Post

Visualizzazione dei post da marzo, 2010

Master 1000 Miami, Djokovic e Murray - gemelli diversi

Immagine
Il recente Master 1000 di Miami, ha reso evidente lo stato di crisi di Novak Djokovic ed Andy Murray. Da più parte indicati come i più credibili aspiranti allo scettro mondiale Diversamente simili. Novak è fiero figlio della Serbia. Immaginate la geniale follia di Kusturica, su musiche gitane di Bregovic. Ecco, Novak non c'entra nulla con quella Serbia. Lui ispira più che altro l'"esorciccio" e le tambureggianti musiche dementi degli Spinal tap. Andy è uno scozzese selvatico, adottato dagli inglesi come possibile salvezza per un movimento tennistico (quasi) più in crisi di quello italiano. Talmente accecati, da soprassedere sui suoi odiati natali. Sebbene condividano un comune destino da designati futuri numeri uno, sul campo i due ragazzi esprimono un tennis diverso, quasi agli antipodi. Il più maturo Novak ha poderosi fondamentali ed ottimo servizio, discreta mobilità caracollante, movimenti costruiti e macchinosi, ma tremendamente pesanti ed efficaci. Tanto bast...

Master 1000 Miami, antagonista cercasi

Immagine
Inizia il Masters 1000 di Miami. Tra noia ed infortuni dei più forti, nessun favorito di diritto, ma un gruppo di accreditati pretendenti alla vittoria finale Entrano in gioco domani i big, nel Masters 1000 della Florida. Con i più forti malconci, svogliati o in crisi esistenziale, chi è dietro può recuperare il gap tecnico, grazie alla motivazione o a maggiore condizione fisica. Poi però, c'è sempre il rischio che un super eroe pelato di 31anni li rimandi tutti a casa, a suon di sberloni e manrovesci. E, senza nulla voler togliere alla magnifica cavalcata di Ljubicic a Indian Wells, è la conferma di quanto l'appiattimento di valori, volga verso il basso. A Miami, almeno in sei partono alla pari, davanti ad un drappello di quattro o cinque accreditati out-siders. L'antagonista alla noia . Negli slam, si spendono fiumi d'inchiostro a domandarsi quale sarà l'effettivo antagonista di Federer, tra gli arrembanti (ma anche no) pretendenti. Nei Masters 1000 il problema ...

UN COMPLEANNO DA PICASSO

Immagine
Compie 26 anni il tennista teutonico. Talento tennistico in perenne bilico tra il quadro d'autore e la straziante resa mentale. Tra la vittoria del 2008 a Vienna, qualche fiammata e tante eclissi. Un ragazzino strano, scattante, con una gran sensibilità di braccio e velocità d'esecuzione. Spalle strette, gambe storte ed espressione spaventosamente inquietante, mentre cammina a piccoli passetti. Rimanda all'idea di un pasticcio irregolare ed inspiegabile. Ma se uno con quella mano non ha una carriera da top, c'è il rischio di mandare a farsi benedire ogni banale convinzione che ci si è costruiti sul tennis. E invece gli esordi non sono facili. I tecnici che ne avevano intravvisto i chiari segni di un talento fuori dal comune, iniziano a porsi delle domande e consultare i libri di psicologia. Instabilità mentale, incapacità di soffrire e faticare, ingabbiano le velleità del teenager tedesco. Il talento non s'allena mica, del resto. E questa la frase che deve circo...

Master 1000 Indian Wells, promossi e bocciati

Immagine
A Indian Wells, si completa l'inaspettata cavalcata del "vecchio" Ljubicic. Tra le solite crisi involutive di Murray e Djokovic, Nadal cui manca lo spunto finale e Soderling incostante. Strazianti Kohlschreiber e Tsonga Ivan Ljubicic: 9. Vederlo caracollare col testone luccicante, bardato da una fascetta per raccogliere l'inesistente chioma fluente, è un pugno nell'occhio. Anzi due. Un benzinaro imprestato al tennis, che fa del footing domenicale. Il croato decadente, che da due anni buoni giocava con lo stesso atteggiamento dimesso da ex, si diverte a dare abbaglianti dimostrazioni di tennis a giovanotti isterici e pieni di protervia, ma con metà della sua classe ed umiltà. In semifinale, levata via la fascia, ad un passo dalla sconfitta con Nadal, si trasforma in epico eroe d'altri tempi. Quasi trascinato da divintà romantiche, porta a conclusione una rimonta coinvolgente, coi colpi che che filano gioiosamente via dal suo braccione. Ace, diaboliche seconde ...

