IL DOPING, SCHWAZER, BIANCANEVE E I SETTE COGLIONI
PUGNETTA BALNEARE Capita, sempre in coincidenza con la torrida estate ormai allo Zenith dello sciroccamento neurocerebrale, che si torni a parlare di doping. Dopo un inverno di caccia al Mato Grosso, le solerti autorità dello sport internazionale, ben truccate, con cotonate parrucche e gote luccicanti cristallina inflessibilità, si premurano di renderci edotti sulla loro frenetica ed inarrestabile attività di controllo. Baluardi delle pulizia morale dello sport. Da anni nel tennis cadono nella trappola un francese numero 400, una manciata di peones argentini sporchi, rozzi e modesti. Si bacchetta con feroce intransigenza pseudonzazifascista uno zuzzurellone codato belga dimenticatosi di un controllo, perché dormiva in una roulotte con degli hippie e non a casa. Quasi tutti dei miserabili mestieranti che si arrabattano per vivacchiare nel circuito, o quasi ex al triste crepuscolo. Normale che per entrare nei cento provino a drogarsi come cammelli, in quel bieco tentat...