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Visualizzazione dei post con l'etichetta Rafa Nadal

VAMOS RAFA NADAL. ELOGIO DEL PIÙ GRANDE AGONISTA DI QUESTO SPORT

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Foto di Tatiana, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 (Scusandomi in anticipo con i vecchi lettori - ne sarà rimasto qualcuno in vita? - per le divagazioni e la lungaggine terrificante di questo sportivo romanzo testamentario). *** Ho quarantatré anni e il dono di non ricordare ormai quasi più nulla. Talvolta di notte urlo "l'orrooooreeee!" come Boris Yelnikoff, addormentandomi col terrore di morire senza aver visto qualcosa di epocale. Un quadro che sfugge abilmente al disegno di un pennello incerto, nuvolaglia rossastra che come vascello suicida si staglia sui ghiacciai magicamente dissolti di Capo Horn prima che un subumano deviato riesca a postarne lo scatto su Instagram. O gabbiani storditi volteggiare nel violento libeccio, lasciandosi trasportare come velieri inermi, prima di gettarsi in picchiata su un fetido mucchio d'immondizia. E poi le stelle, l'amore. "Non eri tu che volevi tatuarti 'se inizierò a parlare di amore e stelle, vi prego: abbatt...

US OPEN 2017 - RIFLESSIONI FINALI E PAGELLE

Uomini Rafa Nadal 8 . O 16, il culo. Poteva perdere da almeno 5 o 6. Non ne incontra nessuno, ma neanche un top 50 fino alle semifinali. In semifinale i resti esausti di un mezzo Del Potro (28) e in finale il temibile palo di frassino Anderson (21). Tutto senza nemmeno ingranare la quinta e preservando anche energie per il finale di stagione in cui deve conservare coi denti il numero uno. Il culo però aiuta gli audaci e negli slam può succedere di tutto, specie in questo, atrocemente monco. Per il resto, solita esibizione di ferocia agonistica e mentale, ma ne bastava la metà. Pareggia Federer (di cui è perenne incubo) in tutto, slam e 1000 vinti in stagione. Kevin Anderson 7 . La morte in permesso. Potrete dirlo ai nipoti: ho visto questo fluttuante tronco di arbusto gigante che pare doversi spezzare al primo refolo di vento, arrivare in finale in uno slam, complice un tabellone da Atp 250. Comunque bravo a spuntarla nella bagarre horror-splatter tra lungagnoni nella parte bassa. Juan...

MULLER MANDA AL TAPPETO NADAL

Dal vostro inviato in mutande sulle rive del fiume, in attesa di trote e lucci argentati. Giornata riccchissima, questo day 7 dei Championships, con tutti gli ottavi di finale in scena. Match più atteso e che non ha deluso le attese, quello tra Nadal e Muller. Il lussemburghese sfonda, il diavolo di Manacor rintuzza con ardore. Boomerang di servizio con effettacci velenosi d'attacco arginati a fatica dai magli diabolici carichi di curaro dello spagnolo. Ne esce un ovvio, grande, match, che si chiude allo sprint, 15-13, dopo autentica maratona. Nadal fuori, ma Muller non è minimamente paragonabile ai cani, porci e Darcis che lo avevano battuto gli ultimi anni. Anzi, non fosse per la fatica fatta oggi, la finale sarebbe stata alla portata. Per il resto, Federer dà lezioni allo scolaro Dimitrov, Murray giochicchia e batte pinnolone Paire, convince Cilic, maratona horror vinta da Querrey, altre maratone vinte come pronosticato (in un raro lampo di lucidità) dai più esperti Berdych e R...

PAURA E DELIRIO A PARIGI: LA DECIMA DI RAFA NADAL

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 Foto di François GOGLIN, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 4.0 
 Ludico pagellame post esistenzialista Uomini Rafa Nadal 10 (come i titoli). Capita di vedere qualche scambio dell'esecuzione sommaria ai danni del malcapitato Basilashvili, onesto comprimario georgiano in discreta forma, impegnato allo stremo per vincere un game con ardimento antico, e penso scorato: l'unico a poter fare una parvenza di partita o strappargli un eroico set è Stan Wawrinka. Oscenamente sbugiardato, perché anche lo svizzero è scarnificato da un Nadal versione cannibalesca. Buono ma non al massimo a inizio anno sul cemento, dominante appena messo piede sulla terra. Come sempre. Vittorie in serie e approdo a Parigi nelle migliori condizioni psico-fisiche. Determinato, concentrato, tirato, feroce. Non una distrazione o passaggio a vuoto in sette partite: monstre. Non assistevo a simili mattanze in serie dai tempi di Steffi Graf tra le donne. Storica decima a Parigi e quindicesimo slam, quindi. Q...

