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Visualizzazione dei post da luglio, 2017

BUKOWSKI MI È APPARSO IN SOGNO, E MI HA SPIEGATO FOGNINI E IL TENNIS

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In un delirante lampo di autolesionismo dettato dai peperoni ripieni, sono spinto a scrivere un pezzo serio su Fabio Fognini, che ha appena vinto l'Atp  250 di Gstaad.  Per carità, niente di così estremo, ma comunque un bel risultato in linea con i trionfi estivi degli ultimi anni, in tornei dopolavoristici snobbati da top players in vacanza. Pensavo fosse Umago il luogo ideale per il solito trionfo in ciavatte, ma il giovin Rublev (reo di prender righe) gli aveva sbarrato la strada. Gstaad invece, coi suoi alberghi a venticinque stelle, il clima temperato che ne ha limitato il tappamento di vene, si è ben prestato all'impresa. Ovvio che scrivere un pezzo serio e obiettivo, visto il personaggio controverso, mi risulta complicato. Poi, ammetto, sarei come Fonzie che fatica a dire certe cose. Mi sono dunque assopito con l'idea di quel pezzo, prima che gli incubi da peperoni facessero il resto e il pezzo si è dipanato, naturale come uno slice di Petzchner che bacia l'incr...

DJOKOVIC SI FERMA. CERCASI STRIZZACERVELLI PER CURARE OSSI ROTTI

Come un fulmine a ciel sereno, inaspettato quanto una battuta pecoreccia della Littizzetto o una volée di Seppi, ecco la notizia bomba dell'estate: Novak Djokovic decide di fermarsi. Durante l'attesissima conferenza stampa , dichiara che tornerà alle competizioni solo nel 2018. Ha bisogno - ribadisce - di qualche mese di riposo per "rigenarare il suo corpo". E, dice e non dice, per curare la mente. Ovvio, anche saggio, porre fine alle pallide prestazioni offerte negli ultimi mesi, cercando di ritrovarsi. Per una coincidenza astrale, provocazione, scaramanzia o semplicemente per ribadire come la sua dote principale non sia la volèe ma restano le imitazioni (pirotecniche), il serbo comunica la decisione nello stesso giorno in cui lo scorso anno Federer annunziò ai fedeli la momentanea sosta prima dell'arcinota (gaudiosa) ascensione del 2017. Come Federer, quindi, ma anche come Nadal , che ancora prima sostò in officina per aggiustare gli ossi. I due però, non sembr...

IL PEGGIO DELLA SETTIMANA: IL RITORNO DALL'OLTRETOMBA DI PETZSCHNER E FERRER, LA PRIMA DI RUBLEV

(Post di 5 minuti, scritto sul telefonino aspettando in coda al supermercato). Come tursiopi che giochicchiano col velenosissimo pesce palla e, mordicchiandolo sapientemente, assumono piccole dosi di veleno, Petzschner e Melzer (al secolo, scemo + scemo), volteggiavano egagri e strafatti, funamboli biscazzieri tra gioco, vita e sballo. Ah, quanti ricordi. Una volée melliflua, una bomba al fulmicotone, ricamo o aborto, sorrisetto squilibrato e via. Stando ben attenti a non schiacciare il pesce palla e morendo all'istante, giocavano col fato, lanciandoseli tra piroette e sbuffi d'acqua. Il periglio mortale come eccitante estremo. Seguitavano a lanciarselo e sballarsi a mo di poeti maledetti francesi, delfini tossici. Vinsero tre titoli, i due funamboli, due dei quali Slam (Wimbledon e Flushing Meadows). Quando si dice la classe. A tre anni dall'ultimo acuto, il tursiope strafatto di veleno a piccole dosi del pesce palla, riappare a Baastad, dove trionfa assieme al doppista ...

