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Visualizzazione dei post con l'etichetta Victoria Azarenka

LA MAGA RADWANSKA ESORCIZZA "LINDA BLAIR" AZARENKA. SARÀ ANCORA NADAL-FEDERER

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Foto di JC, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Australian Open 2014- Day 10, tra esorcismi tennistici e sacri duelli Una giornata di musica e magia, a Melbourne. E' notte fonda quando mi piazzo, avvolto da un virtuale bandierone polacco, davanti alla tv per vedere Radwanska-Azarenka La sveglia suonerà alle 7,15, ma conta poco, dormo meno di Berlusconi (io per insonnia, lui per alti impegni istituzionali e pensieri superiori, talvolta spirituali). Avevo invitato i fedeli a fervorose preghiere laiche, ma anche a invocare il Papa polacco o i preti che la scomunicarono per quelle malandrine foto desnuda (perché poco desnuda, credo), persino l'anima fluttuante di padre Amorth, affinché Agnese facesse il miracolo d'esorcismo. Mai confronto fu così netto, tra il bene e il male assoluto della Wta. E l'inizio è di quelli che riconciliano col mondo: un miracolo d'intelligente leggerezza che umilia la violenza trucida.  Agnese, occhio taglien...

MASTERS WTA ISTANBUL - HALLOWEEN ANTICIPATO, ASPETTANDO UN PO' DI TENNIS

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Fiabesca presentazione del Master Wta in scena a Istanbul, laddove l'Europa abbraccia l'Asia, tra Grand Bazaar, Kibbutz e zaffate di Kebeb. Ed è subito magia. Le nostre eroine sfilano, tutte in ghingheri come al gran ballo delle debuttanti: irrinunciabile tradizione a metà tra il mondano favoleggiante e il tragic-horror, ormai. Vestiti alla moda, trucco, parrucco e tacco 12 d'ordinanza (e quanto darei per vederle camminare come ubriache in un pub londinese, dopo la foto). Intendiamoci, vestiti molto belli. A stridere è il contrasto, e vederli addosso a semiculturiste, quasi obese o spaurite ragazze abituate a fare sport e meno alle Grand Soirées. Da sinistra a destra, schierate: Sara Errani , italico orgoglio, in un drappo grigio forse avanzato da una sartoria locale di tappeti turchi, sorriso tragico e la stessa disinvoltura terrorizzata di una ragazzina maschia vestita a donna per la prima comunione. Agnieszka Radwanska esibisce sguardo viziosetto e a...

IL TORNADO AZARENKA SPAZZA VIA FLAVIA PENNETTA

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Foto di NAPARAZZI, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2. 0 La cosa straordinaria è come il pubblico americano abbia adottato Flavia Pennetta . In modo naturale i nuovayorkesi la sostengono come fosse una simpatica «paisà». Sarà per la sua composta eleganza e bellezza, sobria e mai fuori dalle righe e per le buone prove offerte in passato su quel campo, mi convinco. «Ma non hai visto contro chi gioca? Simpatizzerebbero anche per Satana, se giocasse contro quell’affare lì. Chi diavolo è una lottatrice di sumo o una lanciatrice del martello?», fa un mio amico, digiuno di tennis ma più intuitivo e meno romantico di me in queste cose.  In effetti, guardo Victoria Azarenka nel suo solito, trucido, spettacolo ululante da antifurto guastato e capisco come mai  da anni terrorizzi il pubblico di ogni latitudine terracquea. Roma-New York-Tokyo-Parigi-Melbourne. Ovunque genera smarrimento e horror vacui verso i suoi spettacoli horror-kitsch. Imbarazzo e inquiet...

FANTOZZI AZARENKA

Increscioso evento in casa: il gatto guaisce alla luna come un lupo mannaro e va a nascondersi (lo ritroverò solo stamattina, arroccato sotto il divano) dopo aver visto le agghiaccianti immagini di Victoria Azarenka , col culone levitante in un fantozziano gonnellino-mutandone ascellare da inizio secolo  « di una zia ricca », aperto sul davanti e pietosamente chiuso con uno spillo da balia francese . Un abbigliamento da antologia. Sembra ottantenne sciura che sbuffa in palestra. Assai trendy, Vika. Tra Fantozzi e Lady Gaga.  Incurante dell’eccidio estetico, cammina con maschio passo molleggiato e spara bestemmioni da camionista avvinazzato. Il dubbio è che ormai giochi sul personaggio, quasi voglia prendersi in giro da sola. È l'unica spiegazione razionale che mi viene. Altrimenti ci sarebbe da preoccuparsi. Immagino illuminati sponsor e stilisti, seduti atttorno a un tavolo: « Ok, questa ormai ha il girovita quanto la Polonia, lasciamo perdere lo stile biondona vamp e b...

