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sabato 24 gennaio 2026
AUSTRALIAN OPEN 2026 - SINNER ALLA GRIGLIA, SI SALVA. ANALISI E SAPIENTI PRONOSTICI OTTAVI
sabato 18 gennaio 2025
AUSTRALIAN OPEN 2025 - Day 7 - ottavi di finale: pronostici e scommesse dal vostro Tipster sbronzo
Ottavi di finale allineati perfettamente, non senza sorprese e inserimenti di vecchi bucanieri e giovani in rampa di lancio. Non mi sottraggo dai pronostici, ben conscio di sbagliarli tutti. Bilancio settimanale in leggero passivo (che è già un miracolo).
Sinner-Rune 95/5. Pronostici rispettati con le due attese teste di serie allineate. Sinner ci arriva rodato il giusto. Rune ha arpionato miracolosamente gli ottavi di garra tipicamente scandinava e per giocarsela con l'italiano come avveniva un paio d'anni fa (ma rispetto ad allora Sinner è diventato quasi invincibile, il danese involuto battibile da chiunque) dovrebbe metterla in rissa. Non credo faccia in tempo. 1 secco, 3-0 e possibile mattanza da libri di storia.
De Minaur-Michelsen 65/35. Favorito il l'operaietto australiano dal paziente taglia e cuci, opposto a Michelsen, una delle sorprese del torneo col suo tennis d'assalto. Confronto di stili simile a quello tra il furbo Marty McFly e il picchiatore tontolone Biff Tannen di Ritorno al Futuro. Vedo match lungo, 4 o 5 set. Da giocare: Over 36,5 games.
Shelton-Monfils 45/55. Match indecifrabile. Gael, quasi 39enne è uno dei ritorni più clamorosi. Alzi la mano chi se lo aspettava ancora così pimpante, occhi sbarrati, bombe a occhi chiusi, terzi tempi da basket-tennis, smorzate, esercizi acrobatici. Sembra morto e piegato su se stesso e due secondi dopo zompa come uno schiacciatore di Nba. Tarzan Shelton all'ennesima prova di maturità e la ghiotta occasione per acciuffare la semifinale. La freschezza fisica o l'esperienza? Così, ad impressione, la spunterà Monfils al quinto. Giocare 2 se si vuole rischiare o over games per andare sicuri.
Tien-Sonego 60/40. Ottavo che avrebbe ingolosito gli organizzatori del challenger di Noumea (come primo turno). Il 19enne americano è il vero eroe del torneo, col la sua ormai epica vittoria su Medvedev e prova del nove superata di slancio nel confronto di rasoiate mancine con Correntim "la carogna" Moutet. Se il paffuto giovinetto ha ancora benzina è favorito sul baritono Sonego, bravissimo a incartare Fonseca, ma per due set in balia di Maroszan, prima che l'ungherese alzasse bandiera bianca. Vedo Tien in 4.
Djokovic-Leheka 80/20. Altra prova di ceco per il serbo, penso appena più complicata di quella con Machac. Leheka può strappare di forza un set, di più mi sembra troppo.
Alcaraz-Draper 80/20. Percentuali più basse di quelle che sarebbero in condizioni normali, perché Draper ci arriva stracotto come il ragù della nonna, dopo tre battaglie di cinque set. Malgrado tutto, il confronto di stili e diverse sfumature di talenti, potrà offrire uno spettacolo godibile. Vedo Alcaraz in tre set, di cui un paio abbastanza combattuti.
Fokina-Paul 55/45. Voglio provare l'azzardo e la terza vittoria da underdog del folletto ispanico-russo di madre svedese. Il suo tennis fuoco, fiamme e ricami, può mettere in difficoltà l'uomo comune Tommy Paul, uno che di solito vince quando deve vincere e perde quando deve perdere. Molto dipenderà da quanta benzina è rimasta a Fokina dopo le due leggendarie rimonte da 0-2. La quota è buona, ma se non si vuole rischiare, c'è sempre un over 3,5 set.
Zverev-Humbert 70/30. Tedesco che fino ad ora è andato liscio, senza affrontare nemmeno un momento delicato. Paradossalmente, questa può essere arma a doppio taglio. Humbert fino ad ora anonimo, ma se si sveglia col piede sinistro e inizia ad andare in trance Bercy mode, può impensierire tutti. Battere è più complicato. Combo Zverev+over 30,5 games dovrebbe entrare senza problemi.
Bene, giocate il vostro euro con oculatezza e a rimirar le stelle, sotto i ponti.
domenica 2 settembre 2018
US OPEN 2018 - PRONOSTICI E SCOMMESSE VIETATE SUGLI OTTAVI
sabato 20 gennaio 2018
AUSTRALIAN OPEN 2018 - BOLLETTINO DI GUERRA, PRONOSTICi OTTAVI
Calura, boccheggiamenti, visioni mistiche e svenimenti, sotto i quaranta gradi di Melbourne. Qualcuno ha anche rischiato di morire, tumulato nel vicino cimitero dei martiri del tennis, sulle cui tombe quel simpatico zuzzurellone di Bernard Tomic piscia birra e si accende una sigaretta con una banconota da mille dollari.
Tra gli uomini ci lascia prematuramente Wawrinka versione reduce di guerra con cicatrice da uomo vero, di chi si sutura le ferite col fil di ferro. Cade per mano di Tennys Sandgren (uno che in condizioni normali userebbe come spazzolino del wc). Fuori anche l'altro possibile outsider Del Potro per mano del redivivo Berdych. Liquefatto sotto il sole australiano il giovane predestinato Zverev, cui Chung infligge una dura lezione da occhialuto professore a supponente (e sopravvalutato) cocco dei professori. Il rischio di diventare fuori corso è concreto.
