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venerdì 24 agosto 2012

MALMOSTOSI TABELLONI ED APOPLETTICI PRONOSTICI, SU FLUSHING MEADOWS 2012





Uomini

Peggio è andata a Federer che trova Berdych, Tsonga o Murray nel suo cammino verso la finale. Djokovic ha però Del Potro nel suo quarto e in semifinale Ferrer, reduce da un’estate entusiasmante. A donne almeno, spero. Italiani: se per assurdo fossero competitivi, il tabellone sarebbe buono. 
Ed allora preparatevi per questo malmostoso ed apoplettico viaggio nei meandri di sta gran ceppa.

Federer (1) - Berdych (6). Federer inizierà con una passeggiata per  Manhattan,  e contro l’ex promessa Donald Young in siesta messicana permanente da un anno. Poi avrebbe Verdasco, al terzo turno. Senza che ridiate, può arrivarci anche, Nandone lo schioppante gallo cedrone da combattimento perso. Ma solo perché il più insidioso dei suoi possibili avversari sarebbe un coccodrillo bianco delle fogne di Newyorkesi morto da sei anni. C’è pure Ginepri, per dire. O Rui Machado, portoghese come Cristiano Ronaldo, talentuoso quanto una motosega inceppata. Interessante l’ottavo, in cui lo svizzero pesca uno tra Fish e Simon. Prenderei l’americano in ripresa, come stile di vita. Inserimenti mortalmente accattivanti quelli dei rabberciati Davydenko e Karlovic, quasi due anziani pascolanti a Villa Arzilla che bestemmiano sul mondo, strafatti di viagra. In due fanno quasi l’età del nostro giovin ex premier. 
E che dire di Berdych? Un cazzo, in genere. Ma vediamo. Dopo qualche mese di caccia alla fagiana con esiti nefasti, pare ne stia mettendo qualcuna in campo, in quel di Winston Salem. Potrebbe avere qualche orènda cartuccia da sparare. O perdere immediatamente contro il soldo di cacio Goffin, uno che non ci pensa tanto quando deve vincere. Test probante al terzo turno con Querrey, americano rinato dopo l’infortunio. Match tra pertica nodosa e perticone placido. Tra cecchino orbo, e mostro di Milwaukee. Negli ottavi una delle due verghe (e non si scandalizzino i figli illegittimi nati da un rapporto sodomitico a tre tra una capra, la Binetti ed un Buttiglione) troverebbe, per contrappasso, il vincitore di uno spot fantasia, ricchi premi e cotillons: Favorito Ciccio pasticcio Almagro, in ammorbante crisi estiva come tutti gli spagnoli coi garretti sgonfi. Il vecchio pirata volleante Stepanek potrebbe farci il miracolo di sbatterlo fuori al primo turno. In quei meandri c’è addirittura “l’incommensurabile fesso” Petzschner, alle prese con un primo turno malvagio quanto bello col fenicottero del servizio e volée, Mahut. Come dicono i mesti tifosi italiani in caso di derby: “Almeno ne vedremo uno anche al secondo turno.”. Divertendoci anche, in questo caso. Cosa volete di più. Tra tutte queste figure retoriche tennistiche, per l’approdo agli ottavi può dire la sua anche Flavio Cipolla. Se dopo Kavcic, con guizzo da notte dei miracoli, riuscisse a battere il forte talento ludico dal tennis fiondato, Florian Mayer. 
Federer 65% (Fish 20%, Simon 15%) – Berdych 35% (Querrey 30%, F.Mayer e Almagro 10%, le restanti quaglie giulive: 15%).
Murray (3) - Tsonga (5). Ingresso morbido nel torneo per il campione olimpico, alla perenne prova del nove da pelo sullo stomaco. Feliciano Lopez al terzo turno che, umani ed imprevedibili eventi a parte, in questo momento non prenderei nemmeno contro il mitico coach Beppe Menga. Quasi meglio Haase, Dodig, Bellucci e Andujar sempre sottovalutato manco fosse uno Starace. Il match che ci dirà molto di Murray, può essere quello con Raonic in ottavi. Sempre se la nostra atomica pera canadese riuscirà a divellere i contendenti del suo spot (ad occhio e croce sì): Giraldo, i redivivi Mathieu e Blake, rabberciati miracolati delle mutua che coraggiosamente ci sono, e giocano anche bene. Vincere però, è altro conto. Più duro di tutti per Raonic quel Granollers che sarà anche storto e repellente da vedere, ma che il suo lo fa sempre. 
