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Visualizzazione dei post con l'etichetta Gael Monfils

ATP HALLE, FEDERER AGGANCIA MCENROE E VEDE WIMBLEDON

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Sull’erba di Halle, ormai lo sappiamo da anni, ogni volta va in scena una specie di tennistico concerto dell’Orchestra Filarmonica di Vienna. Drogata catarsi di sviolinanti sinfonie a una mano che s’incrociano tra il verde che domina tutto. Quasi un miraggio, nel barbaro mare di tribali suonatori di tamburi, trionfanti nel resto della stagione. L’atmosfera è così diversa al Gerry Weber Open, che contagia anche Gael Monfils. Il francese mette il mantello da Bahrami e inizia a intrattenere il pubblico con circensi trovate assolutamente inutili. Smash al salto da fondo, doppie finte piroettate su smash in sospensione e tutto un campionario di faccette irridenti, risate, passi ciondolati e siparietti. Dall’altra parte, Haas e un basito Hernych (afflitto ceco di lunga milizia ormai in disgrazia), che (bontà loro) giocano solo un bel tennis. Divertente, ma finto come una banconota di tre euro, Gael. E non è "bastiancontrarismo" a tutti i costi. Perché un simile compo...

NADAL DISINNESCA ORDIGNI, BYE-BYE BERDYCH

Ormai lo hanno capito tutti, dal caro estinto Soderling in poi, passando per Rosol, Gulbis, e financo Federer nella mezza finale abortita al Foro: per battere Nadal , o almeno provarci, si azzarda il tiro di bombarda alla “valà Peppone”. Il forcing dalla prima all’ultima palla. Ci prova ieri anche il tedescone a due ante Daniel Brands che, busto orrendamente rigido e faccia assente da killer seriale insospettabile (che poi s’ammazza), fa piovere granate sullo “Chatrier”. Seppellisce l’iberico di vincenti. Da ogni lato. E quello, al solito, non fa una piega. Si mette lì e rema, striscia, arrota, ributta dall’altro lato ogni possibile straccio, con la faccia dell’incassatore di caucciù che pensa: “Si deve stancare prima o poi”. Sarà la saggezza data dall’esperienza, ma come vanno queste cose ormai lo sai, anche se lasci il match sul 6-4 6-6. E se anche il sito di scommesse quota l’iberico a 1,01 (in svantaggio di un set), ti rendi conto che è il segreto di Pulcinella. Prima o poi l...

MILOS RAONIC, IL RAGAZZO IRRESISTIBILE

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Nel 1990 ero ancora un romantico ragazzino pieno di dolci sogni. L’irrefrenabile desìo d'irrompere in un convivio di riccastri villeggianti a Cortina "di un Pezzo", sparando all’impazzata sui vari finti "Calboni”, empiva il mio spirito di ribelle sognatore. Purpurei schizzi di ripugnante sangue nobile, dentiere, schegge d'ossi, tartufi, parrucche, rolex e pellicce d’ermellino che volavano via tra gli inarrestabili colpi del mitragliatore. “ Giovane liceale, forse drogato, impazzisce e imbracciato un mitra fa una strage: Morte 32 personalità ricche del nostro paese. Il sindacato degli abbienti ladri e l’associazione di nobili dalla 'evve' moscia, chiede una punizione esemplare per l’esaltato sovversivo. Sicuramente comunista.” . Fin troppo tenero in quell’ambizione utopica, accompagnata dalla sportiva speranza che Johnny Mac potesse tornare a vincere uno slam. Desiderio che proprio quell’anno fu stroncato in semifinale a New York da un imberbe giova...

US OPEN 2010: RICHARD GASQUET, IL GENIO DELLA LAMPADA FULMINATA

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Day 8 (diario dell'internato) Attendevo con fremente ansia, ed un fil d'apprensione. Gasquet-Monfils apriva il programa dell'ottava giornata. Un derby che già mi provocava sudori gelati. I bookmakers hanno invano provato a rendermi più sereno. Non sono pazzo, allora. Non del tutto, almeno. Persino gli allibratori danno fiducia al tennis sopraffino del Richard smarrito contro l'inverecondo energumeno in canotta. Pure loro inermi vittime di Richard? Pur'essi sopraffatti dall'insana idea che l'estetica un giorno salverà il mondo da ogni nefandezza e dall'implosione finale? Probabile. Potere di Richard. Cadono tutti vittime impotenti del suo folle talento gettato in pasto ai piccioni. E poi "scaccheggiato" un po' ovunque sul testone cotonato di un essere inguardabile e con gli occhi come biglie fuori dalle orbite. Sarà. Ormai è tardi per tirarsi indietro. Cambiare tessera di partito, gusti sessuali o intime credenze tennistiche. Il gest...

US OPEN 2010: LA ROTTURA PROLUNGATA DI JELENA JANKOVIC

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Day 5 Ci si domanda quale bizzarro gioco del destino abbia fatto coincidere nella medesima parte del tabellone, e programmati nella stessa giornata: Djokovic, Monfils, Sharapova e Jankovic. Roba da farci il cast de "L'isola dei famosi dell'insipienza". Magari con l'aggiunta di Toicki e Ivanovic. Tutti gioiosamente confinati in un isolotto di pochi metri, circondati da squali tigre affamati tenuti a stecchetto da due mesi. Un sogno. Gran tribolazione spirituale sul Louis Armstrong. Un confronto cui assistere solo dopo aver assunto due chili e mezzo di coramina. Sbuffa e lancia un urletto tremendo e sottile come la voce del demonio, Jelena Jankovic, dopo l'ennesima pallata ripugnante gettata alla "va là Peppone". Ha lo sguardo assente volto verso stelle inesistenti. Fronte prona, sopracciglia spennate da drag queen, il naso sottile e ricurvo, la mascella equina abnorme e senza labbra. Jelena sta prendendo una stesa di dimensione violentemente bib...