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Visualizzazione dei post da settembre, 2011

MARTINEZ SANCHEZ E TSONGA, IL DOLCE LIBECCIO D'AUTUNNO

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Le ferite dei big . Ormai ci siamo abituati. La fase del post slam regala piccole soddisfazioni, mentre i big ricaricano le pile o stanno a guardare in vista di impegni più importanti. Djokovic sarà  a guarire come un automa nella sua navicella personale impressurizzata da naturali eventi, mentre Nadal bada a non perdere il ritmo, sgroppando 8 ore al giorno con una specie di Aceto in groppa a scudisciarlo nei fianchi. Persino Federer ha annunciato il forfait per il Masters 1000 di Shanghai. Problemi e piccoli malanni, per lo svizzero che non è più fanciullo. Anche lui, malgrado un tennis infinitamente più naturale e meno erculeo, paga qualche acciacco. Lo svizzero nella sua algida e chiusa aristocrazia, non esterna mai i malesseri in modo plateale. E’ nel personaggio. Leggenda narra come non si sia mai ritirato durante un match Atp. Non cadrà mai in volgari e sguaiate sceneggiate in salsa "meroliana" da moribondo. E nemmeno inizierà un torneo dichiarando: “non sto b...

SEMIFINALI DAVIS CUP – "NO MAS". IL LARMANTE ABBANDONO DI NOLE

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Perde ancora, Novak Djokovic, senza perdere. Altro abbandono e “no mas”, che ben si appaia all’estivo k.o. di Cincinnati. Il nuovo padrone dell’Atp ormai cede ad un umano avversario solo quando non sta in piedi, è ovvio, lapalissiano. Al meglio della condizione può perdere solo per fatalità o da Gesù travestito da ispirato mojcano. Ma questa sconfitta-abbandono ha un sapore ancor più amaro (per me dolcissimo come una sambuca con la mosca di primo mattino), perché davanti al suo invasato pubblico, in un match di Davis ove l’ultrà nazionalista (è voluto, questo lezioso calambour) difendeva i gloriosi colori della Serbia detentrice del titolo ed a caccia di un’altra finale. Un set di insostenibile supplizio e teatrale esibizione del dolore che potrebbe fargli guadagnare la parte di protagonista nella prossima fiction “i nuovi mostri-la via crucis” (uno strano connubio tra “passione di cristo” e “Rocky horror pictures show”). Lo perde al tie-break con Juan Martin Del Potro, ed inizia ...

US OPEN 2011 - DJOKOVIC L'INVINCIBILE, QUASI

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Day 0  - Dal vostro inviato, al colosseo. Submentali pagelle senza voto di codesta edizione degli Us Open maschili. Non aspettatevi numeri, ma solo aberrazioni senza sosta. “tennis 1.0.2” di Djokovic ha ormai mandato in soffitta il vecchio e rivoluzionario “tennis 1.0.1” di Nadal. Novak Djokovic. Non c’è stato meteorite, o altra forma di vita ultraterrena a poter mettere il boccaglio “alla cosa”. Oddio, Federer prima del regal capottamento. Continua questa marcia terrificante, manco fosse un Attila con sembianze da marionetta scucchiata. Fa tre su quattro slam stagionali. Quattro slam vinti in carriera. Un solo match perso nel 2012. Ce ne sarebbe abbastanza per emigrare alle Kayman, solo avessi qualche trigliardo stipato in specchiate banche, lamentandomi con qualche amico massone di terza fascia: “questo tennis è una merda, io me ne vado, capito che me ne vado?…”. Vince l’ennesima finale truculenta su Nadal, ormai vittima sacrificale di un’esplosione tanto improvvisa, qu...

US OPEN 2011. SAMANTHA STOSUR ANNIENTA L'URAGANO SERENA

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Day 0 – Dal vostro inviato, che ha sognato d’esser preso a roncolate da una rassicurante Serena. Dunque si guarda bene dallo scriverne male. Pagelle del torneo femminile. Precise, puntigliose ed immutabili come la manovra economica di un paese del terzo mondo. Samantha Stosur. Non si può non essere felici, quando vince Samantha Stosur. Ma non per la sua storia personale, ricadendo in un filmato da submentali lucciconi con colonna sonora strappa lacrime degna di un servizio di Studio Aperto. Piace perché malgrado quel fisico da Mastro Lindo è tennista fragile, spesso ricaduta vittima di un torpore da arruffata cerbiatta con gli occhi spauriti, nelle fauci del leone di turno. La gran perdente, titolo guadagnatosi sul campo e grazie a mille incresciosi svarioni, vince gli Us Open 2011. Forse come premio di una carriera. Fa suo uno slam che avrebbe potuto vincere tranquillamente nel 2010, e lo fa grazie ad una prestazione inimmaginabile, contro una Serena Williams versione tigr...