FEDERER DOUBLE SUNSHINE, HA PRESO IL TORO NADAL PER LE CORNA

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Ok, faccio  luce citando qualche  numero  con certosina perizia: Roger Federer. Non so a quanti titoli è arrivato, slam, 1000, burraco, inizio stagione sfolgorante, sale a non so che posizione nella classifica, numero uno nel mirino. Può bastare coi numeri, madre di tutte le scienze. Soffermiamoci invece sul vincente mix di leggerezza e incanto espresso dal Divino in questi primi mesi dell'anno di grazia 2017. Alla soglia dei 36 anni. Dopo il trionfo a Melbourne, il nuovo-vecchio-immortale Roger Federer azzanna anche il "Double Sunshine", ed è lecito domandarsi fin dove possa arrivare. Dopo Indian Wells, ancor più straordinario il trionfo a Miami. Le riserve sono al lumicino ma tira fuori dal taschino magico la consueta classe contro le bombe (dementi) di Berdych e (selvagge) del riottoso scolaretto Kyrgios, ancora rimandato.  Più complesse queste vittorie della finale in cu...

KOHLI, NADAL, BAGEL, SBERLEFFI E SCONFITTE

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Foto Christian Mesiano, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0  Sarà stato  il 2010  o il 2011, a una certa età la memoria si fa labile. Ricordi  sbiaditi di un epico suicidio/turpe omidio del " Picasso" Petzschner  sul Centre Court di Wimbledon. Il tempio del tennis. Intendiamoci, di fronte aveva il miglior Nadal, non certo quello che su quei prati sarà poi ghigliottinato da testa di lampadina Darcis o Dustin rasta Brown. Quel giorno il diavolo di Manacor fu leziosamente ischerzato per tre set dal surreale pittore imbianchino tedesco. Ispirato come non mai, il Pecce, nello scrivergli "marameo" sul volto tirato, prima di un back radente o smorzata d'invereconda bellezza. Meglio fermarsi a quei tre set, perché il resto (gaglioffo abuso di potere, medical time out di Rafa e tradizionale resa del funambolo di Bayreuth) somiglia a una strage degli infanti, alla classica, rocambolesca, fatale sconfitta in salsa picassesca. Eppure, terminato l'eccidio...

PILLOLE SEXY DI TENNIS DAL MONDO

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Foto Tatiana, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Il treno perso dalla gnappa Strycova. Ci sono occasioni, frutto di eventi fortuiti e irripetibili, che chiedono solo di essere  colte al volo. Opportunità che il destino ti pone su un piatto d'argento. Trovare Sarita Padellara Errani nella finale di un premier sul veloce capita una volta ogni due vite. È come trovarsi Fassina contro alle elezioni. Puoi perdere solo se in pubblico dibattito ti dichiari un deviato ittico o di non voler sparare ai profughi di Lampedusa. Lei invece, matta come una cavallina imbizzarrita, fa un sorriso ammiccante e inquietante, di quelli che non sai se ti voglia sedurre o ammazzare e, dopo aver mostrato meraviglie magie contro Ivanovic e Garcia, risponde con sbocchi tennistici (e tutti i torti forse non li ha) al postribolo tennistico di Sara Errani. L'italiana ringrazia, ed era arrivata alla f iinale dopo scempi e battaglie con impresentabili figure, Zhung, Shvedova o la regolarista fal...

NADAL AL TAPPETO, GIORGI SU MARTE, ROCCHIO 47 HEWITT RESISTE

“ Nando, tu spari a un uomo già morto” verrebbe da dire osservando Verdasco che impallina, impietoso, un Nadal al tappeto nel quinto set. I più avranno negli occhi la maratona di sette anni fa tra i due spagnoli sullo stesso campo. Era un Nadal carico a mille, capace di arginare la furia violenta di Verdasco versione gallo cedrone. Ora si vede un Rafa logoro, vulnerabile perché tremendamente più scarico, incapace di sostenere il tennis arrotato e gli spostamenti laterali del passato. Obbligato a soluzioni offensive che hanno completato il suo bagaglio tecnico, ma che non possono bastare. Almeno sul veloce. Tanto meno risultare decisive. Nando invece è rimasto quello, un picchiatore smidollato cui invece di quattro bombe vincenti ne basano due (o una), per fare il punto, ed è normale che stavolta la spunti. Fa quasi tenerezza questa versione depotenziata di Rafa, quasi ai titoli di coda. La stessa tenerezza che, paradossalmente, non riesce a suscitarmi  Sarita Erran...

CHI È IL VERO GOAT DEL TENNIS? UNA RISPOSTA DEFINITIVA

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Foto di Edwin Martinez, Licenza Creative Commons CC-BY 2.0 Penultimo, tedioso, atto della stagione concluso a Londra, resta solo l'adrenalimica finale di Davis Belgio-Gran Bretagna su cui discettare animosamente. La noia di un finale di stagione soporifero L'unico modo per renderla interessante sarebbe immaginarla decisa da Xavier Malisse, evaso notte tempo dal frenocomio di massima sicurezza in cui temo viva recluso da mesi, ormai di 180 kg, che vorrebbe sgozzare tutti. O dal novantaseienne Sean Connery in kilt, con badante che lo tiene d'occhio. Oddio, ci sarebbero anche altri argomenti per colmare il vuoto agonistico da qui a Gennaio. Chessò, l'apparizione dell'Adelchi Virgili in quel di Andria che, impartito un frugale urbi et orbi ai fans, mangia una burrata e perde da un posteggiatore rumeno zoppo.  O la divetta Camila Giorgi in ferie lavoro, rinchiusa in uno stanzino buio e gelido, mentre babbo Giorgi sistema puntigliosamente delicati ingranaggi, circu...