FEDERER SENZA TEMPO A WIMBLEDON. VOTI E GIUDIZI FINALI

Uomini Federer 8 (come i successi a Wimbledon, in undici finali giocate in 18 edizioni. E il ventennio non è ancora finito). Dominio assoluto, successo in perfetto Federer style. Programmato in modo certosino (quasi Lendeliano). Sinfonia maestosa e assolo ispirato. Trionfa senza lasciare un set per strada, in total control, rendendo Raonic, Cilic e Dimitrov autentici pupazzetti inanimati delle giostre. A 36 anni è in una condizione atletica straordinaria, grazie a un fisico integro nato per questo sport, mentre altri, lodevoli e innaturali, si leccano le ferite. Successo molto diverso, rispetto a quello australiano, meno emozionante ma più solenne, come si confà al proscenio reale in adorazione mistica e al suo Tempio. Senza epiche battaglie, ma in assoluto dominio dall'inizio alla fine.   Superiorità quasi imbarazzante. Il resto, chi blatera di Federer bravo a vincere senza avversari, quando Nadal, Murray o Djokovic non ci sono, lo fa per smania di protagonismo, voglia di far us...

L'OTTAVA MERAVIGLIA DI FEDERER A WIMBLEDON

Il giorno più atteso. Cielo di cemento. I due gladiatori entrano nel Tempio del Centre Court, un po' Colosseo, molto Cappella Sistina british. Gridolini ettrizzati delle composte dame sul centre court. Ceppi con cappellini di paglia inforcano occhiali binocolari. Vecchie cariatidi del passato, da Laver a Chris Evert, Edberg e Annette, inquadrate sugli spalti, ostentano gommose facce da party mondano retrò. William e consorte nel palchetto reale scorreggiano silenziosamente. E Homer Bum Bum Becker forse già ebbro, ci presenta il match per la Bbc che (fatale errore) ha deciso di pagarlo in birra e domani dichiarerà fallimento. Il bimbo Luca getta la monetina. Roger in tenuta di bianco più bianco che il Dash non puote, nasconde la tensione dietro gesti flemmatici e un sorriso di finta serenità. Mirka, con coppie di gemelli, è la più tesa di tutti. Cilic pare lì per caso, vittima sacrificale già a partire dalla standing ovation riservata alla leggenda che entra nell'arena. "C...

MUGURUZA SPEGNE IL SOGNO DI VENUS WILLIAMS

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Foto di Charles Ng, Licenza Creative Commons CC-BY 2.0 Tutto è male quel che finisce peggio. Una finale al femminile molto attesa, ricca di incroci, potenzialmente esplosiva ed equilibrata tra la giovane iberica e la vecchia Venere d'ebano. Il match ha però deluso le attese. Le due iniziano contratte, aggrappate al servizio. Garbine nitrisce come cavalla del Palio di Siena, Venus risponde con ruggiti di pantera ferita. Io alla stalla tendo a preferire la savana. Gran battaglia abortita, perennemente sul punto di esplodere. Il momento, e che momento, sembra arrivare sul 5-4 Venus, quando Muguruza al servizio si trova a dover annullare due set point. Sul primo Venus spinge, non abbastanza, per niente bene, e finisce per sbarellare col suo colpo meno sicuro, il dritto. L'altro lo salva col servizio, una fredda Garbine. 5-5 e convinzione che finalmente il match decolli. Niente di più sbagliato, perché da lì in poi è un autentico supplizio. Venere sembra non averne più, aver lasci...

FEDERER DAVANTI ALLA STORIA

Centre Court preso d'assalto. Sparuti drappelli di massimi esperti mondiali in mostrocismo, frotte di torvi lombrosiani e ignari spettatori a rischio suicidio dopo venti minuti, pronti a studiare Cilic e Querrey che si sfidano a singolar tenzone per un posto in finale.  Due che, causando imprecazioni di organizzatori smadonnanti, al massimo potevi vederli in finale in un Atp 250. Agghiacciante. E lo spettacolo non delude le aspettative (di restare vivi). Grazie a tennisti di tal risma e per scongiurare partite zeppe di ace e senza scambi, gli organizzatori pensarono a un'erba meno veloce. I risultati sono stati sbalorditivi: A Wimbledon i mostri battitori imperversano ancora e in più storti arrotomani (Errani esclusa) riescono liftare impunemente come faine. E le volée sono diventate rarità, come violette nel deserto. Ben fatto, ragazzi. La spunta, come da pronostico, Cilic in quattro set, dopo violenta battaglia. Poi i luminari escono, barcollando, ed entrano gli ansiosi suddi...

