TAYLOR TOWNSEND, JOSEPHINE BAKER TRAVESTITA DA SUPERMAC
Foto di Robbiesaurus, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 2.0 Più di cento discese a rete. Centoquattro, fottutissime, discese a rete. Non so da quanto tempo non si vedesse una cosa simile, forse dai tempi di Ramesh Krishnan sull'erba di Calcutta appena concimata di sterco. Pomeriggio americano, tarda serata italiana. Suona l'allarme sul centrale di Flushing Meadows. Accorrete, infedeli, una rotondetta nera americana sui cento chili, col culone in mutandoni fiorellati, sta facendo impazzire quella che dovrebbe essere la numero uno al mondo, Simona Halep. Spettacolo delirante, Taylor Townsend. Ne scrissi anni fa, forse tre o quattrocento, di questa delizia dal talento sovrappeso. Non è un refuso, perché più che il fisico, di eccessivo, debordante, in lei è il talento. Pazzesco, fuori dalle malvagie logiche del tempo. Attacca, prima e seconda di servizio. Sembra una missione suicida, ma superba. Bellissima . Perde il primo set. Non sarà mai numero uno, resterà a basculare fuori...