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Visualizzazione dei post da giugno, 2013

WIMBLEDON 2013: ANALISI E PREVISIONI DEGLI OTTAVI DI FINALE

In fila indiana, come i loro neuroni provati, ci abbandonano: Paire, Gasquet e Gulbis. Niente a che vedere col sisma del decimo grado della scala Mercalli che ha colpito invece la parte bassa del tabellone, sia femminile che maschile, nei giorni scorsi. Vincono, pur con qualche balbettio, Berdych, Ferrer (rimbambito da “neurodeliri Dolgopolov”) e Djokovic. Tra le donne avanzano garrule Radwanska, Vinci, Li e Serena sulla povera ed eroica Kimiko, uscita incolume e sorridente, dopo aver tenuto il campo in modo dignitosissimo. In un solo set ha vinto più giochi di quanti non ne avesse vinti una top ten terricola a Parigi. Vale le prime 50, a 43 anni. Traete voi ogni conclusione. Uomini Djokovic - Haas . Nel terzo turno più atteso (e un po’ deludente), Tommy la spunta su Feliciano, iberico bello e indolente, intento a specchiarsi in un ruscelletto e dirsi “ammappete se sono figo io e che volée che gioco, sempre io…” . Djokovic col freno tirato fino ad ora, chiamato a mollare gli ...

DUSTIN BROWN E STAKHOVSKY FALLISCONO LA PROVA DEL NOVE

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Foto di si.robi, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Le fiabe finiscono in piovosi tramonti londinesi. La scoppiettante e imprevedibile estemporaneità attaccante di Dustin Brown è forse simbolo dell’erba allucinogena che sta scombinando i piani, in modo quasi sadico. Dalle qualificazioni, fino al terzo turno. Per giunta contro un francese mite, tale Mannarino , mancino, lezioso talento dal temperamento di ballerina con l’esaurimento nervoso prima di un saggio con Garrison Rochelle. Bel braccio, ma di meglio Dustin non poteva trovare per giocarsi l’accesso agli ottavi di Wimbledon. Confronto da challenger di Orbetello (primo turno, da non teste di serie). E Dustin perde il suo Jammin’ tennis delirante e spesso involontario, come il sorriso incosciente durante una serata fumogena .  Nessun servizio, stop volley folli e show sparsi. Oggi proprio niente di niente, magia finita. Solo mal di testa, dopo il party. Lemme lemme, il francesino surreale, con un nido...

LA PIOGGIA (E LA NOIA) DOPO LA TEMPESTA

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E’ successo tutto ieri. E oggi è tornata la calma apparente, con una specie di arcobaleno che precede l’acquazzone serale. Perché va tutto all’incontrario, in questa folle edizione di Wimbledon. Programma ritardato e un solo incontro in atto, sul centrale coperto dal tetto.  Si destreggia Djokovic, con l’attenzione di chi sta camminando su uno strato di uova appena covate dalla chioccia. Tale e tanto il margine di sicurezza con l’avversario, che può permetterselo. Più dei colpi dell’americano Reynolds , una specie di Kevin Spacey nella peggiore interpretazione di un tennista anchilosato e in là con gli anni, mira a salvare le giunture e resistere a quella serra in cui pare debba esserci un’umidità al 98%, come nelle risaie di Singapore. Nole chiude in tre rapidi set. Persiste la pioggia, e uno si attende che spostino qualche match sul centrale. Tanto per assistere a qualche incontro serale al coperto, sul campo illuminato. Invece, niente. Pare che la regina abbia imposto un ferreo ...

ECATOMBE WIMBLEDON: FUORI DIVINITA’ E MEZZE DIVE URLANTI. ELIMINATI FEDERER, SHARAPOVA E AZARENKA

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Foto di Carine06, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Terza giornata a Wimbledon da terremoto del decimo grado della scala mercalli.  Questo pazzo Wimbledon 2013, non smette di stupire. Ma non fai in tempo a rallegrarti per il ritorno al passato e liberazione dal terricolo applicato alla finta erba, che tutto muta. Ancora. Arricchendosi di nuovi contenuti. Nell’incerto equilibrio sugli sguscianti fili d’erba, scivola sua Divinità Federer sotto i colpi del lascivo airone Stakhovsky,  ucraino che svolazza elegante da anni nel circuito e il cui nome ricorda un ispirato e squilibrato violinista polacco sordo muto. Da tempo esibisce il suo bel tennis tennis da classico attaccante in modo intermittente, un po’ penalizzato da superfici castranti e sparse violenze.  Sul calar del sole, il cardellino esce dalla gabbia arrugginita e imbrocca il match della vita. Gioca in attacco, può finalmente sprigionare compulsivi serve&volley, persino sulla secon...