MERAVIGLIA VENUS, A 37 ANNI TORNA IN SEMIFINALE A WIMBLEDON

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Foto di Cherles ng, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Un classico meriggio inglese, col sole malaticcio soffocato da nuvolaglia perenne, illuminato dai lampi di Venus Williams, semplicemente meravigliosa nel regolare Johanna Konta e spegnere le speranze di un Regno intero. Venere regola con vigore ed eleganza la naturalizzata inglese, sciorinando lampi di classe autentica. Buona per carità, questa Konta sbocciata tardi, costruita bene col lavoro, che nella top 10 attuale ci sta anche, ma di livello e cilindrata nettamente inferiore a una Venere in simile stato di grazia. Nemmeno la differenza di età ha appiattito questa voragine. Potenza ed eleganza, si diceva. E dna di campionessa autentica sotto la pelle d'ebano. Caratteristiche dell'ultima diva del tennis mondiale. A 37 anni, sinuosa e feroce come una pantera che annusa il sangue, azzanna un'altra finale. Che c'è di strano, si dirà. L'età agonistica nel tennis si è allungata in modo incredibile. Ma il suo g...

ROMPONO MURRAY E DJOKOVIC, I NUOVI MOSTRI TRA FEDERER E LA OTTAVA IN RE MINORE

Quasi un dio giocherellone abbia voluto divertirsi un po' per rallegrare questa torrida estate, servite le semifinali a sorpresa: Cilic-Querrey e Federer-Berdych. Roba da non credersi. Capottano o si rompono tutti i possibili ostacoli tra Roger e la ottava sinfonia in Fa maggiore nel Tempio di Wimbledon. Il fenomeno svizzero può perderlo solo con un suicidio innanzi a cotanta mostruosità tennistica. Roger contro i mostri, come il Principe Carletto : Lerch, Frankenstein e il mostro della laguna nera. Lunghi, legnosi, di antologica bruttezza antiestetica (fatto salvo Berdych, mi dice dalla regia una miope fan).  Praticamente una bestemmia tennistica solo accostarli al Dio danzante, per un gioco del destino sono gli ultimi ostacoli verso il trionfo annunciato. Ma come si è arrivati a questa  incresciosa ecatombe che ha quasi del clamoroso? Murray giochicchia claudicante contro Lerch Querrey in uno di quei match fintamente in equilibrio, in attesa che il più scaltro Murray piazzi...

WIMBLEDON 2017, VENUS E L'ONORE DEI WILLIAMS

Semifinali femminili non ancora delineate: Venus vs Konta vs e Muguruza vincente tra Rybarikova e Vandeweghe, match tutt'altro che finito, col giraffino slovacco ispirato che prima dell'interruzione stava leziosamente disinnescando l'americanona. Il sugo del discorso resta comunque, ahimè, scontato. Venus perderà in finale contro Muguruza (se non con l'inglese, colta da malore dopo l'ennesimo servizio della Konta da frattura delle meningi). È scritto nelle stelle di Paolo Fox. Faccio una confessione. Mesi addietro, appena appresa da Alberto Angela in persona la notizia di Serena partoriente, tra le mille cose, ne ho pensata una: quest'anno Venus vincerà almeno uno slam. A Wimbledon o a New York. Basavo questa convinzione su una considerazione banale, non priva di dati scientifici e leggendo le scie chimich volteggianti nel cielo: Fuori la più forte, vincerà la sorella della più forte. Perché, con la Serena gravida, l'unica fuoriclasse rimasta nel guano impe...