Tutti in fremente attesa che il nostro adorato bisontino Jo Tsonga spacchi finalmente il mondo, assieme alle ossa di Frazier, al grido di “Ali bumaye”. Sì, gridiamo pure, come coglioni. Vai col liscio, e cammino ostico e paragnostico: al secondo turno il vincente tra il bestio truce Falla che pare uno scalatore della “Café Columbia” degli anni ’90 o Klizan, buon mancino in ascesa (e pensare che qualcuno di quelli saggi lo riteneva meno prospettico del coetaneo Trevisan, ora nr 900 e ‘spari). Klizan merita rispetto perché è slovacco come il “gattone” e perché bastona sovente il nostro talentone e proditorio neo top 100, Bolelli (assente con giustificazione scritta da Ximena). Poi Tsonga ha Chardy, ancora sorteggiato col Volandri in gita premio e camicetta hawaiana. Se ve la quotano ad 1,20 mettete sul francese la casa, già da ora. Negli ottavi Tsonga dovrà vedersela con la controfigura del Salvatore buono de “Il nome della Rosa” Cilic, ma occhio a Nishikori, bel talento limpido che se sta bene ne mette molti in geometrica riga. 
Murray 55% (Raonic 35%, Granollers 10%) – Tsonga 50% (Cilic 20%, Nishi 20%, Chardy, Klizan e bestio truce 10%).
Tipsarevic (3) - Ferrer (4). Quarto debolissimo, sulla carta (da culo). Un cinquantino che Ferrer e Tipsarevic arrivino ad affrontarsi solo in altro torneo e continente, lo metterei anche. Il serbo ha un cammino per niente facile: il miracolato Baker, Troicki sceso di forma in ovvia proporzione con la sua controfigura forte Djokovic ed in ottavi Isner. Il pivottone nerd deve però guardarsi in basso: Malisse (presagi tutt’altro che buoni per il belga e per gli amanti del bel tennis). E poi un terzo turno con uno a scelta, che di certo non si sbaglia: Kohli, il purtroppo calante Llodra, Paire e Dimitrov che in uno stellare primo turno possono riproporre l’indimenticabile Federer-Safin 2004, versione tristemente minorati mentali in kilt. Occhio ragazzi, occhio veramente. 
Che vuoi ancora dire di Ferrer? tutto dipende dalle condizioni in cui si presenterà. Se ancora ectoplasmatica essenza come tutti gli spagnoli quasi in lutto per il loro mentore ed ispiratore Nadal infortunato, amen. Se annaspa, rischia contro Fassino Anderson prima. Poi coi vecchi, ma sempre indomabili, ruderi Hewitt e il russo da frenocomio Youzhny. Nell’altro ottavo, ecco un primo turno da vedere: Gulbis-Haas. Il talento perso ed il trentaquattrenne campione vero, riemerso dopo l’inferno e il dolore, quasi al livello dei primi 20. La notte e il giorno. Il tennis ipotetico e il tennis vero. Se prevarrà Tommy, possibili altre scintille di bellezza pazza al terzo turno contro Richard Gasquet. Da segnare con circoletto fuxia (quello per i metrosexualismi tennistici) anche un eventuale Gasquet-Melzer di secondo. 
Isner 35% (Tipsarevic 30%, Kohli 20%, altri metrosexual 15%) – Haas 30% -volesse il cielo- (Ferrer 20%, Gasquet 20%, Anderson 15%, Youzhny 10%, Gulbis o il pupazzo sbrodolino 5%). 
Del Potro (7) – Djokovic (2). Orgia di implicazioni tecniche, tattiche, personali e nazionali, nel primo turno tra Del Potro e Nalbandian. Polso di Del Potro permettendo, che lo ha limitato a Cincinnati. Sulla sua strada, Italia e ancora Argentina. C’è infatti Seppi al terzo turno, col caldarense che ormai si amministra come un top 5 dalle grandi ambizioni. Eh si che “se ci è arrivato anche Tipsarevic nei top 10…” e se mettiamo da parte classe, potenza di colpi, temperamento, esplosività e fiducia mentale (tutto per il serbo), può arrivarci anche il combattente dei Monti. Perché dalla parte del nostro c’è la carnagione chiara. Per carità, “el torpe” Robredo lungodegente e forse Kubot (se il nostro amato Mastro Lindo è in giornata no), può batterli. Del Potro, anche con lo slice di rovescio obbligato stile Picasso rude, a causa del polso sinistro dolente, è già un filo più complicato. Ottavo contro il connazionale ed affidabile combattente della Pampa, Juan Monaco che al terzo trova Roddick tornato cigolante. Buona occasione per Fabio Fognini, che battuto Vasselin può giocarsi qualche cartuccia contro Monaco. 
Djokovic malgrado le due finali (e una vittoria dove non c’era nessuno) nei Masters 1000 americani, ne è paradossalmente uscito ridimensionato. Qui, alla lunga può far valere le sue carte, puntando sulla resistenza. Come un passista. Crudele primo turno contro Paolo Lorenzi. Di tutti i nostri, quello che meno meriterebbe l’ingiusto massacro. Dopo il solido Benneteau, interessante l’ottavo tra Nole e la libellula pazza Dolgopolov, da cui lo scorso anno fu mandato al manicomio per un paio di ore. Vincere, è mestiere già diverso. Alternativa credibile all’ucraino: il pimpante torello spocchioso Wawrinka, o (meno) il sempre divertente bacherozzo panciuto Baghdatis. 
Del Potro 45% (Monaco 20%, Roddick 15%, Roddick 10%, Seppi 10%) – Djokovic 60% (Dolgopolov 20%, Wawrinka 15%, Baghdatis 5%)




