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Visualizzazione dei post da febbraio, 2011

NOVAK DJOKOVIC VELEGGIA A FORZA TRE

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Tra sfarzo e costruzioni pacchianamente futuriste, nella nuova città dello sport e dei petrol-dollari, la finale più attesa e scontata, mancando Nadal, si è risolta in poco più di un’ora di tennis terrificante nella sua bruttezza. Al punto che qualcuno gira immediatamente su Wozniacki-Zvonareva , godendo (se non di tennis) della coraggiosa russa perdente. Vera dai tumidi occhioni color di un cielo che battaglia con le nuvole, scardina la muraglia difensiva della boccoluta nordica da numero uno che pare uscita fuori dalla reclame del mulino bianco versione scandinava e vince in quel di Doha. Qualche altro pazzo, osservando le atroci gesta da snodato robot sparapalle serbo sull’inerme svizzero in una giornata in cui stecca anche nei pensieri, arriva addirittura ad anelare un rapido ritorno del diavolaccio di Manacor. Se all’ormai tragico imbarbarimento tecnico, non si vuole abbinare anche la mancanza di rivalità vera (panacea di ogni male sportivo che trascende il gesto tecnico, seco...

CUORE RODDICK, FUTURO RAONIC

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L’orgoglioso volo di Roddick spezza il veemente incantesimo Raonic . Una domenica come un’altra. Ad attendere che “l’atomica ci spazzi via”. Che l’ennesima mummia orientale pennellata col nero di seppia venga spedita all’inferno. Al limite immaginando un manipolo di imbiancati sepolcri fascisti inviati dove meritano: All' isola dei famosi (versione brutalmente finale), circondati da piranhas e squali tigre che ne sdegnino le ripugnanti carni, perché a tutto c’è un limite. Ma per fortuna c’è il tennis. Mi godo la finale del torneo di Memphis. Mica Flushing Meadows. Protagonisti: il rampante canadese nato a Podgorica Milos Raonic ed il vecchio Andy Roddick , ancora competitivo a livelli medio alti. Un po’ ci avevo sperato, che alla finale col giovane Milos arrivasse Juan Martin Del Potro . Ma il pistolero di Tandil si è arreso ancora in semifinale, come a San Josè. Flebili segnali di risveglio, nel lento cammino che lo riporterà ai vertici. Si spera. Per lo intanto, tra antiche fu...

RAONIC, PAIRE ED IL VENTO NUOVO. E LA SOLITA TRAMONTANA SODERLING

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“Psycho killer” divelle i mulini a vento . Senza prodigiose cavalcate delle valchirie o ispirate sinfonie di Mahler dei migliori, la stagione tennistica è in quella fase di sonnacchiosa stanca che precede appuntamenti importanti. In questo arrembante valzer per personaggi in cerca di collocazione, si ritaglia il suo bello spazio Robin Soderling . A suon di ignoranti sbracciate rudimentali. Ma questa è storia nota. Lo psicotico taglialegna della tundra bissa il successo della scorsa stagione a Rotterdam, confermandosi meritevole delle vette raggiunte. Non soltanto estemporaneo killer seriale in trance dei più forti, capace di divellere con rude e genuina virulenza accecata le ambizioni dei favoriti nel romantico proscenio parigino, ma anche disturbato e costante cacciatore di taglie nei tornei “minori”. Robin vince e convince in Olanda. Torneo che, come testimoniato dai nomi dei vincitori delle passate edizioni in tribuna, ha una discreta tradizione. Vince in finale contro un buon Jo...

SGRULLO DI PIPì (Scommettitori si nasce)

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Protagonisti: Io (“Pipì”) ed un mio (ora) solo conoscente (lo chiamerò simpaticamente “Sgrullo di”). Dialogo (credo) intercettato dalla narcotici e buoncostume in azione congiunta. S . Scommessina? P . Ma certo (con tanto di espressione divorata dalla cupidigia). Breve conciliabolo sull’inutilità delle scommesse calcistiche. Sulla politica stringente: La fica della Fico. Le gemelline De Vivo. Ruby rubacuori. Noemi. Sara Tommasi e tutto l’apparatao di zoccolame attorno al putrescente delirio di un miserabile malato di mente che governa un paese, rendendoci lo zimbello del terzo/quarto mondo. “Sgrullo di” è un anarchico sminchiato, flebilmente simpatizzante di Beppe Grillo. Ma concorda con me (forse per compiacermi) sull’utilità di una manifestazione pacifica. Appenderli in piazza. Tutti nudi e con le pendule carni flaccide al vento. Esposti al non violento pubblico ludibrio delle genti, che a turno nerbino le loro avvizzite pudenda e sputino su quelle ripugnanti facce lombrosiane....

ITALIA DEL TENNIS TRA GIOIA, DELIRI E DOLORI

  Fognini e Starace, la finale tutta azzurra (alla play station rotta). E la solita pantomima da italiani all’estero . Leggevo un sito di gente con evidenti disturbi cognitivi. Perché è ovvio che quella gente ha le rotelle che girano all’incontrario. Badate bene, non gli articoli (li tollererebbe solo il mio pesce rosso nell’ampolla, quando ha bisogno di farsi del male intellettuale), ma i commenti. I commenti sono uno spasso. Travolgente comicità elargita “aggratis”.  Al giovedì ecco due italiani nei quarti di finale del prestigioso torneo di Santiago del Cile. Nel mezzo della cordigliera andina, e tra gioviali canti degli Intillimani, che infondono una gran serenità interiore e voglia di morire di una morte cruenta nel giro di sei minuti secondi. Insomma, un torneo mediocre. Uno dei tanti (forse troppi) ad hoc per vittorie di mezzi figuri capaci di qualche lampo (pensate alla nodosa pertica Kevin Anderson fresco trionfatore a Johannesburg ed al pupazzo sapientino Dodig in...

FED CUP 2011 - JARMILA BUM-BUM SPAVENTA L'ITALIA

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Uno ci prova anche, ad essere italiano. Torna a casa quando è ancor ben lungi dal fosco albeggiar in pianura, con le gambe pesanti e la mente resa saettante da quattro Tennent’s. Cerca di rafforzare lo spirito ingollando a garganella un ottimo Lagavullin ormai al melancolico scolo. Australia-Italia di Federations Cup, che si disputa in ameni luoghi stranieri, nel pieno della Tasmania. Voglio dire. Uno deve tifare “La Itaglia nostra bella”. Che diamine. Qualcosa di cui essere orgogliosi della patria, dopo una giornata in cui un vecchio squilibrato malato di satiriasi e col volto posticcio steso nel proverbiale sorriso di cemento, ci ha umiliato ancora una volta a Bruxelles. Con la sua sola imbarazzante presenza e folli frasi incensanti il dittatore Mubarak. Guardato come un povero pazzo da tutti i membri dell’Unione, al limite suscitando qualche risolino. L’Italia chiamò. Fortificato da quella corazza alcolica, stavolta non posso fallire nell’intento supremo. Non è nella mia discografi...