Master di Londra, Davydenko incoronato Mastro
Un Master fatto di grande equilibrio, partite combattute, in cui tutti battono tutti e perdono con tutti. Provo a mettermi nei tristi panni della Gelmini, e fare un bilancio scolastico. Tra Maestri russi dalla spaventosa sagoma draculesca (Davydenko), rudi professori emergenti (Del Potro), supplenti esaltati (Soderling), annoiati presidi dal sangue blu (Federer), simil-Pierino virtuosi dell'onanismo acrobatico (Murray), bulletti senza cervello (Djokovic), ex capi d'istituto rivoluzionari (Nadal), studentelli pavidamente zompettanti (Verdasco). Davydenko: 8. La forza della schiva semplicità al potere. Il cencio esangue, senza capelli, e che porta a spasso spallucce scoscese e fisico da cavalletta deperita, diventa il meritato “maestro dei maestri”. Stretto in una maglietta accollata, e pantaloncini ascellari di fantozziana memoria, esibisce un tennis essenziale, pulito e utile alla bisogna. Tutt'altro che gradevole a vedersi, ma al tennis gioca meglio di tanti sopravvaluta...