Donne

Serena favorita. Avversaria, dall’altra parte, Maria Sharapova che proverà a cacciarsi dal gargarozzo urlante quel game pietoso raccattato a Londra. Solito mistero Azarenka, Kvitova in ripresa, asma e scricchiolii permettendo. Kerber truculenta mina vagante. Venere per stupire. Big italiane, senza Pennetta, a caccia della (concretamente possibile) seconda settimana. 


Azarenka (1) - Stosur (7). Sulla trucida via di Linda Blair ingroppata da Freddy Kruger, la malcapitata e bizzosa (pure un poco malmostosetta) gnappetta Barbora Zahlavova Strycova e quella Razzano rimasta ancora larmante sul centrale di Parigi, dopo il miracolo gaudioso da libro cuore (matto) con Serena. Ottavi impegnativi: a scelta, una delle due folli picchiatrici accecate Goerges e Lisicki. Tette: Goerges. Chiappa tumida stile Marini: Lisicki. Intelligenza tennistica: sticazzi. A meno che non si inserisca la Ivanovic minore (e già ce ne vuole) Cirstea. La rumena è però meno rachitica di Anina nostra. Dopo le esibizioni di folle suicidio virulento sciorinate in serie nell’ultimo anno solare, si fa fatica a considerare Samantha Stosur campionessa in carica. Se non ritrova la magia dello scorso anno, rischia già qualcosa di fronte alla solida mancina Lepchenko. Ottavi contro Na Li, che solo all’idea di avere un nuovo allenatore al posto del marito (pare il mitico fratello di Chang che Galeazzi credeva il padre, e ancora ne è convinto) s’è messa  giocare alla grande negli Usa. La cinese inizia opposta alla giovane e sempre pericolosa inglesina Watson, prima di un possibile incrocio di terzo turno con Kim Clijsters al commiato. Se Kim ne ha, se la gioca. Ed il ricordo di quel folle match gettato via in Australia, può pesare sulla cinese
Azarenka 60% (Lisicki 20%, Goerges 15%, Cirstea 5%). – Stosur 30% (Na Li 35%, Clijsters 30%, Lepchenko 5%).
Sharapova (3) - Kvitova (5). Una serie di mediocri tenniste sulla strada della siberiana che, se ristabilita dall'olimpionico k.o. londinese, sbranerà urlando alla luna. Anche in ottavi, poca roba. La mancina picchiatrice insensata Safarova, o la vecchia Petrova, ormai quasi solo doppista. Qualcosa potrebbe dire Melanie Oudin, se solo si ricordasse cosa combinò tre anni fa, prima del buio pesto. O Benesova, signorina Melzer (sua anima gemella tennistica e nella vita). Sulla strada di Kvitova la bambolona forzuta Wickmayer che però dopo la rude e virulenta esplosione, invece di evolvere, s’è involuta accartocciandosi sulle sue stesse roncole. Come molte. Tutte, meno qualcuna. L’avversaria degli ottavi per Petronia uscirà da uno spot terrificante, dove è capitata anche Romina Oprandi. Che la Dea Bendata avesse un occhio di riguardo (instancabile) malvagio per la svizzerotta, lo sappiamo da tempo. Romina può comunque giocarsela, perché ha dalla sua il talento. Purissimo e cristallino. Primo turno da treno bianco di Lourdes contro la rudimentale Andrea Petkovic, ai box da qualche mese. Chissà che Santa Heidi ci faccia l’agostano miracolo. In realtà, con mestizia, l’ottavo se lo giocano Marion Bartoli (se non muore soffocata dall’oleoso sudore della sua lunga coda svolazzante), Hantuchova calante o Pavlyuchenkova basculante, se in settimana mangerà meno bignè alla crema. Sufficiente che arrivi a 10 al giorno. 
Sharapova 70% ( Safarova 20%, Petrova 9%, Oudin 1%) – Kvitova 50% (Bartoli 20%, tutte le altre il 30%)
Wozniacki (8) - Serena Williams (4). Danese coraggiosamente a galla tra le top 10, malgrado la pochezza disarmante che tutti conosciamo. Si applica e fa i pugnetti, insomma ci crede. Tabellone natalizio e quarti abbordabili. Insidia apparente (quasi trasparente in controluce), la svolazzante Pironkova. Con la bulgara che rischia d’essere divelta già dall’italiana Giorgi. In nottata dovrebbero spiegare alla nostra tenera vamp(ina) virulenta che il campo è quello delimitato dalle righe. C’è fiducia, tra gli organizzatori. Grande spiraglio per gli ottavi (e trovarci Wozniacki non sarebbe nemmeno una condanna) per l'attempata Schiavone. Milanese che il rischio maggiore ce l’ha al primo turno contro l’americana Stephens, giovanottona dal potenziale ottimo. Più lei della testa di serie Ivanovic versione Mathausen. "Serbiatta" che per migliorare le sue prestazioni, invece d'essere messa nella sala del deperimento angoscioso, doveva essere sottoposta ad una semplice pera di fosforo. E ancora non lo capiscono. Teniamo d’occhio un possibile Schiavone-Amanmuradova, di secondo turno. Già allertato Piero Angela ad illuminarci sui tutt’ora ignoti fenomeni di una natura umana maestosamente sconosciuta. Temo per Kimiko Date nelle mani dell’orca svedese Arvidsson. Serena senza troppi patemi, fino ai quarti. Possibile secondo turno contro Maria José Martinez Sanchez, che qualche stagione fa aveva simpaticamente minacciato di voler ammazzare e farne stuzzicadenti. Non so se augurarmi che la vezzosa volleante iberica batta Lucic ed arrivi al frontale. Ma so già che se dovesse avvenire, lo farebbe con gran dignità e (spero) senza urlare troppo, ma con ardimento merlettato e spirito da magnifica attaccante. Vamosssss! (tanto per tenere svegli i tifosi orfani del maiorchino). Dopo allenamenti intensi con Makarova (occhio, eh) e Peng, ottavi in cui Serena incrocerebbe Maria Kirilenko cui ha spesso regalato tragiche punizioni/sevizie quasi corporali (mi ricordo quasi le lacrime a Roma). La russa prima deve venire a capo di qualche ceca sparsa. 
Wozniacki 35% (Schiavone 20%, Stephens 20%, Ivanovic 20%, Arvidsson 5%) – Serena 60% (Kirilenko 15%, Makarova 15%, Peng 10%).
Kerber (6) - Radwanska (2). Inquietante tedescona alla prova Venus in un secondo turno che vale molto più di qualsiasi ottavo dello spot precedente. Venus può anche spuntarla facendo valere la sua maggior classe rispetto alla maniscalca teutonica ammaliante quanto una pletora sanguinolenta. Poi in ottavi Errani, col nostro agricolo motorino-zappa per arare la terra che ha ricevuto in dono dalla sorte un bel tabellone. Da arrivare in ottavi, almeno. Poi da lì: trovare una Venus stanca, meglio se bendata e con una gamba, negli ottavi. Radwanska nei quarti, che mi pare fattibile (quella è mezza infortunata e non ha colpi che la nostra patisce). Quindi Serena in semi (ma ci arriva, Serena? mbah) e quindi in finale una sorprendente Stosur (che sappiano tutti quale coraggio ed ardimento leonino abbia). E la favola submentale è servita. Poi è chiaro, se la giovane e promettente Muguruza Blanco dovesse giocare bene, ciao ciao Sarita al primo turno. E’ risaputo come non dipenda dalla nostra. Agnieszka Radwanska s’è ritirata a New Haven, e quindi col punto di domanda. Avversarie da tenere d’occhio per la sottiletta polacca: se non la sorella ancor più sottiletta (e più isterica) Urzula, una Jankovic tornata a sgroppare orridamente a buon livello. Poi la gnometta terribilissima Cibulkova, la giovane butterata Barthel, o perché no una Vinci in forma spumeggiante negli States. 
Kerber 35% (Venus 35%, Errani 20%, McHale 10%) – Radwanska 40% (Cibulkova 20%, Jankovic 20%, Vinci 15% , Barthel 5%).

