MAMMA RAI AL ROLAND GARROS
La notizia è di quelle che provocano una paralisi aortica o una peristalsi rettale: Mamma Rai, dopo decadi di tombale censura, opziona il Roland Garros 2012. Siticazzi, vien da ripetere strofinando gli occhietti cisposi. Tornano alla mente indimenticabili sequenze ormai datate venti, venticinque anni fa. L’ora di pranzo ed un eroico italiano smilzo e talentuoso che scuoteva la criniera e tra un giubilante balzello e l’altro, arrivava ad un passo dall’impresa di battere il titubante e macchinoso Ivan Lendl da erba. Paolo Canè, sul centrale di Wimbledon, sospinto dalle coronarie in apnea del Bisteccone Galeazzi. Perché un tempo l’Italia aveva anche tennnisti divertenti, e trasmetteva lo sport della racchetta. Ma, avendo una madre così premurosa e lungimirante dall’esser più felice se a scuola non ci andavo e rimanevo a casa, ci si poteva imbattere anche in una mattutina diretta che dava sul futuro: un diciassettenne tappo della chinatown americana (Michael Chang, si ch...