NOVAK DJOKOVIC VELEGGIA A FORZA TRE
Tra sfarzo e costruzioni pacchianamente futuriste, nella nuova città dello sport e dei petrol-dollari, la finale più attesa e scontata, mancando Nadal, si è risolta in poco più di un’ora di tennis terrificante nella sua bruttezza. Al punto che qualcuno gira immediatamente su Wozniacki-Zvonareva , godendo (se non di tennis) della coraggiosa russa perdente. Vera dai tumidi occhioni color di un cielo che battaglia con le nuvole, scardina la muraglia difensiva della boccoluta nordica da numero uno che pare uscita fuori dalla reclame del mulino bianco versione scandinava e vince in quel di Doha. Qualche altro pazzo, osservando le atroci gesta da snodato robot sparapalle serbo sull’inerme svizzero in una giornata in cui stecca anche nei pensieri, arriva addirittura ad anelare un rapido ritorno del diavolaccio di Manacor. Se all’ormai tragico imbarbarimento tecnico, non si vuole abbinare anche la mancanza di rivalità vera (panacea di ogni male sportivo che trascende il gesto tecnico, seco...