giovedì 26 luglio 2012

OLIMPIADE DI LONDRA 2012 – TABELLONI TENNISTICI E PRONOSTICI "DER MIGNOTTARO"




Sorteggio da quasi putto cullato nella bambagia per Roger Federer, favorito d’obbligo in questa Wimbledon ridotta e per me eccitante quanto una sveltina con Rosy Bindi reduce da un rosarione mariano, quando hai ancora il fresco ricordo di due giorni assieme ad una Kate Moss strafatta. Sentiero di guerra invece per Djokovic capitato nella stessa semifinale dell’idolo di casa Murray, coi due che dovranno anche vedersela nei quarti rispettivamente con Tsonga e Berdych. Seppi guarda a vista una medaglia. 

Uomini

Federer (1)-Tipsarevic (8). Remake di thrilling andati, e qualche battitore mostruoso per il ri/neo/semper fuit numero uno galattico. Esordio con Falla, tremebondo mancino colombiano che due anni fa sul centrale arrivò ad un centimetro dall’epocale impresa di batterlo. Sempre che i vigilissimi gendarmi gli consentano di mettere piede nel villaggio. Con quella faccia da foto segnaletica, io a Falla darei almeno tre imputazioni a casaccio: dal terrorismo ittico, al narcotraffico di merendine alla confettura  di prugne, alla ripugnanza conclamata. Corsi e ricorsi, poi per Federer ci sarebbe il francese tragico Julien Benneteau, con cui si è salvato d’un soffio poche settimane fa. Ammesso che questi prevalga su Youzhny, punta di diamante e capitano militare di un’armata russa sgarrupata. Ottavo ipotetico contro Nando Verdasco, affidabile quanto l’assicurazione sulla vita ad una dissennata cicala a fine luglio ma che nel villaggio olimpico, correndo dietro alle sottane di qualche pallavolista finnica o lettone, potrebbe trovare nuovi stimoli per rimanere in gara un paio di turni. In realtà rischia di lasciarci le penne d’allocco già con Istomin e poi con l’esperto mancino Muller, tipo che se trova la giornata giusta al servizio lo argini difficilmente. 
Chiamato ad uno sforzo improbo per onorare la sua testa di serie, Janko Tipsarevic. Sulla sua via ancora il pingue Nalbandian (con una motivazione in più quando indossa la camiseta albiceleste), quindi il clamoroso ingresso dell'ultimo minuto in sostituzione di Karlovic: Tal Philip Petzschner. Via, il destino ha dei suoi evidenti e magnifici segnali. Si va per la medaglia, da strappare con apollineo ardore (o a-pollineo, fate vobis). Poi un ottavo con quell’Isner sempre più sceneggiatore di film melodrammatici con finale da perdente. Primo turno interessante tra il gigante del circo da “Big Fish”, col vecchio “Pollicino” Olivier Rochus. Si tifa per “Pollicino”, ovvio. 
Federer 65% (Youzhny 15%, Verdasco 10%, Muller/Benneteau/Istomin 10%) – Tipsarevic 30% (Isner 30%, Nalbandian 25%, Karlovic 15%).
Ferrer (4)-Del Potro (8). Quarto da quasi nosocomio. Ferrer sulla via di una medaglia di bronzo. Che lui potrebbe sgranocchiare realmente. La semifinale però, nemmeno gliela farebbero giocare. Occasione della vita per il tedesco “Kohli” Kolschreiber, d’inserirsi e giocarsi una possibile medaglia. Meritatissima per lui, immeritata per la nazi federazione-Gestapo tedesca che ha lasciato a casa Mayer e Haas. Secondo turno da assistere con l’animo dell’ultras esteta, tra la cinciallegra teutonica e l’orrido vangatore col rigurgito da peperonata post mortem (“heeeeee”). Qualche possibilità al vecchio satrapo volleante Stepanek e Davydenko, che si ritrovano in un primo turno che sa molto di nostalgico ospizio. Ancora meno a Tomic o Nishikori. 
Ferrer ha già orrendamente sgominato Del Potro nei Championships e può ripetersi nei quarti di questo torneo olimpico. Prima però l’argentino deve guardarsi dalle insidie al cloroformio di un Gilles Simon negli ottavi. Più di lui, l’eterna promessa implosa Dimitrov (primo turno da vedere contro l’eroe polacco Kubot). Minaccia ancor più sanguinaria è quell’Andreas Seppi che oltre alle rinomate caratteristiche erbivore, si sta concentrando da settimane per l’impegno a cinque cerchi. La fiamma olimpica arde nel suo animo da combattente feroce. Medaglia in vista, con un poco di buona sorte. Inizio col moro americano Young, talentino pigro come un ghiro messicano in coma, che nell’ultimo anno solare farebbe fatica a battere anche Vagnozzi. Poi per il funambolo caldarense la prova con Del Potro, che vale (almeno) il bronzo.
Ferrer 50% (Kohli 30%, Stepanek 10%, Nishikori e Tomic 5%) – Del Potro 40% (Dimitrov 20%, Seppi 15%, Simon 15%, Kubot 10%)
Berdych (6)-Murray (3) Quarti alla portata della pertica ceca che per sensazione (timore) vedo come possibile invitato al commovente valzerone del podio. Ottavo con Nico Almagro (primo turno da “Famiglia Addams” versione pulp tra lui e Troicki). Oltre a loro in questo spot, il nulla o quasi. L’agricolo servizio e volée da prati di Berlocq, per dire. Roba che manco le comiche.
Murray stile Sid Vicious versione bimbominchia che limona la centoduenne regina madre, inizierà da Wawrinka (non facile come primo turno). Poi per arrivare a Berdych deve far fuori Richard Gasquet, il cui animo pugnace potrebbe esaltarsi osservando quella fiamma d’Olimpia che di solito accende gli animi degli uomini più valorosi. Se non si getta nel braciere o perde da Baghdatis, il gallo transalpino dirà la sua. 
Berdych 55% (Almagro 35%, Troicki 5%, Harrison 5%) – Murray 50% (Gasquet 25%, Baghdatis 10%, Wawrinka 10%, Soeda 5%). 
Tsonga (5)-Djokovic (2). Malvagio sorteggio per il bisonte francese, che vede il podio (quasi scontato dopo il forfait di Nadal) condizionato ad un’impresa nei quarti con Djokovic. E per arrivare all’oro servirebbe la storica tris: Djokovic/Murray/Federer. Un passo alla volta, già complicato sarà battere la pera atomica Raonic al secondo turno. In ottavi, più del mandriano neo top ten Monaco, ci sarebbe il bimbo col volto da undicenne genietto inquietante Goffin o Feliciano Lopez in crisi, ma pur sempre capace di trovare nuovi stimoli olimpici scavando nell'orgoglio patriottico o dentro le tute aderenti delle pattinatrici bielorusse, in coppia con Verdasco (Pacciani e Vanni). 
Djokovic inizia al piccolo trotto con Fognini (che con un buon primo turno ed il ritiro di una testa di serie poteva ambire agli ottavi). Quindi dovrà fare molta attenzione ai colpi di coda del Roddick ultimo che, abbastanza carico ed in salute accettabile, messo in altra sezione del tabellone rischiava di andare lontano. Sulla strada di Nole un altro ex numero uno che ha ormai passato la trentina, logoro ma sempre orgoglioso e specialista della superficie, come Hewitt. Bel primo turno tra il “Rocchio 47” coi pugni nelle mani e Sakhovsky, leggiadro airone arrembante quanto un cardellino incazzato. Più credibili dell’australiano però, sulla carta, l’incomprensibile (anche da stesso) Melzer e Cilic (recentemente ridicolizzato da Haas su terra, potrebbe ripetere l’umiliante esperienza con Hewitt su erba). 
Tsonga 40% (Raonic 25%, F.Lopez 20%, Goffin 15%) – Djokovic 55% (Roddick 20%, Cilic 10%, Hewitt 10%, Melzer 5%). 


