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L'ITALTENNIS SI ARENA NELLA TUNDRA

Lidkoping l'Italia fallisce il ritorno nella serie A di Davis, dopo dieci anni. Contro un Soderling ingiocabile per tutti i nostri e l'impresentabile Vinciguerra, il doppio è risultato decisivo per l'intero confronto, e con esiti nefasti per i colori azzurri. Simone Bolelli: 4. Sempre con quel fantastico incedere ed atteggiamento di chi ha appena mangiato una sontuosa "amatriciana" e come maggior obiettivo di giornata anela uno stuzzicadenti per pulire la dentatura. Barazzutti lo piazza in doppio, dove il gran talento di Budrio sciorina il solito bel tennis senza gambe e piedi. Qualche bel dritto, poi una sequenza imbarazzante di aberrazioni "volleanti", con gli stessi riflessi saettanti di una lumaca artritica. Reattività e movenze da soldatino in terracotta con lo sguardo triste. Dopo due ore si spegne anche fisicamente, al cospetto dei due attempati svedesi che in due fanno settant'anni. Sorge il dubbio che avrebbe ceduto alla distanza e di pur...

BOLELLI, CRISI INFINITA

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Mentre Berrer, tedesco preso in cura da Pistolesi raggiunge la finale di Zagabria, il tennista di Budrio inanella l'ennesima sconcertante sconfitta.  Al peggio non c'è mai fine. Per conferme, chiedere a Simone Bolelli, sprofondato al 110.mo posto nel ranking Atp. Tra l'America, Rotterdam e Ponte di legno. Era in tabellone a San Josè. No, poi ha preferito evitarsi una assai faticosa trasferta transoceanica, iscrivendosi a Rotterdam. Vuoi mettere gli americani? Anche a lui darà fastidio quella loro insopportabile mania di strafogarsi hot-dog sugli spalti e friggere le persone sulla sedia elettrica. Meglio la vecchia Europa ed un viaggio meno stressante. Ma in Olanda Bolelli non aveva la classifica per entrare. Bel problema, per l'ispettore Clusoe. A Bergamo si gioca un importante torneo challenger. Gli organizzatori tendono una mano nel momento del bisogno, offrendogli una wild card per il tabellone principale. Marcos Baghdatis, cipriota che pure ha giocato una finale ...

Bolelli, un'estate da leone

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Capita di scrivere di Petzschner che batterà Nadal, e qualcuno avrà preso la burla surreale per vicenda seria. Succede di leggere articoli seriosi, dei soliti commentatori italioti, e ci si fa grasse risate. Il sugo della questione: Ieri, nel primo turno del Masters 1000 di Cincinnati, si affrontavano Philipp Picasso Petzschner e l'impavido eroe italico, Simone Bolelli . La partita non l'ho vista, per motivi di salute: Una sbronza paurosa, ed i postumi che ancora mi porto attaccati come ricci di mare avvinghiati allo spaghettino col sughetto di mare. Niente paura, se ne può scrivere ugualmente. Semplicemente, commentando il risultato e come è stato accolto. Meglio di chi finge di aver visto, ed inventa frescacce buone per i chirichetti. Stamane leggevo distrattamente alcuni commenti. Grosso modo, il tenore di quasi tutti, era: "Ennesima occasione sprecata per Simone Bolelli, dopo le ottime qualificazioni (ha sconfitto dei pupazzetti del circo n.d.r), il talentuoso ital...