BUBLIK-TIEN, L'ALTRO TENNIS AL FORO
Tradizionalmente, gli incontri più appassionanti a Roma si giocano nel tardo pomeriggio. Sarà per quel sole rossastro che lambisce le statue del Foro e le allungate ombre dei pini secolari, ma a quell'ora ho spesso assistito a match venati di una tragedia che solo la storica cornice dell'Urbe sa offrire. Peccato Bublik e Tien scendano in campo sotto un cielo ricoperto da una cappa di nuvole presagio di pioggia e un'umidità da risaie indocinesi. Il confronto, in sede di pronostico, si presentava ricco di spunti interessanti e dall’esito tutt'altro che scontato: l'istrionico kazako, contro l'ordinato e sapiente mancino americano, è chiamato a giocare un match di livello. Senza troppi svolazzi e amnesie, per quanto questo sia possibile in un soggetto perennemente sul filo del rasoio della follia delirante, mentalmente e tennisticamente instabile. Il primo set lascia ben sperare: Bublik lo porta a casa in scioltezza, tra le urla scomposte della solita torcida di sv...