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Visualizzazione dei post da gennaio, 2012

AUSTRALIAN OPEN 2012 – PAGELLE SENZA VOTO FEMMINILI. AZARENKA, SHARAPOVA E LE URLANTI ORCHE GESTANTI

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L’abortita sfida da numero uno tra i due rumorosi uragani . Allertati pronto soccorsi e nosocomi di Melbourne e limitrofe città. Per i coraggiosi eroi che hanno avuto la bella idea d assistere alla finale femminile degli Open d’Australia senza artigianali, quanto lievi, rimedi, si temevano ricoveri coatti di massa con tanto di timpani lacerati e fragorosi scoppi delle trombe d’eustachio. Alla vigilia della finale gli esperti si sono impegnati a trovare delle credibili similitudini. Tecniche? Tattiche? Ma figuriamoci…cosa vuoi rinvenire di tecnico in quelle invasate martellatrici di ogni cosa. Si provava a capire a cosa potessero somigliare i versi terrificanti che i due uragani biondi con fattezze vagamente umane, riversano sul campo ad accompagnare le loro furibonde roncole. Una lavatrice inceppatasi nel pieno della centrifuga? La sirena congiunta di due ambulanze? Un montone che copula selvaggiamente? Dieci frullatori impazziti? Il motore turbo di una Lotus formula 1 del 1981? ...

AUSTRALIAN OPEN 2012 - BILANCIO CONSUNTIVO POST DJOKOVIC-NADAL. PERNACCHIE E PAGELLE MASCHILI

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Il tennis. Questo tristo e bistrattato, tennis . Prima della finale maschile, quasi come ultimo sberleffo, in un effluvio futurista di luci e shockanti annunci, ecco una dozzina di ex campioni, in mezzo a quali uno spaesato Rod Laver. Gracile normotipo australiano, mancino, rossiccio, che tra gli anni 60/70 dominò il tennis. Nel candore della sua polo immacolata accarezzava una pallina con uno strumento di legno e giocava il servizio e volée. Poco più di mezz’ora dopo, su quello stesso campo, due energumeni di venti centimetri più alti, con i muscoli che scoppiano in maglie iridescenti o con disegni demoniaci, crivellano palline, rantolano e corrono come fiere selvagge per quasi sei ore. Arpionano colpi devastanti  e l’impatto con la pallina genera schizzi di sudore di un sinistro color verde radioattivo. Mi sembra, in sintesi, molto più umano un videogame di dieci anni fa, rispetto a questo “spettacolo” raccapricciante. Mazzate terrificanti e corse folli, migliaia di scatti ...

AUSTRALIAN OPEN 2012 – MURRAY, “IL SOGGIORNO AL VILLINO DEL CAMPIONE” IVAN LENDL

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Day 12 – Il caso del giorno. Un operaio grida ad uno degli artefici della distruzione del paese “Tu non devi rompermi i coglioni”, ed il politico se ne va stizzito. Dov’è la stranezza? Ah, già. Nei paesi normali, gli esponenti di un regime che ha causato un disastro simile, non vengono mica attaccati verbalmente. Ma usati come cibo per le mosche La leggenda narra di come Ivan Lendl, dominatore del tennis di metà anni ’80 (lontano da Wimbledon), vivesse schiavo di maniacali fissazioni, metodiche ed immutabili. Il perfetto “uomo di cemento”, l’antesignano del cambio racchetta con le palline nuove. Durante i pochi giorni di pausa da tornei ed allenamenti, mentre Becker si dava ad improvvisate october fest con birra bevuta in boccali da sei litri assieme a smutandate aborigene, Ivan era solito invitare un tennista nella lussuosa villa ranch in Florida, per qualche giornata di sollazzante vacanza-lavoro sui suoi campi personali. Una specie di riffa in stile fantozziano. Come il ...

AUSTRALIAN OPEN 2012 - FEDERER-NADAL, IL BELL'ADDORMENTATO VITTIMA DEL MALATO IMMAGINARIO

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Day 11 - Pronto signore kapitahno Barazzutto? Szono Romina, ja? Romina Oprandi. Volere sapere perché nonostante Pennetta e Schiavone non szono venute in Russia foi non afere penzato a me, eh? Tengo la lebbra, forsze? Questa Camerìn è melio di me? Essere numero 60 Wta, io.  La batto anche con la sinistra. - Guarda Romina io, in qualità di capitano della nazionale tricolore, pensavo tu stessi male… - Ma scusi Barazzutto, lo sapeva anche Picazzo Peccener che stafo bene, ja! Poteva anche chiamarmi per sapere come stavo, o no? - Non lo so questo, Romina. Ma lo sai tu che Schiavone ha vinto il Rolando, lo sai? Debbo seguirla con perizia, posso mica ricordarmi di te che giochi a Mendrisio?…Per il resto io penso e medito. Medito e penso. Sono il capitano cogitante.”. Qualche mese dopo questo dialogo (paradossi a parte, così come l'atleta lo ha riferito), la federazione italiana rinuncia alle prestazioni di Romina Oprandi, che diventa sportivamente svizzera. Vivaiddio. Gli s...

