NEXT GEN: IL TENNIS FAST FOOD DEL TREMILA
Spinto da antropologica curiosità, ho assistito a qualche incontro delle NexGen finals di scena a Milano, una sorta di Masters tra i migliori sette under 21 del tennis mondiale (più uno del terzo mondo italiano, per dovere di ospitalità). Urge qualche implacabile considerazione, sia sui giovanotti che sulle novità introdotte dalla manifestazione in vista di applicazione generale in futuro: set veloci (a 4), deciding point, abolizione del net sul servizi, coching con tanto di cuffie stile "Lascia o raddoppia" o Robertino ("ho vindo quacchecosa?") e altre mirabilie della modernità che ora mi sfuggiranno. Scopo evidente di questo tennis fast food sarebbe snellire il giuoco senza tediare troppo lo spettatore, che non è più quello del tv in bianco e nero ma guarda le partite sullo smartphone, twitta, si selfa, ha premura perché rischia di saltare la lezione di pilates postando una stories sull'Instagram mentre gratta le palle a un gatto nudo al tramonto. Il mondo va ...