Donne 


Serena Williams alla ricerca della conferma dopo il trionfo del mese scorso. Sulla sua strada in semifinale ancora Azarenka. Sharapova alla ricerca della rivincita. Sulla sua strada Radwanska. Italiane col podio nel mirino, in doppio. Errani medagliata in singolo e mi getto dal settimo piano imbracciando una bandiera della Pdl. Forse era meno cruenta l’evirazione. 

Azarenka (1)-Kerber (7). Sulla strada della numero uno da comic-horror pecoreccio, l’esperta Beppa Giosef Petrova, sempre insidiosa sui prati. Secondo turno interessante con Maria Josè Martinez Sanchez, storicamente capace di esorcizzare il curioso affare ululante di bielorussia. Ma per la barocca volleatrice iberica, c’è un primo turno difficile (e gradevole) con l'elegante slovena Hercog. Kerber esordirà contro il talentuoso ninnolo ceco Cetkovska ma poi dovrà difendere il suo quarto coi proverbiali calci negli stinchi degni di Briegel. Iniziando con l’imprevedibile cigno Voskoboeva, sempre persa tra ricami e bombarde manco fosse la sorella con le palle di Gulbis. Fertile terreno per l’inserimento di Venus Williams, o almeno per la Venere di un paio d’anni fa. L’attuale, se sotto al 20% di forma fisica, può perdere addirittura da Errani. Dove la testa di serie da battere secondo folli logiche del mondo brutto che avanza implacabile, è l’inguardabile pedalatrice arrotatrice italiana. Detta due anni fa, avreste sentenziato la morte del tennis femminile. Ecco, ci siamo quasi. Tra una ex fortissima al declino, ed una giovane in ascesa, ma parecchio ridicola sui prati come l’italiana, rischia di spuntarla addirittura Erakovic. 
Azarenka 60% (Petrova 20%, Hercog 10%, MJMS 10%) – Errani 5% (Kerber 35% Venus 30%, Voskoboeva 10%, Erakovic 10%, Cetkovska 10%). 
S.Williams (4)-Wozniacki (8). Serena a caccia dell’oro, inizierà con la nobile decaduta sorella di Varenne Jankovic, che perduta la corsa è ormai buona per il mattatoio, quindi contro la butterata e leggiadra Barthel (se batte l’albina delle Radwanska, Urzula). Possibile ottavo di finale contro Schiavone. L'italiana può arrivarci, orca Arvidsson e ciò che resta di Zvonareva (fisicamente inferma, oltre che di mente) permettendo. Ancora Wozniacki tra le teste di serie, grazie ai buoni risultati estivi nei campionati di “scaccia mosche e tafani”, dove mostra sempre gran talento e brio. Qui rischia di perdere con: Wickmayer, (ancora) Paszek, Li o Hantuchova. Rischierebbe anche contro Barbie rapperonzola, in realtà. 
S.Williams 60% (Barthel 15% Schiavone 10%, Arvidsson 10%, Zvonareva 5%) – Wozniacki 15% (Li 35%, Paszek 30%, hantuchova 10%, Wickmayer 10%).
Stosur (5)-Sharapova (3). Sorteggio atroce per l’australiana Gasquet in gonnella versione violenta. Subito il lezioso papero Suarez Navarro, quindi Clijsters o Vinci (bel primo turno). Kim è ormai agli scampoli di una magnifica carriera, Vinci quella è: gradevole, deliziosa, ma tragicamente semovente e leggera in un visivo ossimoro deambulante. Malgrado la nuova arma tecnica esibita a Palermo: il raglio stile Errani (provato in doppio, credo) che l’ha fatta franare bel oltre le prime trenta, tra le mie preferite. Se Kim sta in piedi, vince 99 volte si 100. Tarantina che le sue carte migliori se le gioca in doppio. Chi sopravvive, trova in ottavi la miope cacciatrice di quaglie Ivanovic (potremmo festeggiare la sua uscita già al primo turno contro l’americanina McHale). Sharapova ancora dalla parte della tedesca Lisicki, sua magnifica esecutrice materiale nell’ultima edizione di Wimbledon. Sempre che la teutonica coi denti da criceto, tutta piegata su se stessa non inizi a frignare sotto il folle randello della maschia Shvedova (quel 24-0 alla cosetta inguardabile, oltre a rendermela femminile quanto Laetitia Casta, le varrà riconoscenza infinita e credito fino a fine carriera). Dalle parti dell’urlatrice svitata di Siberia sgambettano garrule anche la smilza croata vintage Martic e l’insensata mazzuolatrice Safarova. 
Stosur 35% (Clijsters 30%, Ivanovic 15%, Vinci 10%, McHale 10%) – Sharapova 45% (Lisicki 25%, Shvedova 15%, Martic 10%, Safarova 5%).
Kvitova (6)-Radwanska (2). Occasione di una veloce rivincita per la gigantessa mancina ceca. Dopo l’insidia d’oriente (Hsieh o Peng), per lei ottavo con la gnoma killer Cibulkova, ammesso che questa domi la maggior varietà da prati di Pironkova al primo turno. Qualche flebile possibilità anche per Pennetta che chiappe a parte, non è sembrata molto tonica ultimamente. La brindisina rischia anche contro l’invasata leprotta dei Carpazi Cirstea, sempre più Ivanovic versione truce. Quarto interessante tra Petronia e Agnese Radwanska che, stendendo un velo pietoso sull’ululatrice bielorussa, rappresentano il fosco futuro della Wta. La faina polacca proverà a dimenticare le lacrime post finale del mese scorsp, e quelle frasi smozzicate mangiucchiando una caramella. Per lei diverse insidie, ancor prima dell' ottavo con Kirilenko (se non sarà fatta fuori dal peperino baffuto inglese Watson): la picchiatrice maggiorata Goerges e la spesso sottovalutata americana dell’est Lepchenko. 
Kvitova 45% (Cibulkova 20%, Pironkova 15%, Pennetta 10%, Cirstea 10%) – A.Radwanska 45% (Kirilenko 20%, Goerges 15%, Lepchenko 10%, Watson 10%).