Nessun problema per i favoriti Nadal e Federer. Percorso in discesa per lo spagnolo, smanicato come agli esordi da diciassettenne Mowgli (tranne per due chili e mezzo di capelli). Avversari buoni per sgranchirsi i muscoli. Solo nominalmente più impegnativi quelli di sua Divinità Immortale Federer, per ché allo stato attuale Gasquet vale quanto un Leonardo Mayer. Elvetico che, al solito, è balsamo, collirio santo per le nostre cataratte violentate da mezzadri ghermenti racchette come scalpelli.
Un dato di fatto va sottolineato: Novak Djokovic è tornato, annessa qualche pantomima da morente malato immaginario che aveva caratterizzato i suoi esordi. Salvo insolazioni, tachicardia, crisi di ventilatio intestinalis putrens, per la vittoria finale c'è anche lui. Prima di una semifinale con Federer, altri banchi di prova saranno Chung e (soprattutto) Thiem che sta picchiando bene (bell'acchiappo Kiki Mladenovic, distrutta. Che Radek Stepanek abbia trovato un erede ammazza fidanzate tenniste?). Da quelle parti, in agguato, orrendo, nell'ombra come il gobbo di Notre Dame, Cilic.
Si sapeva già leggendo il tabellone, e si è confermato spot più interessante quello in cui sgomitano due i diversamente bulli Dimitrov e Kyrgios, per un ottavo che vale una semifinale. Il vecchio Tsonga l'ha spuntata di orgoglio sullo sciagurato Niagara Shapovalov, prima di arrendersi proprio a Kyrgios. Australiano in buona forma e l'ottavo con Dimitrov è aperto a ogni soluzione.
Capitolo italiani: ben due (dicansi due) alla seconda settimana. Non avveniva da quando Berlusconi cantava canzoni francesi in dolcevita nelle navi da crociera e Peppe Grillo faceva cacare solo come comico. Bravi Fognini e soprattutto Seppi (uscito vivo dalla maratona col giurassico Ivo Karlovic) a sfruttare bei buchi nel tabellone. E non sono nemmeno chiusi. Entrambi sfavoriti (Fognini per curriculum, Seppi per freschezza) contro Berdych e Edmund, ma se la giocano.
Veniamo alle nostre amabili, vezzose, donne (molte) in antistupro mutandoni fantozziani. Ci lasciano prematuramente Kvitova e la cavallona di Pamplona Muguruza. Resta in corsa le il trio Lescano delle pallettare favorite: Halep, Wozniacki, Svitolina, cui si aggiunge con autorevolezza Kerber versione carrarmato che umilia i latranti resti di Sharapova (dato di fatto, coincidenza o meno, fate vobis: senza Meldonium, da mesi ormai, Masha fatica a valere le prime trenta. Forse 50.). Woz e Halep si sono salvate in modo rocambolesco, la prima graziata dal braccino (premio Dementieva 2018) Jana Fett da 1-5 15-40 al terzo, la seconda uscita vittoriosa da una maratona a chi spirava prima con la trottolina Davis, una che somiglia a un pomodoro pachino.
Proveranno ad assaltare il muro delle regolariste, alcune picchiatrici: la spettrale Pliskova e Medison Keys in buona forma. Qualche chance anche per Garcia, sempre indecifrabile, e la giovane Osaka. E perché no, Barborella Strycova, cui il clima caldo provoca uno strano effetto di eccitazione compulsivo creativa. Insomma, sta giocando bene o l'hanno sedata.
Qualche pronostico prima di andare a dormire:
Uomini
Nadal-Schwartzmann 90-10. Una nota merita questo ragazzo argentino, dal nome e craniometria teutonica e altezza da pigmeo. Ma non credo posso fare più di 12 games.
Cilic-Carreno 60-40. E ottavo da parental control fu. Peggio di un talk di La7Beppa con notisti ingellati che come cuccadores rivieraschi si masturbano sulle cosce della Boschi. Bambini a letto e Cilic in quattro set.
Kyrgios-Dimitrov 55-45. Già scritto prima. Match da 1X2. A pelle prendo Kyrgios, ma giocata saggia è l'over.
Edmund-Seppi 60-40. Ottavo che se capita come primo turno di un atp 250, seguirebbero solo i parenti stretti interessati all'eredità. Favorito l'inglese, ma l'indomito altoatesino si esalta sopra i 45 gradi e quando gli altri si disidratano.
Thiem-Sandgren 90-10. Oddio, colpi di calore, asteroidi, missili, etc, a parte, esito scontato quanto un editoriale di Travaglio sul "governo Renziegentisconi ladro che li politici arrubbeno, w Peppe mio tvbdmscpmttt".
Djokovic-Chung 70-30. Occhio al coreano, altro test per il lazzaro serbo. Nole in quattro, o tre briosamente tirati.
Berdych-Fognini 60-40. Berdych è tennista di livello superiore, ma l'italiano può far valere la sua astuzia italica contro la pertica ceca, spesso in ambasce quando non può giocare sul suo schema (bum, pam, ba-bum).
Federer-Fucsovics 90-10. Sbracciate di allenamento per Federer, anche se l'ungherese è in buona forma.
Donne
Halep-Osaka 45-55. Qui per me può scapparci la sorpresa. A 3,00 si può provare la ragazzona nippo hawaiana, che pare sul punto di esplodere ed è puledra di razza negli slam. La Halep del turno precedente ci lascerebbe le penne. E ha 3 ore e 45 di battaglia sulle gambe.