SERENA E MASHA, DIVE DA PORTINERIA. MITOLOGICA KIMIKO DATE

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Foto di Diliff, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-3.0 Stamattina all’alba, in treno, leggevo un giornale. Capita anche a me. Nella pagina dello sport/spettacolo/gossip, ancora gli echi della querelle Sharapova-Serena Williams, che ha messo un po’ di pepe ai primi giorni dei Championships. Tralasciando alcune intense considerazioni da strisciante razzismo di ritorno venato d’ignoranza tecnica (“la bellezza ed eleganza tennistica della russa, contro l’esclusiva potenza dell’americana”) lette qui e là, provo a darne un significato psicologico, trasformandomi in Meluzzi (quello dei rosari collettivo in rete): Serena deve trovare nuovi stimoli. Su terra, contro una Sharapova rabbiosa e al suo massimo, ha stravinto. Stravince con tutte. Qui, su erba, rischia di rilassarsi , addormentarsi come sonnecchiosa pantera all’ora della siesta. E allora s’è divertita a punzecchiare la sua principale avversaria con frivole considerazioni su party e conferenze stampa noiose. I...

TONFO NADAL, ERRANI SPAZZATA VIA DA PUIG

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Foto di Su-May, Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY 2.0 24 giugno, San Giovanni Battista (o Decollato), da oggi giorno di liberazione dal ritorto “arrotinismo” che da anni deflora impunemente prati e porta vecchi fan di Edberg sull’orlo di un esaurimento nervoso. E l’ora di pranzo e mi guasto la visione di quell’erba illibata e smerigliante, assistendo all’incontro del nostro aratro a scoppio Sara Errani. Perché, in fondo, l’orrore e il trash mi attraggono, irrimediabilmente. Solo che questa volta va trasformandosi in pulp. Quasi splatter. L’italiana cede in modo impietoso, lo spettacolo è a tratti straziante. E sì che i bookmakers facevano grande affidamento su di lei (proprio stamani pagavano una sua vittoria finale appena 251 volte la posta: un record). Italiana letteralmente piallata dalla giovanottona portoricana, Monica Puig, che è il ritratto della salute. Chiappe tumide e tennis ideale per fare bene sull’erba, buon servizio, colpi piatti e profondi. Il c...

WIMBLEDON 2013 - SORTEGGIATI I TABELLONI: POSSIBILE FEDERER-NADAL NEI QUARTI

Sorteggiati i tabelloni dei Championships 2013. Tra le donne, chi fermerà Serena? Un cataclisma, l’evenienza più attendibile. Vika e Masha, a suon di ragli, si sfideranno per perderci in finale. Tra gli uomini, Federer o Nadal nella semifinale di Murray. Ferrer (Alund o il fantasma formaggino) in quella di Djokovic. Buon Dio. Salvateci dalla zappa e dalle sue terga sfacciate. Se proprio volete farvi del male, scommettete un euro di numero sull’accoppiata di vincenti della manifestazione: Ferrer ed Errani. Rispettivamente a 81,00 e 151,00. Con un euro portereste a casa (ma la casa non ci sarà più, sommersa da un maremoto) 12231 euri. "Solo" 6116, in caso si piazzassero entrambi in finale. Pensateci. O investitelo comprando un cheesburger. Meglio. Donne S.Williams-Kerber. Sul cammino di Serena l’inossidabile milf tascabile Kimiko Date. 43 anni di leziosa irriducibilità made in Giappone. Confronto di terzo turno che potrebbe rivelarsi cruento e storico, ...

ATP HALLE, FEDERER AGGANCIA MCENROE E VEDE WIMBLEDON

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Sull’erba di Halle, ormai lo sappiamo da anni, ogni volta va in scena una specie di tennistico concerto dell’Orchestra Filarmonica di Vienna. Drogata catarsi di sviolinanti sinfonie a una mano che s’incrociano tra il verde che domina tutto. Quasi un miraggio, nel barbaro mare di tribali suonatori di tamburi, trionfanti nel resto della stagione. L’atmosfera è così diversa al Gerry Weber Open, che contagia anche Gael Monfils. Il francese mette il mantello da Bahrami e inizia a intrattenere il pubblico con circensi trovate assolutamente inutili. Smash al salto da fondo, doppie finte piroettate su smash in sospensione e tutto un campionario di faccette irridenti, risate, passi ciondolati e siparietti. Dall’altra parte, Haas e un basito Hernych (afflitto ceco di lunga milizia ormai in disgrazia), che (bontà loro) giocano solo un bel tennis. Divertente, ma finto come una banconota di tre euro, Gael. E non è "bastiancontrarismo" a tutti i costi. Perché un simile compo...

SARA ERRANI, E LE ALTE QUOTE

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“Spiace vedere come continui a non voler ammettere il valore di Sara Errani. Ormai non è più un exploit casuale, ma realtà mondiale. Forse lo fai per faziosità, partito preso e non ammettere d’esserti sbagliato. Solo gli stupidi però non cambiano mai idea…(etc)”. Da un pacifico scambio di mail, qualche giorno fa, spunto per una riflessione ad ampio respiro (catarroso). Solo gli stupidi non cambiano idea, certo. Gli stupidi e imbecilli la cambiano per convenienza o per aver letto due numeri in croce, senza capirli. Gli stupidi, imbecilli e nazionalisti poi (come gli estremisti religiosi), accecati, riescono a vedere quello che chi osserva tennis senza bandiere nazionalistiche, ma per il semplice piacere di farlo, non può vedere. Tralasciando il discorso estetico (mi ripugnano i suoi colpi, le urla e l'atteggiamento, che posso farci?) e giudicando solo la competitività, trovavo e trovo Errani un’operosa formichina arrotatrice, lodevolissima e da ammirare. Un vero mirac...