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Visualizzazione dei post da giugno, 2010

Kournikova, Pironkova e vecchi merletti.

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WIMBLEDON 2010- Diario di (fuori) bordo - Day 9 (forse) Allineato alle semifinali il tabellone femminile. Un torneo al rosa ricco di sorprese. In linea con quello che la wta ha offerto ultimamente. Pochezza ammorbante, fertile terreno per fiabe dense di gioiosa irrealtà. Si attendeva una rivelazione divina anche a Londra, come nelle altre tre capitali europee. Alla sopicciolata hanno ceduto tutte: Stosur, la gran donna d'altri tempi Kuznetsova, la povera "sorella di varenne pitturata a Greta Garbo" (auto cit.) Jankovic azzoppata, la Divina Justine alla poco convincente ricerca di quel titolo ai championschips che le manca. Quand'ecco che deragiliano anche la sua eterna carnefice Kim Clijsters e Venus Williams. La cinque volte campionessa americana, in particolare, riceve un'autentica lezione tecnico tattica dalla numero 80 e rotti al mondo, tale Tsvetana Pironkova . Tipetta bulgara di fisico e aspetto adolescenziale, lunga e secca-secca. Ti aspetti possa avere ...

Nadal, mezzo numero uno

WIMBLEDON 2010 - Diario di (fuori) bordo - day 6/7/8. La storia è zeppa di numeri uno al mondo. Spesso casuali, a volte leggendari. Longeve dinastie e brevissimi interregni. Quello di Rafael Nadal è un caso a parte, a tratti esaltante, spesso imbarazzante Il maiorchino ha dominato da frullante cannibale la stagione sulla terra battuta, senza alcun cenno di cedimento, riprendendosi lo scettro dalle mani di un Federer svagato. Lo spagnolo è dunque giunto a Wimbledon da numero uno, ma senza i favori del pronostico. Le superfici rapide lo espongono a probabile sconfitta. Da parte del picchiatore esaltato in buona giornata (forse Gulbis, Del Potro, Soderling). Gli altri invece, si ritrovano costretti a dover giocare la partita della vita. Variazioni impeccabili ed elaborati schemi che debbono riuscire alla perfezione. Altrimenti quello, il satanasso di Maiorca, riprende tutto. E' ovunque, te lo trovi in ogni angolo. Lo ammazzi solo con un colpo secco di scimitarra in testa, o con un ...

Tennis, scommesse e pisciatine letterarie

WIMBLEDON 2010 - Diario di (fuori) bordo - Day 5 Ma la dovevate proprio vedere la mia faccia. Fiero, tronfio, raggiante. Da gran dritto insomma. Dall'altra parte, protetto da uno spesso vetro, un vecchio incanutito ed in malarnese, con la pelle bianchiccia ed appesa. Poco male, quando scommetto mi portano più fortuna i relitti prossimi alla morte per inedia, piuttosto che le gran fighe smorfiosette, civettuole ed ammiccanti. Le scommesse sono una cosa seria. Snocciolo i miei pronostici. Poi all'improvviso l'incoscienza. "Allora...228 non è quotato?" (il 228, è Petzschner-Nadal) "Cosa vuole giocare?". Mi fa il morituro tremolante. Ed ecco che si impadronisce di me quella faccia da intenditore, completamente padrone di se stesso. Fiero, impettito, con una specie di sorriso abbozzato. "UNO.". Quello, un pò rincretinito, e forse con l'ultimo anelito vitale. "Cosa?". E' tipico. Quando scommetti una stronzata umanamente imp...

Wimbledon, the day after

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WIMBLEDON 2010 - Diario di (fuori) bordo - Day 4 (the day after) E il terzo giorno fu quello decisivo. 70-68, recita il tabellone, quasi fosse uno scherzo di "Tommaso 'o pallonaro". Ed il fenomeno da baraccone yankee John Isner si ruzzola a terra giulivo, come un fanciullo imprigionato nel corpo di un tirannosaurus rex. E' lui il vicitore della battaglia da leggenda contro Nicolas Mahut. E non sorprende. Il tennis è uno sport malvagio dove spesso vince chi gioca a basket. Malgrado tutti siano concentrati sulla fenomenale battaglia del campo 18, il torneo "normale" va avanti. Dopo i regali tentennamenti di Federer, non si sottrae al brivido del nulla nemmeno Rafael Nadal . Urge una veloce capatina sul centrale dove il maiorchino soffre all'apparenza il bel tennis completo ed aggressivo di Robin Haase, giovane olandese di talento e agonista di balsa sostanzialmente dedito alla sconfitta combattuta. Se due indizi fanno una prova, la coppa Davis e l'...

Il tennis infinito di Mahut e Isner

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WIMBLEDON 2010 - Diario di (fuori) bordo - Day 3 Quasi otto ore di partita, ed Isner ha concesso solo una palla break. La seconda gli sarà fatale, mi ripeto come un mantra interiore. Voglio convincermene. Ma non so se volerla più quella palla break. Una specie di orrendo paradosso. Io che fino ad un paio d'ore prima quel trampoliere yankee lo avrei voluto vedere come fenomeno da baraccone di un circo, al più. L'inesplicabile sortilegio dell'equilibrio . Li avevamo lasciati bloccati dal buio, con un quinto set da giocare. Li ritroviamo il giorno dopo, Nicolas Mahut e John Isner, alle prese con una interminabile, inebriante e a tratti leggendariamente ammorbante avventura chiamata quinto set. Senza tie break, senza break. Senza nulla, ma con tutto il pathos e le emozioni che questi due magnifici "eroi per caso" riescono a regalare. L'allegro volleatore "postumo in vita" (per citare un libro dello scriba Clerici) gioiosamente vintage e che an...