ECATOMBE WIMBLEDON: FUORI DIVINITA’ E MEZZE DIVE URLANTI. ELIMINATI FEDERER, SHARAPOVA E AZARENKA

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Foto di Carine06, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Terza giornata a Wimbledon da terremoto del decimo grado della scala mercalli.  Questo pazzo Wimbledon 2013, non smette di stupire. Ma non fai in tempo a rallegrarti per il ritorno al passato e liberazione dal terricolo applicato alla finta erba, che tutto muta. Ancora. Arricchendosi di nuovi contenuti. Nell’incerto equilibrio sugli sguscianti fili d’erba, scivola sua Divinità Federer sotto i colpi del lascivo airone Stakhovsky,  ucraino che svolazza elegante da anni nel circuito e il cui nome ricorda un ispirato e squilibrato violinista polacco sordo muto. Da tempo esibisce il suo bel tennis tennis da classico attaccante in modo intermittente, un po’ penalizzato da superfici castranti e sparse violenze.  Sul calar del sole, il cardellino esce dalla gabbia arrugginita e imbrocca il match della vita. Gioca in attacco, può finalmente sprigionare compulsivi serve&volley, persino sulla secon...

TONFO NADAL, ERRANI SPAZZATA VIA DA PUIG

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Foto di Su-May, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY 2.0 24 giugno, San Giovanni Battista (o Decollato), da oggi giorno di liberazione dal ritorto “arrotinismo” che da anni deflora impunemente prati e porta vecchi fan di Edberg sull’orlo di un esaurimento nervoso. E l’ora di pranzo e mi guasto la visione di quell’erba illibata e smerigliante, assistendo all’incontro del nostro aratro a scoppio Sara Errani. Perché, in fondo, l’orrore e il trash mi attraggono, irrimediabilmente. Solo che questa volta va trasformandosi in pulp. Quasi splatter. L’italiana cede in modo impietoso, lo spettacolo è a tratti straziante. E sì che i bookmakers facevano grande affidamento su di lei (proprio stamani pagavano una sua vittoria finale appena 251 volte la posta: un record). Italiana letteralmente piallata dalla giovanottona portoricana, Monica Puig, che è il ritratto della salute. Chiappe tumide e tennis ideale per fare bene sull’erba, buon servizio, colpi piatti e profondi. Il c...

DJOKOVIC SUONA LA ZAMPOGNA FERRER

Una stretta di mano vigorosa, da uomini veri, al termine del match. Novak Djokovic ha appena finito di gonfiare come una zampogna il povero David Ferrer . Poi, finto come Giuda, lo consola, sembra dirgli: “non ti preoccupare, sei bravo. La prossima volta toccherà a te. Stai sereno.”. Quello fa una smorfia di timidezza, e con eloquente gesto della mano risponde: “sì-sì, come no. Raccontala a un altro”. E’ consapevole, l'umile zappatore valenciano. Che quasi intenerisce il mio arido cuore rivestito da una dura scorza nera.  “Se non ci fossero i primi quattro, chissà quanto avrebbe vinto, David.” si sente dire in giro da tanti pennivendoli, con l’aria di solenne saccenza. Può starci, ma si tralascia di aggiungere che in quel caso il tennis maschile raggiungerebbe un livello di bassezza mai raggiunto nemmeno ai tempi di Berasategui e Porta.  Vedo qualche highlights (non adatto ai facilmente impressionabili e malati di cuore), ed è un’esecuzione sommaria. La mattanza nelle tonnare ...

LA CONQUISTA OCEANICA DI SEPPI, L'EROE DEI TRE MONDI

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Foto di Robbie Mendelson, Wikimedia Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 E’ notte inoltrata, quando rimango sorpreso dalle gesta della giovane americana Jamie Hampton. E’ uno spettacolo inatteso, questa ragazzona dai lineamenti da cherokee dei film sugli indiani che sciorina un tennis fantastico, accelerazioni di dritto, smorzate, slice, gran servizi, che mette alla frusta niente meno che  ika Azarenka. La giovane Jamie, però, non è una pellerossa, ma nasce ventidue anni fa in Germania, dove il padre ufficiale dell'esercito americano, concupì una ragazza coreana. Gioca in modo così facile , che la forzuta sirena, dall’altro lato, mi appare la superata generazione del tennis, nel suo momento più buio . Dura poco, purtroppo. Con la sua bella mascella volitiva da ferro da stiro inghiottito, vince il secondo. Vika non ci sta, torna a me nar mazzate, nel mezzo di crisi isteriche, smadonnamenti da camionista bielorusso che scrive numeri nei bagni dell’autogrill, gote li...

US OPEN 2012 – PAGELLE RADICAL CHIC, E TINTINNANTI MINCHIATE SPARSE

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Day 0 – Sciroppatevi questo mega post numero 400 (adesivi omaggio). Che è l'ultimo. Cocomeri e mandaranci in offerta speciale. Pagelle conchiusive, gustatevele tutte (se rimanete vivi). Che tanto ci si aggiorna nel 2018, solo per celebrare il Grande Slam di questo tal Quinzio. Uomini Wags. Qualcuno trovi un lavoro a queste tope smunte. Non se ne può più. Tutte atrocemente uguali, tutte plastificate, dai lisci capelli color castagno chiaro, finte e con lo sguardo scioccamente vuoto e contrito. Dalla ormai nota “miss ajde” del circo Medrano Djokovic, alla signorina Tipsarevic e quella che (martire) si accompagna a Murray. Che senso hanno? Sono pagate dagli sponsor per quei teatrini indecorosi? Le vogliono le tv perché alzano lo share? A me ammosciano il cazzo, per usare un francesismo. Sean Connery. Ci voleva James Bond ciucco di whiskey . Fantastiche le facce di questa leggenda scozzese del cinema sulle tribune, mentre si sorprende per un gran punto. Si ad...