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Australian Open - seconda giornata - Federer tentenna, cede Soderling, delirio Youzhny. Solita caporetto dell'italtennis maschile

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L'interruzione per pioggia aveva allungato e condito di un certo sapore romantico, l'ultima comparsata del piccolo e irriducibile funambolo francese, Fabrice Santoro . Quella del record del settantesimo slam giocato. A "The magicien", non riesce l'ultimo numero, con tanto di coniglio tirato fuori dal cilindro, ma se ne va in modo dignitoso. Per un'ora, regge l'urto del giovane Cilic , esibendo gli ultimi magheggi quadrumani, presenti nello sconfinato repertorio di trucchi e diavolerie irridenti. Roger Federer risponde in modo ancor più svagato alle leggere amnesie di Nadal e Del Potro, il giorno prima. Igor Andreev, russo in crisi involutiva (ammesso che un'evoluzione ci sia mai stata), appariva avversario di maggior livello. L'elvetico soffre oltremodo gli arrotoni anomali del russo. Sembra si sia mangiato un quarto di bue a colazione. Si muove sinistramente, simile ad un mammuth piombato, desideroso di esibirsi in danze antiche. Ad un passo da...

Storie di talenti dimenticati. Youzhny, Baghdatis, Malisse, Young, Schiavone

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Una settimana che svela storie di talenti, infortuni, promesse, carriere sprecate, come lagate da un invisibile file rouge. Ci rifletto e ne scrivo, dopo una fugace, ma avvincente lettura dello scontro politico in atto (a suon di battone, escort, marchette e trans a pagamento). Il talento schizoide di Mikhail Youzhny viene fuori all'improvviso a Mosca, nel gelo del suo torneo di casa. L'autoflagellante russo dalle mascelle abnormi, come per magia, tira fuori dal suo cilindro di trucchi e parrucchi, quel rovescio antico, melodioso e incantatore, col quale potrebbe stordire ed affettare quasi tutti, oppure cuocere, salare e pepare un ovetto alla coque. Trionfa e rimane un mistero buffo, come un simile personaggio non sia costantemente tra i primi dieci al mondo. Forse perchè è semi infermo di mente. Tra le ghiacciate lande del nord della Svezia, rifiorisce d'incanto, il talento stroncato di Marcos Baghdatis (foto), cipriota dal sangue caldo. Dopo la finale dell'Aust...

Ve lo racconto io, Wimbledon. Giorno 2. La regina soffocherà Murray, Marat malinconico addio, Picasso Petzschner e maghetto Santoro col vento in poppa

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Un bel sole sui campi di Wimbledon. Temporale e pioggia a catinelle dalle mie parti. Cosa interesserà ai miei due (occasionali) lettori? Niente. Ambiente elettrico e frizzante sul centrale di Wimbledon. Era il grande giorno per gli inglesi. Eccitati e trepidanti come pulzelle illibate alla prima notte di nozze, accolgono l'ingresso in campo del loro eroe Andy Murray , impegnato nel primo turno del torneo contro l'abbordabilissimo americano Kendrick. E già questo appare eccessivo. Se poi si riflette che Andy è pure scozzese, il dubbio che quello di Albione sia un popolo bizzarro, s'insinua subdolo. Come se tra vent'anni, con la padania governata dal moderatissimo Borghezio, al torneo per l'orgoglio padano di Cinisello Balsamo, i verdi locali andassero in visibilio per un napoletano. Grosso modo. Ma va beh, cosa attendersi da un popolo che venera un'ottuagenaria regina con bizzarri cappellini? In Italia venerano un attempato semi-messia che va a puttane di gran...