AUSTRALIAN OPEN 2012 - I QUATTRO CAVALIERI DELL'APOCALISSE

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Day 10 – Dal vostro inviato conscio che la crisi non esiste e la vedono solo i menagramo, pessimisti ed invidiosi comunisti (i ristoranti di Cortina infatti sono sempre pienissimi, ed i voli per le isole Kayman sempre zeppi), ma per puro scrupolo di coscienza ha appena fatto approvvigionamenti pre bellici: Pane, pompelmi e birra. Sia mai che si accaniscano contro i consumatori di luppolo e non con quelli di cocaina Eccovele sul piatto, le due semifinali maschili: Federer-Nadal e Djokovic-Ferrer. Serviti quelli che pensavano a possibili sorprese ed inserimenti. I più forti restano quelli. Gli altri, i vari Tsonga, Berdych o Del Potro, possono ancora poco, se non approfittare di loro estemporanei cali dei quattro cavalieri dell'apocalisse. Se al meglio, quelli lì davanti rimangono di un altro pianeta tennistico. Murray nella notte passeggia contro Nishikori . Il ragazzo con gli occhi a mandorla nulla può, reduce da tre battaglie consecutive al quinto set. Lo scozzese giung...

AUSTRALIAN OPEN 2012 - ATTENTI A QUEI DUE

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Day 9 – Dal vostro inviato in camporella, accampato sulle rive del fiume Yarra Tanto tuonò, che piovve. L’alba, cinica e brutale iniziava a chiavare i nostri  cisposi occhi, mentre Roger Federer  era già  lì ad addolcirli con sontuose parabole e guizzi di decennale candore. L’ex numero uno appare davvero in palla, centrato come non mai. Un orologio svizzero, preciso ed impeccabile. Taglia il campo con una lama. Assisto solo ai titoli di coda, sorseggiando un buon caffè, ma davvero nulla sembra potere Juan Martin Del Potro . L’argentino fuciliere della Pampa, in grande ripresa e pur autore di un buon torneo australiano dopo le traversie fisiche, appare ancora lontano dal poter infastidire un avversario in simili condizioni. Smagliante e tirato a lucido. Federer raggiunge l’ennesima semifinale di major della carriera, e lo fa senza cedere un set, trattando Del Potro come aveva fatto con un Kudryavtsev qualsiasi. Lo svizzero si appollaia nella tanto attesa sem...

AUSTRALIAN OPEN 2012 - IL DOPPIO TONFO

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Day 7 e 8 – Che poi è troppo facile fare i froci cor culo dell’artri (chi vuol capire, capisca) Un doppio stonfio nell’acqua, fragoroso e zampillante. E il rumore sordo e terrificante, lo avranno udito anche gli abitanti di Auckland e quelli della Nuova Papua Guinea settentrionale. Il richiamo a morta metafora marittima viene spontaneo, e non è certo dovuto a reminiscenze marchiate Hemingway, tanto meno a ricordi di Moby Dick o Titanic andati. E’ ormai inevitabile, vista la spietata caccia agli schettini e a quell’umana pavidità in un mondo di inumani eroi a parole. Noi tutti, gli eroi. Fuori dai giochi, come in un doppio carpiato in una gara di tuffi, Serena Williams e Jo Tsonga . Tragica, la dipartita del francese contro il giapponese Kei Nishikori . Si sapeva, per precedenti e caratteristiche tecniche del sapido tennista del sol levante, che non si sarebbe trattato di un match facile, per l’espolosivo bisonte d’oltralpe. Jo proprio lo soffre e non riesce a trovare rit...

AUSTRALIAN OPEN 2012 – OTTAVI DI FINALE MASCHILI E FEMMINILI: SACCENTI ED INFALLIBILI PRONOSTICI DELL’ASTROLOGO

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Day 6 - Mi sai citare i classici a memoria, ma non distingui il ramo dalla foglia (Ivan Graziani) Uomini Djokovic-Hewitt 99%/1%. Serbo versione carnefice degli infanti, fino ad ora: due game al povero Paolino Lorenzi. Altri due al volleante Mahut, impallinato con immotivata crudeltà. Qualcuno in più al colombiano Giraldo.  Hewitt è l’eroe, quasi cinematografico, del torneo. Lui, e Tony Roche (uno che allenava Lendl trent’anni fa), arzilla ed ottuagenaria leggenda del tennis che mi fa gran simpatia per quelle smorfie e l’agonismo esaltato, che fa il paio con quello del suo pupillo. Come Rocky Balboa e l’anziano coach col secchio in mano. Rocky, o meglio, l’indimenticato “Rocchio”. Non una grande impressione lasciata all’esordio con Stebe, poi il ritiro di Roddick e la meritata vittoria da irriducibile combattente contro la giovane promessa Raonic, alla grande prova d’immaturità ad alti livelli. Ora per l’idolo di casa c’è Djokovic. Missione impossibile, rischio concreto di immer...