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FLORIAN MAYER, IL BRIOSO SEPPI TEDESCO

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Foto di Roberta F Wiki Commons, Licenza Creative Commons CC-BY-SA 3.0 Australian Open - Day 3 Hanno lasciato i rispettivi reparti di psichiatria a geriatria, Richard «coer de lion» Gasquet e «Nosferatu» Davydenko , per trasferirsi in quello dei «grandi traumi».  E' inquietante lo spettacolo cui assisto nei primi giochi. Il francese, con la schiena dolente, sembra poterci lasciare le penne d'allocco, malgrado un avversario versione macchinetta dalle pile scariche. Poi però, a parità di condizioni inferme, a prevalere è il gran braccio del francese. E quando quello canta, fino a un certo punto, c'è poco da fare. Contro qualcuno giovane e in salute, forse anche uno dei custodi della Rod Laver Arena, rischia di abbandonarci. Nella mia consueta oretta marzullesca da «Mezzanotte e dintorni», è però altro a colpirmi. Una tizia americana di origine italiana o panamense o russa (boh), Irina Falconi , più larga che alta (1,07 circa) e pesante circa un quintale...

FEDERER, COME PESANTE BALLERINA. IN GERMANIA SBOCCIA FOGNINI

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Cialtroneggiando di tennis sotto l'albero di fico, tra nubi che danzano simili a ballerine monche con i baffi Mezz’estate di organghi, kazake rimpatriate, Miss Italia censurate e tennistiche stelle cadenti. Capita di assistere al terzo set del confronto tra Roger Federer e Florian Mayer. E l’angoscia mi coglie nel vederlo arrancare, mentre lo smunto padrone di casa scucchiaia colpi come un turista accaldato alla fermata del bus numero 590. Federer trascina i passi, scrolla la schiena per liberarsi di fantasmi fisici e mentali. E parte con un ace nel “sette”. Gioca sui due colpi, la porta a casa. Di algida tigna. Ci mancava, nello sconfinato campionario svizzero. Ma, ripeto, che angoscia. L’angoscia data da uno non pratico, che con gli umani non ci può giocare, parafrasando Guccini. Ero il primo a dirlo, a preparare la sua torcida: bisogna fare i conti con l’età, col trascorrere inesorabile del tempo, come perle di collane di tristezza (ancora il Maestro di Pa...

WIMBLEDON 2012 - IL RUGGITO DI SERENA WILLIAMS

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Day 8 – Dal vostro inviato nella city. Che se poi il figlio della Fico fosse il frutto di uno sconcio amore tra la soubrette ed un priapo delle "cene eleganti"? In questo disconnesso e confusionario viaggio nell’acquitrinoso ed umido fiume Wimbledon, trasportati da un Caronte sbronzo come una bestia, solo all’ottavo giorno di navigazione mi rendo conto d’aver dato poco spazio al tabellone femminile. Il terrore che possano trascinarmi in uno di quei salotti della D’Urso per crocefiggermi, è paralizzante. Nella notte ho sognato d’essere assalito dalle varie Mussolini e Santanchè, con le due che aizzavano le anziane spettatrici a scotennarmi in diretta. Prima di destarmi, una coi capelli color mandarancio inveiva con voce stridula: “assassinio mascolisto”.  Ed allora eccovi accontentati. Tra scrosci d’acqua continui che stanno funestando quest’edizione dei championships, il tabellone femminile provava a decidere le sue quattro semifinaliste. Situazione str...

DOKIC E PETZSCHNER, UN TRANQUILLO WEEK END DI DELIRIO

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L'improvvisa zampata di Jelena . Non sarà certo Wimbledon, dove una Jelena ancora sedicenne e di nazionalità serba, giunse in semifinale. Ma Kuala Lumpur finirà per valerne cento, di championships. Molti anni e chili dopo, ma liberatasi dalla opprimente cappa d’orrore rappresentata dello squilibrato babbo, riecco la nuova Jelena Dokic . Quasi inattesa, a simili livelli. Un torneo condotto sul filo del rasoio e vinto lottando come una tigre della Malesia, fin dal dal match d’esordio. Sull’orlo della sconfitta con Francesca Schiavone, prima che l’italiana urlante mollasse gli ormeggi per un presunto infortunio. E poi ancora ad un quindici dalla sconfitta con la tascabile bambolina di Osaka Karumi Nara di cui son già pazzo (Karumi è questa qui , con tremolanti fiammelle d’emozione contrita negli occhi a mandorla, come in un cartone animato. Guardate tutte le foto, comprese quelle in cui i suoi 142 centimetri scarsi svettano tra la bambolona Wozniacki e la maschia Schiavone, e pr...