EROI D'ALTRI TEMPI A WIMBLEDON, MALISS, MARATONA ISNER-MAHUT

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Foto di Carine06, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 WIMBLEDON 2010 - Diario di (fuori) bordo - Day 2 E' stata la giornata degli inattesi eroi. Vecchi combattenti in disarmo fisico e cerebrale, che si rialzano come Lazzari e combattono sospinti da forze invisibili. Sul campo numero due danno vita ad un match appasionante Xavier Malisse e Juan Carlos Ferrero. Il belga è in giornata d'ispirazione furente. Codino d'ordinanza, barbetta, passo impettito da torello panciuto, regala un'ora e mezza di tennis abbagliante. Servizi e fendenti sguainati da quel braccio che fu baciato dagli astri e bistrattato da una mente problematica.  Gli chiamano un fallo di piede sul 6-6 del sel tiebreak del secondo. Si teme possa ammazzare tutti. Perde il secondo set. Cede. Sembra debba mollare ogni cosa, è scritto nel copione. Una volta, poi due. Sempre con quell'espressione da geniaccio disgustatamente paranoico. Nell'atteggiamento, tra i tanti nipoti, Xavier è il più natura...

Federer all'ultimo respiro

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WIMBLEDON 2010 - diario di (fuori) bordo - day 1 Dev'essere una strana sensazione chiamarsi Falla. Nel giro di un mese il mancino tennista nato in Colombia affrontava per la terza volta il suo carnefice Roger Federer . E quello, con la faccia da "campesinos" rassegnato, s'inventa una partita memorabile. Ribattute di gran riflesso, buone geometrie leggere, ossessivi dritti incrociati a cercare il rovescio del gran monarca. Per poi partire con imprevedibili frustate di dritto. Il re è nudo, stizzito, a tratti incredulo. Come tutti del resto. Pathos e gridolini sugli spalti. Due set a zero per quel mancino che continua ad avere dipinta sul volto l'espressione di chi è vessato dalle gabelle. Il padrone di Wimbledon, con le sue sonanti sei vittorie, non riesce ad organizzare uno straccio di rimedio a quegli schemi così semplici e leggeri. Anzi, come spesso gli accade in simili circostanze, nel tenrìtativo di punire con ferocia l'ardire dell'avversari...

L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DI ROMINA OPRANDI

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Qualcosa che se provavi ad ipotezzarla mesi addietro, anche a livello di fascinosa utopia, ti avrebbero scambiato per uno ormai pronto all'immediato internamento: Romina Oprandi si prende Wimbledon. Supera di slancio le qualificazioni, ed accede al main draw. Ancora ebbri come vespe che ronzano attorno alle tinozze di mosto dopo l'inattesa epifania parigina di Francesca Schiavone, questa piccola ma immensa impresa simile ad uno squarcio di sole, è passata quasi inosservata. Potrebbe anche passare un turno, due o nessuno. Ma non è faccenda rilevante. Dissertando amabilmente di italtennis con un fruttarolo. Calboni, anziano venditore di zucchine e peschenoci, ascoltando il mio moderato segno di giubilo ed una commozione insensata, proprio non si capacitava. "Ma come, proprio tu che spari sempre a zero in modo cattivo sui poveri tennisti italiani...". Come dargli torto. Se critichi amabilmente Safin o Youzhny sei un gran simpaticone, un fine umorista. Se ti azzardi ...

WIMBLEDON 2010 - diario di (fuori) bordo - tabelloni e pronostici dell'esperto

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L'’ex numero uno verso il leggendario settimo titolo ai championships, con un tabellone di media difficoltà. Sentiero più ostico per Nadal. La fortuna aiuta gli audaci, non certo gli italiani. I quarti disegnati dal sorteggio, e folklore di contorno Federer-Davydenko. Inizio in discesa, contro onesti figuranti per Sua Maestà lo spodestato. Il colombiano Falla, che ben presto l'elvetico si porterà a casa come l’orsetto delle giostre nel borsone delle racchette. Poi il più pericoloso (ed è tutto dire) si chiama "barbetta" Tipsarevic, talento dormiente, mezzo filosofo pensatore e mezzo tamarro semplice, che dopo mesi di agonia è tornato a giocare bene sull’erba olandese. Ottavi un filo più impegnativi, contro Jurgen Melzer. Curiosità nel vedere se il mancino austriaco proseguirà a veleggiare garrulo dopo l’exploit parigino, o tornerà nei suoi splendidi voli bradi da sofisticato perdente di valore. La seconda che ho detto, sicuramente. Interessante primo turno tra l’au...

Il megapresidente si dà al tennis

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Nelle prime ore del meriggio il megapresidente "pipino l'irrefrenabile" riposava nel suo umile baldacchino di 12 metri quadrati, sventolato con della ampie piume di struzzo dalle ossequiose domestiche Minzolini e Belpietro. "Animo sguatteri!". Si udiva ogni tanto la voce ferma del sultano, un poco infastidito dalla loro fiacchezza, mentre piluccava qualche fragolina di bosco. Poi si recò nella stanza dei lavori di Palazzo Chigi, laddove lavora per rimettere all'impiedi l'Italia. Ad attenderlo, impegnativi colloqui per la "pupa ed il secchione" ed una dozzina di svampite soubrettes da testare in prima persona. Nell'altra sala, ministri, capigruppo, sottosegretari e servi della gleba facevano un gran baccano innanzi alla tv. Strillavano e scoreggiavano come cavalli da soma armeni. Assistevano alla finale del Roland Garros. Per la prima volta un'italiana in finale, Francesca Schiavone. Un evento epocale. Il messia si unì a loro, pare...