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Visualizzazione dei post da aprile, 2011

JOHN MCENROE, IL RUGGITO DI UN GENIO AL CREPUSCOLO

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Una chicca. Un dono ai due/tre lettori, chiaramente disturbati, che entrano ancora in questo spazio ancestralmente vuoto. Riporto uno stralcio tratto dall’immortale opera di postumo commiato dell’artista decadente Picasso Petzschner, “Quel rovescio di Mecir che mi masturbò l’anima (vi piscio in testa quando voglio. Se, voglio. Ora ci ho sonno)”. Si possono rinvenire frammenti di tennis, e sullo sfondo uno dei match che hanno formato la mia esistenza, forgiandola intensamente al vuoto immacolato, ed erigendo l’anima verso un nulla implacabile. Ma bellissimo. (tutte queste confusionarie parole vanno tradotte, più o meno: “Perché piuttosto che scrivere di Ferrer-Nadal, mi autoflagellerei i maroni provandone anche un certo godimento, al confronto). Il match narrato dal racconto è in questo video . Che poi, in fondo, le immagini valgono più di mille ciance al vento. *** In quel preciso istante andò via la luce. Poi il gorgoglìo di un bicchiere che si riempiva. Mio padre approfitta...

MASTERS 1000 MONTECARLO 2011 - MEZZO NADAL DOMINA LA TORMENTA DI NULLA

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Concluso il primo Masters 1000 stagionale sul rosso. Nessuna sorpresa, solito spartito che da anni vuole Rafael Nadal padrone assoluto dei tornei su terra battuta. Settimo titolo nel principato. Assente Djokovic, timidi risvegli di Murray, Ferrer rassegnato gregario di terricolo valore, Melzer esaltato e Federer in camporella. Rafael Nadal: 7,5. In pieno ed assoluto controllo della situazione. Forse il peggior Nadal su terra battuta degli ultimi anni, zoppie a parte. Basta ed avanza il minimo sindacale per sbaragliare la rabberciata concorrenza. Sapidi mulinelli ed arpioni disumani, per domare timidi avversari e folate di vento, nella perfetta interpretazione di Capitan Uncino l’arrotino. Sembra di vederlo in testa al grand prix del principato, che imposta la curva dell’”au rivage” o quella del “tabaccaio”, con un serpentello di vetture ad inseguire, sempre sul punto si sbandare e perdere il controllo. Poi s’infila nel tunnel e saluta la truppa. Per batterlo ci vogliono le cannon...

GIOIE D'ACCATTO NEL SABATO DEL VILLAGGIO DELL'ITALTENNIS

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Scomposti cori di giubilo avevano riempito di ebbra speme tricolore questo fine setimana tennistico. Il giorno del dragone, quasi. Un punto zero da cui ripartire, fieri e tronfi, verso nuovi successi. E che sarà mai successo? Un azzurro nella seconda settimana di slam? Non proprio. Gli impavidi eroi nostrani della racchetta zompettano egagri a Casblanca, Pereira e persino a Monza, in piena ed assolata Brianza. Mentre i raggi del sole irradiano questo "sabato del villaggio" leopardiano cui però, fatalmente, segue la domenica. Montecarlo by bight. Anzi, buona notte. Nel Masters 1000 di Montecarlo poi, si ha l'acme del surreale week end di tricolore orgoglio racchettaro. Una gioia abortita senza eguali. Il magnifico e gladiatorio Simone Bolelli che da mesi si dibatte con veemenza per sconfiggere la sua perigliosa ombra di nulla abioccato, riusciva a vincere una partita (dicasi una) nelle qualificazioni. Voglio dire, passato di slancio il primo turno delle qualificaz...

UN WEEK END DA GENI

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E’ stato un fine settimana assai intenso. A tratti avvincente e spettacolare ai livelli più alti e sublimi della competizione. Frammenti imbizzarriti di genio, talento e follia che regnano ai vertici dello sport, fanno sognare ed accendono la fantasia di chi va ricercando quelle schegge pazze. Istantanee capaci di divellere la catastale monotonia abbruttente. Faccio un breve bilancio di questo pazzo week end. Rapido perché debbo dedicare il mio tempo alla preparazione fisica e mentale alle pre qualifiche degli Internazionali d’Italia, ove nutro discrete possibilità di entrare. Trevisàn e Vagnozzi permettendo. E se riduco da 60 a 45 le sigarette giornaliere. Antonio Cassano: 7. Lasciateli parlare. Questo è un genio puro, autentico, cristallino. C’è tutta la follia di un eroe maledetto, nelle sue inutili gesta. Sublimi, irrazionali, tormentate ed estremamente insensate come le cose più alte. Non è mai banale, tocca dirlo. Dall’adolescenza trascorsa tra motorini rubati ed irrid...