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Visualizzazione dei post da febbraio, 2016

PILLOLE ALLUCINOGENE DI ATP/WTA

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Rafa Nadal, il morto è stazionario.  Un tempo il più grande tennista di sempre su terra battuta i tornei minori sudamericani nemmeno li giocava. Avrebbe vinto in infradito e bendato, senza nemmeno smutandarsi. Ora è lì, rema, lotta, sbuffa, si lascia andare a esultanze gladiatorie che rasentano la patetica nostalgia, come un pugile suonato che fa il wrestler. O Berlusconi e Galliani che in tv dicono come il Milan sia il cl Øb più titolato al mondo. Perché dell'invulnerabile, imbattibile mutante terricolo con gli arti che si rugenerano per morfallassi come le code di lucertola, non c'è traccia. Depotenziato, vuoto, senza l'esplosività fisica dei tempi migliori. Il risultato è clamoroso: seccato su argilla rossa da giovani violenti (Thiem) o vecchie lenze mediocri (Cuevas), in lotta. Gli do tempo fino a Parigi, lì sapremo se Nadal staccherà la spina o rinascerà dalle sue ceneri. Riecco Delpo.  Mesi di dubbi, interrogativi, ipotesi, operazioni in serie, ipoteti...

Fed Cup, Francia-Italia: cronaca di una disfatta annunciata

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Premessa: ho visto solo alcune fasi del match Francia-Italia valevole per il primo turno di Fed Cup e disputato a Marsiglia,  limitandomi a vincere soldi scommettendo contro Sara Errani (quale folle book in prenda all'alcol o festeggiamenti carnascialeschi può dare Mladenovic e Garcia, ma anche Sandra Pizzichini, a 1,60-1,70 contro di lei sul veloce indoor?). Esito scontato. Lo si sapeva. L’Italia del post Pennetta, con Schiavone ormai portabandiera senza bandiera, Vinci epurata, e che si basa tutto sull’automa sparacchiante Giorgi e Sarita padellara, partiva senza speranze. Nemmeno un suicidio transalpino poteva bastare. Dopo i successi del passato, più basati su valori individuali che meriti federali, c’è un vuoto assordate.  Il nulla assoluto. Eppure, due parole occorre dirle. Tanto per. Perché  perdere ci stava, ma malgrado tutto si poteva farlo con più dignità, se non addirittura giocarcela, grazie a scelte un filo meno demenzial-suicide. Errani-Vinc...

AUSTRALIAN OPEN 2016: DOMINA DJOKOVIC, CINGHIALONA ANGIE KERBER ESCE DI FORESTA

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Ci mettiamo alle spalle una edizione tutto sommato divertente degli Australian Open. Nel maschile finale scontato come un post di Peppe Crillo sugli altri che rubbèno. Tra le donne, clamorosa affermazione di un cinghiale scappato dalla foresta nera tedesca. Uomini Novak Djokovic 8. Si poteva sperare solo in un propizio agente esterno. Macchina ormai perfetta e tirannia inscalfibile. Il suo tennis robotizzato annienta utopici volleanti, è ideale per avvilire il virtuoso tennis d'attacco di Federer o quello a specchio di Murray. L'unico modo per batterlo sarebbe addormentarlo, sfidarlo a prendere lui l'iniziativa per poi trafiggerlo a sorpresa con zampate improvvise. Ci vorrebbe un Gattone Mecir dei nostri giorni. Ci prova Gilles Simon (6,5), infatti l'unico a impensierirlo realmente. Gli riesce la prima parte del diabolico piano (addormentarlo offrendogli pallette smunte e flatulenze tennistiche, tre metri dietro la riga), poi gli mancano 1067107 arm...