DAVIS CUP, AVEVO UNA CASETTA PICCOLINA IN CANADA’…
Una o due volte l’anno, il doppio diviene ago della bilancia. In bilico tra la modernità che impone le sue rigide regole spingendo la specialità all’estinzione, e la più antica competizione a squadre tennistica che rimane ancorata a quel punto. Spesso avvincente. E’ accaduto anche questo fine settimana nei confronti che delineavano le semifinali di Davis Cup 2013, seguiti facendo rapidi svolazzi intercontinentali. Usa in casa, con la grande possibilità di far fuori la Serbia di Djokovic e orfana di Tipsarevic. Bastava poco alla circense nazionale stelle e strisce: che i due trampolieri fenomeni da baraccone Isner e Querrey battessero Troicki e il doppio di trapezisti-giocolieri Bryan’s facesse il suo dovere. Invece si assiste all'ennesima maratona di quinto set in cui i due fratelli Righeira si capottano (15-13) contro La Russa Zimonjic e Bozoljac, quadrumane occhialuto tennista a tempo perso e play boy a tempo pieno. Passa la Serbia, malgrado un Djokovic menomato ...