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Visualizzazione dei post da settembre, 2016

Gli hacker e la guerra frigida del doping Usa-Russia, Cia e Kgb

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In molti (due squilibrati in detenzione al manicomio criminale di Aversa) mi hanno chiesto di fare luce sull'incresciosa vicenda doping esplosa negli ultimi giorni. Non mi sottraggo, premettendo di non sapere un cazzo di niente. O almeno, ne so per quanto si legge dai giornali, che non sanno un cazzo di niente. L'antefatto. Molti atleti russi (tra cui la Divina urlante Sharapova) risultano positivi a sostanze illecite, tra cui il Meldonium o Spermonium che dir si voglia. Ovvia squalifica per l'urlatrice e le altre. Una specie di doping di stato che si ripropone ciclicamente come la peperonata, con tanto di tarantelle sull'esclusione di tutti gli altleti russi dall'olimpiade di Rio, di Tokio e forse di Roma (Raggi permettendo, altrimenti si disputeranno a Grumo di Puglia e a Vico Equense: il governatore della Puglia Emiliano e il sindaco di Napoli De Magistris sono fiduciosi).  I fatti recenti. Ne nasce una scontata battaglia diplomatica (anche) ...

US OPEN 2016 - STAN WAWRINKA IL CASTIGAMATTI

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Torneo strano, imprevedibile, zeppo di risultati sorprendenti. Nel maschile Wawrinka si conferma bestia nera di Djokovic. Ta le donne, trionfo della Kerber, con epocale passaggio di consegne al numero uno. Uomini Stan Wawrinka 8. Terzo slam, al culmine della solita cavalcata, fatta di battaglie epiche e cruente. Mediocre, fino al patetico, negli altri tornei, negli slam i suoi bruofoli si accendono di una gladiatoria rabbia primordiale. Si esalta nella lotta, arrivando nelle fasi finali del torneo (finalmente) tirato a lucido e motivato. Sotto gli occhi commossi e a cuoricino della fidanzatina ninfetta Donna Vekic, un amore stile film di Moccia (amore 14), abbatte ancora Djokovic, per una semplice ragione, forse due. Rispetto alle consuete vittime rassegnate del numero uno, lui ha carattere per non farsi intimidire. Non è condizionato da sceneggiate, pianti, medical time out tattici e ha colpi (tali, tanti e continui) da non lasciarsi scoraggiare dopo cinque o sei d...

US OPEN 2016 - VISIONI E PRONOSTICI, ORFANI DI SUA DIVINITA' FEDERER

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Prima settimana dell'Us Open alle spalle, tra rimpianti, sbadigli, muggiti orrendi, equilibrio apparente e rari slanci di divertimento. Manca Roger Federer, in un'anticipazione di quello che potrà essere dopo il suo ritiro. Pur senza essere il favorito, la sua assenza ha paradossalmente mischiato le carte creando una situazione di abulica incertezza. Potere dell'ultraterreno. Manca soprattutto uno dei pochi spunti d'interesse delle ultime stagioni: riuscirà il Divino a piazzare una inattesa, immacolata, ultima stoccata di giustezza? Un plastico colpo di coda in sospensione mentre percuote un dritto in veemente leggerezza? Qualcuno l'ha avvistato, di bianco, sulle rive dell'Hudson intento a moltiplicare  pani e pesci. Altri giurano di averlo sentito impartire un Urbi et Orbi ai fedeli affranti, dalla finestra di Piazza San Pietro. I più credibili l'hanno visto ammazzare a suon di feroci sciabolate un drappello di muggenti falegnami della racchet...