Il più folle, imprevedibile e divertente slam a cui ho assistito da quando seguo questo mefistofelico sport, in grado di rigenerarsi e trovare nuova linfa quando meno te lo aspetti.
Tabellone maschile e femminile allineato alle semifinali e, comunque vada, avremo dei novelli vincitori slam.
Cosa mai abbia acceso all'improvviso questa miccia esplosiva di match epici, tirati e avvincenti, chi può dirlo. Parecchio affascinante la tesi che, mancando Alcaraz e Sinner, in molti abbiano avvertito, consciamente o inconsciamente, l'istinto di dare qualcosa in più in campo. Discorso che può valere per Djokovic o Zverev. Magari per Cobolli o Aliassime. E che, serbo a parte, sono stati propio quelli che hanno giocato i match più canonicamente noiosi. Parecchio fantasioso pensare che Matteo Arnaldi abbia giocato una maratona monumentale col bestione Collignon pensando all'assenza dei due carnefici. Altrettanto improbabile che, sotto due set a uno, doppio break, 4-1 e 40-15 con Tiafoe, si sia detto: "Hey ma manca Sinner! vediamo di fare qualcosa di leggendario e andiamo a vincerla!". Così come non vedo Fonseca, Djokovic o Ruud, Mensik e altri eroi parigini intenti a giocare con la rassegnata morte nel cuore sapendo di ritrovarsi i due mostri in semifinale.
Propendo per la tesi della mera coincidenza astrale: anche con Sinner e Alcaraz a fare il loro torneo a parte, avremmo visto gli altri dare vita a splendidi match sfibranti.
Cobolli-Arnaldi. La classe operaia va in paradiso. Derby di semifinale che sarebbe stato un secondo turno di lusso nell'Atp di Umago. Da "arnaldologo" (visto 13 delle sue 19 ore e passa del suo torneo), non posso che ritenermi estasiato da quanto offerto da questo ragazzo tutto nervi, corse e cuore. Uno così, non può che farti genuina simpatia. Protagonista assoluto fino ad ora, senza se e demenziali ma.
Recuperata la salute e messo ordine ad un tennis in passato arruffone, si prende una strameritata semifinale a Parigi. Spiace doppiamente per l'epilogo del quarto di finale con Berrettini costretto al ritiro. Sia perché probabilmente gli leva un po' di merito, sia per quell'atteggiamento snob di commentatori e tifosi (leggendo qui e là) tutti dalla parte di Berrettini sin dall'inizio, non si sa per quale motivo.
Ritenevo invece (con pensiero corroborato da ludica scommessa) che Arnaldi su terra avesse molte più chance del martello pneumatico romano, se solo avesse recuperato un minimo di energie. Perché più completo e con più armi su terra battuta, rispetto a un Berrettini che su questa superficie vede spuntato il suo arsenale (servizio e drittone) e ingigantiti i problemi di spostamenti e rovescio sfarfallante.
Il romano aveva sorpreso per la ritrovata condizione, non certo per gli avversari (da atp 250 basso) battuti, contro i quali partiva sempre da favorito. Arnaldi era invece reduce da quattro strepitose battaglie contro i più quotati Griekspoor, Tsitsipas, Collignon, Tiafoe. Il tennis non sarà una scienza esatta, ma è più semplice di quanto vogliano farcelo credere: se esci vincente da una scazzotata terrificante al quinto con Tiafoe che ti risponde nei denti manco fosse Agassi 1992, non puoi che essere favorito contro chi la spunta solo 15-13 al super tie-break col maghetto Forest Comesana, terraiolo d'altri tempi. Spiace per Berrettini, ma anche per Arnaldi, che probabilmente avrebbe vinto lo stesso.
Cobolli ha finora disputato un torneo esemplare. Unica distrazione contro il ragionier Zvajda, prima di regolare di giustezza e intelligenza tennistica il monocorde Felix-Aliassime. Arriva più fresco e parte ovviamente favorito anche con Arnaldi. Probabilmente vincerà in quattro set, ma in cuor mio ho un sogno, che sarebbe il degno coronamento di questo folle torneo: Arnaldi arriva in finale e batte Zverev 7-6 al quinto (21-19), dopo 7 ore e 53, tra tuffi, passanti, capitomboli, candelotti, smash e qualsiasi quaglia raccattata, spalmato sui tabelloni. Una meraviglia.
Zverev-Mensik. Ovvio favorito il tedesco, ma quote folli. Vincerà, forse, ma come si fa a darlo a 1,20? Ok, Zverev arriva fresco come una rosa e tirato a lucido, mentre il ceco se lo sono portato a braccia già al secondo turno dopo il super-tiebreak contro Navone (avessi detto Agassi). Ho però negli occhi la prestazione sontuosa e di rara perfezione balistica offerta per domare le sfuriate di Fonseca. Se solo si avvicinerà a quei picchi da Terminator (difficile, ma era sempre lui in campo), non solo se la gioca, ma può addirittura vincerla.
Bella sfida nella diagonale di rovescio (il colpo migliore di entrambi), col servizio siamo lì, di dritto meglio il ceco che è anche (di molto, di tutto) superiore nell'attitudine offensiva e nei colpi di volo. Dalla parte di Zverev una maggior abitudine a giocare match importanti e l'aver speso meno. 1,20? Mah.
Donne
Kostyuk-Andreeva. Semifinale dalla quale, con ogni probabilità, uscirà la vincente del torneo. Equilibrio assoluto. Ucraina reduce da una striscia di 17 vittorie di fila, Mirra predestinata numero uno. Se proprio devo dare una preferenza, prendo Kostyuk, che mi pare aver raggiunto un equilibrio psico-fisico notevole, mentre la russa è sempre a rischio d'impazzire se il match dovesse complicarsi.
E poi ho un altro sogno, che fa il paio con quello precedente: Marta coscialunga fa fuori le due russe, in semifinale e finale, e viene premiata da Dolgopolov al grido "slava ukraini".
Shnaider-Chwalinska. Ammetto di aver sperato in una semifinale tra Maja e l'ippopotamo urlante Sabalenka, affinché la polacca portasse a compimento il mio (ulteriore) sogno utopico. L'avrebbe fatta a fettine, tra slice, candele nel vento, back mortiferi, foglie morte. Al donnone bielorusso sarebbero cresciuti i baffi da sparviero e se la sarebbero portata via imbavagliata due infermieri del vicino frenocomio di montmartre. Ci ha invece pensato Diana Shnaider a fare giustizia, con goffo e tragicomico suicidio di Beppa Giosef, la combattente al contrario.
Anche qui si cade in piedi, perché la russa non dispiace. Da almeno un paio d'anni è lì che martella col suo bel dritto mancino e tennis offensivo. Il comandante di full metal jaket Sasha sembra aver messo a posto i suoi problemi più grandi: atletismo e tendenza al rassegnato suicidio. Parte favorita, ma la speranza è che la favola dell'adorabile fringuelletto Maja possa continuare.

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