Pliskova-Strycova 45-55. Derby ceco interessante, tra i due opposti. Una smunta, assente, picchiatrice giraffona, l'altra brevilinea, isterica, tennista a tutto campo. Si può tentare Barborella a 3,50 e tifare ebbri di birra.
Kerber-Hsieh 75-25. Il pur lodevole ossicino quadrumane di Taiwan potrà poco, rischiando di essere stritolata dal panzer tedesco. Wwf allertato.
Keys-Garcia 50-50. Ottavo equilibrato e (potenzialmente) da guardare. Ha lasciato migliori sensazioni Keys, quindi prendo lei.
Martic-Mertens 40-60. Il cuore è tutto per la garrula gazzella croata, sempre ispiratissima negli slam. La ragione dive Mertens, in gran spolvero in questo inizio 2018.
Svitolina-Allertova 80-20.
Suarez Navarro-Kontaveit 55-45. Zitta zitta, Carletta è lì. Flemmatica e compassata. I book la vedono sfavorita con la violenta estone Kontaveit (a 2,20). Quindi val la pena giocarla.
Wozniacki-Rybarikova 70-30. Poche chance per la ritrovata giraffina backomane, ma ci proverà.
venerdì 12 gennaio 2018
AUSTRALIAN OPEN 2018 - DRAW, FAVORITI, SCOMMESSE E CAZZI VARI
Si parte col primo slam stagionale. Via dunque al valzerone di analisi e minuziose analisi dei tabelloni appena sorteggiati. Proverò a battere il prodigioso record di Di Maio (10 bugie in 5 minuti). Punto alle 20 cazzate ogni 400 battute di testo.
Uomini
Federer favorito, Nadal un po' dietro. Con Murray sotto i ferri, mistero sulle condizioni di Djokovic e Wawrinka. In terza fila Zverev all'esame di laurea prima di andare fuori corso, Mastro supplente Dimitrov, Del Potro e (chissà) Kyrgios.
Nadal-Cilic. Un cammino da circo medramo può permettere a Rafa di carburare con tutta calma, sadicamente, come piace a lui. Il nonno-nano Estrella per iniziare (se fa 8 games è festa nazionale in Rep. Dominicana), poi l'altro nano Schwartzmann, il prestidigidatore Dolgopolov o il gigante Isner. Poche insidie per Cilic. Le vecchie lenze Youzhny e lazzaro Simon o l'orrido Carreno Carrettero Bustina, per un ottavo da parental control.
Dimitrov-Sock. Spot da incubo per il Supplente Dimitrov, maestro quando mancano tutti (già stà snocciolando un rosarione gigante e puntando spilloni sulle giunture di tutti i top 10). La semifinale dovrà sudarsela. Spottone terrificante. Secondo turno col vincente di Rublev-Ferrer (primo turno da vedere: il giovane pazzo che prova a mettere al tappeto il vecchio cane rabbioso ormai senza denti). Quindi può tranqullamente perdere da Kyrgios (che ha mezzo chilo di palle in più, quando si ricorda d'essere pure un tennista - nelle notti bisestili di plenilunio -). L'australiano però a sua volta è circondato da squaletti cui stanno spuntando i denti: Tsitsipas o Shapovalov (altro primo turno lussuoso tra due giovanotti in crescita e che giocano benissimo, binomio raro). Sock, tra un hot dog e un altro, ha come maggiori ostacoli Fassino Anderson, Edmund o Pouille. Ma si può sempre sperare nel francesotto da manicomio minorile Moutet (mancino tutta verve). Al limite in un acuto del vecchio Kohli ispirato da canguri omosessuali che copulano sulle rive dello Yarra. Dico Kyrgios- Sock.
Thiem-A.Zverev. Ma potrebbe essere anche Wawrinka-Djokovic, i due rientranti e infiltrati in questo spot. Se lo svizzero è sotto la sua soglia, rischia al terzo turno contro Bautista (che infatti è usato come unità di misura per falli barzotti). Altrimenti botte da orbi senza guantoni con Thiem in un ottavo da boxe di strada. Djokovic rischia invece contro quell'istrione trapezista di caucciù rispondente al nome di Monfils. Sarebbe un ottavo interessantissimo quello con Sasha Zverev (che più che dal fratellone, deve guardarsi da Chung e dal rientrante Kokkinakis).
Goffin-Federer. La soporifera flatulenza belga proverà a fare la voce grossa nel suo spot: è o non è lui il vice Mastro di fine anno, in quella gloriosa finale degna di un atp 250? Del Potro già trema. Goffin può perdere anche da un Fognini a caso. I tre quarti di Del Potro possono bastare anche a sopravvivere nella piscina di pescecani dalle sue parti: Il fabbro ferraio Kachanov, il Fognini champagne Paire o un rigurgito d'orgoglio di Berdych (sarà vivo?). Federer stanotte non dormirà pensando alla minacciosa sagoma di chi lo aspetta al terzo turno: Richard Gasquet con ciavatte di topolino. Ottavo in crescendo con Raonic (se il saldatore lo ricompone), contro cui però è sempre andato a nozze. Vedo un quarto da clasico: Del Potro-Federer.
M'è venuto in sogno mio padre e, dopo un rutto, mi ha dato i numeri e il risultatato degli AO: vincerà Djokovic in quattro set su Kyrgios, autore però di un eroico torneo. Sperando che avesse la mente annebbiata dalla vecchia romagna, ho piazzato un trentello sull'australiano a 26.00.