venerdì 25 maggio 2012

ROLAND GARROS 2012, TABELLONI E PRONOSTICI MORTALI






DONNE



INIZIO DAL GENTIL SESSO. SIA MAI CHE, TRASCURANDOLE, M’INVITINO AD UNA DI QUELLE BELLISSIME PUNTATE SUL FEMMINICIDIO, DA SALVO SOTTILE. AL FIANCO DELLA PALOMBELLI. CURIOSITA’ PER VEDERE DOVE SAREBBE FINITA SERENA: SE LA PAPPA MASHA, NEI QUARTI. ED EVENTUALMENTE KVITOVA IN SEMIFINALE. I QUARTI IPOTETICI, DALL’ALTO IN BASSO.



Azarenka-Stosur. Prova del nove parigina per una Azarenka che dalle ultime  immagini parigine sembra avere assunto sembianze da valchiria con girovita di chi ha ingoiato due mucche, vive. Prima di Stosur, la bielorussa dovrà sbrigare una problematica pratica ottavo: spot che pare una tonnara di pretendenti fastidiose, violente (Cibulkova, Safarova) o virtuose (King, Voskoboeva). Volendo comunque dedicare una preghiera collettiva perché Maria Josè Martinez Sanchez ci liberi dal male. 
Stosur in quasi carrozza al terzo turno, dove ed aspettarla ci sarà il donnone orripilante, Nadia Beppa Petrova. Sempre che la Beppa non perda, voglia il cielo, dalla Melzer con le palle, Benesova, o al secondo turno dalla discreta Scheepers. Ottavo assai interessante (ma proprio) tra la cangura ed una tra la calante Lisicki e l’ascendente Makarova. Volendo lasciare fuori il ninnolo Cetkovska  (nuova numero 5 della mia personalissima classifica), sfortunella ad aver trovato la rumena Halep all’esordio.
Azarenka 60% (Cibulkova 15%, Safarova 10%, King, Voskoboeva e Martinez Sanchez 5%) - Stosur 40% (Makarova 25%, Lisicki 15%, Benesova 10%, Petrova e Scheepers 5%)

Radwanska-Bartoli. Oscar della rogna nera per la dormiente sottiletta polacca col doppio mento. Nell’ordine: Jovanovski (acutissima e virtuosamente unica, nell’urletto), Venus (se sta bene perde solo da 4 o 5, e non è detto che la polacca sia una di queste), quindi Kuznetsova (declinante da tre anni, ma imprevedibile per se stessa ed anche per le avversarie). Ammesso che Agnese sia ancora in ballo, ottavi, per assurdo, in discesa contro Ivanovic. Tra la violenta e dissennata serba e l’italiana senza colpi Errani potrebbe uscirne un incontro equilibrato. E di terrificante bruttezza.
A proposito di bruttezza: Svetta Marion Bartoli. Il primate che imbarazza anche il pubblico parigino può accedere agli ottavi (Martic e Medina permettendo), dove rischia d’esser gioiosamente dilaniata da Angelicona Kerber. Prima ancora questa “cosa” tedesca dalla violenza spaventevole può abbattersi sulla malcapitata Oprandi, reduce dall’operazione al ginocchio (finanziata dagli svizzeri che sono umani, buoni e non hanno gente come Schifani, Minetti e Tarantini, applicati al tennis, tra i loro vanti). L’idea di uno scontro con l’uragano teutonico, mi mette i brividi. Prima però la lungodegente rossocrociata (anteriore) deve battere Govortsova. Difficile. Contro il muro Kerber rischia di sbattere al terzo turno Pennetta, stesso muro su cui s’infransero i suoi sogni nuovayorkesi nel 2011.
Radwanska 40% (Venus 30%, Kuznetsova, Ivanovic, Errani 10%) – Bartoli 30% (Kerber 35%, Pennetta 20%, Martic 10%, Medina 5%).