Il Magico mondo di Maria Josè

Immagine
Il tabellone femminile di Indian Wells si è allineato ai quarti di finale. Tra assenze, e sconfitte inaspettate delle favorite, emerge come un miracolo, il tennis antico di Maria Josè Martinez Sanchez Ecatombe delle favorite. Assenti per il noto boicottaggio le due Williams. Dumbo travestito da Bamby (Dinara Safina) a casa per curarsi le ferite. Titubante Kim Clijsters, fatta fuori dal cetaceo russo Kleybanova. Fuori fase Justin Henin che s'arrende alla inoffensiva Gisela Dulko. Inaspettatamente eliminata anche Svetlana Kuznetsova. Quello di Indian wells, più che un torneo, si è trasformato in ecatombe delle più forti, o aspiranti tali. A casa, ammesso che sia ancora sorprendente, anche le ex starlette da passerella: Masha Sharapova continua ad urlare come una gestante in sala parto, ma oramai ha minore mobilità della Torre di Pisa. Seguita a sprofondare, vittima di foga confusionaria, Ana Ivanovic. Puro folklore per feticisti del grugnito acrobatico e del pugnetto roteante, f...

Kohli uber alles

Una settimana da tregenda. Una di quelle in cui ti chiedi cosa mai possa aver fatto, per sopportare tutto quel male gratuito. Per quale malvagio sortilegio, la tua mente sia irrimediabilmente attratta dal virtuoso perdente. Le tre categorie di appassionati. "Faber" soleva ripetere che ci vuole gran coraggio a stare sempre dalla parte di Sparta, e mai con Atene. Il dritto si eccita come un caimano pieno di protervia, per le coppe di Federer, Nadal e addirittura grazie alle emozioni oscenamente flatulenti di Djokovic. Poi c'è chi si caverebbe una costola, di fronte ad un emozionante spettacolo, punto a punto, di Andreas Seppi. Il pazzo invece, va in brodo di giuggiole per Youzhny, Gasquet o, fino a qualche mese fa, per Marat. E pazienza bisognasse fare i conti ed adeguarsi con rassegnazione ad una testa infestata dalle locuste urlatrici. E' tutto fine a se stesso, nel magico mondo di chi inneggia per la Sparta devastata, perdente e tormentata. I seguaci del tennis,...

Hit for Haiti, beneficenza e vecchie ruggini

Immagine
I dominatori del tennis dell'ultimo ventennio, riuniti in due doppi esibizione, per aiutare la popolazione haitiana, colpita dalla catastrofe del mese scorso. Bei colpi, gag ed imbarazzi Tanti slam, e beneficenza. Avevano aperto le danze Martina Navratilova e Justin Henin, opposte a Steffi Graf e Lindsay Davenport. Martina a dispetto delle 55 primavere, si esibisce in qualche tocco d'epoca. Lindsay dimostra che il suo servizio fa ancora male. Steffi conferma che la pesantezza del suo dritto non si è affievolita, malgrado le quarantuno candeline. Così come il suo fisico marmoreo, a dispetto dei due figli e del marito Agassi. Qualche risolino, bei tocchi, silenzi e Justine Henin assolutamente fuori luogo. Un gradevole lancio per la sfida più interessante, di questa mega esibizione in soccorso di Haiti. La finalità benefica va al di là di tutto, ma vuoi mettere poter rivedere Agassi e Sampras assieme a Fererer e Nadal? La penultima grande rivalità tennistica, e l'ultima, fo...