Donne
Situazione al solito più caotica ma paradossalmente delineata, tra le donne. Le tre maestrine regolari (Wozniacki-Halep-Svitolina) contro le bombarole Muguruza e Pliskova, aspettando un sussulto delle calanti Kerber, Venus, Sharapova, Kvitova, Radwanska e qualche conferma dalle sorprese del 2017 (Ostapenko, Keys, Stephens). Parte alta molto più affollata rispetto a quella bassa.
Halep-Ka. Pliskova. Sentiero minato per la rumena che può perdere in due set da una Kvitova in giornata già al terzo turno. Poi un ottavo con una a scelta tra Barty, la bambola assassina Giorgi (che sta giocando da numero 1, che dico, 0,5 al mondo) o Vesnina. L'insulso serpe sibilante di Cechia deve far fuori mezza squadra ceca per arrivare ai quarti: Safarova e Strycova (o più probabile il curioso affare Konta).
Muguruza-Garcia. La spagnola equina s'è un po' nascosta, lamentando problemi ai garretti. Cammino infuocato per lei. Bel terzo turno con la morente Radwanka (che può salutare la compagnia già all'esordio con l'altro serpe Pliskova, Kristina). Poi negli ottavi ecco la sagoma imponente di Briegel Kerber, che dopo un 2017 raccapricciante pare aver iniziato col serbatoio pieno e prosciuttoni Pata Negra mulinanti. Da quelle parti si agiterà scomposto anche il fantasma urlante di ei fu Sharapova, ormai poca cosa nel post meldonium. Le restano ugola e spocchia. Garcia non s'è ancora vista, ma non ha grossi ostacoli: Mladenovic che da mesi non ne vince una manco a dadi (più pericolosa la Watson) e Keys rimasta a New York.
Venus-Svitolina. Indomita, Venus ci prova ancora. Esordio da urlo con la rientrante Bencic galvanizzata dalla Hopman Cup. Il mio occhio perde colpi o questa ragazza tende allo svaccamento? Troppi panzerotti fritti, credo. Poi occhio a Makarova e negli ottavi una tra Gavrilova, al solito eroica a Melbourne e una Goerges in inquietante forma sparacchiante. Bridget Jones Svitolina deve fare attenzione alla Siniakova, poi l'enigmatica Stephens (che ha pur vinto l'ultimo slam, ma può tranquillamente essere estromessa da Kasaktina).
Ostapenko-Wozniaki. La lettone, simpatica quanto una murena, deve guardarsi da Super Kaiona Kanepi o la gnoma invasata Cibulkova. L'eventuale terzo turno sarà comunque per cuori forti, specializzandi in criminologia applicata al mostrocismo. Poi può perdere da Vandeweghe. Cammino abbastanza agevole per la Wozniacki, forse qualche patema rappresentato dalle americane Bellis e Townsend e l'incostante Pavlyuchenkova.
Sempre mio padre, ebbro di Amaro Montenegro, in sogno mi dice di una finale Halep-Svitolina, con ventitisei suicidi sugli spalti. Io gioco Giorgi a 151.00. Hai visto mai che la storia di quel meteorite...
domenica 3 settembre 2017
US OPEN 2017 - MIX TRA NIGHTMARE, FAMIGLIA ADDAMS E ALIVE. PRONOSTICI SICURI DEGLI OTTAVI
Uomini
Nadal-Dolgopolov. Rafinho diesel us(ur)ato, carbura grazie a tabellone da challenger di Quito. Se in giornata di grazia, Dolgo lo spazza via in tre set agili. Forse quattro, se si distrae per le mosche.
Goffin-Rublev. Altro ottavo inattefso. Ma "sti cazz e russ" quanti giovani promettenti hanno? Quasi quanto noi con Berrettini e Jimbo Quinzi. Il Richie Rich selvatico Rublev è on fire. Difficile, ma può scardinare l'ordinato (e trasparente) muro belga. Over senza dubbio.
Federer-Kohli. Se Nadal ha avuto un cammino agevolato da avversari da challengers (o poco più) su terra, Federer s'è salvato miracolosamente contro un giovane americano e ottimi, talentuosi specialisti, ma quasi ex (Youzhny e Feliciano) sempre vessati in carriera. Ora sotto con l'altro martire di lungo corso: il Kohli. Lo svizzero sta carburando. Match movimentato, ma difficile ceda un set
Del Potro-Thiem. Forse l'ottavo più interessante. Tabellone così modesto che anche un Del Potro a mezzo servizio, seppure in buona forma, può dire la sua. Spero la spunti il pistolero di Tandil, ma sarà match cruento. Vedo e prevedo 5 set.
M.Zverev-Querrey. Finisce sempre così, in barba a bimbiminchia predestinati: a difendere il nome degli Zverev la seconda settimana resta solo Mischa. Quello forte della famiglia. Compito improbo per lui, giustiziere dei mostri affetti da gigantismo. Eroe senza macchia. Dopo Isner, davanti a lui le atroci sagome di Querrey e Anderson. Ok, ho le mani sulle balle, ma non è scaramanzia. Lurch Querrey è già in finale.
Lorenzi-Anderson. Ne abbiamo viste di ogni in questo slam, ma la corsa (formidabile, eroica) del Paolino nazionale è destinata ad infrangersi contro il Fassino sudafricano.
Shapovalov-Carreno Busta. Nextgen attesi per anni, in perenne formazione psicofisica da galleria del vento, pfuah. I cavalli di razza sbocciano così, all'improvviso. E questo lo è. Il ragazzo però ha 18 anni e sei partite vinte potrebbero pesare contro l'orrido Carreno, un Ferrer moderno. 1 e over.
Pouille-Schwartzman. Uno-Ics.
