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Visualizzazione dei post da dicembre, 2009

LEGGENDE DEL TENNIS. I PIU' GRANDI DI TUTTI I TEMPI

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(Quelli di cui ho visto, direttamente, almeno qualche sprazzo) 1. John McEnroe Genio assoluto  e  irripetibile poeta maledetto del tennis. O semplicemente il braccio sinistro di un Dio della racchetta  spirato. Un teenager coi boccoli rossicci e tante lentiggini, maleducato, irriverente e mostruosamente talentuoso, irrompe nel circuito sul finire degli anni '70, e il tennis non sarà più lo stesso. Il giovane "supermoccioso", come fu da subito battezzato per le bizze isteriche e il grugno imbronciato, si piazzava coi piedi paralleli alla riga, eplodeva servizi mancini ad uscire, ricamava volée addolcendole con mano benedetta da divinità faconde. Tutto smorfie e tic, tra un urlaccio ed una carezza, sconvolse il tennis, irrompendo come un ciclone irascibile, opera d'arte sconcia in un mondo imbiancato.  Fa sembrare l'eroe americano Connors superato. Prende le misure e poi abbatte l'orso di ghiaccio Borg, fino a condurlo alla pazzia, al ritiro, alle droghe e ad...

LE TENNISTE PIÙ BRAVE E SEXY IN ATTIVITÀ

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Mi è venuta in sogno Mara Carfagna. Qualcosa di simile ad un incubo mortale, insomma. Portava un copricapo simile alla pulzelletta d'Orleans, ed era acconciata e vestita come Rita Levi Montalcini - versione settant'anni più giovane, ma con settanta mila trigliardi di neuroni in meno -. Mi guardava con occhi spaventosi. Poi ha squillato con tono severo: "E lei, miserabile blogger, non ha mai scritto un post sulla classifica delle donne che preferisce. Cos'è lei, un maschilista? Un invertito? E' forse un attentatore islamico? Uno di quei mussulmani, che considerano noi donne come oggetti?". E allora, pena la dolorosissima chiusura di questo spazio, provvedo. E con grosso esercizio di fantasia, ne ho trovato dieci. 1 - Maria Josè Martinez Sanchez. Dopo un decennio speso tra goffi e suicidi voli nei campi secondari, la mancina iberica è riuscita a crearsi uno spazio nel tennis che conta. Simile ad una gioviale utopia. Da giovane falena morente e rassegnata, a ...

La Spagna si prende la Coppa Davis

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Non è che ci fossero molti dubbi sull'esito finale. Ma se si esclude l'ammirevole tentativo di Stepanek il venerdì, è stata una finale assai deludente. Vinti i due singolari, gli iberici si sono giocati il match point nel doppio, schierando una coppia poco affiatata, ma di livello e ben assortita: Anvedi come perde Nando Verdasco (alias coraggiosissimo impalmatore di serbiatte) e Feliciano Lopez , il fotomodello volleatore. Dall'altra parte, il capitano ceco prova a tirare due totani morti dal cilindro: Radek Stepanek (alias temerario impalmatore di serbiatte-bis), gran protagonista sconfitto ieri, ottimo interprete degli schemi di doppio, ma attempagto e per giunta ciucco di fatica come un mulo tibetano, affiancato niente meno che da Thomas Berdych , che già in singolare si era dimostrato di una imbarazzante pochezza. Pretendere che il tacchino sparacchiante giochi un buon doppio, è come chiedere ad una vongola verace di recitare a memoria la Divina Commedia. Navratil...

Finale di Coppa Davis, Stepanek l'incompiuto

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La versione menomata e rabberciata di Rafa Nadal , basta e avanza per portare avanti la Spagna sulla Repbblica Ceca. Di fronte a lui, la più fulgida espressione del nulla fattosi tennis, Thomas Berdych . L'iberico lotta per un set contro fantasmi e malanni, poi domina in scioltezza. Barazzutti ed il solerte Fabretti, non perdono tempo a rammentarci quanto il maiorchino giochi corto, lo rimarcano con petulanza insostenibile. Lo sappiamo da quattro mesi buoni. Lo sanno anche le massaie di Bagheria e le mondine di Brugherio. Il capitano azzurro, si lascia avvolgere dalla spirale insopportabile del Fabretti, per il quale la rai non riesce ancora a trovare un impiego da vice aiutante ciabattino. Eppure all'inizio pareva dominato e silente, ponderato a non esporsi alla proverbiale sequela di amenità. Ma lasciamo perdere, quando la tivvì di stato metterà una scimmia marsupiale o un pappagallo ara, a commentare il tennis, sarà sempre troppo tardi. Un umile Nadal ridicolizza la spocc...