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Visualizzazione dei post da giugno, 2009

Wimbledon, dopo la serbiatta lagrimante, rischia di cadere il tetto

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Piange come una vitellina da latte spaurita ed azzoppata, Ana Ivanovic. Ha appena subito una debordante lezione di tennis, nel primo set del suo ottavo con Venere Williams . Un 6-1 che sa più di un'umiliazione. Poi, il dramma umano. Lagrime grondanti di disperazione. Un infortunio dispettoso mina la funzionalità della sua coscia, tanto bella, quanto inutile per il tennis. La vigliacca menomazione le impedisce di continuare, e raccogliere il meritato 6-1 6-2. Ma ella continua a lagrimare, inconsolabilmente avvilita. Scendono copiose dai begli occhi da cerbiatta, inondando il viso olivastro. Pure il pubblico la sostiene nel momento del dolore estremo. Ma non c'è verso, continuano a venir giù incontrollabili, tanti rivoli disperati. Per un attimo (42 centesimi di secondo circa), ammetto di aver provato un minimo di compassione per la giovin serbiatta frignante. Cos'altro sono queste amazzoni invasate e strepitanti, se non piccole donne fragili ed indifese? Certo, tenere bam...

Wimbledon. Ottavi, i pronostici dell'infallibile intenditore

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Uomini Roger Federer vs Robin Soderling: 1 . Sua maestà, dovrebbe farcela agevolmente. Soderling ha palesato una forma discreta, ma lontana da quella surreale vista a Parigi. Probabile, solita, regale distrazione del giovin signore dopo circa un'ora e trentadue di gioco. Unico inconveniente, la possibile perdita di un set. Andy Murray vs Stanislas Wawrinka: 1 . Risultato scontato, con probabile umiliazione-lezioncina scozzese. Lo svizzero (insopportabile come pochi, ma per onestà, pure con un gran bel rovescio), dovrebbe già essere soddisfatto degli ottavi. In caso contrario, verrebbe giù lo stadio, che giammai vorrebbe il suo eroe scozzese sconfitto come un inglese qualsiasi (sottilissima, per chi l'ha afferrata). Novak Djokovic vs Dudi Sela: 1. Ma tanto vorrei sbagliarmi, come in un dolce sogno. Confesso che avrei voluto azzardare il 2, ma perchè il leggerissimo e leggiadro israeliano possa resistere al vento sgraziato della serbia, dovrebbe succedere qualcosa di st...

Ve lo racconto io, wimbledon. Giorno 6. Facce nuove per la wta, Oudin e Lisicki

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Lo chiamavano il cimitero dei campioni, in tempi lontani. Oggi impegnata su quel prato oramai spelacchiato, sgroppava leggiadra la nostra sorella di Varenne, per i freddi annali Helena Jankovic. La serba aveva il suo bel da fare contro la volenterosa teenager statunitense, Melanie Oudin , numero 123 al mondo e proveniente dalle qualificazioni. Volto da liceale yankee, che pare rubata ad una puntata di bayside school. La serba dal volto equino comincia nel suo esercizio preferito: pallate insipienti e monocordi, mai un rischio, mai un vincente. Non ha proprio il colpo finale, puro atletismo senza braccio. Continua a correre come fosse sullo sterrato di capannelle, e null'altro. La biondina americana non è certo un fenomeno, ma tanto basta. Viene da cinque battaglie vinte, tra qualificazioni e torneo principale. E' piccina di statura, corre, lotta, tira quando c'è da tirare. Ha una bella testa piantata nella partita, tutta tic, nervosa, frenetica, ansiogena. Si fa prendere...

Ve lo racconto io, Wimbledon. Giorno 5. Leonessa Shiavone riaffila le unghie

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Wimbledon è un pachiderma sacro. Si evolve lentamenteme, facendo piccole concessioni all'odiata modernità. Hanno costruito tetti semovibili per arginare l'atavico problema pioggia. In cinque giorni, una secca che nemmeno sul monte Sinai. Uno spruzzetto notturno basta per mettere in allarme i britannici, che già pregustano la storica inaugurazione del tetto. A mantenerlo un torneo fuori dal tempo rimangono le vecchie bacucche nelle prime file e le candide vestali dei giocatori. A proposito, bardato di un bianco accecante (appena sporcato dallo stemma regale RF), entra in campo sua santità immortale e divina Roger Federer . Già in sede di analisi del tabellone, avevo preannunciato come prima (flebilissima e teatrale) difficoltà, il terzo turno, col tedesco Kohlschreiber. Un tipo costante verso il basso, ma con un bellissimo rovescio classico che usa benissimo in tutte le salse. L'elvetico lo spazza via, con facilità avvilente (per chi pensa possa essere battibile). Due set...

Ve lo racconto io, wimbledon - giorno 4 - Picasso Petzschner, e quella sottile linea del coraggio inconsapevole

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Le verità del rosso saggio. “Levati di torno prima le faccende più tediose! Che poi il resto ti verrà facile.”, ripeteva sempre mio padre, nel mezzo di una colossale sbronza di vino. Ed io lo ascolto. Chissà se da lassù (o giù) vedrà in che modo scellerato utilizzo le sue perle di saggezza contadina. Tocca dunque esordire con Ana Ivanovic , e chi altri. La serba dal volto di cerbiatta e la spocchia da salamandra urticante, era opposta a Sara Errani. La maestrina italiana sembra proprio non avere difficoltà, serve pure per il primo set. Poi un pugnetto via l'altro, la sportivissima serba mette in fila sei giochi, e addio Pepp. A margine, 132 pugnetti, con annesso urletto di guerra (rigorosamente in lingua serba), e vezzosissimo saltello coordinato. Semplicemente atroce. Ogni volta, mi si spezzano in due le meningi dall'emozione, e mi pervade la voglia di eclissarmi nella placida quiete del campionato regionale di vela. Ma come? Obietterà qualche sprovveduto. Se di punti ne ha ...