Volée senza tempo

Immagine
La tappa di Zurigo del champions tour, in cui si affrontano vecchi campioni, è l'occasione per riflettere sul mutamento del tennis, e la progressiva scomparsa del servizio e volée "Tra dieci anni, nessuno giocherà serve&volley, e non ci saranno coach che insegnino i ragazzi a giocare in quel modo.". A margine della sfida di Davis contro l'Italia, Max Mirnyi parlava così. Più che una profezia di Nostradamus, quella del bielorusso è sembrata una chiara osservazione disincantata della realtà. Materiali, racchette, superfici sempre più lente, hanno scoraggiato gli allenatori ad erudire i ragazzini con la nobile arte del gioco di volo, a favore del muscolare "tira forte e corri", più adatto ai nuovi strumenti. Tutto muta e scorre, e il tennis non sfugge a questa regola. Una evoluzione spaventosa, che non sempre può piacere, ma alla quale ci si deve abituare. Immagini sbiadite . Capita di rivedere un vecchio filmato di Edberg-McEnroe a Wimbledon 1989, e app...

Alle corse dei tennisti

Immagine
Hemingway trovava l'ispirazione letteraria assistendo alle corride. Un mio amico senza-casa, componeva delicati sonetti solo in viaggio. Treni, bus, tram. Aerei no, perché non avevano la "magia", e non se li poteva permettere. Hank scriveva dopo essere stato alle corse dei cavalli. Io dopo aver visto una partita di tennis. Diventa tutto nitido nel cervello. Un budino al creme-caramel. Si capisce tutto. Temo addirittura di poter diventare l'assistente di uno di quegli antropologi con la barba caprina e gli occhiali a civetta, che ci insegnano i segreti della vita, annaffiandoci il cervello nei salotti tv. In questi giorni, non sto guardando tennis. Gioco forza, non scrivo della vita. Ma il tennis si riesce a comprendere ugualmente, sta diventando prevedibile. Non ci vuole molto. E senza vedere niente, sono entrato in una di quelle agenzie di scommesse, di cui pullulano le città. Scene oramai scontate, ma sempre nuove. Vecchi incurvati, pelati e rancorosi davanti ad ...

Master 1000 Indian Wells, tabellone e pronostici

Con Federer ansante per i problemi polmonari, Nadal prevedibilmente abituatosi all'invalidità e Del Potro che rimane a casa, ghiotta occasione ad Indian Wells per il pur claudicante Andy Murray e Novak Djokovic, imbesuito di fatica dopo il tour de force di Belgrado. Ma soprattutto per Cilic e Soderling. Mine vaganti: Gulbis, Petzschner e Bartezaghi. Analizziamo il tabellone dagli ipotetici accoppiamenti dei quarti: Federer-Roddick. Inizio in sourplace per il monarca ferito. Un bye, poi un semi-bye (chiamato Hanescu o il tremebondo Chela), fino al terzo turno, dove la sagoma da tarchiato tornitore sorridente di Baghdatis, ci farà capire come sta o cosa avrà voglia di fare l'elvetico. Prima di trovarsi faccia a visiera con Andy Roddick nei quarti, altro ostacolo fatuo, incarnato dal raccapricciante volto pasticciato di Radek Stepanek, pronto come un vezzoso satropo volleante, ad approfittare di qualche stonatura svizzera. Alternative a Stepanek per gli ottavi, Tommy Robreldo ...

IVAN LENDL, IL ROBOT CHE ANTICIPO' IL TENNIS MODERNO

Immagine
Mezzo secolo da Ivan Lendl, tra record e vittorie di uno dei campioni simbolo del tennis degli anni '80. I difficili inizi tra i mostri sacri. Alto, smilzo, introverso, col viso angolare e spigoloso che ben ne dipinge un carattere introverso e poco avvezzo ad ammiccamenti mediatici, Ivan Lendl irrompe nel circuito tennistico ad inizio anni '80. Arriva facilmente tra i primi della classifica, a suon di dritti possenti e geometrici, fondamentali che rasentano la perizia di un cecchino. Emerge in una generazioni intasata di campioni. Vince tanto Ivan, certo, ma sul più bello è frustrato nei suoi tentativi di consacrarsi nell'olimpo tennistico, col trionfo in uno slam. Ivan pare non avere la personalità e convinzione dei propri mezzi per poter abbattere simili mostri sacri.  Diviene "perdente" per eccellenza. Non ha il talento naturale di McEnroe, la grinta irriducibile di Jimbo Connors, e nemmeno la forza mentale e l'esplosività nei piedi di Borg. Ma rimane l...

