INDIAN WELLS 2011 - BILANCI, PAGELLE E QUELLA INSANA VOGLIA DI "FLOORBALL"
Novak Djokovic: (non me la sento). Atteggiamento marzialmente insopportabile, strabico sguardo di demente sfida. Fantasia tennistica di un tostapane, noioso, monotematico e repellente quanto un'iguana delle Galapagos cosparsa di guano. Eccolo il futuro del tennis mondiale, in tutto il suo splendore. Un soldatino di cera ponga che corre tutto ritto e si snoda in tre pezzi, recupera e tira. Fa venir voglia di esplorare nuovi orizzonti sportivi ed appassionarsi al “floorball” o alle “freccette”, perché un Tommy Haas che lo ridicolizzi facendone emergere tutta l’inumana costruzione tennistica, pare non trovarsi in giro. Qualcuno potrebbe contestare in modo scomposto. E ne ha ben donde. Innegabile quanto il serbo sia migliorato rispetto ai mesi scorsi. Tocca ammetterlo. Non ostenta più quelle tragicomiche imitazioni da guitto del Bagaglino. Nessun camuffamento da Groucho Marx, alla estenuante ricerca di suscitare gran simpatia nella mente di qualche pazzo. Prendete lo strangolatore di...