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Visualizzazione dei post da febbraio, 2014

L'INCOMPIUTA DI DOLGOPOLOV, GULBIS COL N° 1 NEL MIRINO

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Ispirato da Sanremo, inauguro oggidì, seduta stante, una rubrica che oserei definire rivoluzionaria: «le pagelle del Lunedì», un po'  « Processo di Biscardi » , un po' pagelloni di Ziliani (o era Bargiggia? Boh). Rubrica infrasettimanale sarà invece «Chiedilo all'esperto», Luce dei Viventi, detentore del Sapere Tennistico Assoluto. Dolgopolov riaccende la luce . Dopo oltre un anno di sconfitte con l'atteggiamento di chi si vuole raccogliere verbene sulla Luna, riaccende le luci il sambodromo Dolgopolov, tutto guizzi, droppeggi e lampi da crotalo, spesso imprevedibili anche a se stesso. Proprio nei giorni in cui il sangue scorre nelle strade della sua Ucraina. Schianta uno spento Fognini 6/1 6/1 (la barzelletta sulla differenza tra un genio e sregolatezza autentico e un solido terraiolo che s'atteggia a meglio fico del Bigonzo, la sapete?), mancava solo gli dipingesse la faccia con un pennarello e facesse marameo. E si conferma ispirato contro Da...

JOHN MCENROE, I 55 ANNI DEL GENIO RIVOLUZIONARIO

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«Che poi, amico mio, parliamoci chiaro, vuoi mettere il fascino sulfureo e la vivida capacità di colpire l'immaginario collettivo, in un afflato di sconclusionata venerazione quasi mistica, con venature di vibrante sodomia cerebrale mentre asessuati putti si spompinano in letti di omosessuale passione platonica e paradossi zenoniani, di cui è stato capace Johnny Mac? Gnoseologicamente, intendo. Ma non scherziamo». E lì poteva partire l'applauso leggendario del reparto e premio «Vendola 2014», o l'internamento coatto nel vicino centro di salute mentale. Il vischioso infermiere con faccia di topo e sicumera da cardiochirugo, ordina di aumentarmi la dose di calmante per cavalli andalusi. Poi va a cambiare il pappagallo nella stanza di fianco. Ogni anno, tra residui di cioccolatini scaduti di San Valentino, polemiche di politici squilibrati su Sanremo e manciate di coriandoli squagliati ai bordi di grigie strade nel tristo inverno, si finisce per ricordare John McE...

«DA GATTONE» MECIR A «MICETTO» MECIR, PASSANDO PER QUINZI (SALVATELO DALL'ITALIA)

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Lunedì devo fare degli esami medici a Milano. Perché questo sfoggio di propri miserabili cazzi nell'incipit-cappella? Perché nella visita lampo e romantico week end in terra padana (sto facendo il visto, sperando non sparino a vista sul gommone immaginario) nel mezzo di un frivolo puttan tour da post San Valentino, potrei fare una capatina a Bergamo, guardando un po' del torneo challenger. Vedo la lista dei partecipanti: vere attrazioni Quinzi e il rientrante Bolelli, l'essenza del tennis italiano, passato/presente e presente/futuro. Un briciolo di talento piombato incapace (o senza la voglia) di migliorarsi il primo, diciottenne predestinato l'altro, che rischia di essere l'esempio più clamoroso di eiaculazione precoce tennistica, causata da astinenza dell'appassionato italiano, devastato da trentennali pippe compulsive guardando le foto di Nadal e Federer con non comune afflato onanista. Poi avvolto dalla tristezza rivedo qualche video d...

FED CUP 2014 – LA GIOVANE, VIOLENTA, ITALIA

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Privati della telecronaca del cantastorie Fabretti (gli esegeti del Sommo Vate lo danno alle prese con la punzonatura della sei giorni di mountain bike in Val di Non), c'era ben poco d'interessante o comicamente avvincente nel confronto Stati Uniti-Italia di Fed Cup, in scena nel gelo di Cleveland. Il sostituto si fa apprezzare per un “Karin pecca di generosità, appena avanti di due break ne cede uno” (ne sa, ne sa, ma deve farsi ancora le ossa). Aspettiamo però il Vate Faber 2, sperando il suo sia solo  un turno di riposo, come per le nostre big . Restava il sadico interesse nel vedere Capitan Barazzutti alle prese con Camila Giorgi, ragazzina tennisticamente autistica, cresciuta in una campana di vetro e ascoltando solo le parole (temo deliranti) dello scapigliato babbo-domatore Sergio, a grandi linee: «T ira forte e vicino le righe. E se sbagli, spara ancora più forte, fortissimo finché non la spacchi la pallina. Cazzo » . In attillata maglia-muta da sub ...

DAVIS CUP: ITALIA CORSARA, FEDERER E WAWRINKA TRASCINANO LA SVIZZERA

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Editoriale serio, e sobrio e noioso (in tinta col cielo là fuori) L'Italia espugna il «Municipal» di Mar de la Plata, ma al di là di nomi che rimandano ad epiche gesta è vittoria normale e confronto di bruttezza antologica. Ben poca cosa gli argentini del post Nalbandian, privi anche di Del Potro. Quella italiana si conferma una buona squadra, con due singolaristi da primi 15-20 e discreto, quanto inguardabile, doppio. Con Seppi ectoplasmatico, sale in cattedra Fognini. Maturato, malgrado qualche – inevitabile – ricaduta, con provocazioni sul finale che renderebbero insopportabile chiunque non è, non dico John McEnoe, ma nemmeno Gulbis. Non basterà per vincere l'insalatiera, ma per arrivare in fondo sì. Ora gli italiani si giocheranno (da favoriti) l'accesso in semifinale contro la Gran Bretagna di Murray che a sorpresa batte gli americani, provinciali e scellerati nello scegliere la terra. Superficie sì meno gradita a Murray, ma anche agli impresentabi...