DJOKOVIC E GOFFIN, IL BRUTTO E IL BAMBINO, SI PRESER PER MANO...
Un brivido di simpatico ribrezzo mi percorre la schiena, immaginando Marion Bartoli sofferente, tutta contrita, accigliata e sbuffante, nel proseguo del suo primo turno. Riassume pienamente lo spirito di questa giornata: uggiosa, appiccicosa, fastidiosa, che ulula petulanza a un cielo di metallo. Grigia e orrenda. Ha vinto il primo set, quell’inspiegabile buzzurro transalpino, che i francesi si trovano (non senza imbarazzo e sguardi smarriti) a dover tifare. E’, Marion, occorre premetterlo, in una delicata fase della carriera, nella quale sta provando a liberarsi (senza riuscirci) del fardello paterno, una specie di sadico domatore-scienziato. Contro “l’altra parte del cielo” Olga Govortsova, appena spiove, arranca, soffre, strepita. Il tempo umido e la sottile pioggerellina la rendono ancor più ammaliante, tutta sudata, mentre dimena i grassocci cotechini nel rituale spettacolo tribal-kitch . Tra danze insensate, urla gracchianti e colpi quadrumani. Scruto il cielo di cemento e...