Li-Kvitova. Campionessa uscente innanzi ad un sentiero di guerra: l’isterica e leziosa Zahlavova Strycova (partner del Picasso nel misto, per dire), ma soprattutto un interessantissimo terzo turno con la tedesca Barthel, butterata ma leggiadra come falena e dotata di bella mano, sempre se farà fuori l’altra teenager in crescita McHale, e non è detto. Ottavo contro Zvonareva, pupilla fosca dei miei occhi che da quando ha fatto il sevizio semi-osè, con tanto di virtuosismo photoshoppato per celarne pietosamente la ventrazza da venere birromane, non ne azzecca più mezza. Può approfittare di questo vuoto Roberta Vinci, che però rischia già al primo turno contro il molosso svedese Arvidsson.
Capitolo Kvitova. Cammino senza troppi perigli fino agli ottavi, dove ad attenderla ci sarebbe Francesca Schiavone. Ed eccoci a quello che realmente mi interessa: Primo turno tra la rantolante milanese e la mitologica 41enne Kimiko Date Krumm, icona vivente di questo sport. Una che fa sembrare giovane anche la nostra boccheggiante 32enne al tramonto sportivo, in balia tra illusioni da astro nascente e realtà da astro morente. Ed io qui mi appello alla pìetas del lettore medio. Ho già fatto un voto religioso, nel caso l’idolessa gnoma del sol levante dovesse prevalere. Già comperata una webcam, e con essa m’impegno a pubblicare un video personale. Vedrete la triste immagine di un uomo dedito alle più disgustose attività onanistiche. Se proprio dovesse vincere l’italiana e non vedrete mai il tristo video, altri perigli per lei saranno una Wickmayer a mezzo servizio, la calante serba sgroppante Jankovic e qualche mezza figura utile alla bisogna (Pervak, Lepchenko).
Li 35% (Barthel 20%, Zvonareva 20%, Vinci 10%, McHale 10%, Arvidsson 5%) – Kvitova 45% (Schiavone 20%, Jankovic 20%, Wickmayer 5%, Kimiko Date 5%, Lepchenko 5%).

Serena-Sharapova. L’imponente americana rischia di devastare il tabellone. La tettuta Goerges in forma scadente al terzo turno, e poi la smunta Wozniacki negli ottavi. Ammesso, e non ci giurerei, che la bamboletta danese senza collo riesca a battere il cetaceo Kanepi.
Sharapova che prima del cruento (si spera vividamente, oltre ogni immaginazione) confronto in cui troverà la morte sportiva, incrocerà mezze figure in crisi tra cui la cinese baffuta Peng, la spiritata pettoruta austriaca che bestemmia in serbo Paszek e negli ottavi una tra la pencolante
Kirilenko e la basculante Pavlyuchenkova ormai prossima alla quintalata. 
Serena 60% (Kanepi 15%, Wozniacki 15%, Goerges 10%) – Sharapova 70% (Peng, Kirilenko e Pavlyuchenkova 10%).



UOMINI



NADAL SEMPRE CON LA MANO SOTTO IL CULO DEL DUCA CONTE SEVENZARA AL CASINO’ DI SAINT VINCENT, OTTIENE L’ENNESIMO SORTEGGIO DISGUSTOSAMENTE BENEVOLO. QUASI UNA PRESA IN GIRO PER GLI INVIDIOSI MONARCICI ROSSOCROCIATI: BOLELLI ALL’ESORDIO E MURRAY IN SEMIFINALE. DJOKOVIC TROVA FEDERER CHE HA UN CAMMINO VINTAGE SPONSORIZZATO DALLA “PRUNELLA BALLOR”.



Djokovic-Tsonga. Inizio da incubo per il serbo: Potito Starace, più insidioso di un millepiedi ferito a 999 piedi. Poi la sagoma Hewitt (parlandone da vivo) e la mina vagante (per se stesso) Melzer al terzo turno. Ottavo con Verdasco che però dovrebbe aver già dato tutto nell’epica vittoria al surreale gusto puffo-Madrid, con Nadal. Da quelle parti, malgrado un maligno sorteggio, occasione della vita per un Seppi alla furibonda ricerca dell’agognato record da terzo turno negli slam. Per farlo dovrà passare sui resti del cencio morente Davydenko. Caso umano il russo, che ormai non può nemmeno scommettere contro se stesso perché guadagnerebbe pochissimo. Poi l’istrione di Caldaro  può incrociare Gulbis. Col rischio però che il giovin signore lettone si faccia fuori da solo, con una scure, già contro Kukushkin.
Sulla via di Tsonga quell’atroce maniscalco brasiliano in calo, Thomaz Bellucci, solo un anno fa dipinto come Messia della roncola. Si fanno preferire addirittura Troicki e Fognini (cazzosanto, che spot da horror vacui). Probabile derby transalpino negli ottavi, tra il bisonte di cristallo e Simon. In palio un bel frontale col direttissimo serbo. Derby che dovrebbe andare sempre a Tsonga, se solo l’orrore non dominasse le nostre vite. Camomillo Simon ha però diverse insidie dalla sua parte: Wawrinka (in cura dopo “l’affaire Seppi” e che già al primo turno rischia l’internamento definitivo in un nosocomio aeroportuale contro Cipolla) o il solido iberico Andujar. Prima ancora il giovane Harrison o addirittura il vecchio Malisse alle ultime perle di misantropia tennistica già con un piede e mezzo fuori contro l’americano Baker. Tipo che, sadica dea bendata a parte, è uno di quelli forti.
Djokovic 65% (Verdasco 15%, Melzer 10%, Davydenko 5%, Gulbis 5%) – Tsonga 35% (Simon 35%, Baker 10%, Bellucci, Troicki, Fognini, Andujar 5%).

