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US OPEN 2026, OSPEDALE FLUSHING MEADOWS: ASSENTE SINNER, FAVORITI ZVEREV E DJOKOVIC

Tra assenti eccellenti e presenze per onor di firma, prende il via l’edizione dell'US Open 2026. Tra una caterva di forfait per infortunio stipati in lazzaretti improvvisati e tende da campo belliche, la sensazione è che a Flushing Meadows la vittoria finale sia una questione ristretta al duo Alexander Zverev e Novak Djokovic. Tra le donne, solita sexy ammucchiata laocoontica. Il tennis moderno vive una strana fase :  vince semplicemente chi sta in piedi. Assenti: Sinner, Draper, Rune, Fonseca, Ruud più no che sì, Aliassime acciaccato, Fritz con un ginocchio e mezzo, Alcaraz presente per onor di firma e sponsor. Invece del compianto Gianni Clerici, ci starebbe bene un Luciano Onder d’annata per commentare le gesta tennistiche: “E allora vediamo... oggi parliamo dell’artrite reumatoide di Fritz, che ha degnamente affrontato la prostatite di Djokovic. Domani spicca il confronto tra la lombosciatalgia di Aliassime e la piorrea di Medvedev!” . Zverev e Djokovic: i favoriti d...

FONSECA-DJOKOVIC, IL VECCHIO E IL BAMBINO

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C'è tennis oltre a Sinner. In una Parigi romantica ed estrema, vanno in scena partite epiche, lotte d'altri tempi, rimonte straordinarie, crolli dolorosi. Il Roland Garros potrebbe finire già domani, ed ha già regalato più spettacolo degli ultimi tre slam messi assieme Foto OMAR.ERRE, Licenza Creative Commons CC-BY.SA 4.0

MASTERS 1000 MIAMI 2025, DJOKOVI 99 E ¾. ESPLODE MENSIK

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Foto  Vbrunophotog, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 4.0 Sembrava la situazione perfetta per il successo numero 100, una delle ossessioni, forse la meno inquietante, di Djokovic. Fra tragicomiche rimostranze pseudo sindacali, rutilanti palleggi a favor di telecamere col Kennedy no vax che ha battuto la testa, sul campo però sembrava ben centrato. Lontano dal mostruoso fenomeno che fu, certo, ma in una condizione più che sufficiente per sbaragliare quel che resta della concorrenza a Miami, con Sinner in esilio e i principali avversari versione fantasmi autolesionisti: Alcaraz (4 ) riesce a suicidarsi col vecchio bimbo Goffin (6+), cui basta lanciare di là delle scamorzine senza lattosio. Zverev (4)  dopo la finale in Australia deambula smarrito come Randle Mac McMurphy post lobotomia, Medvedev (4) sempre in bilico tra serial killer e fine pensatore, ballerino del Bolshoi storto e un avvinazzato al bar pieno di vodka. Stavolta è capace di trasformare l'orsacchiotto Munar (6,...

PTPA, il Golpe marrone

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  La scorsa notte, dopo aver ingerito forti dosi di peperoni verdi fritti, ho avuto un incubo: anno 2045, Novak Djokovic appena eletto presidente della Serbia per acclamazione popolare, ha invaso militarmente l'Italia. Nobile obiettivo del neo Presidente, è bonificare il Trentino da sacche di nazismo e riportare quei territori alla democrazia. La guerra divampa, inesorabile. In Italia Giancarlo Magalli è al secondo mandato come Premier, dopo aver battuto Fabrizio Corona con un televoto flash. Una vittoria inattesa, malgrado l'endorsement del Re dell'Universo Elon Musk verso l'ex paparazzo. Grandi polemiche interne, ricorsi e l'accusa che Signorini abbia lanciato il televoto quando gran parte dell'elettorato di Corona non poteva più votare, in quanto nei manicomi le tv erano spente. Il governo Magalli ha da poco giurato nelle mani del Presidente della Repubblica Cristiano Malgioglio, ma si trova a dover fronteggiare una guerra sanguinosa. Nel paese vibrano le pro...

DJOKOVIC SI FERMA. CERCASI STRIZZACERVELLI PER CURARE OSSI ROTTI

Novak Djokovic decide di fermarsi. Durante l'attesissima conferenza stampa, dichiara che tornerà alle competizioni solo nel 2018 Novak Djokovic si prende una pausa: come fu per Federer e Nadal Come un fulmine a ciel sereno, inaspettato quanto una battuta pecoreccia della Littizzetto o una volée di Seppi, ecco la notizia bomba dell'estate: Novak Djokovic si ferma . Ha bisogno - ribadisce - di qualche mese di riposo per "rigenarare il suo corpo". E, dice e non dice, per curare la mente. Ovvio, anche saggio, porre fine alle pallide prestazioni offerte negli ultimi mesi, cercando di ritrovarsi. Per una coincidenza astrale, provocazione, scaramanzia o semplicemente per ribadire come la sua dote principale non sia la volèe ma restano le imitazioni (pirotecniche), il serbo comunica la decisione nello stesso giorno in cui lo scorso anno Federer annunziò ai fedeli la momentanea sosta prima dell'arcinota (gaudiosa) ascensione del 2017. Come Federer, quindi, ma anche come N...

INTERNAZIONALI D'ITALIA 2015 – PAGELLE VERNACOLARI

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Diario di bordo, dal vostro inviato in Vaticano, nell'attico del Cardinal Bertone, sgargarozzando Dom Perignon DONNE Carla Suarez Navarro: 8. “Meno dotata tecnicamente di Sara Errani” , scrisse un editorialista di spicco, prontamente internato in un manicomio navale, da cui continua a partorire sontuosi articoli (pagato). Carlita, più solida del passato, dipinge il campo in modo sublime, con un rovescio da letteratura erotica. Da brutto anatroccolo si trasforma in sexyssima pittrice che spennella angoli con la racchetta. Anche agonista, a sua insaputa. In finale è investita da una missione divina: liberare il tennis dall'orrore triviale. Stremata, si ferma a un metro dal traguardo. Maria Sharapova: (no, per carità). Le sue urla da partoriente nel reparto furiosi del neurodeliri, arrivano fino al Vaticano, dove Papa Francesco consuma un frugale pasto a base di pane azzimo e cicorie. E il Pontefice, dopo aver tirato giù tutti i santi del calendari...

APPUNTI DI UN TURISTA UBRIACO AL FORO ITALICO, PAGELLE CONCLUSIVE

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I migliori appannati o con altri pensieri per la testa. I giovani rampanti non ancora pronti al ricambio. Finiscono per giocare la finale i soliti, appannati. Dando vita a una finale in tono minore. Nel femminile, le uniche difficoltà di Serena sono nello stappare il Dom Perignon. Novak Djokovic 8.  Al rientro dopo il problema al polso, carbura in battaglie rusticane (Ferrer, Raonic) vinte anche d'agonismo, prima della finale in cui regola Nadal. Confronto lontano dalle sfibranti corride punto a punto del passato. Continuando a quel modo sarebbero morti entrambi per una tromboflebite lombosacrale con interessamento del cavo popliteo. Vince lui, perché più fresco e decisivo in attacco. Rafael Nadal 7.  Esistono i picchiatori, i demolitori e gli incassatori. Lui è sempre stato un incassatore che demolisce per sfinimento picchiatori e demolitori. Accorgendosi di non essere in condizione però, Rafa Archimede Pitagorico prova qualcosa di diverso. Per bat...