pazienza se per il torpedone di sicurezza che si porta dietro si spenda più di un volo Roma-New York). È per dalla parte dei poveri, visita i senza tetto, parla come un carmelitano scalzo (submentale), porta una barba incolta che fa molto sinistra, suo nonno nel '72 votò una volta comunista.
Insomma, chi meglio di lui per stanare il Pd?
Che poi, essendo Pidioti, magari ci cascano davvero.



Dissi io stesso, una volta, commentando una volè di McEnroe: "Se fossi un po' più gay, da una carezza simile mi farei sedurre". Simile affermazione non giovò certo alla mia fama di sciupafemmine, ma pare ovvio che mai avrei reagito con simile paradosso a un dirittaccio di Borg o di Lendl. Gianni Clerici.