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Visualizzazione dei post da febbraio, 2016

PILLOLE SEXY DI TENNIS DAL MONDO

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Foto Tatiana, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Il treno perso dalla gnappa Strycova.  Ci sono occasioni, frutto di eventi fortuiti e irripetibili, che chiedono solo di essere  colte al volo. Opportunità che il destino ti pone su un piatto d'argento. Trovare Sarita Padellara Errani nella finale di un premier sul veloce capita una volta ogni due vite. È come trovarsi Fassina contro alle elezioni. Puoi perdere solo se in pubblico dibattito ti dichiari un deviato ittico o di non voler sparare ai profughi di Lampedusa. Lei invece, matta come una cavallina imbizzarrita, fa un sorriso ammiccante e inquietante, di quelli che non sai se ti voglia sedurre o ammazzare e, dopo aver mostrato meraviglie magie contro Ivanovic e Garcia, risponde con sbocchi tennistici (e tutti i torti forse non li ha) al postribolo tennistico di Sara Errani. L'italiana ringrazia, ed era arrivata alla f iinale dopo scempi e battaglie con impresentabili figure, Zhung, Shvedova o la regolarista f...

FED CUP, ITALIA FRANCIA: CRONACA DI UNA DISFATTA ANNUNCIATA

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Foto Peter Menzel, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Premessa: ho visto solo alcune fasi del match Francia-Italia valevole per il primo turno di Fed Cup e disputato a Marsiglia,   Esito scontato. Lo si sapeva. L’Italia del post Pennetta, con Schiavone ormai portabandiera senza bandiera, Vinci epurata, e che si basa tutto sull’automa sparacchiante Giorgi e Sarita padellara, partiva senza speranze. Nemmeno un suicidio transalpino poteva bastare. Dopo i successi del passato, si vive un periodo di vuoto assordate anche al femminile.  Il nulla assoluto. Eppure, due parole occorre dirle. Tanto per. Perché  perdere ci stava, ma malgrado tutto si poteva farlo con più dignità, se non addirittura giocarcela, grazie a scelte un filo meno suicide. Errani-Vinci.  No, non farò nessun accenno alla febbrile attività parlamentare attorno alla legge sulle unioni di fatto e Elton John a Sanremo. Non è questa la sede. Qualcuno però ancora si ostina a negare ciò che ...

DJOKOVIC SBANCA MELBOURNE, KERBER CERVO CHE "ESCE DIFORESTA"

Ci mettiamo alle spalle una edizione tutto sommato divertente degli Australian Open. Nel maschile finale scontato come  l'accordo di una canzone di Ligabue. Tra le donne, clamorosa affermazione di un cinghiale scappato dalla foresta nera tedesca. Uomini Novak Djokovic 8. Si poteva sperare solo in un propizio agente esterno. Macchina ormai perfetta e tirannia inscalfibile. Il suo tennis robotizzato annienta utopici volleanti, è ideale per avvilire il virtuoso tennis d'attacco di Federer o quello a specchio di Murray. L'unico modo per batterlo sarebbe addormentarlo, sfidarlo a prendere lui l'iniziativa per poi trafiggerlo a sorpresa con zampate improvvise. Ci vorrebbe un Gattone Mecir dei nostri giorni. Ci prova Gilles Simon (6,5), infatti l'unico a impensierirlo realmente. Gli riesce la prima parte del diabolico piano (addormentarlo offrendogli pallette smunte e flatulenze tennistiche, tre metri dietro la riga), poi gli mancano duemilaseicento armi o...