Donne
Pliskova-Brady. Pitonessa facile.
Vandeweghe-Safarova. Fascinoso duello tra l'arrembante bovara scoordinata e la svenevole picchiatrice ceca. Dico Safarova in tre.
Kasatkina-Kanepi. Lungodegente, Kaiona la bella rientra e arriva in ottavi a suon di coriacee battaglie. La giovinetta sapiente Kasatkina dovrebbe rispedirla a casa.
Svitolina-Keys. Bel confronto di stili. La potenza della giovane americana e l'ordine dell'ucraina. Vince Keys contro pronostico, si spera.
Venus-Suarez Navarro. Venus vuole fare un regalo alla nipotina appena nata. Carlita già paga del buon torneo.
Muguruza-Kvitova. Finale (o semi) anticipata. Kvitova in formato deluxe è una delle poche (due o tre) a poter inpensierire la nitrente spagnola lanciata verso il titolo. Vince Muguruza, temo.
Stephens-Georges. Sloane già miracolosa nello scampare ai miei vaticini che la la davano in semifinale. Goeges senza tette sembra più aerodinamica, ma alla sua portata.
Sharapova-Sevastova. Masha eroina (nessun doppio senso) acclamata dal pubblico sadomado coi timpani lacerati. È tornata, sior-siori. Lo spermonium è alle spalle. Aperto il concorso: chi ci libererà dall'ossessiva urlatrice condannata per doping? Sevastova non credo abbia la personalità, malgrado un tennis vario e godibile. Forse Stephens. Quasi sicuramente Muguruza. Certamente la figlia di due giorni di Serena, di fronte alla quale impallidirebbe e diventando afona beccherebbe 6-1 6-2.
sabato 26 agosto 2017
US OPEN 2017 - TABELLONE, FAVORITI E SCOMMESSE
Uomini
Tabellone così sbilanciato da pensare l'abbia sorteggiato Totti o qualche prussiano tifoso del giovin virgulto Zverev.
Tutti nella parte alta, dove l'ipotetico classicissimo di semifinale Federer-Nadal è messo a rischio da outsider assai temibili. Son tutti lì, come tonni d'assalto: Dimitrov, Kyrgios, il grande Fogna (i Berdych). Tamarreide Kyrgios (prendetelo come presagio di sventura) negli ottavi per un Federer acciaccato potrebbe essere letale. Uno svizzero in condizione non avrebbe problemi, anzi vincerebbe il torneo in infradito, ma i malanni alla schiena santa mettono tutto in dubbio. Bisogna vedere anche in quale settimana sarà l'australiano: se in quella in cui si crede tennista o quella in cui sente di voler fare il coltivatore di pomelie a Sydney. In questo caso, perde secco già con Querrey al terzo turno.
Discorso diverso per Nadal. Quello visto nell'estate Usa è ben poca cosa. Dalla sua il tre su cinque e la proverbiale capacità di carburare. Passato l'ostacolo Fognini (bestia nerissima), gran classico contro Dimitrov. Il bulgaro principino perdente, reduce dall'exploit di Cincinnati, si trova più o meno nella stessa situazione di Melbourne. Allora capottò fantozzianamente sul traguardo contro il maiorchino. Stavolta può sovvertire tutto e scombinare il tavolo.
Parte bassa clamorosamente più spoglia. Niente sembra ostacolare l'esplosione definitiva, laurea da major, di Alexander Zverev. Se non quei capelli atroci. Se Federer alza bandiera bianca, è lui il grande favorito per la vittoria finale. Defezioni a go-go e sorteggio da sogno. Tra lui e la finale, qualche palo della luce (Anderson, Sock, Isner) e i fantasmi infermi di Cilic e Murray. In che condizioni sarà lo scozzese? Se sta in piedi può anche andare avanti. Altrimenti buco di cui può approfittare qualche miracolato di terza fascia: Ferrer, Ramos, Carreno o (troppa grazia sarebbe) il giganteggiante Shapovalov.
A mio umilissimo avviso, le semifinali saranno quasi certamente:
Dimitrov-Kyrgios
Zverev-Ferrer
Donne
Ah, beh. Turarsi il naso e provare a leggere il tabellone.
Parte alta: Pliskova-Svitolina è la semifinale sulla carta. Il vintage di Kuznetsova o Radwanska (insidiate dalla giovinetta Bellis) sulla strada della pitonessa ceca. Prima ancora i pericoli vengono dalla gnappa Strycova o (volesse il cielo) dall'adorabile Townsend, tutta ciccia e talento. Svitolina deve guardarsi da insidie tremende assai: la trucicomica russoaustraliana simpaticiccima antipatica Gabrilova e poi negli ottavi quella Keys per me seconda favorita del torneo dopo Muguruza. Nei quarti eventualmente Kerber (se l'hanno rigonfiata dal gommista) o l'appannata campionessa di Parigi
Ostapenko.
Parte bassa più interessante, per il probabile inserimento di vecchie lenze. Sulla sarebbe Muguruza-Halep. Non si può certo dire che la spagnola non debba sudarselo questo titolo. Sulla sua strada il fenomeno marchigiano Camila Giorgia (che, bene rammentarlo ai più distratti, "è moooooolto più forte della Muguruza. Ma mooooolto davvero..."). Poi Kvitova, in condizioni incerte ma sempre col dna da campionessa e Wozniacki. Ammesso che Venus non voglia piazzare l'epica zampata d'autore.
