Troicki, Cilic, nani, ballerine, silent-ban e il doping silenziato nel tennis
Acute riflessioni di uno spiaggiante dopato d’orzata Due parole (di numero) sul triste caso dell’estate, prima di andare a pesca: diciotto mesi di squalifica a Viktor Troicki per aver rifiutato un controllo antidoping. Stamattina leggo di Cilic, forse squalificato per tre mesi con pietoso tacito accordo federale, il famigerato “silent ban”. Una cosa tipo: ragazzo mio, non diciamo niente in giro, altrimenti fai una brutta figura. Tu però, a papà, non giocare per tre mesi. Facci ‘sto piacere. Ora, di Troicki mi frega più o meno quanto il tipo di boxer (flanellati, aderenti o meno) usati da Cicchitto. Di Cilic ancora meno. Nel primo caso si è di fronte all’ufficialità, nel secondo di un mostro (e non si allude alle sue fattezze da Gobbo di Notre Dame) sbattuto in prima pagina, per una notizia proveniente da fonti incerte. Questa situazione fornisce l'input per una ponderosa riflessione dormiente post caffè del mezzodì di sabato. La prima considerazione: ebbene sì, r...