AUSTRALIAN OPEN 2026 - DJOKOVIC, L'OSSESSIONE DEL VECCHIO LEONE
Mesi fa, quando ancora non avevo abbracciato il veganesimo, il mio macellaio di fiducia Luigi la Braciola, mi pose un quesito che dapprima mi sorprese, poi mi turbò un poco: "Mi spieghi perché sto Djokovic ti sta così sul cazzo?". Pur nella sua spartana schiettezza, la domanda aveva un suo fondamento. Farfugliai qualche subumana banalità del tipo "Ma lo sai che l'odio è il più forte dei sentimenti, no?" , poi presi le mie salsicce e me ne andai. Ad oggi, posso affermare con certezza che il personaggio Novak Djokovic, in questa fase della carriera da ossessionato compulsivo prossimo alla follia senile, mi attrae non poco. Abbinato alla mostruosità insita in un personaggio che potrebbe tranquillamente essere scolpito a Villa Palagonia, questo delirio si rivela per me assai avvincente. Non nego che uno dei motivi per cui ho ripreso a scrivere qui è proprio questo. In attesa della ormai scontata finale Sinner-Alcaraz, potrò mai scrivere di un Taylor Fritz col cari...