Halep ha un esordio non proprio banale, contro Maria Sharapova. La Masha del post spermonium è una via crucis di infortuni, apparizioni sporadiche come la madonna di Medjugorje urlante e patetici tentativi di provocare una Serena partotorienta da cui s'è beccata circa 21 k.o. consecutivi (forse tra gli effetti collaterali del meldonium ci sarà il masochismo autolesionista. O la totale demenza), ma nel match singolo può dire la sua. Poi il topo operaio Halep incoccerebbe la temibile Stephens o Konta. Occhio alle outsider Vekic e Barty.
A mio modesto avviso, io che non sbaglio un pronostico dal lontano 1995, le semifinali, dall'alto in basso, saranno certamente:
Pliskova-Keys
Muguruza-Stephens
Fate pure il vostro pronostico per le semifinali. Al vincitore andrà un ricco premio: due crocchè, tre panelle e un mio selfie del 2013 a Roma con Vika Azarenka, che, paonazza dopo l'allenamento, rutta allegramente.
sabato 1 luglio 2017
WIMBLEDON 2017, QUOTE E FAVORITI
Uomini
Roger Federer ve lo regalo a 3,00. Parte favorito per tutti, anche per me, con mille "ma" del caso. Frotte di esperti e massimi conoscitori della materia si sono spesi in suo favore, abbinandolo a possibile (sadicamente piacevole per questa specie) finale con Nadal. Siamo quasi allo stesso livello di enfasi eccitazione pre Cardiff, finita come tutti sappiamo. Certo, Federer sull'erba non è l'armata brancaleone bianconera in Europa, ma il suo successo lo vedo invece più complicato di quel che vaneggiano. Ha puntato tutto su Wimbledon, e spesso la cosa si rivela un boomerang. È fresco, gioca meglio di tutti sui prati, ma su quei terreni spesso un dettaglio può mandare a monte tutti i programmi studiati (sin troppo) a tavolino. E non ha certo la strada spianata. Inizia subito con la scheggia pazza Dolgopolov, difficile ci perda, ma da non sottovalutare. Poi Mischa camoscio Zverev, prima del gran replicante perdente Dimitrov (o Isner). Per arrivare alla semifinale con Djokovic (se ci arriva), banco di prova Raonic, o lo Zverev predestinato.
Andy Murray 4,20. In sordina, benino a Parigi, disastroso al Queens, per me può essere la sorpresa relativa. Tabellone di facile ingresso, poi l'ottavo che ci dirà le sue reali ambizioni contro il selvatico Kyrgios mezzo rotto. Quarti col Wawrinka annaspante sui prati e semi da giocarsi eventualmente con Nadal.
Rafa Nadal 5,00. L'erba è quasi un altro sport rispetto alla terra battuta di cui è Re indiscusso, ma quell'affare ammirato con timore a Parigi partirebbe sfavorito solo con Federer, forse. Come Federer a Parigi, se ci fosse andato, sarebbe partito battuto solo da Nadal. Il maiorchino però, questione di caratteri diversi, non scappa. Dà l'impressione di volerci provare. Il problema è ricreare la condizione di un mese fa. Che non voglia fare il figurante come gli ultimi anni lo si nota dalla decisione di giocare esibizioni di livello in preparazione, più utili di un torneo col rischio di uscire subito. Tabellone insidiosissimo. Bombardieri come Millmann, Kachanov, Muller o Karlovic (se i due si incrociano, il match potrebbe durare due mesi), possono stenderlo. Ma se passa questi esami e arriva alla seconda settimana, le sue quotazioni aumentano a dismisura e potremmo avere l'agognata finale con l'elvetico rivale, quasi un Prodi vs Berlusconi alle politiche 2018.
Djokovic 5,80. Il rischio di ritrovarselo in campo versione John Lennon in crisi mistica, capellone, collana con simbolo della pace e stafatto d'erba è forte. Al di là dei consigli di fermarsi da parte di soliti ex campioni sfaccendati, può ritrovarsi solo giocando. Per me può arrivare in findo. Vincere è più complicato. Del Potro al terzo turno, poi un Feliciano o Berdych, più che Thiem nei quarti, sono begli esami prima della semifinale eventuale in cui vorrà guastare la festa a Federer.
Wawrinka 12,00. Non intendo tediarmi/vi con questioni tecnico balistiche, ma è evidente come la sua attitudine agli slam cozzi con le difficoltà tecniche nel digerire l'erba: difficoltà a giocare senza i piedi ben piantati e produrre i suoi leggendari schiaffoni sui bassi rimbalzi. Certo, se un book me lo offre a 30, ci piazzo su un verdone tondo. Potrebbero metterlo in palla avversari complicati come Medvedev, Haas, quel che resta di Tsonga, prima di giocarsi tutto nei quarti con Murray o Kyrgios.
Marin Cilic 15,00. Occhio al bradipo. Per un qualche mistero gaudioso, su erba è avversario ostico. Poi, se trova la sequenza giusta come in quel'atroce Flushing Meadows e sta attento alle caramelle, può essere outsider concreto più di altri. Misurarsi e misurare Nadal in un quarto molto interessante. Primo turno ricco di spunti contro il Kohli versione capriolo zompettante sull'erba.
Altri: Ah, la rutilante next gen o giù di lì. Magari vincerà 15 Wimbledon, ma Alexander Zverev per me è l'antitesi del tennista da erba, troppo macchinoso per quei campi. Non merita nemmeno un euro a buttar via la quota 30. Un copeco su Kyrgios a 30
invece ce lo butto con piacere. Lui sì, si adatta all'erba come pochi ed ha la giusta incoscienza per affrontare i più forti. Questi i pro. Contro: il fisico non regge un tennis troppo potente, e sembra arrivare ai Championships tenuto assieme col nastro isolante. Thiem lo regalo a 80,00. Vedi Wawrinka, ma senza essere Wawrinka.
