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Visualizzazione dei post da novembre, 2012

STEPANEK, E L'OSCENA BELLEZZA

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L’ultimo atto della stagione 2012, va in scena alla "02 Arena" di Praga: Finale di Coppa Davis tra la Repubblica Ceca e la Spagna orfana di Rafael Nadal (un rosario in onore delle sue giunture, in via di ricrescita per sbalorditiva morfallassi). Immancabili le, pur garbate, proteste iniziali degli iberici, per la superficie ai limiti del ghiaccio antartico scelta dai padroni di casa. Che impuniti, questi cechi. Talmente irrispettosi da voler addirittura vincere. Nessuno scandalo, anzi. Il parquet scelto non pare nemmeno così estremo se paragonato agli strati di legno delle tundra visti in Svezia o ai lastroni dell’Alaska usati dagli Usa, proprio contro gli iberici, un paio d’anni fa. Spagnoli, malgrado la forzata assenza del capo carismatico, globalmente superiori come movimento tennistico, alla Repubblica Ceca. Coach Corretja, al limite del morboso-vischiosetto fratello maggiore straccia-cazzi mentre coccola i suoi rampolli al cambio campo, opta per la sicu...

JEEG-DJOKOVIC ROBOT D'ACCIAIO

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Lor signori “incruattati” perdoneranno il superficiale commento di ciò che è avvenuto alla 02 Arena. Frugale come un amplesso tra due bonobo. Finale guardata mantenendo uno strabico occhio sull’emozionante confronto elettorale per le primarie Pd. Memorabile dibattito di cui ho scritto qui . A breve mi prodigherò anche in rutilanti dissertazioni sul balletto classico dell’Opéra de Paris per una rivista francese, a quattro mani (ma ne basterebbe una) con l’adorata Eleonora Abbagnato. Vi comunicherò a tempo debito. Quando necessità imporrà. Il tennis professionistico mi piace sempre meno. I due Master (Wta e Atp) non mi hanno entusiasmato. Il mio cuore invece già pompa emozione pazza per il Master dell’ Atpchampionstour  alla Royal Alber Hall, con Johnny Mac alla difficile ricerca di una conferma. Fornirò dettagliatissimi resoconti dell’evento. Sorteggio effettuato: Gruppo A: John McEnroe, Jeremy Bates, Ivan Lendl . Gruppo B: Pat Cash, Mats Wilander, Henri Leconte. N...

LA MAGIA DI PARIGI, E GLI IMPROVVISATI EROI

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Se non avete mai baciato una donna sotto la pioggia di Parigi (citando Woody Allen), cosa potete capire dalla vita? Niente. Io la baciai nelle fratte di Fiano Romano durante un acquazzone torrenziale, ma non è la stessa cosa. La città dell’amore per eccellenza, romantica e suadente, non poteva certo permettere che si svolgesse un ridicolo torneo, senza big e privo di appeal. Parigi s’inventa eroi inesistenti, sbucati dal nulla, o riemersi da gorghi dimenticati. Storie simili a fiabe moderne, che quasi fanno scordare l’assenza dei grandi dominatori. Ricamatori consunti agli ultimi inebrianti fuochi, o giganti polacchi esplosi dalle retrovie, deflagranti come virulente supernova. Basta vedere l’attempato mancino volleante Michael Llodra, che si riscopre ancora competitivo a trentadue anni. Dopo una stagione costellata da sconfitte in serie che lo fanno sprofondare negli abissi delle classifiche, e il doppio come ancora di salvezza consolatoria. Innanzi ai tifosi di ...