Ve lo racconto io, Wimbledon. Giorno 3. Sharapova, spettro urlante di una ex tennista

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Maria Sharapova, oramai spettro urlante di una tennista, si fa deridere per un set e mezzo da Gisela Dulko . Scolastica argentina da media classifica, che non strepita come un agnello sacrificale, ha meno spocchia urticante, gioca meglio, ed è più aggraziata della siberiana. Sul 6-2 3-0 all'argentina viene il braccino, e si squaglia letteralmente, rimettendo in vita l'avversaria. Poi non può fare a meno di vincere al terzo, contro un simile strazio rumoroso, privo di tennis. Fin troppo evidente come Masha sia in condizioni improponibili. Fallosa, lenta e imbarazzante negli spostamenti, imbalsamata, piantata in campo come una pesante madonna bionda di piombo. Basta muoverla un pò, che qualcuna con un minimo di schemi e braccio (se ne esiste ancora una) la sposti lateralmente ed in avanti, per batterla agevolmente. Persino la mitologica giapponese Kimiko Date (39 primavere) ieri era sembrata più fresca. Il tennis è un altra roba. Il tennis è gesto tecnico, tattica ed agonismo...

Ve lo racconto io, Wimbledon. Giorno 2. La regina soffocherà Murray, Marat malinconico addio, Picasso Petzschner e maghetto Santoro col vento in poppa

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Un bel sole sui campi di Wimbledon. Temporale e pioggia a catinelle dalle mie parti. Cosa interesserà ai miei due (occasionali) lettori? Niente. Ambiente elettrico e frizzante sul centrale di Wimbledon. Era il grande giorno per gli inglesi. Eccitati e trepidanti come pulzelle illibate alla prima notte di nozze, accolgono l'ingresso in campo del loro eroe Andy Murray , impegnato nel primo turno del torneo contro l'abbordabilissimo americano Kendrick. E già questo appare eccessivo. Se poi si riflette che Andy è pure scozzese, il dubbio che quello di Albione sia un popolo bizzarro, s'insinua subdolo. Come se tra vent'anni, con la padania governata dal moderatissimo Borghezio, al torneo per l'orgoglio padano di Cinisello Balsamo, i verdi locali andassero in visibilio per un napoletano. Grosso modo. Ma va beh, cosa attendersi da un popolo che venera un'ottuagenaria regina con bizzarri cappellini? In Italia venerano un attempato semi-messia che va a puttane di gran...

Ve lo racconto io Wimbledon. Federer in vestaglia, Djokovic goffa marionetta sui prati, e l'ortodosso Mahut splendido perdente

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Dimenticate aspre fragole congelate con panna-calce liquida, scordate l'ottuagenario pubblico imbalsamato, bardato con buffi orpelli color pastello. Al limite, rimuovete anche le deliziose stilettate di Gianni Clerici e le poderose accelerazioni circolettate di Rino Tommasi. Ve lo do io, Wimbledon. Grazie ai potenti mezzi di esotici steaming, e stridule vocine di commentatori orientali (un mix tra Ugo Francicanava e un Marianella in preda agli oppiacei). Satolli come otri, di viagra cinesi, si eccitano persino al cospetto di un dritto flatulente di Seppi, o per una sventagliata di Djokovic, con tanto di mascella ritorta ed espressione da mostro di Milwaukee. Da sempre, inizia le danze il vincitore dell'anno prima. Peccato che Nadal se ne stia nella sua confortevole magione maiorchina. Rifletterà assieme all'amato zio Tony, se il suo fisico disumano non abbisogni di un riposo, e magari del relax di qualche generosa fanciulla. Ecco quindi che ad iniziare è Roger Federer , ...

Tabelloni e pronostici Wimbledon. Per chi vuole diventare ricco con le scommesse (non solo con le corse dei cavalli)

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Nadal alla fine s'è arreso. Non sarà al via dei Championships di Wimbledon, a causa di ginocchia logore e martoriate dal suo tennis forsennato e da una programmazione semi-schiavista. Nadal senza ginocchia e piedi al top, è come Leconte senza braccio. Un Seppi qualsiasi. Ce ne faremo una ragione. “Dai e dai, lo spagnolo l'è sciupà” direbbe Jannacci, paonazzo in viso, dopo un'adorabile ciucca. Per alcuni, gli amanti viscerali dell'orrido e forzuto ad ogni costo (per rendere meno avvilente la propria bruttezza fisica o interiore), Wimbledon non il più veritiero tecnicamente. Probabile. Nella realtà oggettiva, rimane uno slam che mai ha incoronato vincitori paradossalmente insignificanti, ma ha rafforzato dinastie nobili o coronato grandi carriere. Nemmeno con la trasformazione dell'erba in pastura verde per vacche ogm, si è invertita la rotta. Certo, innegabile come abbia agevolato il successo dell'indomabile diavolo della tazmania maiorchino (che con l'inf...