Mine vaganti da prendere con le molle, che non vinceranno, difficilmente arriveranno alla seconda settimana, ma col colpo in canna per abbattere un big nei primi turni: il vecchio Feliciano (a 36 anni gioca meglio che a 25, Federer non è mica un fenomeno per l'età), Muller, Kachanov, Isner, Karlovic (anni 38), Haas (anni 39).
Italiani. Fognini trova al primo turno Tursunov, che pensavo ormai ritirato e recluso in un manicomio moscovita. Invece, sfruttando il ranking protetto, ancora incassa assegni negli slam. Riuscirà il nostro prode alfiere a perderci? Sarebbe un capolavoro. Seppi è il nostro erbivoro per antonomasia, quasi fosse nato in australia negli anni '60, e può passare un turno. Bravo Bolelli a qualificarsi. Fanno presenza Lorenzi, Travaglia e Cecchinato.
Donne
Sono imbarazzato solo al pensiero di trovare una favorita. Serena al sesto mese potrebbe dire la sua. In assenza, l'unica campionessa vera è Venus. Malgrado l'età e gli acciacchi. A buona quota l'avrei presa, ma le ultime vicissitudini (denuncia penale a seguito di incidente stradale), complicano tutto.
Petra Kvitova è la mia favorita, davanti a Venus. Vicissitidini alle spalle, tennis ideale per i prati ed esperienza/carattere per vincere negli slam.
Karolina Pliskova. Avrebbe anche il tennis per risultare letale sui prati, ma ha carattere da Radwanska violenta. Picchiatrice senz'anima.
Halep. Se non ha vinto a Parigi, paradosso sarebbe vedere il suo tennis ordinatamente difensivo prevalere su erba. Ma i paradossi non spaventano la Wta.
Kerber, per carità. La tedesca che va ad uranio impoverito è sempre un rebus. E io non sono uno scienziato per risolverlo.
Muguruza. Vedi Kerber, bruna e coi colpi. Indecifrabile e terno a lotto. Troppe, inquietanti, le varianti. Come il Dandi all'ippodromo, guardi le quote e domandi attorno: Chi la monta oggi sta Muguruza? Er Bavosetto? È dei nostri, er bavosetto?
Kristina Mladenovic. La biondona francese gioca bene e si adatta a meraviglia all'erba. Senza le pressioni parigine e a buona quota, varrebbe un tentativo.
Poi un nugulo agghiacciante. Almeno una ventina di giocatrici che potrebbero fare il colpo o infilarsi: Konta (gesucristoemadonna), Svitolina pallettina, Wozniacki al piccolo trotto, Ostapenko misteriosa sull'erba, Svetonio Kuznetsova, Gnappa prataiola Strycova, bum-bum Lisicki al rientro, Garcia, la morticella Radwanska, Linda Blair Azarenza annaspante post parto, Barty (tra le due interessante primo turno), etc, etc.
Italiane. Vinci sfortunata, potrebbe lasciarci le penne già con l'altra Pliskova. Giorgi ha un bel primo turno contro Cornet. Può arrivare al terzo. Errani faticherebbe anche a vincere un set nel torneo delle glorie over 45, contro le sessantenni Navratilova o Sukova.
Fate il vostro gioco, io tengo il banco.
sabato 21 gennaio 2017
AUSTRALIAN OPEN 2017 - OTTAVI, BILANCI E SCOMMESSE
Rieccomi a voi, empi, dopo mesi di latitanza in giro per il sudamercafricasia come il nostro adorato futuro Premier Ale Di Battista (non oso prevedere futuro più logico per questo paese). Mesi di autostop e avventure tra le steppe, mangrovie, in lotta con narcos, indigeni e temibilissime anaconde ammazzate a morsi. Da questo viaggio nascerà un immortale romanzo d'avventura pieno di spremute di vita (e di palle), sulle orme del faro Dibba.
Ma bene, Australian Open al giro di boa dopo un'infuocata settimana piena di match tirati, sorprese e (a tratti) bel giuoco. Tra gli uomini, fuori Djokovic, i favoriti sono tutti nella parte alta. In basso solo Cesare Ragazzi Nadal. Analizzo la griglia dei due tabelloni, appena delineatasi
UOMINI
Murray-M.Zverev. Il numero uno più anonimo dai bui tempi di JC Ferrero verso lo scontato titolo, contro il più debole, vecchio e leggero, dei fratelli Zverev (per me il più bravo e divertente, ma è un altro conto). Prevedo massacro scozzese, col delizioso Mischa, rinvigorito dalla vicinanza al giovane fratello, strenuamente impegnato nel portare il match ai 30 giochi. Over 27,5 giochi può entrare.
Federer-Nishikori. Ottavo che vale una semifinale. Nella lezione ferocemente solluccherosa inflitta a Berdych, il vecchio Roger ha fatto provare antiche erezioni anche agli angeli asessuati. Ormai è così, occorre prendere tutto ciò che viene, sperando sia in quelle giornate in cui può perdere da pochi che somigliano a nessuno. Con questo tabellone però, per vincere il torneo serve un'impresa da mitologia greca. Con Nishi è tutto maledettamente diverso. Il nippo è meno appariscente ma più regolare, intelligente, costante, della pertica ceca, e se Sua celeste divinità dovesse calare un centimetro rispetto a venerdì, lui è pronto. Dico Roger in tre o quattro, Nishi al quinto, per ovvie, banalmente grilline, motivazioni: "laggente tengono fame, i politichi rubbeno e i personi invecchieno".