MULLER MANDA AL TAPPETO NADAL

Dal vostro inviato in mutande sulle rive del fiume, in attesa di trote e lucci argentati. Giornata riccchissima, questo day 7 dei Championships, con tutti gli ottavi di finale in scena. Match più atteso e che non ha deluso le attese, quello tra Nadal e Muller. Il lussemburghese sfonda, il diavolo di Manacor rintuzza con ardore. Boomerang di servizio con effettacci velenosi d'attacco arginati a fatica dai magli diabolici carichi di curaro dello spagnolo. Ne esce un ovvio, grande, match, che si chiude allo sprint, 15-13, dopo autentica maratona. Nadal fuori, ma Muller non è minimamente paragonabile ai cani, porci e Darcis che lo avevano battuto gli ultimi anni. Anzi, non fosse per la fatica fatta oggi, la finale sarebbe stata alla portata. Per il resto, Federer dà lezioni allo scolaro Dimitrov, Murray giochicchia e batte pinnolone Paire, convince Cilic, maratona horror vinta da Querrey, altre maratone vinte come pronosticato (in un raro lampo di lucidità) dai più esperti Berdych e R...

WIMBLEDON 2017 DAY 6: PREDICTION DEGLI OTTAVI, PER SBARCARE IL LUNARIO

Sgargarozzando un abbondante bicchierone d'acqua sotto un chiringuito, analizzo la situazione a metà torneo, dandovi qualche prezioso consiglio per vincere bei soldoni con cui pagare il mutuo per la  cuccia di un cane (se lo avete) . Cos'ha detto la prima settimana? Che i grandi favoriti rimangono grandi favoriti. Spaventoso percorso netto di Rafa, Roger, Nole, che vanno veloci. Una briciola lasciata per strada da Andy. Le quotazioni di Federer sono stabili, leggermente in discesa Murray, Nadal in crescita, Djokovic in grande crescita. Outsider (molto out): Cilic e Raonic. Più preparati loro di Thiem o Zverev. Tra le donne, fuori Pliskova e Kvitova, confermo il ruolo di favorita (perché unica fuoriclasse rimasta, ancorché 37enne) di Venus Williams. Dietro Azarenka, perché ha la cazzimma. Poi Muguruza o Kerber. Outsider Svitolina, Ostapenko, Halep. Difficile possa vincere una tra Radwanska e Kuznetsova. Mina vagante Vandeweghe armata di lanciafiamme. Uomini Murray-Paire 90/10...

ITALIANI A WIMBLEDON 2017, NON CI RESTA CHE PIANGERE

Era il gran giorno degli italiani, coi nostri due migliori esponenti nell'ambizioso tentativo di arrivare alla seconda settimana. Concrete speranze le ha Camila Giorgi. Il confronto con Ostapenko si presentava quasi come un premonitore passaggio di consegne tra la vincitrice del Roland Garros e la futura Regina di Wimbledon. Guardo alcuni scambi e penso cose, avvolto da nubi d'oppio: sono ambedue bionde, più o meno naturali (Lele Mora conferma). Entrambe tenniste moderne, violente, indemoniate. La prima è chiaramente più giovine ed inesperta. L'altra più navigata. La prima, causa l'età, è rudimentale, spara a casaccio (o alla famigerata beataminchia, se volete). L'altra invece è più logica, una picchiatrice assennata quasi. La prima ha un atteggiamento di meccanica estraneità, gioca punto dopo punto come se ognuno fosse uguale all'altro. Nessuna attenzione per avversaria, posizione del campo, punteggio. L'altra invece ha un suo agonismo, magari discutibile,...

ERNESTO GULBIS, ZAR DI TUTTI I NIGHT CLUB

Nessun dubbio sul match di cartello odierno, in scena all'All England Club: Gulbis-Del Potro . Da un lato il gigante argentino da anni ospite del centro traumatologico di Tandil, dall'altra il lettone, temporaneamente evaso dal frenocomio di Riga "la mente latente mente", centro per ricchi snob scansafatiche, ove soggiorna giocando a ping pong in vestalgia di seta con le sue iniziali. Confronto imperdibile. I due avrebbero potuto essere top 5 per almeno un decennio, ma paiono lodevoli rottami. Match che si presenta bruttino, giocato su poche, poderose, roncole. A pagare maggiormente per gli handicap sembra Del Potro, ormai costretto a giocare solo slice di rovescio come un Petzschner senza averne mano e aria. Ernesto il lazzarone versione barbudos invece sembra addirittura favorito dalla celeberrima infermità mentale. Ben centrato, cioè, non avendo più nessun obiettivo, ambizioni pseudosportive, se non scolarsi una birra ghiacciata al punto giusto, gioca a briglia s...