Bagliori di Gulbis

Immagine
Torna a far parlare di se, il talentuoso tennista lettone. Dalla precoce esplosione, passando per la profonda crisi del 2009. Fino al ritorno a Delray Beach, dove la scorsa settimana vince il suo primo torneo Atp Gli inizi da predestinato. Era il 2007 quando un giovane lettone, nato nelle povere terre dell'ex provincia sovietica, iniziò a far parlare di se. Un ragazzone imberbe, dinoccolato e dai tratti vagamente michelangioleschi, che sulla rossa terra del Roland Garros, infierì con poderosa sfrontatezza su Tim Henman, attempato british alle ultime volate d'attacco. Apparve evidente quanto Ernests Gulbis possedesse le stimmate del predestinato, benchè ingabbiato in un approccio ai match ancora acerbo. A quel flash seguirono altre dimostrazioni suadenti, intervallate dai soliti limiti e da un atteggiamento a tratti lunare. Carenze caratteriali, che vennero legate alle sue origini. Figlio di un miliardario eccentrico che soleva viaggiare con aerei privati. Ricco in un paese ...

Dubai, Acapulco, Delray beach. Chi sale e chi scende

Immagine
Panoramica sui tornei Atp settimanali, tra Dubai, Acapulco e Delray Beach. Bene Djokovic, Ferrer e Youzhny. Si rivede Gulbis. Opachi Murray e Cilic, disastro Verdasco Novak Djokovic: 7,5. Prestazioni in serie, che rasentano l'orrore tennistrico (Troicki, Ljubicic, Baghdatis). Urla come se gli avessero strappato due molari senza anestesia, ma resiste, col gran merito di non concepire nessun torneo come semplice allenamento. Anche perché, lasciasse per strada Dubai e co., gli rimarrebbe il challenger di Vladivostok. Prevale in una finale da tennis parrocchiale, neanche s'affrontassero il ragionier Fantozzi ed il geometra Filini: “Vadi geometra, vadi!”, “Ma prego ragioniere, vadi lei!”. Ed esulta neanche avesse completato il grande slam. Contento lui. Misha Youzhny: 7-. Ci mette tanto del suo essere intimamente masochista nel perdere la finale di Dubai. Il magnifico sciabolatore russo, dopo quasi due anni da cassintegrato con l'esaurimento nervoso, sembra ritrovato a buon...

Italtennis, tra le sconfitte si rivede Romina Oprandi

Immagine
Nessun successo degli italiani impegnati questa settimana nel circuito maggiore. Sottotono anche le donne, con la lieta novella Romina Oprandi Fabio Fognini. Ad Acapulco per poco non gli riesce lo scalpo eccellente, su cui campare di rendita per un lustro buono. Raccoglie i regali di un Verdasco versione Babbo Natale, che sciorina errori gratuiti e doppi falli come grandinasse (doppia cifra a metà secondo set). Sul punto di chiudere al secondo, il ligure si disunisce dando fiducia ad un avversario oramai sotto la doccia. Solito spettacolo di isterie e strafottenza, e 6-0 finale nel terzo per l'iberico. Si rallegra la settimana, con una bella finale di doppio raggiunta assieme a Starace. Entrambi interpretano la specialità come fossero due singolari. Ed in singolo non vincono una partita nemmeno a pagarli. Giusto per ribadire il livello degli iscritti in doppio. Poi però beccano un abbagliante 6-0 6-0 in finale. Rimane il migliore e più futuribile dei nostri. Tanto per rallegrar...