Federer-Berdych. Qualche minaccia dal sapore antico di “Prunella Ballor” dalle parti di Federer. Dopo Kamke all’esordio, il pingue mago della racchetta/forchetta Nalbandian, poi il cigolato da rottamazione incombente Roddick, una volta avversario da slam ma ora vintage nelle ossa. L’americano rischia di tornare al salutare (per l’osteoporosi) caldo della Florida già al primo turno con Mahut, francese che di vintage ha il tennis. Uno sguardo attento anche all’infermo talento stordente di Frank Dancevic (una messa cantata se batte il mancino slovacco Klizan). E vintage è proprio la parola d’ordine di questo cammino parigino dell’elvetico, se si pensa che ad attenderlo negli ottavi ci sarebbe Feliciano Lopez con quegli slice e volée mancine che tanto mandavano in senile fregola mamma Murray. Occhio però al polacco d’assalto Kubot, guerriero da slam. Più lui del vecchio nanetto da giardino Clement al commiato o i quadri impressionisti di Stepanek.
Ancora nel quarto di Federer, Berdych. Al ceco non affidargli l’operazione “bisognini” del cane, tale è la mia fiducia, ma che non vedo come e con chi possa perdere prima degli ottavi. Spero col qualificato Haas, rottame delirante, se solo lo sorteggiano da quella parte. Negli ottavi però avrebbe la gran mazzata decisiva, in un match quasi alla pari con Del Potro. L’argentino è sempre più indecifrabile ma già con Cilic (più dell’ultimo Ferrero solo anima e poco altro) al terzo turno, ci dirà quali sono le sue intenzioni.
Federer 60% (F.Lopez 15%, Kubot 10%, Stepanek 10% Nalbandian 5%) – Berdych 30% (Del Potro 35%, Cilic 20%, Anderson 10%, Ferrero 5%).

Ferrer-Murray. Sulla strada del muratore gobbo di Spagna travestito da rottweiler con la rabbia, ecco subito il francese con disturbi mentali, Paire. O, più probabile, visto che al ribrezzo non c’è mai fine, il connazionale Ramos. Quindi ciò che resta di Youzhny e del suo fatato rovescio rotolante nell’aria o Blake che, scarsamente informato, non sapevo essere ancora in questa valle di lacrime. Negli ottavi Ferrer dovrà rinforzare i pallettoni per seccare il mostruoso struzzo gigante Isner. Sempre insidioso anche se non più in forma primaverile, l’americano fino allo spagnolo non ha grosse minacce: Petzschner col suo sguardo di furiosa demenza, che amoreggiando con la dea bendata riceve un sorteggio ideale per fare (almeno, ad esser pessimisti) ottavi. Poi perderà in quattro set da Jaziri o raccoglierà 3 games ed un pernacchio dal tremebondo camomillomane Granollers, ma questo è un altro conto. Cazzocenefregannoi della realtà.
Murray, oh Murray. Ha perso recentemente da Gasquet e Gulbis. Vuoi ancora commentare Murray? Va beh, per ridere. Che poi magari vince a Parigi. E l'unto verrà condotto a braccia da due carabinieri, nottetempo, a San Vittore. Difficile perda anche dal kamikaze Ito, già più complicato sarà passare l’esame Tomic se questi supererà il vincente del derby colombiano tra Giraldo e Falla (unico caso al mondo, Falla: Più vince e più scende in classifica. Perché risulta un essere repellente anche per il computer, forse). Se sopravvive, per l’inglese l’avversario degli ottavi uscirà da un solluccheroso spot intriso di bestiole dal conturbante talento folle o ammorbato: la libellula pazza Dolgopolov, il papero sviolinante Gasquet, il bell'addormentato cigno nero Young, l’elegante airone sciancato Stakhovski, il novello Federer tra sedici anni, Dimitrov. Da quelle parti, per caso, anche Volandri, unico intruso tra la bellezza.
Ferrer 50% (Isner 30%, Granollers 10%, Ramos 5%, Paire e Petz - in submentale coppia - 5%) – Murray 40% (Dolgopolov 20%, Gasquet 20%, Tomic 15%, Dimitrov 4%, Falla – sempre perché è un essere repellente - 1%). 

Tipsarevic-Nadal.
Quarto debole, quello di Nadal. Eh, già. Tipsarevic può arrivarci. Avversari difficili ma arginabili, per lui: Querrey (esiste ancora, io lo davo nel braccio della morte di Milwaukee), il talento morto del cavallo pazzo/lobotomizzato Chardy, Tursunov appena uscito dal manicomio, o l’impiegato del catasto Benneteau. Il serbo si giocherà il prestigioso quarto presumibilmente contro Nico Almagro (primo turno contro Lorenzi, peccato per il nostro bravo tennista), sempre che il “Kohli” non uccida tutti, armato d’uncinetto.
Ecco serviti gli invidiosi che si lamentano sempre dei fortunosi sorteggi di Nadal: Esordio contro Bolelli, con l’italiano che potrà mostrare a Federer come si batte Rafito tre su cinque, su terra. E se dovesse vincere andrei a piedi, assieme ad uno strafatto Brosio, in pellegrinaggio all’inesistente santuario della madonnina delle grazie per i casi umani gravi, nel Nicaragua nord orientale. Poi, superato l’increscioso pericolo tricolore (minaccia più oscura ed arrembate dei vari Karlovic o Florian Mayer), Nadal sarà virtualmente negli ottavi pronto a crivellare Juan Monaco. Interessante secondo turno da ernia fulminante al cervelletto, tra quest'ultimo e Berlocq. Incontro che sarà inserito di diritto tra le possibili armi di sterminio di massa. All’orrore di Argentina, può mettere un freno solo il bombarolo travestito da pera gigante, Raonic.
Tipsarevic 40% (Almagro 40%, Benneteau 10%, Chardy 5%, Querrey 5%) – Nadal 70% (Monaco 10%, Raonic 10%, F.Mayer 5%, Karlovic 5%).







Dissi io stesso, una volta, commentando una volè di McEnroe: "Se fossi un po' più gay, da una carezza simile mi farei sedurre". Simile affermazione non giovò certo alla mia fama di sciupafemmine, ma pare ovvio che mai avrei reagito con simile paradosso a un dirittaccio di Borg o di Lendl. Gianni Clerici.