PAOLO LORENZI, L'ANTIEROE DEI DUE MONDI

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Foto di si.robi, Wikimedia Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Merito del reato di tortura appena approvato con un secolo di ritardo, se non mi fanno seguire l'eroe di giornata: Paolo Lorenzi. Classe '81, una vita da gregario giramondo, da Bucamaranga a Bogotà, passando da Santiago, Orbetello via Medellin, tra i diversi cartelli di narcos. Eroico, fino alla top 100 da ultratrentenne. Quasi miracoloso, si disse. Miracolo di abnegazione e lavoro, quando sei della stessa (di nascita) di Federer, ma di quell'altra classe hai nemmeno un unghio. Allenamento e miglioramenti continui a 35 anni, quando altri, gravidi di talento presunto, rifiutano sdegnosamente di mutare i propri schemi a 21 anni.  Negli slam raccoglie noccioline dai big (clamoroso un primo turno con Djokovic da eccidio degli infanti) e scherno di qualche ex buzzurro ora ai microfoni. Potrebbe bastare, accontentarsi di quel premio per un girovagare senza sosta. Ma mica si è ferma, il prode Paolino, anti...

WIMBLEDON 2017, SUA DIVINITA' FEDERER ENTRA IN SCENA

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Foto di Brian Minkoff -London Pixels, Wikimedia Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 3. 0 Bando ai convenevoli, il Day 2 a Wimbledon era il gran giorno di Roger Federer. Tutto pronto per il debutto del semidio svizzero, nel suo elegante slancio verso l'attesissima "nona". Statua vivente che lagrima sangue e volée più di San Gennaro di fronte a Maradona. Un pallido sole si fa spazio tra le nubi gonfie per accoglierlo con i dovuti onori. Il verde dell'erba riluce ancor di più quando sua Divinità Eccelsa la calpesta coi piedi santi, entrando in campo. Urla d'emozione e composti gridolini british lo accompagnano mentre sgamba leggiadro in riscaldamento. Una candida fascetta a raccogliere gli ormai radi capelli. Appare sempre più stempiato, ma è un greve inganno. Non è lui a perdre i capelli, ma i capelli che perdono lui, rendendosi conto di non esserne degni. Tutto bianco, immacolato come la beata Vergine Maria. "È proprio un Santo!" si lascia a...

KYRGIOS, GIGANTE D'ARGILLA, TONFO WAWRINKA

Dal vostro inviato nella City, al fianco della Contessina Serbelloni Mazzanti Viendalmare, una sintesi del Day 1. Giornata iniziale pirotecnica. Murray, cui la condizione di quasi morte cerebrale celebrata da tutti non può che giovare, entra bene nel torneo disponendo della giovane promessa Bublik. Lo scozzese vede anche il suo tabellone liberarsi di due avversari ingombranti sulla via della finale.  Vera sorpresa il tonfo clamoroso di Wawrinka, spazzato via dal giovane  russo Medvedev. Lo svizzero su erba si conferma un cinghiale sul ghiaccio. Sorpresa relativa la sconfitta di Nick Kyrgios, ritiratosi ormai a pezzi e in lacrime quando era sotto di due set contro il buon volleatore transalpino Herbert. Relativa perché erano note le condizioni fisiche approssimative dell'australiano tamarreide. Poco da dire, molte domande irrisolte. Forse non sa gestire la potenza di un tennis che non ha però molte alternative o si allena male. Oppure è solo sfortuna del momento. Random, buon ...