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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

WIMBLEDON 2026, DRAW E PREDICTION

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Uno sguardo a sorteggio dei tabelloni, pronostici e scommesse su Wimbledon 2026 Chi vincerà Wimbledon 2026? Scommesse folli, con raziocinio Ci son cascato di nuovo, cantava il Johnny Rotten italiano Achille Lauro. Colto da frenesia tipster, qualche giorno fa ho puntato i miei due centesimi sulla vittoria finale di Wimbledon su Karolina Muchova a 41,00, già scesa a 23,00 (come se l'inutile vittoria a Bad Homborg cambiasse qualcosa). Puntata che ci sta, in un tabellone femminile senza padrone, dove le tre più forti hanno paura pure della propria ombra e con Serena che non si sa. Le favorite per me sono Andreeva, Kostyuk, Keys e Anisimova. Ma almeno in 20/25 possono provarci. Quindi, hai visto mai. Nel maschile, più che considerazioni tecnico-tattiche o psicologiche, servirebbero: un metereologo, un medico della mutua esperto in ossa rotte e un primario di geriatria. Sinner ovvio favorito, se non avrà colpi di calore. Dalla sua parte Djokovic, reumatismi e gotta permettendo. Nella par...

IL RITORNO DI SERENA WILLIAMS, TRA RICORDI DI FOREMAN, ALÌ E TYSON

L'annuncio tanto atteso (ma anche no) è arrivato: Serena Williams torna a giocare. La leggenda Usa riceverà una wild card per il tabellobe di Wimbledon anche in singolare. Se sia semplice apparizione da sponsor, una trovata pubblicitaria della Wta in astinenza di personaggi o se si tratti di un ritorno a tutti gli effetti, cw lo dirà il tempo. E il campo. Alì-Foreman, the "Rumble in the jungle" a Kinshasa Sfidando la puntura di una mosca cavallina che mi ha reso il pondulo del piede destro delle dimensioni di un Rocco Siffredi barzotto, vi scrivo quanto segue. Che poi me lo dimentico, tra cinque minuti. Pensavo a George Foreman, quando ormai in età avanzata decise di tornare sul ring, a cavallo tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio dei ‘90. La storia, come ogni vicenda legata ai grandi ritorni, mi affascinò non poco. Avevo letto qualcosa su di lui. La leggendaria “Rumble in the jungle” a Kinshasa in Zaire nel 1974. La sfida con Muhammad Ali e centomila spettatori infe...

FINALMENTE ZVEREV, ANDREEVA REGINA. PAGELLE IGNORANTI DEL ROLAND GARROS 2026

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Bilancio conclusivo del Roland Garros 2026. Zverev coglie finalmente il primo successo slam, regolando un buon Cobolli in finale. Tra le donne, niente può la sorpresa Chwalinska contro una solida Andreeva Foto Like tears in rain, Licenza Creative Commommons CC-BY-SA 4.0 Zverev 9 Alleluja! Gaudemus! Alla fine ce l’ha fatta! Non si può dire che non ci abbia provato anche stavolta a perderla, mettendoci tutto se stesso e ognuno dei suoi tragici marchi di fabbrica da cagon supremo. Ma stavolta era troppo anche per lui. Provate a immaginare se, dopo aver perso in quel modo tremebondo il tie-break del quarto set, dall'altra parte della rete invece del pur encomiabile Cobolli ci fossero stati Sinner, Alcaraz o Musetti (ma pure Rune), per non parlare di Nadal, Federer o Djokovic. Se lo sarebbero sbranato.  Insomma, Sasha vince finalmente uno slam, dimostrando come mai non l'aveva mai vinto e perché lo poteva portare a casa solo in simili, straordinarie, circostanze. Cose che possono c...

QUESTO PAZZO, PAZZO, PAZZO ROLAND GARROS

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Il più folle, imprevedibile e divertente slam a cui ho assistito da quando seguo questo mefistofelico sport, in grado di rigenerarsi e trovare nuova linfa quando meno te lo aspetti L'assenza di Sinner e Alcaraz ha portato una ventata di eroismo al Roland Garros 2026? Tabellone maschile e femminile allineato alle semifinali e, comunque vada, avremo dei novelli vincitori slam. Cosa mai abbia acceso all'improvviso questa miccia esplosiva di match epici, tirati e avvincenti, chi può dirlo. Parecchio affascinante la tesi che, mancando Alcaraz e Sinner, in molti abbiano avvertito, consciamente o inconsciamente, l'istinto di dare qualcosa in più in campo. Discorso che può valere per Djokovic o Zverev. Magari per Cobolli o Aliassime. E che, serbo a parte, sono stati propio quelli che hanno giocato i match più canonicamente noiosi. Parecchio fantasioso pensare che Matteo Arnaldi abbia giocato una maratona monumentale col bestione Collignon pensando all'assenza dei due carnefici....