BORG-MCENROE, RECENSIONE SENZA AVER VISTO IL FILM
Ho provato invano a non ricadere nella (immotivata) eccitazione di pseudo esperti tennistico-cinofili (più che cinefili), ma alla fine ho ceduto alla recensione del film Borg-McEnroe. Ho però deciso di farlo senza aver visto il film. Bene inteso che poi la suddetta pellicola l'ho vista, ma le impressioni sono state clamorosamente rispettate. Niente di nuovo, nulla di sconvolgente. Se non mera curiosità o la voglia di passare un pomeriggio al cinema alternativo alla solita, voluttuosa, masturbazione guardando un porno vintage coreano-americano (con Kim dotatissimo protagonista e Trump esperto di bdsm in mutanda di latex e pene borchiato). Bene, "Borg-McEnroe" porta in se tutti i crismi dell'inutilità cinematografica: i film sullo sport, sul tennis a maggior ragione, tendono a far cadere le palle più di un talk politico gentista su La7. La storia è già nota, sai già come va a finire, manca il pathos, la tragedia, l'imprevedibile coupe de theatre. Oltre alla difficol...