US OPEN 2011 – FEDERER: SUICIDE IN NEW YORK (ELEGIA DI UN SUICIDIO NUOVAYORKESE)

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Day 13 – Dal vostro inviato conta bubbole, sopravvisuto al super saturday Sarà quell’atmosfera frizzante, venata di chiassosa isteria, ma New York si presta a meraviglia per il racconto di un romanzo delirante. E’ ideale proscenio di grandezze, disastri, emozioni e catastrofi. O per un film di nevrotica asfissia/liberazione cerebrale partorito da Woody Allen. Lui e la sua New York. Si presta a tutto, quella gigantesca grande mela. La grandezza di una città ferita, che proprio ieri celebrava con ferale compostezza il decennale dell’attacco alle twin towers. Qualche ora di fitta pioggerellina altro non ha fatto che aumentare la spasmodica e chiassosa attesa per la prima semifinale: Federer- Djokovic. Come l’anno prima, di fronte in semifinale. Il vecchio ed elegante despota defenestrato da questa specie d’inelegante marionetta travestita da giullare, mezzo Pippo Franco e mezzo tagliatore di gole da wrestlemania. Attesa che palpi in quei gridolini d’eccitazione del pubblico e d...

US OPEN 2011 – SUPER SATURDAY ALLARGATO

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Day 12 – Dal vostro codardo inviato in incognito, con l’accento di Berghèm de suta, al Giro della padania E’ arrivata anche la first lady Michelle (non proprio quella di  Oh, my Michelle ) Obama a Flushing Meadows, a celebrare le battute finali di una delle più funeste edizioni dello Us Open. Per intenderci, come se la first lady italiana intervenisse agli Internazionali del Foro Italico. Ah già, noi non ce l’abbiamo una première dame. Al limite potrebbe esserci una teenager svitata (croata, venezolana,  o italiana senza licenza elementare) che si rotola per terra e ruzzola per le scale in preda a schizofrenia adolescenziale. Poi la fidanzatina sedicenne dell’ottuagenario despota rilascerebbe un discorso immortale, azzardo: “Sto assai contenta di aver venuta qua in mezzo a sti vecchi. Io sarò la futura ministera della istrussione...ihihih! Vorrebbe dicervi ke papi silvio berluscone è il più bravo uomo del mondo. E’ un vincente. E la notte ci scambiamo li sms dorc...

US OPEN 2011 - FEDERER-DJOKOVIC, ANCORA LORO

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Day 11 – The day after. Dal vostro inviato, costipato nell’ovetto ipobairco per curare il raffreddore da fieno Pennetta manca l’appuntamento di una vita. Alla fine è spuntato anche qualche timido raggio di sole, ad asciugare i campi impregnati d’acqua. Si gioca in un ambiente lunare da post apocalisse, con alcuni match assai interessanti confinati sui campi che meglio hanno tenuto. Tutti insieme appassionatamente, con inquadrature d’emergenza stile webcam amatoriale e pubblico che neanche al primo turno del challenger di Le Gosier. Ci mette un po’ a carburare Serena Williams , coi poderosi muscoli ancora imballati ed atrofizzati dall’umidità. Appena si mette in moto, ha ben poco scampo l’adorabile mortazza basculante Pavlyuchenkova . L’americana si guadagna la semifinale, dove troverà la formichina numero uno al mondo, Caroline Wozniacki , che ha ben controllato le sfuriate ansiogenamente asfissianti della tedesca Andrea Petkovic . Almeno ci siamo scampati il suo subumano b...

US OPEN 2011 – WHO’LL STOP THE RAIN?

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Day 10 (abortito) – Dal vostro inviato nell’arca di Noè, canticchiando questa fantastica song . Se solo m’avessero trovato un esemplare femmina della mia specie… Pioggia, pioggia ed ancora pioggia. E chi la fermerà? Atmosfera tra l’apocalittico ed il grottesco, a New York. E dire che le premesse erano state beneaugurati, con l’uragano “Irene” a bagnare l’esordio di un torneo che potrebbe rimanere nella storia. Intemperie che si mescolano ad inadeguatezza quasi semidilettantesca degli organizzatori, e tragica impreparazione alla situazione d’emergenza. Pioggia incessante, intervallata da un’oretta di quiete, campi asciugati col phon per capelli e pronti per essere nuovamente bagnati da un altro biblico scroscio. Forse utilizzando i teloni, un paio d’ore di tennis si sarebbero anche potute vedere. Una situazione che snerva già lo spettatore medio con la sua birrozza sui braccioli della poltrona, figuriamoci i protagonisti. Scalpitano, s’innervosiscono come i cavalli prima de...

US OPEN 2011 – FLUSHING MEADOWS, BAGNATI PRONOSTICI OTTAVI E QUARTI DI FINALE

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Day 9 (mai esistito) – Dal vostro afflizionato inviato coi reumi alle giunture, stipato a bordo campo col k-way. Ah, sì. Codesto anfratto di rete, pullula di visite. Frotte di commenti che infervorano un dibattito incandescente ed assai produttivo. Solo uno di (assai poco originali) insulti e cassato, da parte di un fine lettore che mi invitava a giocare contro Francesca Schiavone. Troppa grazia. E con gentilezza, ho declinato l’invito. Pure il mio povero babbo, ai tempi, invitò Gianni Brera a giocare lui, al posto di quel Gianni Rivera che il marrano scriba criticava ferocemente. Io non sono Brera, Schiavone non è atleta dal femmineo agonismo di Rivera "l'abatino" (ma figuriamoci...) ed il ricercato lettore spero abbia un po’ più della licenza elementare che s’era guadagnato il mio defunto genitore. Al limite un refolo d’intelligenza che trascenda gli studi, per capire che si può ridere e criticare chi gioca meglio di te, ha vinto coppe, etc… Solita solfa, i...