Wawrinka-Seppi. Svizzero secondo favorito del torneo, non dovrebbe avere problemi col lodevole Seppi. L'atesino è affidabile come un buon merluzzo bollito quando hai l'influenza. A Melbourne, mentre gli altri fondono, lui lessa procedendo della sua andatura compassatamente orrenda. Scoppia Kyrgios (Gesù), si squaglia Darcis, resta lui, paonazzo e assente. Memori dell'eroica battaglia romana, col gladiatorio Fabio Massimo Seppio Undicesimo vittorioso su Stan, qualcuno avanza aspettative forse eccessive. In condizioni normali, il nostro atermico gladiatore proverà a strappare un set, già molto portarlo al tiebreak.
Tsonga-Evans. Scopro che il buon Tsonga è ancora vivo, e sembra persino in palla. Contro il cavallino pazzo inglese (brioso come una 7up dopo una sbronza), dovrebbe venirne fuori un match naif, allegramente inutile, ma non banale. Tsonga in quattro, o tre tirati.
Monfils-Nadal. Qualche anno fa ne sarebbe uscito un match di rarissimo raccapriccio difensivo, coi due spalmati ai tabelloni come salamandre, intenti a riprendere l'impossibile grazie ad acrobazie circensi lacera tendini (e palle di chi vede). Ora, complici i tedini (appunto) logori o sostituiti con protesi in vetroresina, i due anno cambiato un po' atteggiamento. Nadal, in attesa che gi cresca un ciuffo da Little Tony, è un altro rispetto allo scorso anno. Forse ancora poco per vincere sul "veloce". Match non così scontato. Se non ha recuperato dopo le fatiche per arginare il virgulto degli Zverev, rischia. Over e forza asterode.
Bautista-Raonic. Confronto di stili diversi, attacco storto da un lato, difesa mortale dall'altra. Dico Raonic, ormai vicinissimo ai top.
Thiem-Goffin. La generazione dei giovani non più giovanissimi, dotati ma non troppo, forti ma non top player. Non mancherà il bel tennis, geometrie da una parte e violenza dall'altra. Dico Thiem, ma è un match assolutamente alla pari, che puà girare per un refolo di vento.
Dimitrov-Istomin. Il bulgaro rischia di prendere la pensione di vecchiaia continuando ad essere considerato "una promessa". Il piccolo Federer (che potrebbe smettere anche prima di Roger), dopo l'anno orribile 2016 sembra essersi messo di buzzo buono e in una parte di tabellone clamorosamente desertica confezionata da Babbo Natale, ha la finale nel mirino. Istomin Terminator non solo fa fuori Djokovic, ma passa la prova del nove battendo l'ostico Carreno dopo un'atra maratona. Difficile che stia ancora in piedi. Per perderci, Dimitrov deve davvero inventarsi qualcosa di leggendario.
DONNE
Kerber-Vandeweghe. L'americanona tira forte, serve come Tanner. Per vincere deve trovare una prestazione immacolata al poligono (in lacerante movimento): prenderla in fronte, fortissimo.
Cirstea-Muguruza. March buono per gli onanisti orfani della Ivanovic (una prece e buona vita). Pensate a un comizio di Trump, leggete un tweet pregno di consecutio sublimi di Di Maio, guardate Salvini in dopo sci ospite alla prova del cuoco, guardate una telepromozione di Predolin. Insomma, dopo anche Muguruza-Cirstea vi sembrerà bellissimo incontro.
Barthel-Venus Williams. Mona, malgrado quel nome che rimanda a Tinto Brass, l'acne e un'espressione afflitta da giovin crucca in vacanza a Riccione alla ricerca di italica verga, gioca bene. Fa viaggiare bene la pallina. Ma non si può andare contro Venus, una statua vivente.
Pavlyuchenkova-Kuznetsova. Derby russo interessante, pieno di chili e talento divorato come le ciambelle. Vince chi ha mangiato meno (un vitello da latte intero a colazione, invece dei classici due).
Pliskova-Gavrilova. Non che la ceca sia emblema di costanza, ma la corsa della svampita isterica russoaussie Gavrilova sembra arrivata al capolinea, sotto i colpi della contessina di Valacchia.
Brady-Lucic-Baroni. Ottavo che avrebbe dato lustro all'itf di Buccinasco. Prendo la Lucic per l'esperienza.
Makarova-Konta. Immaginate la Konta che si appresta a servire con movenze di cigno colto da ictus cerebrale e il faccino contrito da ottantenne della Makarova pronta a rispondere. Fatto? Ok, potete drogarvi in pace o girare canale.
Strycova-Serena Williams. Che peccato, un ottavo che avrebbe potuto essere tranquillamente una finale. Barbora mai così in palla, ha l'argento vivo addosso. Ha aggiunto condizione fisica, serenità e sicurezza al bagaglio tecnico da sempre pregevole. Serena però è Serena. E a Melbourne non sta facendo sconti a nessuno. Certo, dovesse addormentarsi un po', chissà.
domenica 4 settembre 2016
US OPEN 2016 - VISIONI E PRONOSTICI, ORFANI DI SUA DIVINITA' FEDERER
lunedì 11 gennaio 2016
L'ANNO TENNISTICO, ORRIBILE, CHE VERRA' (toccatevi le palle)
Dissi io stesso, una volta, commentando una volè di McEnroe: "Se fossi un po' più gay, da una carezza simile mi farei sedurre". Simile affermazione non giovò certo alla mia fama di sciupafemmine, ma pare ovvio che mai avrei reagito con simile paradosso a un dirittaccio di Borg o di Lendl. Gianni Clerici.




